lunedì 27 gennaio 2014

5 verità sulla scrittura

Mi è capitato sotto gli occhi un articolo che avevo letto parecchio tempo fa, sul blog Writability: il titolo, tradotto, è "Cinque verità che avrei voluto sapere quando ho cominciato a scrivere". Vi invito a dargli un'occhiata seguendo il link, è breve e scritto in un inglese accessibile. Per chi l'inglese non lo mastica proprio, quali sono queste "cinque verità"? Molto semplici, ma innegabili, ve le elenco qui:
1- Non è un dramma se il tuo primo libro non viene pubblicato. O il secondo. O il quinto.
2- Certe volte ti sembrerà di essere bravissimo, altre penserai di fare schifo
3- Il tempo è dalla tua parte
4- Abbandonare un romanzo non vuol dire arrendersi
5- Leggere non è solo un modo divertente di passare il tempo
Come detto, vi invito a leggere l'articolo originale per vedere cosa intende l'autrice. Qui posso invece limitarmi a qualche considerazione basata sulla mia vicenda personale, ispirata anche dal fatto che mi è capitato, di recente, che mi venissero chiesti "consigli" da parte di una giovanissima aspirante autrice. E prima che qualcuno lo dica, sì, certo, esiste anche il self publishing, ci sono mille interessanti progetti che non passano necessariamente attraverso gli editori tradizionali, eccetera eccetera. Lo so. Ma non ho esperienza in quel campo, pertanto lascerò che a parlarne sia chi conosce quella realtà.

Perché io ho iniziato a scrivere prima che esistesse internet. E anche dopo, pur apprezzando le possibilità offerte dalla rete - dalla promozione al confronto con altri appassionati alla circolazione di informazioni su concorsi e così via, prima, e il digitale, l'autopubblicazione e così via, poi - il percorso che ho seguito è stato abbastanza classico. Riassumibile in : scrivere tanto, leggere tanto, riscrivere tanto, tentare finché un editore, a mo' di "Uomo del Monte", "ha detto sì". Semplice e lineare.
Be', insomma. Più o meno.

E qui si torna alle "cinque verità succitate. 1-Non è un dramma se il tuo primo libro non viene pubblicato. O il secondo. O il quinto.
Tralasciando alcuni progetti abortiti molto presto - dopo pochi capitoli, se non poche pagine, il primo libro che ho concluso è stato pubblicato, era tremendamente immaturo, oggi lo riscriverei da zero (se avessi voglia di imbarcarmi nell'impresa, cosa che al momento non ho, anche perché appartiene a un genere che in questo momento non mi interessa e non mi rappresenta). Non si è accorto quasi nessuno della sua esistenza, come capita con la stragrande maggioranza delle opere che escono per micro/piccoli editori. Quantomeno, ha avuto qualche lettore che ha apprezzato e - commuovendomi alquanto - si è ricordato di me ora che è uscito Angelize. Quindi, ha avuto uno scopo e mi ha dato qualche soddisfazione. Abbastanza da ripagare anni di stesura e riscrittura, ricerche di editori, illusioni, delusioni, sforzi? Sinceramente, se mi fossi fermata lì: no.
Ma è servito a iniziare a confrontarmi con i lettori e con altri autori. A conoscere le Ineffabili Socie di scrittura (che mi hanno aiutato per molto più che la vita da scribacchini). A farmi accettare in alcune antologie di micro/piccoli editori. In una di esse c'era In time of need, il racconto che mi ha fornito lo spunto per Angelize. Vedete? Un passo per volta. Senza mai sapere cosa c'era alla svolta successiva. Ma sempre avanti lungo il sentiero.
La morale? Se il primo libro non viene pubblicato, lo sarà il secondo. O il terzo. O magari il quarto, e per un piccolo editore che non vi farà guadagnare altro che la soddisfazione del "ce l'ho fatta". Ma da cosa nasce cosa. Senza fretta.

