lunedì 24 febbraio 2014

Consigli ai giovani scrittori

Perfino quando avevo pubblicato solo il mio primo "fantasyno" per un microeditore, circa sei anni fa, capitava che qualcuno mi chiedesse "come hai fatto a pubblicare?" e, subito dopo, "Cosa devo fare per pubblicare anch'io?"
Come potete immaginare, da quando Angelize è uscito per Fabbri, la quantità di persone che mi scrive - via mail, qui sul blog, attraverso Facebook, Ask.fm eccetera - per pormi le stesse domande è solo aumentata. Per quanto io sia l'ultima arrivata e mi senta ancora più una che ci sta provando, che non una che lo ha fatto, immagino sia inevitabile ricevere domande simili e vorrei sempre poter dare il consiglio giusto. Anche se, ahimè, non posso offrire formule magiche al di là della combo talento-tenacia-fortuna, ovvero:
1-Migliora: leggi tanto e scrivi tanto e quando il tuo primo libro verrà rifiutato devi avere già pronto il secondo e il terzo in lavorazione
2-Continua a provare: se cento editori ti dicono no per cento volte, alla centounesima magari andrà bene
3-Puoi essere lo scribacchino più bravo del mondo, ma finché non hai la fortuna di mettere il tuo manoscritto nelle mani giuste, finirai nella pila dei tanti rifiutati. Nelle mani giuste non vuol dire "essere raccomandati": vuol dire solo che la tua mail/il tuo testo stampato dev'essere letta dall'editor giusto in un momento in cui magari non ha mal di testa e non sta pensando ad altro, non dalla stagista che ama solo i thriller mentre voi proponete uno steampunk; e quell'editor deve lavorare in quel momento per l'editore giusto che deve avere una collana adatta per la quale stanno proprio cercando qualcosa; e... eccetera.
Oh, non avevo mica detto che era facile.

Lasciamo da parte, per ora, le mille repliche che porterebbero lontano ("ma quell'editore lì ha pubblicato quel tizio e il suo libro fa schifo, il talento non serve! E poi se pubblico con quell'altro divento ricco? Ma dai, quello lì è un raccomandato, è il cugino del cognato del parente dell'usciere del Palazzo!...") La lunga premessa serve a introdurre una delle ultime mail che mi sono arrivate da parte di un esordiente in cerca di editore. Accanto alle domande classiche (self publishing, agenti eccetera), una frase mi ha colpito. Il ragazzo mi ha scritto più o meno "si tratta di una saga, mando in giro il primo volume e intanto che aspetto le risposte degli editori continuo col secondo".

Mmm.

Capisco l'entusiasmo e l'amore per la propria opera, che spingono a pianificare in questo modo. Io ho scritto le prime storie come parte di una saga, e avevo scritto tutto quanto prima di inviare il primo pezzo: amavo quei personaggi e volevo mettere la parola "fine" alla storia, sapere di aver superato la sfida ed essere arrivata a concludere. Pubblicare con un piccolo editore ti fa comprendere presto che 1-non è affatto il traguardo che cambierà il tuo mondo, è solo un primissimo passo e tu sei uno fra tanti, tantissimi; 2-l'unica è continuare a scrivere e a spedire in giro i tuoi nuovi testi, sfruttando le possibilità che oggi offre la Rete per conoscere altri appassionati come te, autori, editor, chiunque possa darti buoni consigli.
Quello che mi sento però di suggerire, e che ho scritto al ragazzo che ha cercato il mio parere, è: anche se avete in mente una saga in cento volumi, non fossilizzatevi su quella, né su un unico genere, possibilmente. Avrei potuto andare avanti a scrivere storie ambientate nel mio mondo fantasy per decenni, da quante ne avevo in mente. Ma la cruda verità è: se il primo libro non te lo compra nessun editore, tanto meno fregherà a qualcuno del secondo. Se invece scrivete storie indipendenti, sperimentando qualcosa di diverso, oltre a guadagnarci come autori (migliorate voi, magari scoprite un genere che vi è più congeniale...) avrete anche più possibilità che il nuovo libro possa interessare a un editore o a un agente.

Parlando chiaro, salvo eccezioni le prime storie sono per forza ingenue, immature, piene di difetti. Alla terza, quinta o decima si comincia magari a creare qualcosa di davvero buono. Non è stato il mio primo libro a portarmi in Fabbri, e nemmeno il secondo o il terzo di quella trilogia, e nemmeno il quarto romanzo che io abbia scritto o il quinto (di altro genere e rimasti tuttora in un virtuale cassetto del mio hard disk - e percaritàdellaDea lì devono restare). Sono stati il sesto (I.) e il settimo (Angelize), escludendo dal conteggio vari altri progetti solo abbozzati ma non terminati.
Perciò, continuate a scrivere. Non aspettate che il vostro primo libro venga rifiutato e ignorato da tutti prima di iniziarne un altro. E magari, mentre portate avanti il vostro progetto di saga fantasy in cento volumi, tentate anche uno stand alone horror. O urban fantasy. O thriller. O quel che altro vi ispira.
E in bocca al lupo.

10 commenti:

  1. Grazie per i consigli, te ne chiedo uno ad persoma: dove si trova il coraggio di provare a mandare il manoscritto e rischiare il rifiuto? La vendono su ebay? ;)

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    1. Mi verrebbe da dire: salvo eccezioni, è inevitabile una serie di rifiuti prima del "sì". Perciò, prima cominci, prima la serie passa, prima arriva il "sì" :-D

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  2. Buoni consigli! Sai, dovresti considerare l'idea di inserirli in una pagina statica lassù da qualche parte, oppure un apposito link che rimandi a questo post. Dubito che le mail diminuiranno, ma almeno potrai indirizzare gli aspiranti altrove.
    Martin l'ha messa come prima FAQ! :D

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    1. L'ho inserito tra i post della sezione scrittura, ma una pagina FAQ in effetti devo farla. Anche per le domande tipo "cosa vuol dire Aislinn?" ^___^

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  3. anche a me sembrano davvero consigli sensati, li condivido in pieno. Grazie di cuore, c'è troppa gente che invece di dare consigli elargisce pippe!

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    1. Grazie a te per il tuo commento! Io ho ancora tanto da imparare e parecchia strada da fare, ma se posso condividere un pochino di esperienza, lo faccio volentieri ^___^

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  4. Risposte
    1. Grazie a te per il tuo commento e per la visita!

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