giovedì 28 novembre 2013

Back soon

Sì, dovrei scrivere il post sul concerto degli Amorphis.
Sì, anche quello per la "colonna sonora" del venerdì.
Ne sono consapevole.

Ma sono stanca, stanchissima, stancherrima.
Ma sarò spessissimo via in questi giorni.
Ma anche ora che butto giù queste righe di corsa ciondolo dal sonno.
Perciò, abbiate pazienza.

I post arriveranno. Mi rifarò viva. Recupererò il sonno arretrato. E altri buoni propositi del genere.
Nel frattempo, sappiate solo che:
- il concerto è stato una figata totale
- essendoci andata con Luca Tarenzi (sì, gli scrittori fantasy hanno un'anima profondamente metal) ho anche avuto modo di chiacchierare a lungo di letture, di scrittura, di M. e di altri progetto miei e suoi, quindi quel poco del mio cervello che è ancora attivo formicola di ispirazioni positive, brusio fertile di idee, voglia di sistemare un paio di cosette nel testo di quel romanzo. Non ho tempo né forza per farlo, ma sì, l'atmosfera positiva aiuta.
- questo week end non esiste. Come quello scorso. Cioè, a parte le serate di venerdì e sabato, per il resto il mio week end sarà un inseguirsi di aaaaaaah devo fare/sistemare/terminare/inviare/provvedere!!! E sono un po' stanca.
- i lettori continuano a mandarmi foto, disegni, addirittura cosplay favolosi. Vi amo tutti. Pubblicherò qualcosa sul blog, pure (vedi sopra: appena avrò tempo e forze).
- i lettori di cui sopra mi mandano anche pareri. Rispondo a tutti, prometto: magari ci metto un poco ma rispondo a tutti. Grazie!
- Ingranaggi si muovono. Oh, yes... finally. Una lezione: avere pazienza e fiducia e andare dritti per la propria strada. Fosse facile, però...
- Segni. Messaggi. Eventi. Io proseguo per la mia strada. Fierce desire. Medito. Quante cose faremmo/non faremmo se potessimo conoscerne prima le conseguenze? Meglio non sapere, a volte. Ma a volte sì, vorrei sapere lo stesso.

E ora (mercoledì notte, anche se voi leggerete giovedì mattina) vado a dormire perché sto crollando.
Abbiate fede. I'll be back. Soon.

Intanto, Fantasy Magazine segnala Angelize.

On air: Silent waters degli Amorphis, of course!

martedì 26 novembre 2013

Una pagina per volta. Ma in che ordine?

L'altro giorno sono capitata su un post di Ava Jae, questo: Do you write in chronological order? Per curiosità, dunque, vorrei porre ai compari scribacchini che passassero di qui la stessa domanda.
Nel post che vi ho linkato, l'autrice afferma di preferire la scrittura del romanzo di turno in ordine, capitolo dopo capitolo, scena per scena. Insomma, per capirci, niente "oggi mi va di buttar giù quel dialogo fighissimo che mi piace un sacco, anche se sarebbe al capitolo 20 e io sono arrivata solo al 10". Se vi è capitato di bazzicare un po' di manuali di scrittura, sostanzialmente il consiglio è lo stesso: scrivete in ordine, siate disciplinati, se fate prima tutte le parti migliori poi non avrete voglia di scrivere le altre eccetera.

First drafts.Ora, sarà che io sono allergica alle scalette, o, quantomeno, alle scalette belle precise che inquadrano tutto il romanzo dalla A alla Z; sarà che quando scrivo una storia ho sempre in testa una serie di scene chiave che mi fanno sbavar... ehm, che mi stuzzicano tantissimo e mi fanno morire dalla voglia di arrivarci. Fatto sta che, in genere quando arriva il primo dei due punti in cui solitamente per un certo periodo mi areno*, ovvero passato il rush dei primi capitoli scritti sull'onda dell'entusiasmo per la nuova storia, mi capita di saltare in maniera arbitraria a una scena, a un dialogo, a un punto, insomma, in cui so che deve succedere qualcosa che mi esalta. Insomma, faccio esattamente il contrario di quanto consigliato. Nel post che vi ho linkato, per esempio, Ava Jae dice che proseguire in ordine costringe a buttar giù le scene che ci divertono meno, usando quelle che si preferiscono come un "premio" per quando finalmente ci si arriva. Ok. Lo capisco.
Ma cordialmente me ne frego.
Non mi interessa se, quando effettivamente raggiungerò il punto in cui si inserisce la scena che ho anticipato, devo riscriverne metà perché, nel frattempo, la storia si è modificata, ho scoperto più cose sui personaggi eccetera. Ci sono momenti in cui ho voglia di divertirmi. In cui magari non so bene cosa deve succedere nel capitolo a cui sono arrivata, e ho bisogno di ritrovare il gusto per la storia anche se sono frustrata dal fatto di non avere le idee chiare su come procedere. Ci sono momenti in cui ho semplicemente voglia di sguazzare nel mio mondo. Fangirleggiare per i personaggi, emozionarmi per quella scena clou, ridere per quel dialogo divertente, avere i brividi per quella situazione di suspense. Sto raccontando una storia a me stessa, prima ancora che ai futuri lettori. Se mi areno, se non ho voglia di costringermi a scrivere comunque, passare a una scena che mi ispira, così come perdere un po' di tempo rileggendo quello che ho già scritto, anche solo nelle parti migliori, mi aiuta parecchio.

* L'ho raccontato in qualche altro post, non ricordo quale. Alcuni autori fanno fatica a iniziare, altri a concludere, altri a superare la parte centrale. In genere, io ho qualche momento di blocco in corrispondenza più o meno dell'inizio del secondo e dell'inizio del terzo atto, ovvero più o meno dopo il primo terzo e quando sto per entrare nell'ultimo terzo della storia.

lunedì 25 novembre 2013

Meet my angels - alla corte della Dea

Nelle scorse settimane vi ho presentato i protagonisti di Angelize e i loro principali antagonisti. Come anticipato, questa volta vi farò conoscere la... terza parte in campo. Se infatti alla base del romanzo c'è la lotta tra gli angeli "ibridi", uomini diventati angeli senza possibilità di scelta, e gli angeli "puri" delle origini, a osservare il loro scontro c'è una forza più antica, la forza più antica: la Dea.

Non mi sono rifatta a una mitologia o a un modello particolare, ma a tante suggestioni raccolte leggendo di divinità femminili e seguendo un mio personale percorso. La Dea che ho descritto nel romanzo è l'evoluzione di altre Dee che ritornano in tante mie storie, per lo più inedite, e precedenti: divinità che inizialmente erano la Madre, e che poi progressivamente se ne sono allontanate, diventando più enigmatiche, e, infine... be', diventando lei, la Signora che, nella mitologia di Angelize, è la vera e sola divinità originaria, colei che dal Caos ha visto l'origine delle cose e ha dato la scintilla di vita all'umanità. Tutte le altre creature, corporee o spirituali, derivano da lei o dalla fede e dalla credenza stessa degli uomini; il Dio maschio, che nel romanzo ha cessato di esistere per mancanza di fede che lo "nutrisse", ha creato invece gli angeli, su modello degli esseri umani e con l'intenzione di "migliorare" questi ultimi.
La Dea è dunque, sì, la Madre, ma in Angelize l'aspetto che emerge di lei è quello notturno, caotico, oscuro. I protagonisti la incontrano di notte, sotto la luna, al Cimitero Monumentale, poiché lei è la Signora dei Morti e la terra che li accoglie le appartiene. La Dea è dunque caos, forza primigenia, e difende la carne, il sangue, le energie vitali delle passioni, del sesso, del movimento. Lei è la Signora che le streghe citavano durante gli interrogatori delle inquisizioni; è Ecate, ancora più che Artemide. E se ve lo state chiedendo, no, dire che "aiuta" i protagonisti non è corretto. Non le importa chi vince, perché lei resterà comunque immutabile nel suo ruolo. Diciamo che osserva il "gioco" che si svolge davanti ai suoi occhi, e interviene il minimo necessario per permettergli di continuare... ma poi sono Haniel, Hesediel e Rafael a doversela cavare.
Nella mia immaginazione, il volto della Dea è quello della meravigliosa Tilda Swinton, come la vedete nell'immagine qui in alto. Grazie anche a Mauro per il demotivational... che coglie alla perfezione lo spirito della Signora ^^
Curiosità:
- la canzone che ho inserito in colonna sonora per lei è stata la prima in italiano: Alza il corno dei Folkstone.
- Ho usato Tilda Swinton come volto modello per un altro personaggio, nel romanzo M. che ho scritto quest'estate. Si tratta di uno dei due soli casi in cui ho sfruttato più di una volta lo stesso attore; l'altro è Aidan Turner, che, oltre a Hesediel, "interpreta" per me anche il protagonista dello stesso M. In genere cerco di non usare più volte gli stessi modelli, ma... se il volto è quello giusto che posso farci? In caso ne trovassi uno migliore, probabilmente "aggiornerei" il cast.


