mercoledì 9 aprile 2014

Venti curiosità sulla mia scrittura

Qualche tempo fa ho letto un post dove Alessandro Girola parlava delle abitudini di scrittura, elencando venti curiosità sulle proprie. L'articolo ha praticamente dato origine a un meme, e quasi subito mi è venuta voglia di stilare un mio personale elenchino. Il "quasi subito" è diventato due settimane, ma insomma... abbiate pietà. In questi giorni mi fermo giusto per una pausa telefilm ogni tanto.

In realtà, varie cosette le ho già descritte qua e là, nel blog e sui social, ma per fare un punto delle mie manie da scribacchiante...

1 - Spesso sento dire "non bisognerebbe parlare delle proprie storie/farne leggere estratti finché non hai una prima stesura completa, altrimenti critiche o suggerimenti smorzerebbero l'entusiasmo dello scrittore". Per quanto mi riguarda: palle. Quando sono presa da una nuova idea non vedo l'ora di discuterne con selezionatissimi amici, idem quando scrivo l'incipit, che in genere è una parte che mi soddisfa molto. Anche perché...

2 - ... c'è chi si blocca prima del finale, chi non riesce a decidersi a cominciare. Io vivo due momenti di difficoltà, in particolare: in corrispondenza della seconda e poco prima della terza soglia, se vogliamo usare un linguaggio manualistico, ovvero all'inizio del cosiddetto secondo atto (poco dopo l'inizio) e subito prima dell'ultimo (appena prima del finale). Parto sull'onda dell'entusiasmo, mi fermo a disperarmi quando devo districare le mille possibilità per continuare e devo trarne le tappe della storia, ritrovo la spinta e mi areno di nuovo quando sto per arrivare al finale, perché devo capire come sistemare tutti i casini e annodare tutti i fili rimasti slacciati, prima del climax.

3 - Caffè. Meglio ancora cappuccino. O tè, in particolare alla vaniglia, con un pochino di latte. Fedeli compagni di ore scrittorie.

4 - Musica. Ovviamente. C'è sempre musica in casa mia, per la precisione, così come ho l'iPod quando viaggio in treno; ma in particolare ho bisogno di una colonna sonora quando scrivo, perché mi isola dal resto del mondo e mi aiuta a creare il mood giusto. Può essere una playlist apposita per il libro che sto scrivendo oppure qualsiasi cosa si accordi al mio umore, al periodo eccetera.

5 - Tendo a prediligere progetti lunghi: romanzi piuttosto che racconti, e romanzi da non meno di 500 mila battute (in genere viaggio sulle 700 mila) piuttosto che romanzi brevi. Non è che lo faccia apposta... mi disegnano così!

6 - Prediligo la sera e la notte, per la scrittura, ma avendo impegni flessibili mi adatto a scrivere più o meno in qualsiasi momento

7 - Qualche volta, quando proprio non riesco a disciplinarmi e mettermi al lavoro, o quando devo superare un punto difficile, uso il Write or Die, per darmi una scossa e sbloccarmi. Funziona!

8 - Oltre alla colonna sonora, tendo a associare i personaggi ad attori e/o musicisti, creo insomma il mio dreamcast

9 - Al momento ho un romanzo quasi a metà stesura, che dovrà però attendere la fine dell'editing di Angelize 2 prima che possa riprenderlo sul serio. In più, ho le idee per altre tre storie, oltre ad avere un romanzo in attesa di pubblicazione con Fabbri, oltre alla seconda parte di Angelize, e un altro che invece è in mano al mio agente

10 - Preferisco lavorare su caratterizzazione dei personaggi, dialoghi e scene d'azione, piuttosto che su descrizioni d'ambiente...

11 - ... e mi piace anche scrivere le scene di sesso, sia eterosessuali sia omosessuali. Come per caratterizzazioni dei personaggi e dialoghi, ne sono abbastanza soddisfatta, a giudicare dalle reazioni di chi le ha lette (per ora sono inedite, tuttavia). Tuttavia, non sono per le scene di sesso "perché sì": inserisco la descrizione completa della scena solo se e utile per la trama e/o mostrare la situazione psicologica dei personaggi in quel punto della storia, altrimenti una volta dato l'avvio, per così dire, trovo meglio glissare.

12 - Adoro le presentazioni e adoro parlare con i lettori. Non è per ego ipersviluppato o per leccare, è che mi piace chiacchierare, mi piace incontrare gente simpatica (e spesso i lettori, in quanto tali, lo sono) e tante volte mi vengono fatte domande curiose, acute e che danno l'avvio a discorsi interessanti.

