lunedì 29 dicembre 2014

Obsessed - ossessioni in scrittura parte 2

Ne avevo già parlato qui, ma un recente post di Chiara mi ha fatto rispolverare l'argomento, dandomi l'occasione di rendermi conto quanto siano cambiate/si siano arricchite/si siano evolute le cose da quel lontano aprile 2012 a oggi. Mi riferisco a temi, situazioni, dettagli ricorrenti nelle storie che scrivo. Non macro-elementi come, che so, il fatto di scrivere comunque quasi sempre storie di tipo fantastico - che si tratti di urban, o di progetti di fantasy storica che ho in mente per il futuro, o di fantastico con sfumature horror eccetera. Parlo di demonietti che fanno capolino spesso, passioni che filtrano ed emergono nelle diverse storie, ombre che accompagnano spesso i personaggi con cui mi confronto, interessi che arricchiscono di "polpa" l'ossatura dei romanzi.

Nel 2012, due anni e mezzo fa, citavo per esempio l'autodistruzione - intesa come farsi del male, fisicamente o meno (e potrei citarvi Haniel, naturalmente, come esempio, ma anche personaggi di storie molto più vecchie), e come "lasciarsi fare" del male, anche in questo caso fisicamente o emotivamente. Citavo anche la mia predilezione per l'uso di personaggi maschili, sempre valida nonostante, in storie più recenti, abbia utilizzato anche donne e adolescenti; i rapporti conflittuali con i genitori e/o l'assenza di uno o entrambi i genitori - e qui potrei farvi esempi a schiera: il padre di Haniel ha abbandonato la famiglia e lui non l'ha mai conosciuto, sua madre è morta quando lui era adolescente; i genitori di Hesediel sono separati, non frequentava molto sua madre e non frequentava affatto suo padre, che si è trasferito all'estero e con il quale la cosa più recente che ha condiviso è stata una rissa; Rafael ama molto entrambi i genitori, ma non si è mai sentito libero di esprimere davvero chi era con loro né si è mai confidato con loro, ingabbiato nel suo ruolo di figlio modello che doveva seguire la carriera paterna; e, se penso al romanzo che sarà oggetto del mio prossimo editing, o agli altri che ho concluso o sto concludendo ora, potrei citarvi un'altra schiera di casi di disagio di vario tipo. Infine, citavo il divino, utilizzano un termine il più possibile generico perché si tratta, in effetti, di uno dei temi che più spesso ha fatto capolino nelle mie storie e che, allo stesso tempo, si è più evoluto.

Proprio da questo, il divino, parto per l'edizione 2014/inizio 2015 del post. Nel mio "fantasyno", la prima storia che ho scritto, con tutta la sua immaturità e le sue ingenuità, compariva un'ossatura politeistica e, in nuce, già allora la contrapposizione tra il divino dei dogmi e degli assolutismi che si ritrova in Angelize, rappresentato dagli angeli puri come Mikael, e quello più fluido, inafferrabile, vitale e caotico che in Angelize è naturalmente rappresentato dalla Dea. Tra quella ormai vecchia storia e quelle di ora ci sono state molte declinazioni, che hanno riflettuto il mio percorso personale, le mie "darkest hours", i miei momenti di sconforto, scetticismo, rifiuto, ricerca, fascinazione, meraviglia. In Angelize II - Lucifer la Dea spiegava qualcosa di più di sé - divinità principale del romanzo, allo stesso tempo unica ma anche multiforme - forse perché il modo in cui vuole presentarsi è importante quanto il modo in cui gli esseri umani sono in grado di percepirla, o percepirli. La figura di una divinità femminile, in particolare, è ricorrente nelle mie storie, probabilmente perché è quella che mi seguiva anche quando non me ne rendevo conto e che, forse, mi ha messo in mano la spada necessaria a recidere alcuni nodi della mia vita, anni fa.
Dove mi porteranno le prossime storie? In parte lo so - cominceranno da una vicenda scritta in realtà prima di Angelize e volutamente "non religiosa" - laddove l'inspiegabile è trattato in modo del tutto a-divino dai personaggi stessi che lo vivono sulla propria pelle - fino a riflettere, secondo quello che posso prevedere ma che ho scritto solo in parte, il percorso di un personaggio che, in partenza, è del tutto ateo e scettico, ma giunge alla scoperta di... be', diciamo solo "molto di più". Non so dire altro perché, in realtà, si tratta di cose che sto scoprendo anch'io man mano, ma, più di ogni altro tema, in questo vedo ciò che vivo e su cui rifletto intrecciarsi saldamente, e in modo abbastanza indipendente dalla mia volontà, con quello che racconto.

Anche gli altri elementi citati due anni e mezzo fa sono ancora validi, come ho scritto sopra. Aggiungerei a questi la presenza di sentimenti/tensioni emotive che vengono volutamente nascosti, agli altri personaggi ma anche a se stessi. Lo avete visto con Haniel e Rafael, naturalmente, ma mi è capitato anche diverse altre volte di avere personaggi che non riescono a definire quello che provano, relazioni che si sviluppano in modo naturale ma non trovano un'etichetta precisa che le possa definire, che vengono rifiutate appena espresse ad alta voce. Non sarò mai una scrittrice di romance perché amo troppo l'ambiguità di queste situazioni, lasciare che i lettori intravedano quello che i personaggi stessi ignorano dai loro gesti piuttosto che passare pagine a descrivere palpiti del cuore e erotismo dozzinale e convenzionale; e perché preferisco che questo tipo di tensioni emotive si sovrappongano e si intreccino alla trama d'azione, anziché esserne il cuore. Non mi pongo particolari limiti: che si tratti di storie a lieto fine o sbagliate, eterosessuali o omosessuali, all'inizio o alla fine, platoniche o no, per quanto mi riguarda l'importante è sempre calarsi nel punto di vista di chi le vive e trattarle di conseguenza, rendendole naturali e vivide al meglio delle mie possibilità.
Anche la musica è un elemento ricorrente - inevitabile, e qui vado sul facile: è una mia passione, mi accompagna costantemente durante la giornata più o meno qualsiasi cosa faccia, non può non diventare parte della caratterizzazione dei personaggi; magari per un dettaglio o due citati qua e là, come modo per svelare qualcosa di loro (da Haniel che va in fissa per i Pantera a Hesediel che è rimasto agli anni Sessanta-Settanta con una predilezione sconfinata per Led Zeppelin a Janis Joplin), oppure come elemento fondante di altri personaggi, in storie che vedrete, dove ho inserito musicisti o, comunque, ragazzi che vengono definiti anche a partire dalla loro passione per la musica.
Un ultimo elemento ricorrente su cui mi è capitato di riflettere di recente, infine, è il ruolo che alcuni miei personaggi si attribuiscono da soli: quello di protettori. Vivono i rapporti affettivi, con famiglia, amici o compagni, con grande intensità, anche se magari in modi non convenzionali o disfunzionali, ma allo stesso tempo ritengono di essere coloro che devono proteggere gli altri, prendersene cura, consigliarli, decidere per il meglio - anche esagerando, a volte. Non è un ruolo che pretendono o che viene dato loro da altri, ma, semplicemente, è ciò che vivono come naturale e inevitabile: loro sono più forti, ergo spetta a loro badare alle persone che amano. Il che ovviamente porta a infiniti problemi - un po' perché non si lasciano aiutare a loro volta quando ne hanno bisogno, un po' perché più ti ergi con la tua salda armatura, più rumore fai quando cadi in ginocchio e più fatica fai quando devi rialzarti, un po' perché quando non riescono a essere all'altezza del compito che si sono auto-attribuiti la vivono malissimo... con tutto il corredo di sensi di colpa, rifiuti, fughe, atteggiamenti autodistruttivi, punizioni e così via che potete immaginare.

sabato 27 dicembre 2014

Folkstone - Rock'n'Roll Arena, Romagnano Sesia, 20 dicembre 2014

I concerti sono sempre un modo piacevolissimo di passare una serata, ma alcuni trasmettono una tale energia, una tale "vibrazione", che diventano delle vere e proprie esperienze. Devo dire che, negli ultimi uno-due anni, sono anche stata così fortunata da vedere solo concerti di band che amo e che hanno offerto performance grandiose (penso a Blind Guardian, Amorphis, Therion, Within Temptation, Borknagar, Caparezza, Amanda Palmer, 30 Seconds To Mars... e altri ancora).

Sabato 20 dicembre, dopo un'ora di coda al gelo causa apertura del locale ritardata (mannaggia!), è toccato ai lombardi Folkstone, che conosco da tempo ma che avevo un po' perso di vista. Li ricordavo dai concerti di diversi anni fa ed ero curiosa di rivederli all'opera; mi aspettavo una serata gradevole, e invece ho avuto uno show travolgente.