Quando i protagonisti la incontrano, la Dea compare dunque, come detto, al Cimitero, anche se in una dimensione separata dalla nostra, dove alberi e rocce non sono ciò che sembrano e hanno occhi, volti, voci. L'ispirazione per questo tipo di ambiente mi viene dai disegni di quel maestro che è Brian Froud (per esempio questo, e molti altri), anche se l'atmosfera che ho cercato di evocare è quella più cupa degli angoli pericolosi delle terre fatate... La corte della Dea è composta da spiriti, fauni, ninfe e altro ancora. E tra i suoi membri vi sono anche alcuni degli angeli ribelli che si levarono contro il Dio maschio e furono condannati alla Caduta.
O, come la racconta uno di loro, Lucifero, furono condannati alla carne... ovvero, a una condizione a metà strada, simile a quella degli "ibridi" come Haniel e gli altri. Simile, perché si tratta comunque di angeli, più potenti dunque degli uomini diventati "mezzi angeli", e perché sono entrati a far parte della citata corte della Dea. Hanno più poteri, dunque -  e non ve li svelerò, li leggerete.
Quando appare, Lucifero si presenta nella forma che usa per stare al cospetto della Dea, ovvero quella di un fauno: con tanto di corna e zoccoli. La forma, insomma, che ispirò l'iconografia demoniaca delle origini... Non definisco Lucifero un "demone", però, perché nel mio romanzo non è il "padrone dell'inferno" (non c'è, un inferno, proprio per le premesse dette sopra: i morti "tornano alla Dea"). E lui stesso direbbe di essere un angelo - con quel tanto di orgoglio e presunzione che ci si può aspettare da lui. Un angelo caduto. Quando si muove tra gli uomini, comunque, la forma che assume è del tutto umana. E Lucifero ha il fascino, la superbia e l'ambiguità che ci si aspetta da lui... Ma vi lascerò scoprire come. In Angelize è quasi un portavoce della Dea, considerato che lei si rivolge poco agli ibridi.
Nella mia immaginazione, Lucifero ha il volto di Tomi Joutsen, il bravissimo cantante dei finlandesi Amorphis, che domani vedrò in concerto a Milano. Eccovelo anche in uno degli splendidi demotivational di Mauro.
Curiosità:
- per lui, nella colonna sonora di Angelize c'è Of nails and sinners degli Arcturus. Ma ne avrà parecchie di più nella seconda parte...
- Sì, anche in Angelize Lucifero è l'angelo che comandò la ribellione a Dio e venne scacciato sulla Terra (insieme ai suoi seguaci, che però non vedrete in questo romanzo... anche se io so bene chi sono). Era il capo delle schiere celesti, alla pari con Mikael. E vi pare che due simili galli possano accettare di essere sullo stesso piano nel pollaio? Ecco.
- Ho scritto un racconto, su Lucifero, la prima storia di quelle dedicate al mondo di Angelize (le altre approfondiscono episodi della vita - e della morte - di altri personaggi, come vi scrivevo qualche post fa). La storia si intitola (provvisoriamente, per ora non l'ha letta quasi nessuno ed è solo un racconto in lavorazione nel mio pc) The beginning that lies, come una canzone dei Dreams Of Sanity.

La prossima settimana, invece, vi farò conoscere qualche altro angelo...

venerdì 22 novembre 2013

Angelize - soundtrack: Feuer Frei (Rammstein) + Unholy War (Alice Cooper)

Sono un pochino di ritardo, lo so: ma ieri, venerdì (giorno in cui solitamente posto un frammento della colonna sonora di Angelize) sono stata di corsa da mattina a sera, per poi inesorabilmente crollare alle undici dopo visione di ultima puntata della seconda stagione di Being Human U.K. version (Mitchell, quanto sei idiota. Ma ti amiamo lo stesso*). E i prossimi giorni, almeno fino a mercoledì compreso ma chissà, forse anche oltre, saranno sempre in apnea, pieni però, anche, di belle cose, quindi... go, baby, go. Nel frattempo, scrittorialmente parlando, sono - dannazione - ferma: compilo interviste, gongolo quando mi scrivono "Ciao, volevo solo dirti che l'altro ieri a momenti arrivo a Lumellogno perchè stavo leggendo Angelize sul bus ed ero talmente presa dalla lettura che ho mancato la mia fermata..." o "Maledizione. Leggo il tuo libro e faccio sempre tardi. Ti ritengo responsabile del mio stato ricoglionito di domani, sappilo", ma in quanto a scrivere... mmm. Lentissimamente rivedo e sistemo la parte già scritta del nuovo progetto (già scritta tre anni fa, quindi ha molto bisogno di essere riveduto e sistemato), però il tempo è sempre poco.

Comunque, dicevamo: colonna sonora. Dopo il "prologo" con Angels dei Within Temptation, dopo aver conosciuto che tipo è e che umore ha Hesediel con The story dei 30 Seconds To Mars, vi porto... in discoteca. Una discoteca rock/metal, obviously: lo Zoe di Milano. Ora, si tratta di un tipico esempio di non venitemi a dire che ho sbagliato il colore delle pareti o non c'è quella tenda lì oppure la sala è cambiata e hanno spostato questo e quello. NON rappresento MAI un posto con l'obiettivo di attenermi scrupolosamente alla realtà. Mescolo luoghi reali (come questo, o il Duomo, o Parco Sempione) a luoghi inventati (il pub chiamato Lupo) e anche quelli reali li modifico liberamente come pare a me, come è utile per la storia, come mi ispira in quel momento. Angelize non è una guida turistica di Milano, è un romanzo. E l'ambientazione è quella che voglio io. Come tutto in un romanzo, non deve essere reale, deve sembrarlo.
Lo Zoe, quindi, esiste, è vagamente simile a come l'ho raccontato (o almeno lo era quando ci sono stata anni fa). Rafael e Haniel ci vanno nei capitoli iniziali e lo attraversano, dalla prima sala, quella con musica più tosta e pesante, alla seconda, quella con hard rock e cosette meno estreme. Il brano che si sente nella prima sala Rafael lo riconosce perché i suoi "ascolti distratti" (non è un grande appassionato di musica) comprendevano quello che i suoi vecchi coinquilini mettevano su ogni tanto: si tratta di Feuer frei dei Rammstein. Nella seconda sala la canzone non viene citata, ma nella mia idea si sente suonare Unholy war di Alice Cooper. In questo caso non ho scelto i brani specificamente per i testi, anche se entrambi si adattano a ciò che succederà; il motivo per cui queste due canzoni mi sono venute in mente subito è che i titoli di entrambe sono strizzate d'occhio che anticipano quello che poi succederà (abbondamente ^^) nel romanzo. E poi, una è molto, come dire... energica, l'altra è più cupa: mi piaceva il contrasto di atmosfere, ottimo per le varie anime di Angelize. Vi lascio perciò con le due canzoni, buon week end!

* Vero, Mauro?

Rammstein, Feuer Frei! (testo tradotto)

Alice Cooper, Unholy war (testo)

giovedì 21 novembre 2013

Dream

Me lo chiedevano già prima, me lo chiedono ancora di più adesso che Angelize è in libreria. Cosa vuol dire Aislinn? Perché questa scelta?