13 - Non penso mai al genere cui appartengono le mie storie o a quale "target" indirizzarle. Io scrivo quello che mi piace meglio che posso, il resto spetta a editor, editori e agenti.

14 - Il momento più bello, durante la stesura di un romanzo, è quando trovo la risposta a un dubbio o i pezzi della trama s'incastrano alla perfezione, sciogliendo i nodi su cui sono incerta. In quel momento sento quasi il "clic" degli ingranaggi del destino che vanno al loro posto. Ed è un'emozione, la sensazione di aver intuito, tramite la storia, qualcosa che va al di là di me.

15 - No, non sono mai del tutto soddisfatta di quello che scrivo, ovvio. Amo le mie storie, ma c'è sempre qualcosa che mi fa pensare "avrei potuto migliorarlo, avrei potuto modificarlo".

16 - In genere non faccio fatica a trovare i nomi dei personaggi. Non sono necessariamente nomi che mi piacciono: per esempio, Haniel, Rafael e Hesediel si chiamavano, da esseri umani, Daniele, Giacomo e Christian, e nessuno di questi è un nome che apprezzi particolarmente. Ma sono i "loro" nomi, punto: arrivano e si appiccicano ai personaggi senza chiedermi il permesso. Ho usato nomi che mi piacciono in I. e M., prossimi romanzi che dovrebbero uscire in futuro: per esempio, Dario, Ivan, Lucas, Melissa, Eva.

17 - Ho alcuni nomi ricorrenti per i personaggi minori, come dei "jolly" che mi vengono spontanei per le comparse: Leo (Leonardo), per esempio, o Luca (scelto per una comparsa in un racconto perché... ha solo quattro lettere e io dovevo risparmiare battute, dato che avevo un limite piuttosto stretto!)

18 - Tra quelli che ho scritto, ho due racconti prediletti, casualmente entrambi a base angeli ed entrambi perché il tema era richiesto dall'antologia su cui poi sono comparsi: In time of need perché conteneva lo spunto da cui poi è nato Angelize, e Wait for sleep che compare in Caduti, che nessuno conosce perché penso che il volume sia circolato molto poco, ma a cui sono particolarmente affezionata perché mi ero divertita a sperimentare in fase di stesura e perché è a suo modo ancora più cattivo dell'altro.

19 - Sì, lo faccio: a volte piglio il notes e vado a scrivere (o anche a lavorare, se si tratta di leggere sull'ereader) nel mio bar preferito, con iPod, cappuccino e biscotto alla Nutella :-P

20 - Il modo in cui mi avvicino ai personaggi e do loro vita è sostanzialmente una full immersion in stile Stanislavsky, un po' come consigliato qui, anche se ho i miei metodi e le mie abitudini, indipendentemente da quanto consigliato nel manuale che trovate al link. Non vuol dire che vada in giro comportandomi come Haniel (mi avrebbero già spaccato la faccia non so quante volte), ma entro il più possibile nella mente dei personaggi, durante la stesura, e anche quando solo lontano dallo scrittoio presto li sento "parlare", commentare le situazioni in cui mi trovo, e mi immagino le loro reazioni, le loro parole, fino a banalità del tipo "che gusto di gelato prenderebbe il personaggio X?" Questo vale anche per i cattivi. tanto che quando sono nel punto di vista di uno di loro e concludo una scena, dopo provo fisicamente fastidio e mi verrebbe voglia di fare una doccia per liberarmene...


9 commenti:

  1. Il click di cui parli è una sensazione bellissima. Nel mio caso, spesso comincio ad avvertirla verso i tre quarti dello scritto, è un po' come la luce al fondo del tunnel

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    1. A me capita in qualsiasi punto, quando mi blocco e la soluzione arriva all'improvviso, magari dopo giorni o settimane a rimuginare ^^

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  2. È sempre interessante spiare le pratiche dei "colleghi" :P Appena ho tempo mi sa che mi cimenterò anche io, così, come esercizio esorcizzante. Scrittura serale/notturna? Sì, a volte capita che… ZzzzZzzzzzzz...

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    1. Ultimamente ho orari più umani, ma mi è capitato spesso di mettermi a scrivere tra mezzanotte e le cinque di mattina ^___^ Allora aspetto il tuo post, sono curiosa!

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    2. ;) http://andrea-atzori.com/2014/04/venti-curiosita-sulla-mia-scrittura/

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    3. ;) http://andrea-atzori.com/2014/04/venti-curiosita-sulla-mia-scrittura/

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    4. Grazie, vado a leggere!

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  3. Bel post e... dovrò fare anche io questo meme! :D
    La scrittura è una cosa così soggettiva che il confronto è sempre interessante! :) A rileggerti!

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    1. Ottimo, lo leggerò volentieri! A te :-*

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