Sì, gli anni sono passati, ma i ragazzi dei Folkstone (e le ragazze, in particolare la fantastica Roberta) non hanno perso un briciolo della loro trascinante energia, anzi: li ho trovati più in forma che mai, scatenati e inarrestabili. Meccanismi oliati insieme a una spontaneità e a una capacità di trasmettere passione e divertimento al pubblico che non tutte le band possiedono, e scaletta nutritissima - due ore e mezza di concerto, grossomodo, tra vecchi classici - Rocce nere, Alza il corno (una delle mie preferite, parte della colonna sonora di Angelize), Con passo pesante, Anime dannate... - e nuovi pezzi riuscitissimi - in particolare Fuori sincronia, una canzone che sto amando, In caduta libera (qui il video ufficiale), Nella mia fossa. Non ho foto del concerto da mostrarvi, stavolta, ma su Youtube trovate molti brani dal loro dvd ufficiale, per avere un'idea di che gioia per gli occhi e le orecchie sia un concerto dei Folkstone. Se capiteranno dalle vostre parti, non perdeteveli!

Sito ufficiale (da cui proviene la foto del gruppo)


giovedì 25 dicembre 2014

Blessed be - auguri!

Questa notte di Natale giunge alla fine di un periodo faticoso, senza un attimo di respiro (cosa di cui vi sarete resi conto, vedendo i pochi aggiornamenti qui), ma anche soddisfacente per altri versi, e con la felicità di un piccolo miracolo su cui non riponevo molte speranze. Molte cose si preparano, come semi che dormono sotto la neve. Molto ci sarà da fare nel prossimo anno... ma prima di pensarci, riposo.

Riposo, benedizioni, gioia, serenità, per tutti.

Auguri!

On air:
Manowar, Master of the wind


Immagine da qui.

martedì 16 dicembre 2014

Acheron - and so it begins

Troppo spesso è desolante constatare lo stato della letteratura di genere in Italia. I problemi li sappiamo tutti: pochi editori vi puntano; c'è poco pubblico; non mancano le resistenze da parte dei librai; impera uno snobismo invincibile, tutto italiano, per il quale è impossibile che i pochi libri di fantasy o fantascienza di qualità che riescono a vedere la luce vengano riconosciuti dai media, al di là di qualche blogger o degli appassionati dediti al passaparola... E si potrebbe andare avanti.
Ma oggi le cose stanno per cambiare.


Pubblicare fantastico, horror, fantascienza. Italiani.  Di qualità. Senza dover chinare gli occhi di fronte agli americani o agli inglesi che in questi generi la fanno da padroni. Non è l'inizio di un racconto fantastico: è la nuova realtà di Acheron Books.

Acheron è un progetto ambizioso, curato da persone di cui ho assoluta stima, tra le poche in Italia ad avere ottima competenza nella letteratura di genere, oltre ad avere la passione necessaria per tentare ciò che fino a ieri sembrava impossibile: proporre all'estero libri di autori nostrani, che usciranno in formato digitale, in contemporanea sia in italiano sia in inglese. Il progetto merita tutto il tifo possibile e non ha precedenti nel nostro Paese, e io sono felicissima di potervene finalmente parlare. E avendo assistito negli scorsi mesi ai "lavori in corso", posso garantirvi una cosa: i romanzi Acheron saranno imperdibili.

Tra i libri che inaugurano la casa editrice, due sono di Luca Tarenzi, nonostante il secondo si presenti con lo pseudonimo di Giovanni Anastasi (personaggio storico che compilò i Papiri Magici Greci, di cui si parla in abbondanza, per esempio, nel libro su Ecate di Sorita D'Este e David Rankine).
Ecco le copertine, dunque (o meglio, le splendide copertine della magnifica Rom), di Poison fairies e Demon Hunter Severian - La Signora dei cancelli della notte. Io ho già letto entrambi da tempo e posso solo dirvi... ma che aspettate a farli vostri?

Ecco la trama di Poison Fairies:
La vita nella discarica è dura, tra il pericolo mortale e onnipresente dei gabbiani, la difficoltà di procacciarsi il cibo e le faide con le altre tribù, come gli spaventosi Boggarts.
Ma Cruna ha deciso che le cose devono cambiare: convince i suoi amici Verderame e Disgelo a rubare la batteria di una macchina, in modo che il suo acido possa fornire energia alla sua gente, visto che l'inverno è alle porte. Come reagirà però il Re Albedo, fratello di Cruna, alla missione non autorizzata? Che cosa sta complottando Argiope, re dei Boggarts? E chi è il misterioso nuovo arrivato, dotato di un Glamour diverso da qualsiasi altro tipo di magia conosciuta?
La Guerra della Discarica è il primo capitolo di una trilogia che descrive la vita delle più feroci creature del mondo: LE FATE!

Ed ecco quella di Demon Hunter Severian:

A.D. 394.
A Milano, la nuova capitale dell'Impero Romano, stanno avvenendo dei misteriosi omicidi. Le vittime hanno un comune denominatore: sono tutte morte nel sonno. Puro caso o volontà dell'assassino?
Ambrogio, Vescovo di Milano, si rivolge a Severian, ex esorcista ed ex soldato con un passato tormentato, chiedendogli di far luce sul mistero. Ma fin da subito Severian ha un dubbio cruciale: sta dando la caccia a un criminale umano o a una minaccia sovrannaturale?
In una perfetta contaminazione di urban fantasy, romanzo storico e thriller poliziesco, inizia la saga di Severian, il Cacciatore di Demoni!


Vi sono poi altri quattro titoli già in catalogo: Imago Mortis e Black Tea & other tales di Samuel Marolla, The Ministry of Thunder di Davide Mana e Lieutenant Arkham: Elves and Bullets di Alessio Lanterna, tutti libri che sono curiosa di leggere. E, a costo di ripetermi, anche questi hanno delle copertine favolose: ammiratele sul sito ufficiale di Acheron Books (dove gli ebook sono scontati ;-)). Ecco invece altri link utili: la pagina Facebook e quella Twitter. Sul sito trovate naturalmente tutte le informazioni e i dettagli sul catalogo e sulla casa editrice.

Nei prossimi mesi, insomma, ne vedrete delle belle. Ve ne parlerò ancora; nel frattempo, preparatevi a percorrere il fiume infernale...

mercoledì 10 dicembre 2014

Codex born - Jim Hines

Qualche settimana fa iniziavo la mia recensione di Libriomancer con un "wow".

Oggi, posso iniziare quella di Codex born, secondo capitolo della serie Magic Ex Libris, con lo stesso, meravigliato, sorridente wow.

Inutile girarci intorno, Jim Hines ha regalato agli appassionati di urban fantasy in particolare e di fantastico in generale un biglietto per un luna park straordinario, dove l'avventura si mescola alle più profonde passioni da nerd, dove il "triangolo" che vive il protagonista non è quello che vi aspettereste dopo secoli di ripetuto schema "lei ama lui ma anche quell'altro e non sa chi scegliere", dove ci si ritrova più e più volte con il fiato sospeso a chiedersi "e adesso?" A chiederselo da lettori ansiosi di continuare la storia, e a chiederselo da amici preoccupati per le sorti di Isaac, "skinny geek" ostinatamente convinto che una soluzione si possa sempre trovare e che il mondo sia pieno di meraviglie da indagare con curiosità, o di Lena, driade paffutella e tostissima, capace di darsi con la stessa passione al sesso così come a un bel combattimento per far pentire ai bastardi di turno di essere nati.

Avevamo lasciato i protagonisti a godersi un po' di riposo dopo la vittoria alla fine del primo libro, con Isaac (libriomante, ovvero in grado di "estrarre" dai libri oggetti e incantesimi) finalmente assegnato a un lavoro di ricerca, perfetto per lui. L'omicidio di un "wendigo" dà il via a un'avventura che svela, ancora una volta, quanto Gutenberg, l'inventore della libriomanzia, abbia tenuto nascosto nel corso dei secoli... e rende più vicina e concreta la minaccia dei "Divoratori" in agguato, in attesa di invadere il nostro mondo.
Non voglio raccontare altro della trama, anche perché, in ogni caso, dovete (ed è un imperativo categorico: dovete!) leggere il primo volume, innanzitutto. Posso solo aggiungere che la magia, qui, si arricchisce di nuove sfumature e possibilità, continuando però a funzionare come un orologio svizzero, grazie a una costruzione del mondo geniale e perfettamente resa. L'inizio, forse, risulta un pochino più lento, questa volta, perché l'autore impiega alcune pagine di dialoghi e pensieri di Isaac per rimettere "in pista" il lettore e ricordargli ciò che era accaduto nel volume precedente e come funziona la libriomanzia, ma a quel punto... è inutile: non si può fare altro che trovarsi incantati a divorare (ahahah) pagina dopo pagina la storia. Fino a una conclusione che, questa volta, mi ha fatto soffrire parecchio. Maledetto Hines.
E l'unica mia lamentela è che a gennaio esce il terzo, Unbound (la genialità di questi titoli è assoluta, by the way), e una volta divor... letto anche quello, quanto dovrò aspettare per il quarto?

lunedì 8 dicembre 2014

Briciole di felicità

Merry Christmas. Want a hug?
In risposta e in coppia con il post di Gisella Laterza che, qualche tempo fa, elencava i suoi attimi di felicità, vi propongo io un elenco in puro disordine sparso di ciò che mi fa sorridere. Perché fa bene ricordarlo, e fa bene diffondere un sorriso, che magari farà venire in mente anche a voi ciò che vi rende felici. Oggi è festa, la maggior parte delle persone sarà a casa dal lavoro e dalle lezioni, molti staranno, come tradizione, preparando l'albero di Natale. Io no, non ne preparo uno da eoni - ma io ho anche un rapporto conflittuale con le festività. Un po' perché l'allegra famigliola da film natalizio per me ha cessato di esistere quand'ero una ragazzina, un po' perché con il tempo ho accumulato ricordi decisamente negativi legati a questi giorni e al Capodanno. Però ho sparso i miei rametti sbarluccicosi (vedete Paul, il mio Facehugger domestico, quant'è felice dell'atmosfera natalizia?). E i ricordi negativi sono lontani.  E considerate le settimane pienissime che mi attendono, le feste quest'anno mi sembrano un'oasi da raggiungere...
Così, meglio fare scorta di buoni pensieri. Se penso a quello che mi rende felice, ecco...