Porto questo nome da quando frequento internet, con un blog e sui social. Non sono l'unica, soprattutto da quando è uscito un romanzo la cui protagonista si chiama così (Wicked lovely. No, non l'ho letto e no, non ha avuto la minima influenza su di me) di ragazze che si firmano Aislinn nei forum ne ho viste parecchie (quindi no, non chiedetemi "ma sei tu quella del forum XYZ?" Non lo sono. Io sono quella che scrive nelle pagine linkate nella colonna di sinistra e basta, è rarissimo che sia comparsa con il mio pseudonimo altrove). La prima volta che mi sono imbattuta nel nome "Aislinn" è stato... in un romance storico, letto quando ero troppo piccola per capire davvero cosa stessero facendo i protagonisti quando scopavano, pescato nella libreria di mia madre. Parlo de Il lupo e la colomba della Woodiwiss, che è all'origine del mio interesse per Medioevo, spade, cavalieri e per la battaglia di Hastings - insomma, che ambientazione fighissima che aveva! Poi, ho ritrovato il nome in Dragonheart (la madre del re cattivo, interpretata da Julie Christie, si chiama così, pronunciato all'inglese Eislinn).

*.*
Io l'ho scelto per il suo significato: "sogno, visione" in gaelico. In origine era un sostantivo, e solo di recente è diventato un nome proprio; se cercate su internet troverete spiegazioni di ogni tipo. Ormai è usato come nome femminile, anche se ricordo di aver letto che, un tempo, era un termine maschile. E se mi chiedete la pronuncia... in bocca al lupo: ne esistono infinite varianti. le più comuni, credo, sono proprio all'americana Eislinn oppure con la "s" irlandese (come per Sean: Ashlinn). Io, per puro gusto personale, preferisco la prima, con la A a metà strada tra a ed e, ma a ognuno la sua preferenza... anche perché gli irlandesi tendono ad arrabbiarsi se non si rispetta il suono Ash all'inizio ^^ Quindi, in Irlanda sarei tipo Ashley+n.

E se mi chiedete perché ho firmato Angelize e le mie altre storie con questo nome... a parte l'ovvio, ovvero perché Aislinn mi piace e ha un significato che mi sembra adatto al mestiere che faccio, posso aggiungere questo: perché dare un nome alle cose è da sempre, in tutte le mitologie, un atto di magia. Il cognome lo si eredita, il nome ci viene imposto, ma Aislinn l'ho scelto io, ed è un'unica parola, per rappresentare ciò che sento, ciò che amo, ciò che sogno.

mercoledì 20 novembre 2013

Cover a confronto: Oops I did it again - Britney Spears & Children of Bodom

Se non fosse per quei burloni dei Children Of Bodom, mai avrei pensato di postare sul mio blog una canzone di Britney Spears, con quella sua vocetta irritante, quanto di più lontano da ciò che ascolto normalmente - anche considerando i più "tranquilli" tra i brani che mi piacciono.
Ma prima o poi era inevitabile citare anche Oops I did it again e la versione parodistica che il gruppo finlandese ha inciso per l'album di cover Skeletons in the closet del 2009. Per quanto io non sia un'amante dei CoB - lo confesso, mi annoiano in fretta, senza offesa per i fan - con un disco del genere non potevo non menzionarli in questa rubrica, prima o poi. Le altre cover dell'album le trovate qui; nel frattempo, eccovi il brano originale e la sua versione "metallizzata". Questa volta, è scontato quale preferisca, vero? Anche se quella dei finlandesini è essenzialmente una parodia, e anche se il motivetto risulta fastidioso pure così. Ma, nel caso non vi fosse ancora capitato di sentirla, enjoy, e fatevi due risate ^^




lunedì 18 novembre 2013

Meet my angels - gli angeli "puri" (prima parte)

La settimana scorsa, in questo post, vi ho presentato i protagonisti, Rafael, Hesediel e Haniel (il quale è riuscito a ottenere il suo hashtag #TeamHaniel su Facebook, grazie a Paola che si è... presa particolarmente a cuore il suo caso ^^).
Loro, ricordate, sono gli angeli "ibridi": gli uomini che sono morti a causa di un angelo, ne hanno preso il posto come spirito e sono poi tornati a incarnarsi. Nel romanzo, gli angeli che ne hanno provocato la morte si sono incarnati in qualche neonato, perciò non se ne sente più parlare; ma non tutti gli angeli hanno tradito i loro compiti originari in questo modo. Resta ancora un nutrito gruppo di angeli "puri", quelli creati in origine dal loro Dio Padre, comandati ormai dal più potente degli arcangeli: Mikael. E la sua idea di ordine e giustizia divina comprende l'eliminazione di tutto ciò che devia dalla norma e dal disegno che lui conosce: ovvero, gli ibridi stessi. Ecco perché Mikael e i suoi iniziano a braccare Haniel & company...

Di angeli puri nel romanzo ce ne sono diversi, perciò li dividerò in due post. Oggi vi presento proprio Mikael e i due suoi principali soldati. Non è facile farlo, in realtà, perché... diciamolo: questi han vissuto qualche millennio tra le nuvolette (metaforicamente), perciò non posso raccontarvi curiosità e vicende personali come nel caso dei personaggi umani (quanto meno non senza spoiler). Così, dovrò fare un po' di equilibrismo per svelare qualcosa senza rovinare la lettura o anticipare troppo. Anche perché poi c'è ancora un Angelize "parte seconda" in attesa, dove capiterà una tonnellata di roba in più, e... ehm, ok, mi fermo. (Specifico, cogliendo l'occasione, che la seconda parte esiste già, deve solo passare attraverso il lavoro editoriale, editing e compagnia. Angelize è diviso in due parti per via della lunghezza, ciascuna comunque ha una conclusione, non vi lascia "in sospeso").

Dunque, Mikael. Che, come potete vedere dalla foto, nella mia fantasia ha il volto di Jude Law (grazie a Socia Vale che aveva suggerito lui quando Ang era ancora all'inizio della stesura, nel 2010, dato che in questa foto è "particolarmente perfetto" per il personaggio. Affettuosamente - come no... - soprannominato Te Possino da Socia Sam ^^).
Mikael è rimasto alla guida degli angeli da quando il Dio che li ha creati non c'è più. E ha le idee molto chiare su quelli che sono gli scopi da ottenere e i modi per perseguirli.
Non è stato per niente facile rappresentare questo personaggio, tant'è che su di lui ho lavorato parecchio, tra la prima stesura e le successive. Ogni suo gesto o parola doveva essere pesato, calibrato, controllato, anche perché lui stesso misura ogni gesto o parola, sia di fronte agli angeli che comanda sia quando ha a che fare con gli "ibridi". In lui dovrebbe vedersi quanto gli angeli non conoscano cosa significhi avere un corpo: la sua forma è spirito. Le braccia gli servono solo quando deve impugnare la spada. La bocca serve per parlare. Ergo, per sorridere deve sforzarsi, per cambiare espressione deve pensarci, non è automatico. Non gesticola. Non alza mai la voce. Non sghignazza come gli evil lords.
Non uso il suo punto di vista, in questa parte, perciò ho cercato di mostrare tutto questa descrivendo in maniera appropriata ciò che fa attraverso la voce degli altri personaggi. E se già normalmente è difficile gestire i villain senza farli scadere nella caricatura, con lui ero ancora più consapevole del rischio; dev'essere granitico, sicuro e privo di dubbi, senza sembrare inverosimile o un personaggio di cartapesta. Una bella sfida... Mi ha fatto sudare, 'sto disgraziato, ma alla fine sono soddisfatta di com'è risultato. Anche se molto di più potrò dirvi al prossimo libro ;-)

