martedì 10 dicembre 2013

Amorphis - live Milano, 26 novembre 2013



In super-colpevole ritardo (due settimane!) eccovi finalmente qualche riga e alcune foto dal concerto degli Amorphis. Meglio: dal concerto dei miei adorati Amorphis. Sono stata all'Alcatraz di Milano per loro, infatti, il 26 novembre, insieme a Luca Tarenzi (che ormai sa quanto sia... virale la musica che gli faccio ascoltare XD) e con il piacere di incontrare in loco altri amici (ciao Andy, ciao Marco). Si sa, i metallari sono una grande e felice famiglia.

Io amo gli Amorphis. Mi piacevano i dischi vecchi e amo alla follia la loro attuale formazione, con Tomi Joutsen alla voce. Tomi Joutsen che, come vi ho detto, è il prototipo fisico per il mio Lucifero in Angelize, per cui ho passato metà concerto a scambiare con Luca commenti del tipo "guarda quello sguardo da Lucifero! Guarda quel gesto da Lucifero!" Sì, sono fissata, non c'è bisogno che lo facciate notare.
Comunque, a parte le mie personali follie, resta il fatto che gli Amorphis, from Finland, sono una band grandiosa, garanzia di qualità su disco così come dal vivo. Ormai li ho visti tre volte, se non calcolo male, e mai che mi abbiano deluso.
Aprono gli Starkill, giovani americani che mi ricordano più o meno i Children of Bodom, di recente messi sotto contratto da Century Media (mah). Si impegnano, ma per quanto mi riguarda passano abbastanza inosservati (salvo il lungocrinito bassista, che era notevole). Non mi sovvengono brani che mi abbiano particolarmente impressionato, ma in bocca al lupo a loro.
Diciamolo, comunque: io aspettavo gli Amorphis. Il pubblico non è moltissimo e il palco preparato è quello piccolo, non quello principale sul quale, per esempio, ho ormai visto più di una volta i Blind Guardian, e svariate altre band. Tuttavia, quando gli Amorphis salgono on stage, la gente si è avvicinata e lo spazio per muoversi non è più molto. E il pubblico è caloroso nel premiare i finlandesi, che, guidati da Tomi con i lunghissimi rasta, propongono un mix di pezzi storici, brani inevitabilmente tratti dall'ultimo album, Circle, e nuovi classici dell'era recente. Scordandosi nel mio album preferito, quel capolavoro di Silent waters, ma spaziando da Shades of gray alla bella Sampo da Skyforger, dal classico My kantele al singolo Silver bride, da Into hiding a The smoke, fino a una chiusura col botto: una delle mie preferite di sempre, You I need, che per me ha un significato tutto speciale, Hopeless days singolo dall'ultimo album, e, dopo la pausa, il bis con il trio Sky is mine, Black winter day e House of sleep.
Non ci sono sbavature, non ci sono incertezze; rimpiango la mancanza di tanti brani che amo, ma, d'altronde, i dischi del gruppo sono tanti ed è inevitabile che qualcosa resti fuori, soprattutto cercando di non scordare le diverse "anime" che la band ha assunto, dal passato più death, al periodo Pasi Koskinen, fino all'attuale magnificenza dall'album Eclipse in poi. Non conta quante volte io vada a vedere gli Amorphis dal vivo, quando passano dal nord Italia sono per me un appuntamento cui difficilmente rinuncio.

Tutte le foto potete vederle a questo link.



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