Le stelle cadenti viste a Samhain.
Un Samhain speciale.
I cieli al tramonto. E i cieli stellati.

La musica. E cantare.
I concerti. I concerti dei miei gruppi preferiti. E i baci appassionati ai concerti.
E i baci appassionati ai prossimi concerti dei miei gruppi preferiti.

Gli istanti in cui le voci e le azioni dei miei personaggi sembrano reali, e li posso guardare e ascoltare come se fossero qui davanti a me.
Lucas. E Haniel. E Uriel. E Dario. E tanti altri.
Rileggere una scena e dire wow. L'ho proprio scritta io?

Il fatto che, nonostante tutto, sono ancora qui.

Belle parole inattese.
Messaggi inaspettati che mi fanno sorridere.
I piccoli gesti d'affetto.
Le serate in cui sento di avere una famiglia, per quanto "non convenzionale".
Camminare con l'iPod nelle orecchie.
La cioccolata calda d'inverno e il gelato in estate.
La cioccolata e basta.
E la panna montata.
Il profumo della vaniglia.
E il caffè. Oh, coffee.

Ridere per cose buffe che nessun altro a parte chi è con te capisce.

Restare accoccolati a coccolarsi sotto le coperte.

24 ore lontano dal lavoro con amici che ti coccolano e ti ricordano che al mondo ci sono belle persone.

I gatti. E un gatto che ti fa le fusa in grembo.

I frammenti di magia che ho toccato con mano.

E poi, è naturale: you who are the other half of me. Per una tale quantità di cose che potrei elencarle all'infinito. The sea of my loneliness/It needs to have a sky/To go with my story/I also need to have your words/Like a king has his moon/A queen has her sun/To make the song go on...

On air:
Amorphis, You I need

venerdì 5 dicembre 2014

Blind Guardian - il nuovo singolo

Forse il mondo ancora non si è reso conto: tra un paio di mesi, il 30 gennaio, esce un nuovo disco dei Blind Guardian.
Anche se adesso hanno la faccia da ultraquarantenni in rehab, sono I BLIND GUARDIAN. I B L I N D  G U A R D I A N. Praticamente coloro che mi hanno fatto iniziare a scrivere sul serio. E che mi hanno fatto scoprire Tolkien. Il primo gruppo che ho visto live. La colonna sonora di anni e anni della mia vita. E Hansi Kursch, quell'omino lì che si è tagliato i capelli ma per me resta sempre fuori concorso, quell'ometto lì che caracolla come un orsacchiotto e urla come un crucco dannato, è colui che con i suoi testi più ha influenzato il mio modo di scrivere (sì, avete letto bene) insieme a un altro tizio chiamato Stefano Re. E più ancora di chiunque altro, quell'Hansi lì ha influenzato il mio modo di "immergermi" nei personaggi.
Ve lo preannuncio: su questo argomento non accetto altro che "oooh" di giubilo e gaudio.

Perché ve ne parlo oggi? Perché in attesa del disco (e dello strafighissimo concerto di maggio, con tanto di super guest band a supporto, gli Orphaned Land), oggi esce il primo singolo, classico antipasto epico e dinamico: la canzone Twilight of the Gods. La sto ascoltando da stamattina. Con un po' di lucciconi, lo ammetto.
Mi fa tenerezza ritrovare, sedici anni dopo la prima volta in cui ascoltai un loro album (Nightfall in Middle Earth: quel loro tour sarebbe stato anche il mio primo concerto), lo stesso mood, le stesse chitarre "cigolanti" marchio di fabbrica di Andrè Olbrich, lo stesso stile tra cori e scream nelle voci, Hansi Pooh che semina a manciate le sue "parole chiave" (sì, quell'uomo ha una predilezione per alcuni termini... già il titolo Twilight of the Gods ne ha due: poi ci buttiamo mirror, spinning wheel... anche se la parola più gettonata nei dischi dei BG è senza dubbio forevermore).
Un singolo "normale", stavolta (niente brani da dieci o più minuti, come in passato), ma un bel pezzo trascinante che ha tutto quello che ci si aspetta dalla band. Vedremo se sarà l'album intero a confermare la loro tendenza a stupire sempre e comunque.
Nel frattempo, gioite! I Bardi sono tornati *___*



giovedì 4 dicembre 2014

Doppio horror: Absentia e Dracula Untold

Due film, oggi, uno di qualche anno fa e uno recentissimo, uno horror e uno... be', che da questo genere prende le mosse, ma non vi appartiene in senso stretto.

Absentia è stato diretto nel 2011 da Mike Flanagan, che un paio d'anni più tardi ha proposto anche Oculus, di cui vi avevo già parlato. Ancora una volta devo ringraziare Bolla e Lucia per aver scoperto questo regista, ormai una certezza più che una promessa.
La trama in due parole: dopo sette anni dalla scomparsa misteriosa del marito, la moglie ne ottiene la dichiarazione di morte presunta e finalmente sente di potersi rifare una vita, aiutata dalla sorella, che ha un passato burrascoso e segnato dalla droga, ma sembra essere guarita. Poco dopo, però, il marito ricompare: dov'è stato? Qual è il segreto del tunnel che si trova proprio vicino a casa loro?
Rispetto a Oculus, Absentia ha meno mezzi e un'atmosfera minimale - ascoltate il silenzio, l'assenza di colonna sonora in certi momenti - ma non per questo risulta meno angosciante, anzi. La storia si dipana pian piano e svela un elemento fantastico con il quale non si può scendere a patti o compromessi, se non malvagio senza dubbio amorale, che si lega alle storie di fate e folklore meno "politically correct". A partire da uno dei drammi peggiori che si possano immaginare - la scomparsa di qualcuno che si ama, senza che sia possibile sapere cosa sia accaduto, se si tratti di rapimento, fuga, incidente - il film si rivela ottimamente costruito: un intreccio di realtà, ipotesi, possibili allucinazioni, soggettive che si incastrano e lasciano spiazzati, evidente ossessione, in senso buono, di Flanagan. Una miriade di dettagli evocativi - dall'uso della religione delle due sorelle, una dedita alla meditazione, l'altra che ha riscoperto la fede cristiana, alle sequenze che con pochi gesti e pochissime parole mostrano già tutto quello che c'è da sapere dei personaggi (sì: scene che andrebbero fatte studiare a qualsiasi aspirante scrittore ansioso di capire lo show, don't tell). E c'è anche l'apparizione di Doug Jones (tra gli altri suoi ruoli, Blue in Hellboy, il Fauno e l'Uomo senza occhi nel Labirinto del Fauno). Film consigliato, insomma. Se avete coraggio.

E veniamo a Dracula Untold. Un Dracula "mai raccontato". Che per quanto mi riguarda si poteva anche continuare a non raccontare, ma vabbe'...
Partire dal Vlad Tepes storico per raccontare l'origine del personaggio stokeriano era una bella idea, che se affrontata con serietà avrebbe potuto dare vita a un film con i controfiocchi. Il taglio di questa pellicola, tuttavia, è quello di un blockbuster d'azione ed effetti speciali, con quel tanto di soprannaturale e violenza patinata da flirtare con l'horror senza però diventare un prodotto troppo di nicchia. Accettato questo, il film ha pregi e difetti: il conflitto del personaggio centrale, che vuole disperatamente difendere la famiglia e il proprio popolo, è interessante, così come non manca un vampiro davvero ripugnante, non certo il belloccio adatto a far innamorare le ragazzine, e una certa spettacolarità nelle scene (dico solo: NUGOLI di pipistrelli!). Tuttavia, buchi di sceneggiatura (come accidenti hanno fatto i soldati turchi a entrare e raggiungere la torre dove si trovano la moglie e il figlio di Vlad? Non ci è dato sapere. E a che servono i soldati bendati - sì, LOL - se poi è una trovata senza seguito o sviluppo?), un look da membri di boy band per il principe turco e i suoi accoliti e l'ENNESIMA REINCARNAZIONE della moglie di Vlad nella Mina di turno mi hanno alquanto irritato: è più forte di me, sorry... Nel complesso, il film lo si può guardare, ma a mio parere resta un'occasione sprecata.

martedì 2 dicembre 2014

To Write List di dicembre e scatti da Books

Potrebbe riassumersi in un semplice scrivere. Scrivere, mille parole al giorno o cento, basta scrivere. Questo perché dicembre sarà mese ancora più faticoso di novembre, con impegni e lavoro che lotteranno per togliere tempo alla scrittura e far sì che le sere in cui ne avrò il mio cervello sia stropicciato e sbattuto come un panno appena tolto dalla lavatrice...
... Ma ho il romanzo da finire. Dubito di riuscirci entro gennaio come avrei desiderato, ma se anche la conclusione arriverà nel primo mese del 2015 anziché nell'ultimo del 2014 andrà bene lo stesso. Devo ripetermi che non ho fretta, che ho altri due romanzi finiti in attesa di pubblicazione e nessuno mi corre dietro perché io concluda questo all'istante. Tuttavia, non finire, trascinarlo, non scrivere per giorni, per settimane, è deleterio per il mio umore, mi fa diventare nervosa come un gatto in una stanza piena di sedie a dondolo (copyright della similitudine: P.) E ho altro in mente. Ho un'altra storia che voglio iniziare, un'altra che attende di formarsi, un'altra ancora che è ancora solo un germoglio di idea... Insomma, mi avete capito.
Diciamo che se in dicembre riuscirò a concludere il finale e ad avere ancora da scrivere solo il capitolo da inserire più indietro, che contiene un lungo flashback piuttosto complicato, sarò soddisfatta. Gennaio si finirà del tutto e poi... oh dèi, dovrò rileggere e smontare e rimontare il tutto, perché il romanzo è un guazzabuglio. Poi, via ai betamartiri in febbraio.