Curiosità:
- verso la fine di Angelize Mikael pronuncia una frase che rimane criptica, all'interno di un discorso più ampio. "Avete già rischiato l'Apocalisse una volta, quando Dio è scomparso, e non ve ne siete nemmeno resi conto". Non è una frase a caso: l'episodio a cui Mikael fa riferimento è avvenuto nel Settecento ed è una storia... che spero di potervi raccontare, un giorno ;-)
- di solito la figura degli angeli puri non è chiara, agli occhi di chi li guarda: il loro profilo è circonfuso di luce e si intravedono non veri e propri abiti, quanto panneggi e, a volte, l'armatura - un tipo di abbigliamento che mi è stato ispirato dagli angeli rappresentati in molti quadri. Quando Mikael si ferma a parlare con Rafael o gli altri personaggi, sceglie di mostrarsi secondo un aspetto più moderno e, dal suo punto di vista, rassicurante, ma sempre simbolo di ordine, eleganza e purezza: un completo grigio. Completi di questo tipo sono anche i vestiti che tutti gli angeli puri avranno nelle ultime scene del libro. Cosa che dovrebbe sottolineare il contrasto con i vestiti degli angeli ibridi, che si sono reincarnati con abiti simili a quelli che avevano al momento della morte e, nei giorni successivi, se ne sono a volte procurati altri a casaccio, a seconda di quello che trovavano.
- nella colonna sonora di Angelize, il brano che ho scelto per lui e, in generale, per gli angeli puri e la loro "crociata" è A call to awake (the Quest) degli Orphaned Land, sia per l'atmosfera, sia perché tutto Mabool, l'album da cui è tratta, parla di tematiche religiose, sia per una porzione del testo. Vi dirò di più quando vi presenterò questa canzone in un post dedicato.
- Nel romanzo non viene specificato, perché siamo sempre nel punto di vista di uno degli esseri umani mezzi angeli, che di scherma non capiscono granché, ma ogni angelo ha una sua spada ben precisa. Quella di Mikael è uno spadone a due mani (simile a questo). Haniel, Hesediel e Rafael al massimo possono notare che una spada è più lunga o più corta o più tozza, ma non potevo farli disquisire di armi, visto che non ne sanno nulla... Inoltre, le spade degli angeli sono avvolte dalle fiamme e anche questo non aiuta a vederne i dettagli. Ho scritto altrove, in storie non ancora pubblicate, delle descrizioni più precise, magari dal punto di vista di uno degli angeli stessi, ma in Angelize non era possibile inserire simili dettagli in modo naturale e non forzato.

Prima ancora di Mikael, però, nel romanzo incontrerete Reiyel, l'angelo che forse, tra tutti i suoi soldati, è quello che gli è più fedele.
Come vedete, per me Reiyel ha il volto di Paul Bettany. Ho scelto questa foto perché è molto vicina a come mi immagino il personaggio nelle ultime scene del libro (rassicurante, lo so XD). Reiyel è un soldato. Ha obbedito per millenni agli ordini di Dio e ora non ha la minima esitazione prima di eseguire quelli di Mikael. Il problema di personaggi del genere è che basta una crepa a frantumarli...
Curiosità:
- Reiyel è il primo angelo "puro" a comparire nel libro. Quando Hesediel dice "avrei fatto a meno di rivederti" si riferisce a una scena che io ho inserito in uno dei racconti legati ad Angelize... Ovvero, nei racconti che parlano di come sono morti Christian (Hsediel), Giacomo (Rafael) e Daniele (Haniel). I frammenti che in Angelize mostrano il modo in cui sono defunti vengono da quelle storie, che contengono però molto altro. Per esempio, appunto, Hesediel che assiste al proprio funerale e, in chiesa, incontra proprio Reiyel e Mikael... Leggerete mai queste storie? Io lo spero. Quando e come non so dirvelo: alcuni sono incompleti, e comunque diversi di loro presuppongono la conoscenza della seconda parte di Angelize, perché sono ambientati dopo, quindi... vedremo più avanti ;-)
- La spada di Reiyel è simile a un gladio romano, quindi più corta di quella di Mikael e dalla foggia simile a questa. Quando compare per la prima volta è Rafael il personaggio-punto di vista, che riconosce il tipo di spada proprio perché ha una foggia abbastanza tipica (riconoscibile anche solo dai film!)

Infine, Uriel. Chi ha avuto modo di chiedermi "quali sono i tuoi personaggi preferiti?" sa che, oltre a Haniel, ho una predilezione particolare per questo arcangelo dai capelli rossi e dal volto di Eric Stoltz. E lo so, quando leggerete Angelize magari la scelta vi stupirà, perché, è vero, in questo libro Uriel non esprime ancora il suo potenziale. Ma fidatevi di me: ha ancora molto da fare... Per ora, pur essendo comunque uno degli angeli che seguono Mikael, mi serviva per mostrare, anche se in maniera poco vistosa, un modo diverso di farlo. Uriel poi non è un semplice angelo; è un arcangelo. Un comandante a sua volta, anche se nessuno, dai tempi della Caduta di Lucifero e dei suoi, ha mai messo in discussione l'autorità di Mikael sopra tutti gli altri, arcangeli compresi.

Curiosità:
- Uriel una volta... non c'era. Cioè, era introdotto solo nella seconda parte di Angelize, nella quale avrà un ruolo fondamentale. Proprio per questo, durante una delle revisioni ho fatto in modo che apparisse anche nella prima parte, aggiungendo alcune scene, modificandone altre e menzionandolo in più punti (con il suo nome o proprio come "l'angelo dai capelli rossi", che è un tratto abbastanza distintivo. Nella mia idea gli angeli "puri" hanno tutti gli occhi chiari e i capelli biondi, in prevalenza, qualcuno rossi o al massimo castani, come Elemiah, che vi presenterò fra un paio di settimane). Proprio perché nella seconda parte lo mostrerò in una situazione e sotto una luce particolare, volevo che si vedesse Uriel mentre, come tutti gli altri, esegue gli ordini di Mikael. Che si vedesse che è un guerriero e a decapitare gente ci mette poco. E che si vedesse anche, con pochi tratti, che il modo in cui compie il suo "dovere" non è lo stesso di Reiyel.
- Eric Stoltz, nella foto che vedete, interpretava Simon, proprio un angelo, in L'ultima profezia. Io però ho visto quel film solo dopo aver scritto Angelize; ho scelto Eric Stoltz da... Pulp Fiction, film nel quale interpreta uno spacciatore in ciabatte e vestaglia. Molto poco angelico, dite? Abbiate fiducia... la scelta non era casuale ;-)
- ... E poi io ho un debole per i capelli rossi e per il mio angelo preferito volevo uno così. Ecco. Qualcosa in contrario riguardo al mio metodo scientifico e professionalissimo per scegliere gli "interpreti"? XD
- L'arma di Uriel è di foggia medievale, a una mano e mezza, leggermente più corta di quella di Mikael, e con l'archetto di protezione (potete vedere il tipo di spada qui).

Ecco qua. La prossima settimana, preparatevi, vi porterò in un luogo strano, dai confini sfuggenti. Vi porterò dove il tempo scorre in maniera diversa e gli alberi hanno occhi, le rocce hanno volti. Vi porterò a conoscere la Signora che osserva il gioco: la Dea.
E sappiate che con lei c'è anche qualcuno parecchio noto, in genere non per motivi rassicuranti: con lei, vi presenterò anche Lucifero...

domenica 17 novembre 2013

Secondo giveaway di Angelize - più qualche "varia ed eventuale"

Grazie a Stefi del blog Il giardino delle rose, avrete l'occasione di vincere un'altra copia di Angelize. Trovate tutte le regole del giveaway a questo link e avete tempo fino a domenica 8 dicembre per partecipare. Potete pubblicizzare l'iniziative con questo banner:


Segnalo poi un'altra recensione al romanzo, che mi ha fatto molto piacere, quella del blog Romanticamente fantasy. Per un libro come Angelize, in cui gli intrecci sentimentali sono una delle componenti, ma non sono certo in primissimo piano come nei romance, è una bella soddisfazione quello che Soteria, l'autrice della recensione, ha scritto. Grazie!

