mercoledì 12 febbraio 2014

Cose che so fare e cose che invece "anche no"

#quotes- So dire cose imbarazzanti nei momenti peggiori (quando scrivevo nelle mie bio fluent in weird talking mica pensavate scherzassi?)
- Non so parlare delle mie storie senza arrossire almeno un pochino, nemmeno con gli amici, nemmeno con i più grandi fan dei miei personaggi, perché una piccola parte di me penserà sempre "sì ma sono cose che hai scritto tu, non sono libri veri" e "sì ma poi quando arriverà a leggere quella certa scena là che non è venuta bene che figura ci fai"
- So farmi paranoie, immaginare apocalittiche tragedie e deprimermi come nessun altro.
- Non so programmare le scalette dei romanzi. Al massimo ne butto giù di parziali. Se ci provo, cheppalle. Tanto le idee migliori mi vengono man mano.
Dr. Seuss- So cantare. Cosa di cui i miei vicini di casa sono consapevoli a qualsiasi ora del giorno e della notte, casomai se ne scordassero. Ma l'equazione è: io -> musica accesa -> io che canto.
- Non so vincere un reverenziale timore di non farcela ogni volta che penso al mio programmato "romanzo in ambientazione storica". Forse fra altri tre o quattrocento discorsi del tipo "ma sì che puoi, basta che fai questo e quest'altro" Luca Tarenzi riuscirà a convincermi a buttarmi sul serio.
- So fare un sacco di cose che le brave ragazze non fanno e che quindi non scriverò.
- Non so evitare di dire battute sceme o di immaginare sanguinosi scenari nei momenti più impensati. Tutte storie che nascono.
- So iniziare cento cose scordando di concluderle appena la successiva mi viene in mente.
- Non so stirare, cucire, fare le pulizie come dovrebbero saper fare le donnine di casa.
- So citare a memoria una quantità spropositata di battute da Ghostbusters e Ritorno al futuro.
- Non so tollerare quelli che "il fantasy è roba per bambini. O al massimo per young adult".
Remember how far you’ve come, not just how far you have to go. You are not where you want to be, but neither are you where you used to be.- So trattenermi dallo scrivere giudizi al vetriolo grondanti ironia e/o esasperazione, quando preparo le schede dei libri letti per case editrici o agenzie, e riesco a ricondurre le schede stesse a un linguaggio professionale. Ma con fatica. E qualche volta 'fanculo, la battuta sarcastica ce la metto lo stesso. Sue me.
- Non so trattenermi dall'infarcire discorsi e/o testi scritti di espressioni in inglese (come sopra). Inutile, alcune suonano troppo bene per non usarle e ormai le ho talmente assorbite che la mia lingua d'uso quotidiano è diventata una koiné anglo-italiana. Ringraziate serie tv e libri in lingua originale. (Motto di questo periodo? Mutuato da How I met your mother: screw tomorrow, we go big tonight!)
- So far soffrire i personaggi in mille e uno modi sempre nuovi, tendenzialmente quando credono di poter finalmente tirare il fiato.
Sadness...I see beauty in everything but me. #Beauty #Sadness- Non so scrivere romanzi che stiano sotto le 500 mila battute. Tendo all'elefantiasi, sì.
- So amare con tutta me stessa. Le persone che mi sono care, gli amici, le mie passioni.
- Non so avere considerazione di me stessa.
- So cercare il senso nascosto delle cose.
- Non sempre so trovarlo e avere fiducia che ci sia davvero.
- So quali tatuaggi vorrei farmi e perché.
- Non so se avrò mai l'occasione di farli davvero.
- So sognare.
- Non so accettare che a volte i sogni non si avverano.

On air:
Within Temptation, And we run

    

2 commenti:

  1. Però sai fare i biscottini da portare in giro D: !

    {... ma esiste ancora qualcuno che la mena su "le ragazze non fanno/dicono/scrivono ..." ?}

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Li metto nella prossima lista!
      (Giuro. True story.)

      Elimina