Vi saluto, per oggi, con qualche scatto da Books, il Festival della Letteratura Fantastica di Cagliari dove sono stata ospite sabato e domenica. Squarci di città con angeli, presentazioni, e un bellissimo regalo da parte di Rebeca, che ringrazio anche qui ^___^ Tutte le foto le trovate a questo link. A presto!

Angeli che incombono

Andrea Atzori

Le Danys alla presentazione di Iskida di Andrea Atzori

Con Angela Ragusa e lo staff della libreria Camboni

Il regalo di Rebeca *___* <3

giovedì 27 novembre 2014

Appuntamento a Books - festival della Letteratura Fantastica di Cagliari

La partenza per Cagliari avvicina. Meta agognata cui ripenso nei momenti complicati di una settimana senza respiro, in cui arrivo a sera col cervello che bolle e lo stress che sconfina nel "que serà serà" di autoconservazione.
Tra un casino e un impegno, il nervosismo e la fatica di aggrapparsi alla speranza con le unghie e con i denti, non ho avuto un attimo per aggiornare decentemente il blog, dopo la recensione di Libriomancer. Prometto di recuperare un po' la settimana prossima. Nel frattempo, ricordo agli amici sardi che questo week end ci si vede tutti a Books, il Festival della Letteratura Fantastica di Cagliari. Non vedo l'ora di visitare la vostra terra, dove non sono ancora mai stata; e non vedo l'ora di chiacchierare con voi!

Come d'obbligo, vi ricordo gli appuntamenti a cui parteciperò:

- Il mio workshop "Le voci nella testa e i mostri sulla soglia - La creazione dei personaggi nell'urban fantasy" sarà sabato 29 alle ore 17: per iscrivervi inviate una mail a mondisospesi@gmail.com

- La doppia presentazione dei due Angelize e di Multiverse Ballad di Andrea Atzori e Tim D.K. sarà invece domenica 30 alle 15.

Ecco l'argomento del workshop - una tema a cui tengo in modo particolare, e anche per questo sono felicissima di poterlo affrontare:

Le voci nella testa e i mostri sulla soglia - La creazione dei personaggi nell'urban fantasy
Studentesse, disoccupati, bibliotecari o semplici impiegati che un giorno s’imbattono in vampiri, fate e dèi.
O che scoprono di esserlo loro stessi.
L’urban fantasy è diventato uno dei generi di punta del fantastico contemporaneo: esplora il meraviglioso che si nasconde tra asfalto e cemento e racconta il mondo contemporaneo muovendosi sulla linea di confine tra quotidiano e soprannaturale, tra razionalità e magia. Come si affronta la caratterizzazione di personaggi capaci di prendere per mano il lettore e guidarlo lungo quel confine? Quali problemi si incontrano e quali elementi vanno tenuti in considerazione per dare vita a figure che siano in grado di farsi amare e, soprattutto, di farsi credere?
Due ore per ragionarci insieme confrontando il punto di vista dei lettori appassionati e quello degli scrittori che vogliono cimentarsi con il genere.

lunedì 24 novembre 2014

Libriomancer - Jim Hines

Wow.

In un mondo perfetto, questo libro sarebbe in pile belle alte nelle sezioni fantasy delle librerie, e magari all'estero è così, visto che la serie Magic Ex Libris sta avendo successo. Nel nostro mondo, in Italia è arrivato per miracolo grazie agli sforzi di un piccolo editore, La Ponga, che lo ha pubblicato proprio questo novembre seguendo il saggio consiglio di Luca Tarenzi.
Seguendo lo stesso saggio consiglio, io me lo sono letto da poco nella versione inglese - e tanto per dirvi quanto mi è piaciuto, ho subito iniziato il secondo, Codex born. In barba a tutti i "prima devo finire questi due cominciati insieme e poi ne ho altri due che volevo iniziar..." No. Jim Hines vince.
Perciò, parto dalla fine, con questo post, e vi dico subito: accattevillo. Non avete scuse. In italiano c'è, anche se non sarà in vetrina nelle librerie (shame on us). In inglese pure, se lo preferite in lingua originale e volete continuare la saga senza aspettare i tempi di traduzione. Quello che vi pare, ma leggetelo. Se siete in questo blog, presumibilmente vi piace il fantasy. E forse siete anche nerd nel midollo.
Ecco. Fatevi un favore e lasciatevi travolgere da questo romanzo.
E ora vi spiego meglio perché.

Isaac Vanio è un libriomancer: ha il potere di infilare letteralmente le mani nei libri e tirarne fuori gli oggetti più fantastici (basta che passino attraverso la "taglia" del libro in questione). Non è l'unico: esiste un'intera organizzazione, i Porters, i Guardiani delle Soglie, che si occupa di studiare questo tipo di magia, tenerla nascosta al resto dell'umanità e... be', contenere i problemi che ne derivano. Perché che succederebbe se un lettore inconsapevole di possedere anche solo in minima parte lo stesso potere... tirasse fuori dal Signore degli Anelli un Palantir e venisse posseduto da Sauron? O se fosse troppo preso da una storia di vampiri... e arrivasse a sfiorarne uno, finendo per farsi mordere?
Esatto. Vampiri, lupi mannari, driadi sono reali, con tutte le loro varianti classificabili a seconda dell'autore che li ha descritti. E i Meyeri, per esempio, dall'esecrato Twilight sono un fottuto problema: perché come fermi dei sexy superheroes che non bruciano al sole, non temono aglio e croci e non sono affatto così innocui e melensi come Edward & co?
Insomma, la situazione è già complicata di suo. Figuratevi quando il fondatore dei Porters, niente meno che Gutenberg, immortale dopo aver bevuto dal Graal e inventore della stampa solo per poter creare copie di libri tutte uguali e attingere alla magia data dalla fede dei lettori nelle storie che leggevano, scompare? E i vampiri iniziano ad ammazzare gente? E c'è in giro un libriomante che nessuno conosce? E...

Libriomancer è una gioia per gli occhi e la mente del lettore appassionato. Un omaggio alla lettura e alla sua magia, in particolare per gli appassionati di fantasy e horros, la "specialità" del protagonista Isaac. Che se ne va in giro con un simpatico ragno incendiario e ha il vizio di agire senza spiegare ciò che farà, e che io ho adorato e avrei preso a sberle e avrei abbracciato fortissimo. Non sono riuscita a staccarmi dalle ultime cento pagine o giù di lì, cosa che non mi capitava da tanto tempo - forse dai tempi di quell'altro capolavoro che è World War Z. Una meravigliosa cavalcata tra le storie dentro le storie, una storia d'amore tutt'altro che convenzionale (e non immaginate nemmeno quanto l'ho apprezzata, io che sono arcistufa dei soliti... sexy superhoroes, appunto, e dei drammoni romantici banalissimi e melensi), una costruzione solidissima, personaggi ottimamente scritti, un po' di sana ironia (quanto manca l'ironia, nel fantasy italiano!)... e diciamolo, una storia che solletica i desideri segreti di chiunque nella vita abbia trascorso le notti perso nel mondo di qualche romanzo. Come se qualcuno vi allungasse all'improvviso un pugno di polvere di fata da Peter Pan, per dire.
Cosa che, per inciso, in Libriomancer succede.
Avete davvero bisogno di altri motivi per leggerlo?

giovedì 20 novembre 2014

Workshop e presentazione a Books- Festival della Letteratura Fantastica di Cagliari

Sono felicissima di potervi annunciare che sono sono stata invitata a partecipare alla prima edizione di Books - Festival della Letteratura Fantastica di Cagliari, organizzato dall’Associazione Culturale Mondi Sospesi, in collaborazione con la Origami Edizioni e con il Patrocinio del Comune di Cagliari: due giorni dedicati al fantasy tra libri, presentazioni, mostre e incontri nella bellissima Sardegna.