Per il resto, poi, che raccontarvi? La scorsa settimana è stata complessivamente buona - buona per il lavoro, buona per quella parte della mia vita che non pubblicizzo, buona per la mia carriera di scribacchina *lancia coriandoli, ma con compostezza* visto che una cosa mooolto importante si muove. La settimana è stata meno buona per qualcosa che è successo e che non so come prendere, se non facendo passare il tempo. Tempo che, per questa e mille altre cose, scorre a volte troppo veloce, a volte troppo lento... Tempo che a volte mi corrode con la sua enormità e mi strappa il cuore dal petto e mi ingoia e mi lascia nel buio. Tempo che, però, mi è anche stato amico, negli ultimi anni... Perciò mi dico di attendere e avere fiducia. Anche se non è facile per niente.
E anche se non servirà a niente, magari. Magari ognuno ha diritto a una fetta di felicità e io, che sono già fortunata per tante cose, non ho diritto a chiederne ancora.
A volte preferisco le storie, perché nelle storie un senso c'è.

Mi hanno detto una cosa bellissima, di recente. Che - citando Once upon a time - il mio è il cuore "of the truest believer".
Vorrei che fosse vero.

E allora andiamo avanti. Anche se sono stanca e faccio una fatica bestia a concentrarmi e siamo solo a novembre. Colonna sonora ufficiale: Do it with a rockstar di Amanda Palmer. Meno seghe mentali, più cose belle, più vita da rockstar. Gimme sex, beer & rock'n'roll!

On air:
Amanda Palmer, Do it with a rockstar
Bon Jovi, These days

venerdì 15 novembre 2013

And the winner is...

... Kevin Spacey. No, scherzo. (Ma nel caso non abbiate inteso la battuta, RIMEDIATE!) Ieri si è svolta la presentazione virtuale di Angelize, sulla pagina di Regin: è stata un'esperienza esaltante, se posso dirlo, un turbine di affetto ed entusiasmo e domande su domande. Un'ora e mezza durante la quale in pratica non ho distolto gli occhi dallo schermo e le dita dalla tastiera, per star dietro a tutte le questioni interessanti che venivano sollevate e le curiosità che i partecipanti esprimevano. Fosse per me... ne farei un'altra anche adesso ^___^ Potete leggere com'è andata sfogliando i commenti che trovate a questo link.

La presentazione era legata al giveaway (meglio: al mio primo giveaway *saltella*). Ragazze e ragazzi, avrei voluto premiare tutti, ma non si può. La copia omaggio di Angelize pertanto va a Sara Rossetti, che ha realizzato la splendida immagine qui sotto (*OmmiaDdea un Keep calm! Un Keep calm su Angelize!*). Complimenti e spero che il romanzo ti piacerà!


Nei prossimi giorni magari vi posterò anche alcune delle domande che mi sono piaciute di più, con le mie risposte (lo so, lo so, prima o poi dovrò mettere su una FAQ). Grazie ancora a Regin, che, se già non mi avesse conquistato prima, lo avrebbe fatto con il suo buongiorno Angelizers *___*

Poi, alcune curiosità sparse:

Ringrazio l'Imperatore Bianco (sì, il soprannome torna, Fra) sia per la recensione ad Angelize pubblicata ieri, sia per l'ambitissimo award "miglior cuoca della letteratura fantasy italiana" per i biscottini a forma d'ala d'angelo che ho portato a Lucca Comics (lo zucchero a velo sui biscotti in realtà era una polvere magica, ovvio). E vi svelo finalmente la ricetta... che, in realtà, avevo già linkato più volte: è questa, dalla pagina Facebook Passion in the Air, che spesso mi fornisce buonissime idee per i dolci che preparo. La forma è data da questi tagliabiscotti (da un negozio vicino a Porta Venezia, a Milano, dove potrei passare le ore a frugare *___*).

Momento ilarità: scoprire che varie Feltrinelli in Italia hanno la tendenza a riporre Angelize nello scaffale 10-14 anni.
Angelize. Dieci-quattordici anni.
Uh come sarà felice il Moige.
Magari è anche per idiozie di questo tipo che il fantasy in Italia non si schioda dallo status di "roba per bambini". E nota: io a quell'età divoravo Stephen King. Non credo affatto che i ragazzini di 10-14 anni non possano leggere urban fantasy; penso solo che sia limitante ridurre il fantasy - almeno, quello che scriviamo io, o Luca Tarenzi, o Francesco Dimitri, o altri che ho visto in quel reparto - a quella fascia d'età.

Infine, se vi va, fate un salto qui su Pinterest: tutte le immagini su Angelize, comprese le "facce" dei personaggi. Che continuerò a pubblicare nelle prossime settimane; lunedì tocca agli angeli "puri", Mikael primo tra tutti...

giovedì 14 novembre 2013

Angelize - soundtrack: The story (30 Seconds To Mars)

Dunque, oggi avrebbe dovuto esserci un post dedicato alla presentazione di ieri, al giveaway (alla ricetta dei biscotti... ;-) ), ma il vincitore sarà annunciato da Regin solo oggi pomeriggio, così anticipo questo pezzo sulla colonna sonora di Angelize e vi rimando a domani per il resto (come to the dark side, we have cookies... *muahuahuah*). Però almeno devo dire: grazie, grazie, GRAZIE a tutte le persone che ieri mi hanno sommerso di domande. Ho passato un'ora e mezza a scrivere a velocità luce per rispondere a tutti e mi sono divertita un sacco. Grazie per l'entusiasmo, l'affetto, la partecipazione. Spero davvero che Angelize possa piacervi, perché vorrei potervi regalare almeno un briciolo della passione che provo io per quello che scrivo e ripagarvi del tempo e del sostegno che mi date. Grazie!

E passiamo alla musica. Come vi ho già detto altre volte, ogni mio libro ha una sua colonna sonora, che compongo in base alle atmosfere delle canzoni, così come in base ai testi che si adattano di più. Siccome ogni romanzo ha un suo tono, una sua atmosfera (più o meno dark, più o meno drammatica e così via), alcune delle mie colonne sonore sono oscure e metal (vedi M. il romanzo la cui prima stesura ho terminato in agosto), altre sono più rock, alternative, dinamiche. Come è il caso di Angelize, soprattutto nella sua prima parte, nella quale, per quanto riguarda la musica che ho scelto, si mescolano generi diversi (ecco qui tutti i pezzi). La settimana scorsa vi ho presentato la canzone che funge da prologo, quella che userei nei "titoli di testa", e che era anche l'ideale soundtrack del racconto In time of need, dove per la prima volta compariva lo spunto che è alla base di Angelize: il brano era Angels dei Within Temptation.

Oggi vi porto invece al primo capitolo, dove si incontra uno dei protagonisti, Hesediel. Naturalmente non inserisco qui spoiler sulla storia, tranquilli; ma dato che si tratta delle primissime pagine e del background di un personaggio, che vi viene mostrato abbastanza presto, non vi svelo nulla di compromettente ai fini della lettura. Come vi scrivevo l'altro giorno, all'inizio del libro Hesediel si è riappropriato del proprio corpo e di una possibilità di vivere, come gli altri uomini che erano stati uccisi da un angelo e costretti a prenderne il nome e il posto; solo che non sa molto bene che cosa farci, di questa seconda possibilità. Tornare da Elena, la ragazza con cui conviveva? Per spaventarla e raccontarle una storia incredibile? Ricostruire una vita che, comunque, nel profondo non lo soddisfaceva? Oppure bruciare i ponti e ripartire da zero, altrove? Da solo? Ha passato mesi a rimpiangere e a macerare nella rabbia per essere stato ucciso, e di colpo si trova a poter tornare indietro, come fino al giorno prima sarebbe parso impossibile; ma come può Hesediel tornare a essere solo "Christian"? Vedrete cosa farà, quali saranno le sue scelte e i suoi dubbi. Intanto, eccovi la colonna sonora di questo primo capitolo: The story dei 30 Seconds To Mars. Sia per lyrics che per atmosfera la trovo perfetta. Buon ascolto!



I've been thinking of everything I used to want to be
I've been thinking of everything, of me, of you and me

This is the story of my life
(These are the lies I have created)
This is the story of my life
(These are the lies I have created)

I'm in the middle of nothing and it's where I want to be
I'm at the bottom of everything and I finally start to leave

This is the story of my life
(These are the lies I have created)
This is the story of my life
(These are the lies I have created)
(I've created...)

