mercoledì 15 gennaio 2014

Cover a confronto: Painkiller - Judas Priest & Death

Se non sbaglio, è da novembre che non rispolvero la rubrichina-senza-alcuna-cadenza-precisa dedicata al confronto tra canzoni originali e cover. L'ultima volta era toccato a un'incursione metal-pop, l'ironica versione di Ops I did it again di Britney Spears, realizzata dai Children of Bodom.
Siccome l'altro giorno mi sono trovata a riascoltare un po' di Death - non intendo death metal, intendo proprio i Death - non potevo non proporvi qui la loro versione di Painkiller, il classico dei rocciosi "grandi vecchi" Judas Priest. Mentre mi asciugo una lacrimuccia per il povero Chuck Schuldiner - per chi non lo sapesse, geniale fondatore dei Death*, voce e chitarra, amatissimo ragazzo, chiamato ahimè troppo presto dagli dei, a causa di un male incurabile; non tutti magari digeriranno una musica così estrema, ma tutti possono apprezzare gli splendidi testi che Chuck scrisse per dischi meravigliosi come The sound of perseverance o Individual thought patterns (almeno Destiny ve la beccate linkata: Time is a thing we must accept/The unexpected I sometimes fear/Just when I feel there's no excuse for what happens,/Things fall into place/I know there is no way to avoid the pain that we must go through/to find the other half that is true/Destiny is what we all seek/Destiny was waiting for you and me/I believe behind confusion awaits the truth for us/Past the obstacles we face/I value our life and trust/Years of questioning why things happen the way they do in life/Wishing that I could turn back time,So we could join our souls...)

E ora, ecco l'originale Painkiller seguita dalla versione dei Death. Quale preferite? Per quanto mi riguarda, lo ammetto, io provo un invincibile affetto per quella di Chuck. Non prendetela per lesa maestà nei confronti dei Judas, non posso farci niente!

*Anonimo che ogni tanto commenti (ti adoro), se vuoi davvero sapere cos'è il Death Metal, ascoltati appunto i due dischi che cito più avanti nel post: The sound of perseverance e Individual thought patterns. E sì, la voce di Chuck è scream. Del tipo graffiante che non credo ti piacerà. Tu mi sai più di tipo da Swedish o da Gothic-Death :-P



3 commenti:

  1. Mi spiace, ma io voto Halford. Adoro quell'album. Dei Death purtroppo non riesco ad ascoltare più di quattro canzoni di fila. Troppo tecnici e poco melodici. :)

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  2. Niente da fare, i Death sono i Death. Sarà perché non ho mai digerito l'heavy, ma la cover di Chuck è geniale, è più catchy e ha emozioni più trasportanti.
    @Salomon: poco melodici i Death?:O fidati che le loro melodie sono così velate, che le rendono immense e perfette proprio per questo ;)

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  3. Non conosco approfonditamente la discografia dei Death - ho solo i dischi recenti, ma questi mi sembrano contenere splendide melodie, per quanto "estreme". Capisco che possano non piacere a tutti, ma io ci sono affezionata ^^

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