Sono lusingata in particolar modo per il fatto che mi sia stato chiesto di tenere un workshop, una lezione di due ore su un argomento che mi sta particolarmente a cuore: la caratterizzazione dei personaggi nell'urban fantasy. Non solo quindi un'occasione per parlare del genere che amo sia da autrice sia da lettrice, ma anche, nello specifico, per approfondire il character design - insomma, come gestire "le voci (dei personaggi) nella testa" che chi scrive comincia a sentire. In particolare, quali sono i problemi che si affrontano in questo senso, quando si scrive urban fantasy?
Insomma, spero che ne risulti una bella chiacchierata. Se sarete in zona e volete venire a chiacchierare con me, potete iscrivervi al workshop scrivendo a mondisospesi@gmail.com.
Nel frattempo, ecco di che si tratta:
Le voci nella testa e i mostri sulla sogliaLa creazione dei personaggi nell'urban fantasy
Studentesse, disoccupati, bibliotecari o semplici impiegati che un giorno s’imbattono in vampiri, fate e dèi.O che scoprono di esserlo loro stessi.L’urban fantasy è diventato uno dei generi di punta del fantastico contemporaneo: esplora il meraviglioso che si nasconde tra asfalto e cemento e racconta il mondo contemporaneo muovendosi sulla linea di confine tra quotidiano e soprannaturale, tra razionalità e magia. Come si affronta la caratterizzazione di personaggi capaci di prendere per mano il lettore e guidarlo lungo quel confine? Quali problemi si incontrano e quali elementi vanno tenuti in considerazione per dare vita a figure che siano in grado di farsi amare e, soprattutto, di farsi credere? Due ore per ragionarci insieme confrontando il punto di vista dei lettori appassionati e quello degli scrittori che vogliono cimentarsi con il genere.
On line trovate il programma completo della manifestazione. Tra i vari eventi, ecco quelli che mi coinvolgono:

Il mio workshop "Le voci nella testa e i mostri sulla soglia - La creazione dei personaggi nell'urban fantasy" sarà sabato 29 alle ore 17: per iscrivervi scrivete a mondisospesi@gmail.com

- La doppia presentazione dei due Angelize e di Multiverse Ballad di Andrea Atzori e Tim D.K. (vi ricordate? Ve lo avevo segnalato qui) sarà invece domenica 30 alle 15.

Se siete nei dintorni e vi va di fare un salto... vi aspetto!

E naturalmente, grazie, grazie, grazie a tutti gli organizzatori, a Fabio Attoli e al carissimo Andrea Atzori.


lunedì 17 novembre 2014

Angelize II - Lucifer: personaggi nuovi e vecchi

Dei protagonisti e dei personaggi che già comparivano in Angelize ho parlato in questi post, a cui rimando per curiosità, dettagli, dietro le quinte, "interpreti", ovvero il mio dreamcast:

I protagonisti: Rafael, Hesediel, Haniel
Gli angeli puri (prima parte): Mikael, Reiyel, Uriel
Alla corte della Dea: la Dea e Lucifero
Gli angeli puri (seconda parte): Elemiah e Veuliah
I mezzi angeli: Mehiel, Seheiah & gli altri
I nomi degli angeli: qualche curiosità dietro le mie scelte

Oggi vi parlo invece di tre personaggi nuovi introdotti in Angelize II - Lucifer, nonché di un personaggio che già compariva nella prima parte ma per il quale ho trovato un "prototipo" perfetto solo di recente. Con questo post, la "gallery" dei miei protagonisti, antagonisti e comprimari è praticamente completa. L'ultima figura di una certa importanza per cui non ho ancora trovato l'interprete perfetto è Seheiah, per il quali infatti avevo in precedenza segnalato solo un disegno che gli era stato dedicato da una lettrice. Nel caso, vi aggiornerò.

Prima di tutto, ho trovato finalmente il volto di Elena, ragazza di Hesediel ai tempi in cui lui era ancora vivo e si chiamava Christian, che compare sia in Angelize sia in Angelize II - Lucifer. Bionda (tinta, e infatti Hesediel quando la vede così un po' ci resta... ;-)), milanese in carriera che farebbe di tutto per non ingrassare, per molti versi c'entra poco con Hesediel, ma, probabilmente, proprio il loro essere opposti li aveva anche attratti, quando si erano conosciuti, diversi anni prima, durante una vacanza a Londra... Non ha un carattere facile e si trova nella situazione di scoprire che il ragazzo che credeva morto... be', è morto, ma è anche tornato, portandosi dietro tutta una serie di problemi, non ultimo quello di essere sulla lista nera di un gruppo di assassini alati armati di spade infuocate.
Il volto che le assegno è quello di Laura Prepon, che potete vedere nei panni della snob Karen in diverse puntate di How I met your mother.

All'inizio di Angelize II - Lucifer, Hesediel convive invece con Veronica Mori, che nulla sa della natura di Hesediel e lo conosce solo come Christian. Piccoletta, in confronto al metro e ottantacinque di lui, con un bel sorriso, capelli e occhi scuri e un "organizzato disordine" in casa, ha il volto di Nicole Grimaudo, che io ho apprezzato molto in Mine vaganti.

Altra fanciulla che compare solo nella seconda parte del romanzo è Lea, che si divide tra il lavoro presso uno studio legale e il volontariato e si è fatta così più di un amico tra i palazzi pericolanti, occupati da abusivi di ogni tipo, nella periferia di Milano. E ha così conosciuto Uriel, con il quale ora ha una storia ancora, come dire, "senza definizioni". E del quale non sospetta affatto la natura di angelo puro e caduto. Per interpretare Lea sceglierei Cristiana Capotondi.

Infine, ultimo nella gallery di oggi, un angelo appartenente alla schiera dei guerrieri seguaci di Mikael e, quindi, caduto con lui: Mitzrael. Era perciò presente già nei fatti della prima parte di Angelize, ma non era mai stato nominato; nella seconda parte, invece, si fa avanti per... fare una chiacchierata con uno dei mezzi angeli che, in quel momento, è particolarmente nei guai. Mentre Mikael, però, è ben deciso a lottare in ogni modo per liberarsi dalla complicata condizione in cui si trova nel romanzo, Mitrael è più per l'attesa opportunistica e senza rischi in attesa di poter agire; e, allo stesso tempo, pare conservare tutta la superbia da angelo...
Per me, il volto perfetto per interpretarlo è quello di Stuart Townsend, Lestat ne La regina dei dannati e Dorian Grey ne La lega degli uomini straordinari.






giovedì 13 novembre 2014

Angelize II - Lucifer soundtrack: Within Temptation - Lost

Dopo un po' di canzoni movimentate, il brano che vi propongo oggi, estrapolato dalla mia personale colonna sonora di Angelize II - Lucifer, è la splendida Lost dei Within Temptation. Non voglio naturalmente fare spoiler, ma posso dire, per chi ha per le mani il libro, che è riferita ad alcuni eventi e stati d'animo dei capitoli 2-4-6-9. In particolare, è la perfetta colonna sonora per accompagnare Hesediel e il suo stato d'animo, all'inizio soprattutto, ma, sottilmente e in modo, per così dire, "sotterraneo", per quasi tutto il romanzo. Se fosse un film, ecco, ci sarebbe una reprise del brano in diversi punti chiave, perché ciò che spinge Hesediel a entrare nella storia è un evento che lo segna in maniera traumatica e produrrà le sue cicatrici. E' anche ciò che, a un certo punto, potrebbe spingerlo al di là di quella linea tra luce e oscurità che lui corteggia in modo silenzioso (ma su questo tornerò magari in futuro). Stavo per scrivere che quel certo evento è il classico "calcio nel sedere" che lo scrittore dà a un protagonista recalcitrante che non ha nessuna voglia di farsi coinvolgere, nel classicissimo "momento del rifiuto" da Viaggio dell'Eroe, se volete usare questa terminologia.

Fatto sta che, sempre senza spoiler, Lost è la colonna sonora ideale per i momenti di disperazione di Hesediel, quando l'unica cosa cui riesce ad aggrapparsi è la rabbia, altrimenti verrebbe travolto (I run towards the end/Trying not to give in/She's lost in the darkness fading away/I'm still around here/Screaming her name/She's haunting my dreamworld/Trying to survive/My heart is frozen/I'm losing my mind/Help me, I'm buried alive). Gran parte del testo in realtà è perfetto per il personaggio, ma se devo scegliere due versi su tutti, la sensazione che volevo sottolineare con la scelta di questa canzone è questa: I'm burning the bridges/And there's no return. Buon ascolto!

(Potete trovare la colonna sonora completa di Angelize II - Lucifer su Youtube oppure su Spotify, nella colonna a destra del mio blog.)