And I swear to god I'll find myself in the end
And I swear to god I'll find myself in the end
And I swear to god I'll find myself in the end
In the end
And I swear to god I'll find myself in the end
In the end

This is the story of my life
These are the lies I have created
This is the story of my life
Thse are the lies I have created
(I've created)
This is the story of my life
These are the lies I have created....

mercoledì 13 novembre 2013

Giveaway, presentazione on line, foto, editoria... insomma, parecchie cose

Buongiorno! Vi ricordo che questa sera, alle 21, sulla pagina Facebook di Regin, si terrà una "presentazione on line" di Angelize. Potrete farmi tutte le domande che vorrete e io risponderò in tempo reale; inoltre, in palio per coloro che parteciperanno c'è una copia del romanzo. Trovate tutte le regole per partecipare qui, ma ve le riassumo:
- iscriversi alla newsletter di Regin
- iscriversi alla mia pagina
- partecipare alla presentazione di questa sera
Occorre anche mandare una mail a robyarte@gmail.com per confermare la partecipazione: dall'elenco delle persone che scriveranno all'indirizzo riportato sceglieremo il vincitore.
In bocca al lupo, vi aspetto! Tornate però qui anche domani, perché, oltre a rivelare il nome della persona che premieremo, vi svelerò anche... la ricetta dei biscotti ufficiali di Angelize, quelli che ho portato a Lucca Comics!

Ne approfitto, poi, per ringraziare tutti coloro che stanno contribuendo al bellissimo album di foto dedicato ad Angelize, inviandomi immagini scattate nelle librerie, o a casa vostra, o ancora demotivational e tanto altro. Medito su un modo per premiare anche voi: perciò... sbizzarritevi! Potete inviarmi le foto attraverso Facebook oppure via mail ad aislinnblog chiocciolaovviamente yahoo.it

Infine, qualche segnalazione: stasera chi si trova a Milano può seguire la presentazione di Godbreaker di Luca Tarenzi, presso l'Admiral Hotel, con Andrea Carlo Cappi. I dettagli qui; fateci un salto! Con il cellulare, così intanto partecipate anche alla mia XDDD

Vi consiglio inoltre la lettura di un articolo mooolto interessante, scoperto grazie ad Adriano Barone (grazie!), su editoria, fenomeni editoriali, cose che scricchiolano e molto altro... Ieri, tra l'altro, tra Ask.fm (mi trovate qui) e Facebook, ho avuto anche modo di parlare della questione che chiunque abbia mai posato la penna su un foglio, o le dita sulla tastiera, ha a cuore, ovvero come accidenti si fa a pubblicare? O meglio ancora, a pubblicare con un grande editore? Naturalmente da qualche settimana a questa parte me lo hanno chiesto spesso. Tornerò sulla questione con un post dedicato, ma nel frattempo già su Ask potete leggere qualcosa in merito (qui, qui e qui).

martedì 12 novembre 2013

Meet my angels - i protagonisti di Angelize: Rafael, Hesediel, Haniel

Devo dire che è da parecchio che aspettavo di poterveli presentare, questi tizi. Da tre anni: autunno 2010, l'Haniel comparsa in In time of need, il racconto pubblicato in Stirpe angelica che è stato la base per l'idea centrale di Angelize, diventa l'Haniel che trovate nel romanzo. C'erano già quasi tutti, i personaggi del libro, durante quella prima stesura: quasi, e vi dirò in futuro quali mancavano all'appello.
Loro tre, però, c'erano già. E avevano pure un volto preciso.

Sto parlando dei protagonisti della storia - no, non chiedetemi di scegliere un protagonista, anche se, forse, quello più... vistoso è proprio l'Haniel che vi ho citato. Prima, però, un breve riassunto per darvi la base.
Se avete letto la trama del romanzo, in qualche altro post o in giro per internet, sapete qual è lo spunto della storia: gli angeli non hanno sensazioni, al di di vista e udito, non possono toccare, assaporare, non possono avere, insomma, un'esistenza "vera". Alcuni di loro scoprono (il come non posso ancora svelarvelo, abbiate pazienza) che, provocando la morte di un essere umano, facendo in modo che si uccida da solo, anche involontariamente, possono ottenere di incarnarsi nel corpo di un neonato e vivere così come mortali; gli esseri umani uccisi prendono il loro posto e possono solo tentare lo stesso trucco per sperare a loro volta di reincarnarsi.
Angelize inizia quando alcuni di questi angeli "ibridi", uomini diventati angeli per forza, scoprono un modo per riavere il loro corpo senza spargere sangue. Si trovano così a metà strada, né uomini né angeli, senza più la vita di un tempo: fidanzate, amici e parenti li hanno sepolti, non hanno più casa o lavoro. E come se non bastasse, quegli angeli che, invece, sono rimasti puri e non si sono abbassati a cercare la "carne", ora vogliono approfittarne per farli fuori ed eliminare un abominio non previsto nei piani divini.

I tre personaggi principali appartengono al gruppo di angeli "ibridi", sono, cioè, uomini uccisi, costretti a prendere il posto e il nome di un angelo, e ora, reincarnati ma costretti a cercare un modo per difendersi dai "puri" che vogliono sterminarli. Sono Rafael, Hesediel e Haniel.

Per me, Rafael sarebbe Ben Barnes in versione bionda...
Rafael in genere lo cito per primo perché, povero caro, è quello più "normale". Nato il 29 giugno 1985, quando muore, all'inizio di dicembre del 2009, è uno studente modelle alla facoltà di Medicina, sulle orme del padre che è a sua volta un medico. Nato e vissuto in un paesino di periferia, è ancora a disagio nella grande città. Un bravo ragazzo, insomma, che cerca sempre di fare la cosa giusta e non ha mai dato una preoccupazione ai suoi, anche perché non ha mai avuto il coraggio di rivelare il piccolo dettaglio di essere gay... Quando si reincarna, insieme agli altri, nel febbraio 2010 (quand'è ambientato Angelize, anche se nel libro non l'ho specificato), non sa cosa fare della seconda chance che gli è toccata, perché la direzione così precisa e lineare che aveva sempre avuto la sua vita - pochi amici, giornate tranquille, studio, un futuro già chiaro - non gli appartiene più. E quando gli angeli puri cominciano a fare a fette gli ibridi, Rafael vorrebbe trovare un modo per stabilire una pace, o almeno una tregua, considerato che non sembra esserci alcuna chance di contrastare gli angeli. E magari vorrebbe anche aiutare quel mezzo matto di Haniel, che lo ha soccorso quando lui era appena morto e ancora sotto shock, ma che... chi lo capisce è bravo, ecco.

Curiosità:
- nella sua prima vita Rafael si chiamava Giacomo Alberti. "Un nome orrendo", commenta Haniel. "Non gli sta bene per niente". Una delle poche cose su cui in genere la gente concorda con lui. Haniel, comunque, non lo chiama così, e non lo chiama nemmeno Rafael, ma "biondo".
- il "prototipo" per il suo aspetto è Ben Barnes, in versione capelli chiari-occhi azzurri, però.
- nella colonna sonora che ho composto per Angelize, la canzone che lo rappresenta di più è Not as we di Alanis Morissette, soprattutto legata alla scena di maggiore sconforto per lui.

... tipo così. Il lavoro di Photoshop è di Socia Sammy. Mauro Ghirimoldi ha usato la foto per questo Demotivational che io adoro
Hesediel è Aidan Turner

Hesediel un tempo si chiamava Christian. Nato il 20 settembre del '75, morto il 10 ottobre del 2009, a trentaquattro anni. Milanese DOC, abituato a starsene per i fatti suoi, studente di liceo Scientifico, obiettore di coscienza e per un breve periodo militante di sinistra. Poi, però, sapete com'è... il lavoro. Ufficio, roba noiosa, orari sballati, pranzi saltati, troppi caffè e sigarette. Il tempo passa. Ci si adegua, c'è l'affitto da pagare, gli amici di un tempo spariscono, ne restano solo uno o due. Con i quali magari sfogarsi ogni tanto con una bevuta o uno spettacolo, perché Christian a volte saliva sui palchi dei club sconosciuti e rovesciava sulla gente un monologo satirico, praticamente le occasioni in cui parlava di più che in tutto il resto della settimana. Padre buttato fuori a calci dalla sua vita, madre defunta da qualche anno, un paio di zii che non vedeva quasi mai come unici parenti. E una ragazza, Elena, conosciuta a Londra per una di quelle coincidenze del destino che ti fanno incontrare una tua concittadina all'estero, durante una vacanza... no? Be', i due convivevano. Anche se, in effetti, ormai si stavano rendendo conto già da un po' che la ragazza brillante, un po' nervosa e che ama le feste non aveva molto in comune col tipo silenzioso e alternativo che l'aveva affascinante in quella vacanza.


