mercoledì 19 febbraio 2014

(Many) voices in my head...

Angelize ha tre punti di vista, quelli di Haniel, Hesediel e Rafael, resi attraverso la terza persona cosiddetta "limitata", che è anche quella che preferisco di gran lunga. In questo modo, rimango nella testa di un solo personaggio per volta (in genere cambio con il passaggio a un nuovo capitolo, più raramente con il cambio di scena ma all'interno di uno stesso capitolo) e posso così "intridere" tutta la prosa dello stile e del linguaggio del personaggio-punto di vista (ne avevo parlato, per esempio, in questo post).
Angelize 2 - Ancora Non So Come Si Intitolerà, che è nato in realtà insieme alla prima parte, ma è comunque nettamente distinto e si ambienta un anno dopo, di punti di vista ne ha... cinque, allo stato attuale delle cose (ovvero, pre-editing, ma non dovrebbe comunque cambiare). In realtà, in prima stesura ne aveva ben sette, ma i due che ho sacrificato, per quanto li trovassi interessanti, comparivano davvero troppo poco per mantenerli (il primo una volta, il secondo due, in frammenti brevi) ed erano tranquillamente sacrificabili.

Come avrete intuito, mi piace scrivere romanzi corali - non che lo decida prima, ma in un modo o nell'altro saltano fuori così - e anche lunghetti - non che lo decida prima, ma... avete capito. Perché questa premessa?
Be', perché in questo momento la storia che sto scrivendo ha tre punti di vista principali. Altri due importanti che arriveranno però più avanti. E dovrebbe averne almeno altri tre secondari. Più quello dell'antagonista, in almeno un capitolo, e quello di un altro ancora in un lungo flashback.
Totale, dieci.
D-I-E-C-I.
Mi sento nei guai.

 Ok, quelli principali sono ben distinti dagli altri. Che compaiono solo quando indispensabile. Uno di quelli secondari potrei sacrificarlo, e probabilmente sarà così, con qualche piccolo aggiustamento; un altro... mmm. Dubito, ma ci mediterò. Un altro ancora idem, voglio tenerlo, anche perché poi il personaggio in questione schiatta e io ho bisogno che prima il lettore lo conosca e si affezioni, se no l'effetto salta*. Sono comunque ancora nove. Non esiste un "troppo" in senso assoluto, per quanto riguarda un argomento come questo: potrebbero anche essere cinquanta, se servono, se sono tutti ben gestiti, se la storia lo richiede. Fatto sta che nove punti di vista sono solo uno dei tanti indizi che mi fanno sentire quanto il romanzo in questione rischi di diventare complicato. Che si unisce all'incertezza sulla conclusione, perché ancora non riesco a trovarla (sì, lo so, "La fine? Quel Personaggio Là vince perché è Più Figo di tutti", grazie... ma come indicazione è un po' vaga, messa così, non trovi? - Non fateci caso, sono dialoghi tra me e uno dei miei Lettori di Fiducia). Frullate il tutto con il poco tempo, le troppe cose da fare, il bisogno di riposo e l'incapacità di concentrarmi quando il tempo ce l'ho...
La strada verso la parola "fine" di quella prima stesura sarà ancora lunga.

Voglio farmi consolare da un commento del lettore di fiducia di cui sopra, su un altro testo: "E' un capitolo tremendo, vividissimo e impressionante. Una delle cose più belle che tu abbia scritto in assoluto".
E io non so se arrossire peggio di un papavero o gongolare senza pudore ^___^ Ogni tanto queste cose fanno bene.
(Ciò non toglie che a me anche quel capitolo sembri bruttoscioccoeoddeituttodasistemareee, obviously).

* E con ciò, orde di lettori armati di fiaccole, forconi e randelli mi inseguiranno... Questo è uno sporco mestiere, sapevàtelo.

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