My hope is on fire
My dreams are for sale
I dance on a wire
But don't want to fail her

I walk against the strain
Fight for what I believe in
I run towards the end
Trying not to give in

She's lost in the darkness fading away
I'm still around here
Screaming her name
She's haunting my dreamworld
Trying to survive
My heart is frozen
I'm losing my mind

Help me, I'm buried alive
Buried alive

I'm burning the bridges
And there's no return
I'm trying to reach her
I feel that she yearns

I walk against the strain
Fight for what I believe in
I run towards the end
Trying not to give in

She's lost in the darkness fading away
I'm still around here
Screaming her name
She's haunting my dreamworld
Trying to survive
My heart is frozen
I'm losing my mind

Help me, I'm buried alive
Buried alive

I tried to revive what's already drowned
They think I'm a fool who can't realize
Hope plays a wicked game with the mind
'Cause I thought that love would bind
I cannot revive what's already drowned
She won't come around

mercoledì 12 novembre 2014

Stagioni

Oggi solo un giochino, grazie a Hikari che mi ha coinvolta in questo suo post: un piccolo test sulle stagioni. Non taggo nessuno, chi vuole si accodi ^^

Inverno.
1. Cosa ti piace di più dell'inverno? Stare sotto il piumone a farsi le coccole, le cioccolate calde, il cappottone lungo e goticissimo che posso mettere.
2. Hai mai letto un libro davanti al camino? No, non mi è mai capitato credo...
3. Hai mai fatto un angelo nella neve? No, non nevica abbastanza da un sacco e da piccola probabilmente non sapevo neanche cosa fosse ^^'
4. Hai mai visto la slitta di Babbo Natale? Non mi è mai capitato :-P
5. Di che colore è il tuo cappotto preferito? Nero. Che domande.
6. Quante volte fai lo shampo in inverno? Se non tutti i giorni almeno un giorno sì e uno no
7. Qual è il film di Natale che preferisci? Una poltrona per due. Irrinunciabile.
8. Hai mai mangiato un gelato in pieno inverno? Sì. Magari affogato con la cioccolata calda *ç*
9. Panettone o Pandoro? Nessuno dei due, non amo i dolci natalizi. Meglio il torrone allora :-P
10. Di che colore è la tua sciarpa preferita? Nera, oppure un'altra è viola

Primavera.
1. Cosa ti piace di più della primavera? Il sole luminoso ma non troppo caldo, la luce, le giornate che si allungano. Mi sembra mi facciano fiorire come la natura ^^
2. Qual è il tuo fiore preferito? Le rose bianche.
3, Che colori associ a questa stagione? Verde chiaro, giallo.
4. Tagli spesso i tuoi capelli in questo periodo? Oh my. Io NON taglio i capelli.
5. Quand'è che per te inizia la primavera? Marzo, quando comincia ad aumentare la luce e si ripone il cappotto.
6. Quale odore la descrive meglio? Odore di fiori, di erba, e quell'odore particolare del sole.
7. Raccogli mai dei fiori per poi seccarli e conservarli? Non mi è mai capitato, conservo seccati i fiori che mi regalano, se capita.
8. Ti piace fare passeggiate? Sì, mi sposto comunque spesso a piedi.
9. Ti sei mai ustionato in questo periodo? No, in genere mi capita d'estate. Ho la pelle bianca e molto delicata, mi scotto subito...
10. Che cibo ti ricorda la primavera? Il gelato ^^.

Estate.
1. Cosa ti piace di più dell'estate? Le vacanze, le giornate lunghissime, il fatto che non serva l'ombrello, gli eventi (fiere, concerti all'aperto...)
2. Qual è il tuo frutto preferito? Frutti di bosco in generale: fragole, lamponi, more...
3. Preferisci il mare o la piscina? Il mare, la piscina, le terme: basta che ci sia acqua.
4. Ti piace andare ai parchi acquatici? Sì, ma non ci vado da una vita...
5. Qual è la tua bevanda preferita? A parte quelle "per ogni stagione", come acqua, birra, Cuba Libre :-P, direi la Coca Cola e le bevande al limone.
6. Cosa non sopporti invece di questa stagione? Le zanzare.
7. A che ora vai a dormire? All'ora in cui la gente normale si alza.
8. Ti piace andare in montagna? Se capita, ma non è una mia passione.
9. Che tipo di costume indossi? Un normale costume intero.
10. In che modo trascorri le tue giornate? Le mie giornate non cambiano con le stagioni, in realtà ^^.

Autunno.
1. Cosa ti piace di più dell'autunno? Ritornano le cioccolate calde, Samhain/Halloween.
2. Qual è il tuo dolce preferito? Cioccolata in tutte le sue forme (basta non troppo amara), meringata con panna, cheesecake.
3. Festeggi Halloween? Samhain ;-)
4. Hai mai fatto dolcetto o scherzetto? No, quando ero piccola non c'era questa moda in Italia...
5. Cosa non ti piace dell'autunno? La pioggia (se devo uscire e rischio di bagnarmi i capelli e quello che ho in borsa - non c'è ombrello che tenga), il buio troppo presto.
6. Di che colore è il tuo ombrello? Viola, sia quello grande sia quello portatile.
7. Preferisci un autunno freddo o uno caldo? Tiepido.
8. Quand'è che per te inizia l'autunno? Quando tiro fuori la giacca...

lunedì 10 novembre 2014

Quasi uguale, molto diverso

Questo è un post che meditavo di buttar giù da tempo, una piccola riflessione su un elemento ricorrente quando scrivo. Di recente, più di un commento da parte di lettori di Angelize II - Lucifer me lo ha fatto tornare in mente, così ne approfitto. Come al solito, non si tratta di una lezioncina e non prendo a esempio i miei romanzi perché faccia figo, ma semplicemente perché, nell'ordine, mi interessa confrontarmi con voi - se no perché terrei un blog - e parlando delle mie storie mi è più facile estrapolare gli esempi giusti e parlare delle motivazioni dietro determinate scelte strutturali o stilistiche.

Comincio pertanto proprio con un esempio concreto, che mi sembra sempre la scelta migliore. Nessuno spoiler, tranquilli, e lo renderò comprensibile anche a chi non conosce i personaggi.
C'è una scena, nella prima parte di Ang2, in cui l'angelo Mikael, che è caduto e sta imparando a convivere con un corpo di carne e a muoversi tra gli esseri umani, prende la metropolitana, a Milano. Più di un lettore mi ha scritto che l'ha trovata una scena divertente, perché il grande Mikael abituato a comandare non si è mai preoccupato, prima, di imparare a usare l'obliteratrice né sa che quando un treno parte, se si è in piedi, è meglio reggersi... Quando l'ho scritta ho usato il suo punto di vista, quindi ero concentrata sulla sua rabbia, sulla sua frustrazione, sul suo imbarazzo, e su tutti i dettagli che li avrebbero mostrati al lettore.
Verso la fine del libro c'è una scena molto simile, Mikael di nuovo in metropolitana.
Ma il tono è diametralmente opposto.
In quel momento, Mikael sta andando incontro alla battaglia che aspetta da sempre. Brucia per il desiderio di vendetta. Non gliene frega più niente nemmeno di passare per semplice essere umano. Fa le stesse cose, ma l'esito è ben diverso - supera l'obliteratrice, ma questa volta non si preoccupa del biglietto: scavalca e basta. Resta in piedi sul treno, ma questa volta nessuno dei presenti osa rivolgergli la parola o anche solo sedersi vicino a dove lui si è piazzato. La sua espressione, i suoi atteggiamenti sono più che efficaci nello spingere la gente a tenersi alla larga da lui.

Non darò altri dettagli sempre per evitare spoiler, ma sono contenta che queste scene siano state notate perché le ho inserite esattamente per mostrare il contrasto tra lo stato d'animo di Mikael e il punto in cui si trova lungo il suo percorso psicologico all'inizio e alla fine della storia. Avrei potuto tagliarle, perfino: sarebbe bastato partire dal momento in cui Mikael si trova già nei posti in cui sta andando, saltando la transizione. E, naturalmente, non mi sono dilungata per capitoli interi solo per mostrarlo mentre si sposta, perché sarebbe stato esagerato e avrebbe rallentato troppo il ritmo. Tuttavia, le paginette dedicate ai suoi viaggi in metropolitana mi hanno permesso di creare l'atmosfera che volevo e, allo stesso tempo, di far provare al lettore ciò che il personaggio sente, attraverso dettagli concreti e senza bisogno di scrivere "Mikael era a disagio perché non sapeva come comportarsi da essere umano" o "Mikael era furioso". Io credo che, in questo modo, le scene siano risultate più efficaci: in pratica, sto parlando di show, don't tell, certo, ma non solo. Ciò che mi permette di raggiungere lo scopo che avevo è anche la voluta ripetizione di una scena, il parallelismo che mostra tutte le differenze tra un momento e l'altro della storia.

Ci sono altri punti in cui sono ricorsa volutamente a questa tecnica, nei due Angelize o in altri romanzi. Per esempio, mentre Haniel va in giro per la città da solo, all'inizio della seconda parte, fa cose molto simili a quelle che faceva nella prima parte (deve mangiare, ruba un portafogli...). E non pensa mai esplicitamente che gli manca la presenza di Rafael, con cui aveva condiviso molti di quei momenti nella prima parte. Le sue azioni però sono diverse: alla fine non va a fare colazione - mentre lo farà qualche capitolo dopo, quando non sarà solo - e non si limita a portarsi via il portafoglio di qualcuno, ma prende i soldi e lascia il resto ("To', così non devi manco rifare i documenti", dice. Lo so che non è una bella cosa lo stesso e ci starebbe un bel "grazie al cazzo!" in risposta, ma dal punto di vista di Haniel è una bella premura. E sono tutti comportamenti chiaramente dovuti all'influenza di Rafael). Oppure, più alla larga, non è un caso che l'epilogo delle due storie presenti di nuovo gli stessi personaggi, o che, tra i "mezzi angeli", il punto di vista che chiude entrambi i libri sia lo stesso.

