martedì 18 febbraio 2014

Just my mind

Buongiorno! Saltato il post del lunedì causa *domenica ho lavorato la sera non riuscivo a mettere due parole in fila il lunedì non ero a casa*, recuperò il martedì.
Il martedì di una settimana strana.
In realtà, tutte le mie settimane sono strane. Tutti i mesi. Ok, la mia vita, diciamolo. Abbiate pazienza, ma, essendo questa anche la settimana in cui invecch... *coff coff* passo a un livello superiore, tra qualche giorno, sono particolarmente riflessiva (nei ritagli di tempo tra un impegno una corsa un casino un lavoro e un'idea).
Tempo fa usavo su Facebook, come copertina, questa immagine (non conosco l'autore, se qualcuno me lo sa indicare lo segnalo volentieri):


Direi che rende bene come sono io in generale e come vanno le cose in questi mesi, giorno più o giorno meno.
Non è una cosa negativa, eh. È molto peggio quando il fumo che esce dalla mia testa è neronerissimo (e capita, oh se capita). In questo periodo però sono in tregua armata con me stessa (vuol dire che prendo a calci i pensieri negativi con scarponi chiodati appena si fanno vivi e li schiaccio sotto il tappeto. Ci sono, ma almeno non mi impediscono di vivere) e quindi sento un lieve fermento, una vibrazione, un brusio di fondo che permane. Permane anche la sensazione che sia tutto un'illusione e nuovi crolli siano vicini, eh. Ma per il momento rimando il problema e non guardo al di là di quello che succede giorno per giorno. Vorrei poter fare di più, ma, per il momento, si va avanti.

Poi capitano anche belle cose. Tipo, ti svegli e trovi una splendida recensione di Angelize, scritta da Monica Serra su Temperamente, e allora sorridi ^___^ Grazie a lei. E grazie a chi è intervenuto sabato alla presentazione novarese del romanzo: la sala era bella pienotta, sono venute fuori questioni insolite e domande interessante, e io mi sono proprio divertita, come spero il pubblico. Dovrebbero inviarmi a giorni delle foto, le posterò appena possibile.
Facendo un passo indietro e tornando alla recensione di cui sopra, potete leggerla cliccando sul link (che rimarrà insieme ad alcuni stralci nella pagina dedicata al romanzo); tutto quello che viene detto sul libro mi ha fatto piacere, ma una frase mi ha stupito, perché su di me, non su Angelize, e del tutto inaspettata: "L’autrice di questo romanzo è donna di carattere, lo si intuisce facendo un giro sul suo blog: schietta, sincera, combattiva. Sa quello che vuole e sa anche come raccontare le storie nate dalla sua fervida fantasia. Tutte queste doti vengono fuori con prepotenza dalle pagine di Angelize."
Tempo fa ne parlavo e tornerò sull'argomento, ma qui voglio dire almeno due parole. Non è mai facile distinguere la persona dal narratore, quando si legge un romanzo. Non può che farmi piacere se l'impressione che il lettore ricava da Angelize è che io sappia come raccontare le mie storie - insomma, lo scopo è quello, no? - e questo è dunque un gran bel complimento per chi vuole fare la scribacchina di mestiere. La parte che invece mi sorprende è l'accenno a me come persona. Donna di carattere? Non quanto vorrei. I'm a mess, questo è quello che vorrei dire. Sì, so quello che voglio, ma ho un milione di difetti e paure e casini e "chissà". Sì, scrivo su questo blog quello che penso davvero, altrimenti non avrebbe nemmeno senso tenerlo; ma mi stupisco sempre di come poi la gente mi percepisce. So come vorrei essere, ma la strada è lunga...

On air:
Within Temptation, Let us burn

I'm searching no more for tomorrow
I reach for the skies while I can
The unknown will always be waiting
My last day I'll jump in its hands

I'm not fighting myself, will not follow
'Cause my choices are mine, it's my fate
And I'll never bow down from the sorrow
I'll face all that is coming my way

Denying the devil of silence
Embracing the world on the edge

Let us burn
And light up the skies here tonight
Let us burn
In this fire that makes us yearn
We're fighting our fear of the silence
We're running through walls where they stand
Let us burn

Why, why don't you let me burn?
Why don't you count down and break out and let us burn?

Oh why you raising the demons in my mind?
Oh, why am I waiting for chains throwing me to the ground?

Now darkness has come to the roses
The fire is reaching the end...

Let us burn
And light up the skies here tonight
Let us burn
In this fire that makes us yearn
We're fighting our fear of the silence
We're running through walls where they stand
Let us burn

2 commenti:

  1. Ais, ti seguo da una vita, avevo 15 anni e mo ne ho 25, vedi te :), dai tempi del cannocchiale, quando ancora non avevi pubblicato nessun libro e facevi le recensioni dei concerti ( dentro i quali io mi ci tuffavo per non uscirne per un bel po') epoi scrivevi quello che il tuo cervello avviluppato aveva voglia di scrivere. Io non ho ancora avuto il piacere di leggerti su pagine di carta, certo non è leggere te, è leggere una storia, ma insomma.. non l'ho ancora fatto. Però è vero quel che dice Monica, le parole che usi qui, sono lisce, pulite, precise, affilate, il che fa pensare "oh questa c'ha le palle!", che poi non sono ben esplicite ( secondo te) e che non sei esattamente come vorresti ma ci stai lavorando su, è un altro discorso. Tutti vacillano, tutti vorrebbero essere ancora più di quel che sono, il chissà è all'ordine del giorno, nessuno escluso. Bisogna "solo" credersi. [ Io me lo dico non sai quante volte, con risultati scadenti, ma da qualche parte bisogna pure cominciare]... E magari quelle parole sono quel qualcosa che tu neanche te ne rendi conto. Anzi sono sicura :) Un abbraccione grosso, per me sei una donna senza tempo :)

    Ex fullmoon- DanaOHara ;)

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    1. Oh... fa così strano pensare che qualcuno possa leggere il mio blog da così tanto tempo! Mi hai un po' commossa con le tue parole, lo ammetto... Un abbraccio forte anche a te!

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