2- Certe volte ti sembrerà di essere bravissimo, altre penserai di fare schifo.
Questa verità è talmente vera, se permettete il bisticcio di parole, che cosa potrei aggiungere? Solo che è meglio che sia così. Diffidate di voi stessi, se vi sentite dei geni e basta. Diffidate di voi stessi anche se vi sembra di essere degli incapaci e basta. Felici intuizioni si mescolano a soluzioni zoppicanti, pagine intense ad altre banali e noiose. L'importante è faticare per cercare di far aumentare le parti buone e diminuire, correggere, tagliare quelle cattive.

3- Il tempo è dalla tua parte.
Nessun limite d'età di impedirà di pubblicare superata la soglia dei venti/trenta/quaranta/cinquant'anni e così via. Preparatevi al fatto che potrebbe volerci un sacco di tempo. Approfittate per scrivere e finire le vostre storie e scriverne altre e così via. Nell'articolo che vi ho linkato si dice: manuscripts aren’t perishable. I romanzi non vanno a male, diciamo così. Sapete quale libro mi è valso il contratto con Fabbri? No, non Angelize. Un romanzo che avevo scritto prima, per il quale avevo quasi abbandonato le speranze, e che continuavo a risistemare periodicamente nella speranza che prima o poi trovasse la sua strada.
Be', l'ha trovata eccome, e lo leggerete ;-)

4- Abbandonare un romanzo non vuol dire arrendersi.
A volte certe storie nascono male. O arrivano nel momento sbagliato. O non vi interessano tanto quanto l'idea nuova nuova che vi ruba attenzione (il romanzo di cui vi parlavo al punto precedente, che me ne ha fatto mollare un altro, la Storia Complicata che ho nel cassetto da anni e spero di scrivere nel 2015). O sono troppo complesse e difficili, e voi non siete ancora pronti a riuscirci (la Storia Complicata finita nel cassetto, di cui vi ho parlato prima). Non mollate al primo problema, ma se proprio decidete di mollare, non piangete sulla storia incompiuta e buttatevi su un'altra. Basta che non tutte le vostre storie siano incompiute...

5- Leggere non è solo un modo divertente di passare il tempo.
Talmente ovvio e lampante che non ha bisogno di spiegazioni, vero? Leggete per il gusto di leggere, ma anche per stupirvi, per esplorare generi che non conoscete, per respirare la stessa aria di chi ha scritto prima di voi... e per un milione di altri motivi indispensabili. "Non leggere" non è un'opzione, per chi vuole scrivere.

Henry Miller

10 commenti:

  1. Ciao Aislinn!
    Interessante quest'articolo! Sono perfettamente d'accordo! Io ho abbozzato un sacco di storie che poi ho abbandonato per mancanza di tempo :/
    Poi ogni volta mi chiedo se magari la storia non è così interessante come sembra e che magari possa essere noiosa..ma d'altronde è così che si inizia e poi si migliore! Correggimi se sbaglio! :)

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    1. Dubbi se ne hanno per tutte le storie, prima o poi; il difficile è capire se la storia davvero non fila, o non è quella giusta in quel momento, oppure se si tratta solo di stanchezza momentanea, di pigrizia, di problemi superabili. Io penso sempre... "You can fix a bad page, but you can't fix a blank page" - Nora Roberts.

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  2. concordo pienamente con il tuo assunto Aislinn

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  3. concordo con il tuo assunto Aislinn. Io ne ho terminato uno di romanzo, e ne ho già dato in visione ad un gruppo di lettori, ... ho avuto la recensione di uno scrittore (Fabrizio Coniglio) ma ancora stento a pubblicarlo, (ho qualche diffidenza sulle case editrici). Probabilmente ripiegherò su una pubblicazione indipendente e in totale mie spese.

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    1. In bocca al lupo! Scusa, ieri Blogspot non mi aveva mostrato subito il tuo secondo intervento

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  4. Ciao Aislinn!

    I don't speak much Italian, but I wanted to say grazie mille for sharing my post and your thoughts on it with your readers. I really appreciate it! :)

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    1. Hi! Thank you for your comment ^___^ I always read your blog and I find the way you share your experience as a writer really interesting

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    2. Aw, thank you so much! I'm so happy to hear that! Feel free to comment on a post any time—I'm always happy to see friendly faces on Writability. :)

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  5. Bello questo post! Mi piacciono molto i tuoi commenti alle cinque verità.

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