Ok, ho concluso il mio sproloquio, per oggi. Se vi va, raccontatemi voi se vi è mai capitato di usare lo stesso metodo oppure di notarlo in libri, film o fumetti. Alla prossima!

Vi lascio con questa bellissima sorpresa che mi è stata fatta ieri: Giusy e Giuseppina letteralmente "nei panni" di Lucifero *___* Mi hanno fatto questo straordinario regalo: non finirò mai di ringraziarle.
Trovate tutte le foto dei cosplay di Angelize a questo link.

Grazie anche, infine, a Erica del blog La Leggivendola per questo!



venerdì 7 novembre 2014

Una delle mie canzoni preferite... nonché Angelize II - Lucifer soundtrack: Moonspell - Abysmo

Buongiorno! Per il week end vi propongo un brano a cui sono estremamente affezionata, che è anche una delle ultime aggiunte alla colonna sonora di Angelize II - Lucifer. E non solo. Sì, si tratta di una quelle canzoni che propongo spesso, per me inestricabilmente legata a quel "qualcosa" di magico e divino che sta dietro alle storie, quel qualcosa di sfuggente e doloroso, di malinconico e bellissimo, che dona a un romanzo il suo vero potere e dà ai personaggi la scintilla di vita che li rende reali e capaci di parlare davvero al lettore (o a chi scrive, se è per questo). Interrompo subito questo sproloquio perché si tratta del frutto di meditazioni ancora in fieri e per carità, non sono qui a far filosofia, ma a raccontare.
La canzone di oggi è Abysmo dei miei adorati Moonspell, uno dei pochi gruppi che mi fanno davvero venire gli occhi a cuore ogni volta che li nomino, nonché indispensabile fonte di ispirazione per un'intera saga di storie che spero di farvi leggere presto. Il brano è bellissimo in sé e talmente ricco di sfumature che potrei scriverci un'enciclopedia, solo sui modi in cui l'ho interpretato e l'ho sentito vicino in diversi momenti della mia vita (e, appunto, in diverse storie). In Ang2 si adatta ai diversi modi in cui i personaggi in campo convivono - o si rifiutano di farlo, o si arrabattano per riuscirci ma senza successo - con la propria natura ormai "a metà", né angeli né uomini, più angeli o più uomini a seconda, men with both roots and wings. E si adatta anche al momento di calma prima della tempesta dei primi capitoli, prima che le cose precipitino e tutti debbano iniziare a combattere - o, nel caso di alcuni di loro, prima che ciò che hanno faticosamente costruito nell'anno di tempo tra il primo e il secondo romanzo venga spazzato via. Si adatta a strade notturne, a treni in viaggio nel buio, alla stanchezza di una lotta continua...
Buon ascolto!

(Potete ascoltare la colonna sonora completa di Angelize II - Lucifer su Youtube oppure su Spotify, nella colonna a destra del mio blog.)
Men with both roots and wings
they tie us down and ask us to leave
they are teachings unheard, they are bodies on smoke

Men with both roots and wings
at a singular voice we moan
our teachings mislead, our teachings like smoke

we sleep between the storm that was
and the storm which has to come

We've learnt to learn everywhere
and the very own nature has taught us to wait
difference does sound like sin ,equality reliefs
and that fame ryhmes with hate yet everything is fair
on the intervals of your death

misguided demons or forthcoming heroes
each one with an important name
nothing else than an important name.

Men with both roots and wings
at a certain time we are one
our litlle tricks, our innocence stubborn

Men with just little wings, men with just little minds
Men with just little eyes, men with just little deeds

sleeping between the storm that was
and the wind which fails to come [(and finally)] blow us away.

mercoledì 5 novembre 2014

To Write List di novembre

E sarebbe pure mese da NaNo.
No, non partecipo, so già che non ce la farei (per chi non lo sapesse, il NaNoWriMo è una sfida che consiste nell'arrivare a scrivere 50.000 parole in un mese). Per un motivo o per l'altro non ho mai tentato, anche se una o due volte ho raggiunto l'obiettivo per i fatti miei, in maniera "non ufficiale".
Comunque, la mia TWL è sempre la stessa: finire il romanzo finire il romanzo FINIRE IL ROMANZO. Che a rilento, ma prosegue, anche se manca ormai solo la parte più complicata di tutte, il finale. Ho un sacco di fili da annodare, di nodi da sciogliere, di personaggi da gestire, ho i molteplici combattimenti finali e pure un lungo flashback che non so di preciso dove sistemare, in realtà, se ora o anticiparlo tra i capitoli che ho già scritto. Mah.
Fatto sta che, procedendo un pezzettino per volta, invece che semplificarsi le cose si complicano, perché ora uno dei tizi "dalla parte dei buoni" mi ha fatto capire che la sua stronzaggine e gelosia saranno più dannose di quello che pensavo e si mangeranno i pochi scrupoli che gli sono rimasti, un altro sta cercando in tutti i modi di non avere un lieto fine... Mannaggia a loro.
Ma devo finire entro il 2015. Per l'anno prossimo ho altro in programma...

Non sono in un periodo di grande splendore, anche perché sono tornata da Lucca con un sacco di belle esperienze ma anche con tosse e raffreddore, che mi stanno martoriando, e il diluvio di ieri e oggi non rallegra l'umore. In questo momento mi sembra tutto difficile, tutto complicato, tutto fuori dalla mia portata e dalle mie possibilità. Ma guarirò, tornerà il sole, tornerà l'energia per essere ottimisti. Anche se adesso vorrei solo dormire e invece devo lavorare e allo stesso tempo cercare di non preoccuparmi per il lavoro e poi scrivere e poi e poi... e poi niente. Probabilmente devo solo rassegnarmi e pazientare e tenere bene a mente quello che posso o non posso fare. Sperando almeno passi questa accidenti di tosse.

Chiudo con qualche segnalazione: se volete leggere qualche mio sproloquio, sono stata intervistata da Feleset del Verdecammino e da Cristina di Sognando Leggendo. Grazie a entrambe!

Cristina va ringraziata però anche per questa splendida recensione, che mi ha fatto addirittura commuovere e di cui vi cito qualche stralcio qui sotto. Non ho parole, se non grazie, grazie, grazie <3
Il bellissimo disegno che vedete, dedicato a Mikael e Lucifero, invece è di Sara. Tutte le fantastiche illustrazioni e fanart che mi avete inviato sono a questo link.

Una caratteristica che mi ha molto colpita, lasciandomi nuovamente e pienamente soddisfatta, è stata quella di ritrovare la peculiare modalità di espressione e di linguaggio di Aislinn. Non c’è un singolo passaggio o paragrafo che non sia netto, chiaro, preciso, con quelle immancabili battute ironiche, sarcastiche ad arricchirlo (...)
La capacità di ‘umanizzare’ i suoi personaggi è straordinaria. Creature al di sopra di altre, o che si sono reputate sempre tali, come nel caso dell’angelo caduto Uriel, il quale ha accettato la sua condizione di umano fatto di carne, di sensazioni e sentimenti. O ancora in Mikael, che al contrario del primo rifiuta categoricamente questo suo nuovo stato fino ad arrivare a compiere gesti tragicamente estremi per uscirne. La scena di lui sulla metropolitana è stata a dir poco esilarante se me la raffiguro di nuovo nella mente. Mentre quella di Uriel che, a malincuore, in un grande gesto di altruismo abbandona i suoi nuovi e dolci ricordi di vita umana mi ha commosso davvero. Per me lui è il personaggio principe nel libro, quello che mi ha sorpreso e piaciuto più di tutti gli altri. (...)
Spietata. Questo è l’aggettivo che mi viene subito in mente nel definire quest’autrice. Sì perché dietro ad ogni angolo riesce a nascondere risvolti uno diverso dall’altro. Garantito! Descrizioni dettagliate di scenari di guerriglia apocalittici, tutti creati da un unico imbattibile personaggio, Lucifero, a cui è intitolato questo secondo libro, ma badate bene, lui è solo il protagonista apripista alla storia poiché, a mio parere, nell’insieme generale tutti i personaggi sono “principali ed essenziali”, nessuno escluso - Cristina, Sognando Leggendo

martedì 4 novembre 2014

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK?!!! - 28

Eccoci al consueto post riassuntivo delle chiavi di ricerca più bislacche segnalate da Blogspot, stavolta nel corso del mese di ottobre, con una discreta quantità di carne al fuoco. Pronti? Via!

La più bella da molto tempo ve la regalo subito: bariste che sputacchiano mentre parlano. Fantastica, ma mi resta il dubbio: perché sono finiti nel mio blog?
C'è poi una carrellata di chiavi varie che mi lasciano perplessa per diversi motivi: dice il saggio compleanno - dice cosa? COSA?; i can't cose che non so fare - e ti aspetti te lo riveli Google? non ti curar di me se il cuor ti manca - poetico... nonsochè come si scrive - non come lo hai scritto tu; halloween non mi interessa - buon per te, e allora?