Ma non è facile cambiare le cose, anche se Christian era convinto che sì, l'avrebbe fatto... Che non sarebbe diventato come tutti gli altri. Che a trentaquattro anni si è ancora giovani. Che aveva i suoi spettacoli e che la vita con la sua Ellie, be', si poteva aggiustare, forse nemmeno andava così male, e comunque... si può davvero avere di meglio? Ecco, Christian era convinto di tutto questo, e cercava di pensarci il meno possibile, quando una notte di pioggia è finito con l'auto in un fiume, ed è morto annegato. Per tornare come Hesediel. E girovagare incazzato col mondo fino a che, all'inizio di Angelize, ha l'occasione di reincarnarsi. Solo che Hesediel non sa che fare, di questa seconda vita, e l'unica cosa che gli viene in mente è tentare di riappropriarsi di quella vecchia. Ripresentandosi da Elena. Poco prima che gli angeli puri inizino a braccare anche lui.

Curiosità:
- Ha una passione viscerale per il rock anni Sessanta-Settanta. Non fategli ascoltare Janis Joplin o i Led Zeppelin quand'è ubriaco, perché proverebbe a cantare. E no, non è intonato. Così come non va oltre i tre accordi (fatti male) alla chitarra.
- l'attore che per me gli presta il volto è Aidan Turner. Che è Hesediel, uguale-spiccicato. Punto.
- nella colonna sonora di Angelize, per lui c'è R-Evolve dei 30 Seconds To Mars, canzone del suo personale punto di svolta. Ma si riferiscono a lui e alla sua relazione con Elena anche The story e Was it a dream?

Mauro è sempre crudele con il mio povero Hesediel XD

Chi resta? Haniel, certo. Ah, Haniel... Nel racconto In time of need la sua figura mi era stata ispirata, per sarcasmo e aspetto, al Metatron di Alan Rickman in Dogma di Kevin Smith, uno dei miei film culto. In Angelize, Haniel è assunto fin da subito un aspetto più giovane, rispetto a quella storia breve, quello di Jared Leto in versione capelli neri.
Jared Leto Haniel-style
Haniel si chiamava Daniele Bono. Nato il 29 febbraio 1981. Morto il 3 febbraio 2009, il "come" lo leggerete nel romanzo, ma non è un modo... simpatico. All'inizio del romanzo, è il mezzo angelo in giro da più tempo, un anno.
Un anno di disintossicazione forzata, considerato che da pennuto ha passato mesi a desiderare di potersi sbronzare o peggio senza, ovviamente, poterlo fare.
Daniele era un lost boy. Finito in affido a quindici anni, in giro da solo non appena maggiorenne, pochi lavoretti saltuari e una rapida discesa verso una breve vita d'espedienti. Incapace di concentrarsi così come di impedire alla propria testa di inseguire pensieri - tanti, troppi, tutti insieme, confusi, lampi in un black out: una sindrome da deficit d'attenzione degenerata in un temperamento che, a essere gentili, si può definire incontrollabile. Daniele è morto e si è ritrovato a essere Haniel: quello che, volente o nolente, ha trovato il modo di tornare a incarnarsi e lo ha proposto anche a tutti i suoi compagni di sventura. Quello che si farebbe meno problemi di tutti, ora che ha un corpo che può sfondare di alcol ogni sera... Se non fosse che il destino ha voluto che il corpo in cui si trova non è il suo, ma quello della ragazzina che stava per ingannare e far morire. Se le cose non fossero andate storte. Se non fosse successo un pasticcio tremendo.
E così Haniel è incazzato. Tanto. E il suo scopo sarebbe quello di trovare un modo per tornare a essere se stesso. Al cento per cento. Magari dopo la prossima sbronza. Perché poi in fondo chissenefrega, è un po' la sua filosofia. E se gli angeli puri cercano di far fuori quelli come lui, che può farci?

Però, in effetti, 'sti angeli convinti di poter amministrare la giustizia a spadate gli stanno sulle palle. Hanno cominciato loro. Magari Haniel qualcosa s'inventerà, per dare una mano al biondo, Rafael, che senza di lui si annoierebbe e non sarebbe altro che un banale bravo ragazzo.

Curiosità:
- considerato che, soprattutto nell'ultimo periodo della sua vita, mangiava solo quando gli capitava di trovare spiccioli o rubacchiare qualcosa - ed era abbastanza lucido per farlo -, aveva preso l'abitudine di entrare nei bar e fregarsi manciate di bustine di zucchero per mangiarsi almeno quelle.
- l'attore che gli presta il volto è Jared Leto. Che è Haniel al cento per cento, occhioni azzurri, espressioni buffe e follia compresa. La ragazzina nel cui corpo si trova incastrato è invece Hayley Williams dei Paramore, in versione capelli neri, un po' come nella foto qui accanto.
- La canzone che più rappresenta Haniel è A beautiful lie dei 30 Seconds To Mars. Lui però ha gusti più cattivi, in genere: Black Sabbath, Pantera, Megadeth sopra tutti.

lunedì 11 novembre 2013

Amanda Palmer - live Milano 09 novembre 2013



Che show.
Due semplici parole, le uniche che si possono ripetere dopo una serata a farsi investire dall'energia e dal carisma di Amanda Palmer, wonderful woman dalla forza e dallo stile ineguagliabili, capace di commuovere quanto di aggredire. Una tigre che affascina e non ha paura di nulla, una fantastica donna che si butta sul pubblico e passa quasi più tempo trasportata dalle mani della gente che sul palco. La musica di Amanda Palmer non rientra tra i generi che ascolto di più, anche se adoro alcune delle sue canzoni - tutte sentite dal vivo sabato sera; un suo concerto, tuttavia, è un piccolo evento e per la carica e la bravura tanto suo quanto degli altri membri della Grand Theft Orchestra, consiglio di non perdervelo, la prossima volta che ci sarà l'occasione.

In posa per i fotografi ^^
Per quanto mi riguarda, la serata è stata una missione tra amiche, prima tra tutte la Socia Ale che vedete in foto con me più sotto (ma grazie anche per la splendida compagnia a Giulia e Saralisa :-*). Una volta trovato il locale (dopo treno, metro e bus, ancora un tratto a piedi) e conquistato un posto abbastanza vicino al palco, è showtime. Si parte con Do it with a rockstar, prima del "pezzo forte", la mia personale favorita, la splendida The killing type (il cui videoclip, se non siete tipi impressionabili, già vi dice tutto su che tipo tosto sia Amanda). Tocca poi alla cover di Smells like teen spirit dei Nirvana, che trascina l'intera sala a saltare volenti o nolenti, con Amanda che si butta sulla folla, e lo farà spesso nel corso della serata, animale da palcoscenico più di tanti altri supposti "rocker". Tra pezzi propri (I want it back) e cover (Walk on the wild side, la chiusura con Hallelujah), tra "pose" a beneficio dei fotografi ("rock'n'roll pretend") e discorsi sul diritto all'espressione artistica, in particolare delle donne accusate magari di cedere a chi le costringe a spogliarsi (celebre la sua risposta al Daily Mail che aveva montato un piccolo scandalo per un suo nudo involontario, inconsapevole di tutte le volte in cui Amanda si è mostrata nuda senza problemi in diversi video), le due ore di concerto corrono veloci e lasciano tutti soddisfatti. Amanda modula dolci melodie e urla con tutta la sua incontenibile energia, parla con il pubblico e si scatena, e meno male che ci sono donne come lei, intelligenti, forti, sicure di sé, piene di talento e senza paura di dimostrarlo al mondo.



Tutte le foto potete vederle qui.
Setlist.

