lunedì 19 maggio 2014

Letture - sommersa di parole

All'inizio dell'anno avevo scritto un post dall'emblematico titolo Letture - Un disperato tentativo, nel quale avevo tentato di fare un punto della situazione sui libri che avevo in programma di leggere in tempi brevi o medi: quelli che mi interessavano, quelli che rimandavo da troppo eccetera. Va da sé che citassi solo un briciolo dei libri della mia sterminata lista d'attesa. Va da sé che nel frattempo avessi intenzione di assolutamente non comprare altri libri per carità altrimenti mi seppelliranno aiuto. Va da sé che, più realisticamente, mi proponevo di limitare gli acquisti, perché non cedere mai alla tentazione... ah! Fantascienza.
Va da sé che non ho rispettato neanche il proposito più realistico.

Un libretto per volta. "Ma è scontato! Ma quello mi interessa proprio tanto! Ma quello è il seguito di quell'altro!" Le scuse le sapete. E dire che ero anche segretamente orgogliosa di non aver speso soldi al Salone del Libro, secondo la regola "al massimo mi segno i titoli, poi papà Amazon me li manda scontati".
Poi però mi arriva in omaggio un inaspettato buono di 50 euro per l'acquisto in una delle mie librerie preferite. Inizio a volermi documentare su un certo argomento. Mi regalano un libro. Ne esce un altro che "è il seguito di".

Morale, la pila che un filino era calata, nelle ultime settimane si è riformata più alta di prima.
Nulla di cui stupirsi, in fondo.

Comunque, il "disperato tentativo" era anche quello di fare un punto della situazione, qui sul blog, con una certa regolarità. Ipotizzavo uno o due mesi, ne son passati più di quattro, ma son dettagli...

Dunque, ho letto i libri citati nel post di gennaio?
Alcuni sì: ho concluso Di me diranno che hanno ucciso un angelo di Gisella Laterza e Celtic Lore & Spellcraft of the Dark Goddess - Invoking the Morrigan di Stephanie Woodfield, che avevo in lettura ai tempi; ho letto i due di Moore, Sesso e lucertole a Melancholy Cove e Il ritorno del dio Coyote (finora il mio preferito dell'autore). Invece che i testi di magia che avevo citato, però, ho finito per leggere altra saggistica (The guises of the Morrigan, di Sorita d'Este e David Rankine), e sono rimasta ferma al "sì poi inizio questo) per quanto riguarda il manuale che avevo intenzione di leggermi e gli altri testi di scrittura che avevo ipotizzato. Uffi. E pure il saggio vampiroso di Calmet (XVIII secolo) è rimasto nella pila. Argh.

 In compenso, ho iniziato La scatola a forma di cuore di Joe Hill, come avevo detto che avrei fatto, e ho letto poi libri non inseriti in lista: un'interessante antologia (prima di una trilogia di antologie) che esplora i modi in cui può giungere la fine del mondo (insomma, roba allegra), The end is nigh (The Apocalypse Tryptich), che non so se arriverà mai in Italia perché "le antologie non vendono" (ma cosa vende, oggi?), ma che, se leggete in inglese, vi consiglio: non tutti i racconti sono validissimi, com'è ovvio in una raccolta, ma ce ne sono parecchi ottimamente riusciti e non si risparmia qualche pugno nello stomaco. Ho letto anche Il libro dei peccati, uno dei pochi che mi mancavano di Luca Tarenzi, altra antologia più che valida che vi consiglio, anche perché spazia tra atmosfere e ambientazioni parecchio varie.
Non male anche Row for freedom di Julia Immonen, se vi interessano le storie vere di avventure, record eccetera: è la vicenda di cinque donne che stabiliscono vari record attraversando l'Atlantico a remi. Questo solo per citare alcuni dei libri letti - e tralasciando la mezza tonnellata di manoscritti, proposte dall'estero e quant'altro che mi arriva per lavoro.

Cosa leggere nei prossimi mesi?
Bella domanda. Alcuni romanzi che attendono sono Il figlio di Lois Lowry, quarto e unico che mi manca della quadrilogia iniziata con The giver; Il re deve morire, di Mary Renault; Shift di Hugh Howey, seguito di Wool, e Dust, ultimo della trilogia; The uncertain places di Lisa Goldstein, che attende da un sacco; un paio di inediti di amici scrittori, compreso uno "In fieri" (sì, sì, invidiatemi), nonché Multiverse Ballad di Andrea Atzori e Tim D.K., appena uscito (accattevillo! Me ne hanno parlato più che bene).

Per quanto riguarda la saggistica, da un lato ho i succitati manuali in attesa, soprattutto Word Painting - A Guide to Writing More Descriptively di Rebecca McClanahan; dall'altro, ho sempre in coda Nocturnicon di Konstantinos, City magick di Christopher Penczak e The urban primitive di Raven Kaldera e Tannin Schwartzstein, come già detto nell'altro post consigliati dal mio consulente di libri strani preferito; al momento però, in tema "dei e dintorni", ho iniziato Hekate liminal rites di Sorita D'Este e David Rankine.

Rispetterò l'elenco? Spero di sì, anche perché ne ho citati meno rispetto all'altra volta, e solo di categoria "devo ASSOLUTAMENTE leggerlo, cazzo!", e quindi ho ristretto un filino la scelta. Poi bisogna vedere che cosa deciderò di approfondire (alcune di queste letture dipendono anche da quale sarà il mio prossimo progetto di scrittura: sono incerta tra due idee, ed entrambe richiedono documentazione), nonché quali letture imprevedibili mi attireranno...

Ah, e ovviamente oltre a tutto questo dovrei lavorare, scrivere, editare, dormire, mangiare, uscire, bloggare, stare con amici & beloved one, eccetera. Perché, non ve l'avevo detto?, le mie giornate sono di 48 ore.
E poi la gente si stupisce che bevo tanto caffè.

4 commenti:

  1. Leggere è una faticaccia, se l'obiettivo è ridurre la short list. Purtroppo continuano a uscire libri nuovi - ne hai citato uno poco sopra, fra l'altro. (Per inciso, l'ultima volta che io ho ipotizzato i 5-6 libri da leggere nel breve periodo ne ho letti solo 2, in quasi 2 anni!)

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    1. Allora non è solo un problema mio XD Sono un'accumulatrice compulsiva di "libri da leggere tra pochissimo"!

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  2. Da quando ho un reddito, è diventato un problema non accumulare libri! Ho scoperto che in giapponese esiste una parola, che... ecco, questa.

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    1. Bellissima! Non la conoscevo... ma la pratico ^_^

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