Ci sono poi le incomprensibili come m 41 a 1 pulse rifle snow wolf in vendita on line (perché qualcuno dovrebbe cercare fucili sul mio sito???), ma anche una barbi i cambi.se (eh?) e una www beaund beautifullio.it (ho il tragico sospetto cercassero qualcosa tipo beyond beautiful... e questo sia il risultato)

Strane creature fantastiche si aggirano poi tra le chiavi di ricerca: il mitologico dragon sonno e il filosofico demone socratico XD

Gli appassionati di film non temono spoiler, anzi: vogliono sapere dragon trainer 2 ita fine (no, mi spiace, non la trovate da me), ma anche risolvere l'eterno dubbio moriranno fili e kili? Eh, me lo chiedo anch'io, ma... be', leggete il libro -_-
Mi fa piacere ci siano ancora appassionati del mio vecchio pallino, i Visitors, quelli anni Ottanta, ovviamente: visitors uominicome sono oggi i personaggi di visitor. Frozen impazza poi anche qui: si cercano foto di elsa frozen capelli sciolti.
Se invece vi interessano gli gnokki aitanti attori e musicisti, potreste voler visitare la casa di leto jared shannon (mi spiace, è da un po' che non vado a trovarli, non ricordo l'indirizzo) o divertirvi con le sempre mitiche 30 stm cadute di jared ai concerti (quell'uomo finisce a terra più di Haniel).

E qualche fangirl che cerca tom hiddleston pants (consiglio questa foto *ç*) ci porta direttamente all'angolo pornosessuoso, con qualche lettore che sembra avere problemi, perché si chiede chi viene ingiustamente accusato di molestie per aver detto frasi un po ose'. Non commento... Alla prossima!

lunedì 3 novembre 2014

This is Lucca Comics & Games - 2014

Raccontare Lucca Comics è un'impresa non da poco perché, tornati a casa, resta una tale quantità di immagini, di incontri, di battute, di colori, di voci, che farvi ordine è impossibile. Vi racconterò perciò i frammenti di un quadro mobile e ricchissimo, per ricordare anche a me stessa il più possibile di questi giorni splendidi.

La mia Lucca è iniziata con il viaggio verso l'agriturismo che avrebbe ospitato me e Luca Tarenzi e sarebbe servito da base per gli spostamenti - un posticino delizioso immerso nel verde, dove siamo stati accolti da una golden retriever affettuosissima e da una quantità di gattini bellissimi, coccolosissimi... "issimi" in tutto. Otto micini che sembravano diciotto, da quanto sfrecciavano, giocavano, miagolavano e chiedevano carezze. Praticamente un paradiso, sovrastato da un cielo notturno limpidissimo e pieno di stelle come non ne vedevo da molto tempo.

Il trench e la spada: educational di Luca Tarenzi
Quanto servisse un angolino come questo dove riposarsi la sera è stato subito chiaro dal giorno dopo, quando ci siamo immersi nell'oceano di cosplayer, nerd, lettori, giocatori di ruolo e curiosi che si è riversato a Lucca. Stime ufficiali non ne conosco ancora, ma ho sentito che solo i biglietti venduti on line prima dell'evento sono stati nell'ordine dei trecentomila. Ignorati dai media, o quasi, ovviamente, come al solito...
Rispetto agli anni scorsi, i corridoi erano più ampi nei padiglioni, c'era un'uscita in più per far circolare meglio le persone, diversi stand erano dislocati in punti diversi della città e così via. Venerdì e perfino domenica si riusciva a respirare, più o meno, ma nonostante questo sono stati inevitabili i momenti di sovraffollamento, in particolare il sabato, quando attraversare la città dai Comics ai Games è stata una vera impresa e in alcuni punti mancava veramente l'aria. Un po' meglio quando si passava per le vie laterali, ma è inutile dire che Lucca non è una città pensata per contenere una tale massa di gente. Vedremo l'anno prossimo.

Il trench e la spada: educational di Luca Tarenzi
Il venerdì è stata la giornata più devastante, almeno per noi, perché avevamo un calendario fittissimo di eventi. Sono contenta del fatto che siamo riusciti a fare più o meno tutto e a salutare quasi tutte le persone che ci eravamo prefissati (quasi: mi scuso con chi abbiamo mancato!), nonché degli incontri imprevisti e delle nuove conoscenze. Andando con ordine, comunque, dopo aver lottato per accaparraci i rispettivi pass ospiti, arriviamo giusti per il primo dei due educational tenuti da Luca sull'urban fantasy, Il trench e la spada. Più o meno sapevo già di cosa si sarebbe parlato, avendone discusso man mano che Luca preparava il materiale per la lezione, ma è stato comunque un appuntamento interessantissimo: si parlava di cose che amo, ne parlava la persona più esperta sul tema in Italia, se ne parlava in modo accattivante e il pubblico ci ha messo del suo, tra domande e osservazioni. Spero che qualcuno posti on line l'audio della lezione, e nel caso ve lo linkerò ^^
Oltre a questo e ai saluti agli amici, ho avuto una splendida sorpresa: Marika Michelazzi mi ha portato questa meravigliosa tavola che illustra l'inizio di Angelize. Sono ancora senza parole e con gli occhi a stellina.

Marika Michelazzi illustra l'inizio di Angelize

Dopo il firmacopie di Luca allo stand GeMS e il pranzo seduti sulla ghiaia in puro stile vagabondo, giunge l'ora della presentazione di Angelize II - Lucifer presso lo stand Wild Boar: informale e condita dai tradizionali biscotti che avevo preparato anche l'anno scorso (vi riposterò la ricetta, ok... ;-) attenzione, non sono dietetici!) Una bella chiacchierata, con il contorno di foto e incontri: ho avuto il piacere di conoscere dal vivo molte lettrici con le quali finora avevo parlato solo tramite internet, e anche di incontrare prima e dopo compagni blogger e autori (Davide Mana, Mauro Longo, Giacomo Dacarro...) Giusto il tempo di trascinarci esausti fino allo stand Origami e salutare Andrea Atzori (che ogni volta subisce pazientemente i miei super abbracci) e Tim D.K. autori di Multiverse Ballad. E...
... E a questo punto eravamo già distrutti. La cena con Francesco Roghi di Casteloricalco e Gabriele della Torre di Tanabrus è arrivata al momento giusto per non collassare, gustare un po' di ottima cucina locale e rilassarsi un po'.
E la notte le stelle cadenti hanno salutato la celebrazione di Samhain... una festa speciale, quest'anno, che porterò sempre nel cuore.

Sabato è iniziato con un tantino di coda in autostrada: partiti dall'agriturismo con un'ora di anticipo, siamo arrivati con mezz'ora di ritardo. E come noi anche parte del pubblico dell'educational di Luca, che è stato ugualmente interessante anche perché le domande della gente intervenuta ha portato la discussione in direzioni diverse rispetto al giorno precedente. Gli orari di sabato, almeno, erano un po' più tranquilli, e anche se abbiamo finito con il saltare il pranzo (trovare un bar che non fosse superaffollato lungo la strada dai Games ai Comics era un'impresa) siamo giunti sani e salvi allo stand Rizzoli Lizard, dove ho tenuto il mio firmacopie e ho potuto salutare un sacco di vecchi amici e di nuove conoscenze. Grazie a tutti! *___*
Con calma, poi, appuntamento presso la sala Ingellis per una bella chiacchierata con i ragazzi di Fantasy On Air (vi segnalerò il link quando l'intervista che io e Luca abbiamo fatto sarà on line, perché sarà molto succosa...) e finalmente un pochino di riposo fino alla cena. In realtà, il "riposo" è un'utopia, perché non si è mai finito di camminare, farsi largo tra la folla, prestare attenzione a questo e quello... This is Lucca.

Arma da live ^^
Domenica, arrivare è Lucca è più facile e i cosplayer arrancano per la stanchezza (tant'è che un gruppo di soldati pareva davvero reduce dal Vietnam ^^). Spazio giusto per gli ultimi saluti, per la ricerca dei regali (guardateeeeeee il pugnale da live strafichissimo che mi hanno regalato! Da profana, non pensavo che le armi in lattice costassero così *coff coff* ma alla prossima sessione di Werewolf ecco cosa sfoggerò *_________*), per visitare gli stand che ci eravamo persi e ammirare per l'ultima volta i cosplay. Abbondanza di Frozen con un sacco di Elsa e parecchie Anna, meno steampunk dell'anno scorso, a occhio, ma più zombie, un fantastico Obelix, principesse Disney, guerriere Sailor, Avengers vari, studenti di Hogwarts in quantità... un'invasione davvero. Partendo verso l'ora di pranzo il viaggio è stato tranquillo, e gli addetti ai lavori con ancora il badge di Lucca Comics al collo, al tavolo accanto al nostro in autogrill, sono stati l'ultima visione della fiera. Per quest'anno...

Tutte le foto da Lucca Comics a questo link: nei prossimi giorni aggiungere tutte quelle che potrò, man mano che le persone che ne hanno scattate le metteranno on line.

On air:
Avril Lavigne, Innocence
Leaves' Eyes, Leaves' eyes