Io con Socia Ale. Quando non si scrive... ROCK! \m/

domenica 10 novembre 2013

To Write List di novembre

Con moltissimo ritardo, visto che normalmente questo dovrebbe essere il primo post del mese. Perdonatemi, tra Lucca Comics e l'uscita di Angelize il blog è stato fagocitato da impegni, segnalazioni e quant'altro. Avrete forse notato che questo mese ho anche saltato la consueta rubrica sulle chiavi di ricerca più assurde: a dicembre la ritroverete con quanto raccolto questo mese e in quello scorso.
Quindi... to write list? Mah mah mah. Come anticipato il mese scorso, e anche più volte in quelli successivi, ho in piedi due idee soprattutto, una più "semplice" perché è il seguito di un altro romanzo che ho già scritto (no, non è Angelize, la cui seconda parte è già completa, deve solo passare attraverso l'editing) e, quindi, ne conosco già personaggi e ambientazione, e l'altra più "complicata" perché invece è una sperimentazione sotto tutti i punti di vista. In ottobre ho finalmente ripreso il primo dei due progetti, d'ora in poi chiamato I2, che ha già alcuni capitoli scritti, ma da rivedere. Solo che, poi, tra un casino e l'altro... la revisione propedeutica alla ripresa del romanzo si è arrestata. *Sospiro*. Questo mese voglio almeno andare avanti con questa rilettura/riscrittura. E mi piacerebbe avere anche qualche indicazione in merito all'altro romanzo che ho in ballo, M., la cui prima stesura ho terminato ad agosto e, al momento, attende di conoscere il proprio destino prima di passare sotto i ferri di una severissima revisione con tagli/modifiche/gridadirabbiaeporcapupazzaperchénonvienecomevoglioioargh.


In effetti, ho tanta "roba in ballo". A parte Angelize che è uscito (ecco a quale editing mi riferivo nei mesi scorsi, per chi già seguiva il blog), resterà da fare l'editing della seconda parte di Angelize, appunto, ma ancora non so quando; c'è poi un altro romanzo ancora che è concluso e necessiterà di editing, I., destinato a uscire, presumo, dopo la seconda parte di Angelize; e, poi, tutte le varie storie in diversi momenti della trafila "prima stesura-revisione-risistemazione" che precede il lavoro con editori e editor (M., I2) o che invece devo scrivere da zero ("quella difficile" che non so come abbreviarvi, perché il working title che ho in mente non mi soddisfa del tutto).

 Detto questo... rimugino. Rimugino da tre giorni, dopo un brainstorming con Socia Ale che è venuta a trovarmi per il concerto di Amanda Palmer - ve ne parlerò domani - e che conosce la storia di cui parlo perché ha letto I. e anche la vecchia stesura di I2. E dopo brainstorming e riflessioni, la conclusione è... un solenne boh. Non so come si sistemerà il finale, o meglio, so come finirà il libro per quanto riguarda il destino dell'antagonista e di alcuni personaggi, ma mi manca quello degli altri, tra cui il protagonista (*sciaff*. Questa sono io che lo prendo a schiaffi ogni volta che lo vedo, maledetto idiota che mi incasina la vita). Spero di chiarirmi le idee riscrivendo e sistemando, perché fino a quel punto la storia fila e mi piace un sacco; ho questo buco nero da colmare appena prima delle scene finali, nonché l'epilogo da decidere. Mah mah.

E poi... Su un piano più personale, rimugino ancora di più. Sulla mia malefica tendenza alla malinconiatristezzadepressione, che è un "peccato" tanto quanto ira, invidia, accidia eccetera. Sulla mia incapacità congenita di concentrarmi solo sul presente. Sull'abilità nel tuffo carpiato dall'euforia all'angoscia senza nemmeno bisogno di un motivo - basta che arrivi il pensiero sbagliato. Non va. Non va. Avrei bisogno di imparare un po' di sana indifferenza. Un po' di pazienza e di "sarà quel che sarà". Avrei bisogno di essere forte, non di sembrarlo e basta. Di crederci, quando dico "un giorno sarà così", "un giorno potrò", "un giorno andrà come voglio", "un giorno realizzerò anche questo". Di credere che c'è un motivo per quello che non va. Di credere alla magia.
Invece no, quando riguarda me non ci riesco, a crederci. Non sempre, almeno. Ma si fa finta di nulla, si affila la spada e si resta pronti a mordere.
Basta. Let's rock.

On air:
30 Seconds To Mars, Love lust faith + dreams

I will save you from yourself
Time will change everything about this hell
Are you lost?
Can't find yourself?
You're north of Heaven
Maybe somewhere west of Hell

venerdì 8 novembre 2013

Angelize - soundtrack: Angels (Within Temptation)

Vi ho già linkato la colonna sonora che ho selezionato per Angelize più di una volta; oggi comincio a raccontarvi qualcosa in più sui motivi per cui ho scelto determinati brani. Voi, comunque, potete ascoltarla su Youtube oppure su Spotify, nella colonna qui a destra.

Quando scrivo, ascolto musica. Be', quando faccio qualsiasi cosa, io ascolto musica. Quando mangio, quando lavoro, quando navigo in rete, quando sono con gli amici, quando faccio sesso, quando cammino. Un paio d'anni fa ascoltavo musica perfino durante la notte, per vincere l'insonnia e la depressione della mia darkest hour.
Quando scrivo, tuttavia, la musica è sia un accompagnamento, sia uno "schermo" per isolarmi dal resto del mondo. Crea una bolla entro la quale la realtà è solo quella delle mie storie; e funge da vera e propria colonna sonora, come in un film. I miei ascolti possono variare molto, durante la stesura di un romanzo o le revisioni, ma man mano che procedo preparo anche una playlist speciale, la "ost", official soundtrack, appunto, che rispolvero anche quando non sto scrivendo, se voglio concentrarmi sulla storia, meditare su qualche scena o personaggio, eccetera.
Le canzoni che finiscono in lista sono adatte alla storia in più di un modo: per sound e atmosfera, ovvio, ma anche, almeno parzialmente, per il testo. A volte sono legate a una singola scena, a un personaggio, a un momento particolare del romanzo, altre volte invece sono adatte in generale a un tema o a una fase del romanzo.

Oggi vi presento la canzone che, per me, è il "prologo" di Angelize, quella che andrebbe durante i "titoli di testa" del film, per intenderci. E, in effetti, è anche la canzone che ho ascoltato per due giorni di fila a ripetizione durante la stesura del racconto che è stato la "base" per il romanzo stesso, quello che illustra il metodo attraverso cui gli angeli puri del mio libro ottengono il diritto di incarnarsi, ingannando un essere umano e facendo in modo che muoia per un incidente, un involontario suicidio. La canzone è Angels (ovviamente!) degli olandesi Within Temptation. Eccola qui, con tanto di videoclip (molto bello, racconta a sua volta di angeli badass, anche se di tutt'altro tipo rispetto ai miei). Vi riporto anche il testo, che rende chiaro perché il brano sia così adatto... (Accidenti, quante volte l'ho cantata, questa canzone!) Enjoy! E alla prossima per qualche altro pezzo dalla "colonna sonora" di Angelize.





Sparkling angel, I believe
You are my saviour in my time of need
Blinded by faith, I couldn't hear
All the whispers, the warning's so clear

I see the angels
I'll lead them to your door
There is no escape now
Now mercy no more
No remorse 'cause I still remember
The smile when you tore me apart

You took my heart
Deceived me right from the start
You showed me dreams
I wished they'd turn to real
You broke the promise
And made me realise
It was all just a lie

Sparkling angel, couldn't see
Your dark intentions, your feelings for me
Fallen angel, tell me why?
What is the reason? The thorn in your eye

I see the angels
I'll lead them to your door
There is no escape now
No mercy no more
No remorse 'cause I still remember
The smile when you tore me apart

Could have been forever
Now we have reached the end

This world may have failed you
It doesn't give the reason why
You could have chosen
A different path of life

The smile when you tore me apart

You took my heart
Deceived me right from the start
You showed me dreams
I wished they'd turn in to real
You broke a promise
And made me realise
It was all just a lie

Could have been forever
Now we have reached the end