lunedì 12 maggio 2014

Libri e non più libri

Souvenir...
Chi è stato al Salone del Libro - e soprattutto, chi ci era già stato in anni precedenti - avrà notato una certa... libertà di movimento. Traducete con: meno gente, espositori più piccoli e corridoi più ampi. Se egoisticamente camminare senza procedere a gomitate e con le bombole di ossigeno era più piacevole, è anche ovvio che questo è solo un ennesimo sintomo della - in coro - CRISI DELL'EDITORIA.
Eppure no, non vi parlerò di questo.
Non vi parlerò di cifre e vendite in ribasso su tutti i fronti eccetera eccetera, di ansie e catastrofi. "Libri e non più libri!", tuonerebbero i profeti dell'apocalisse editoriale.
Io vi parlerò invece solo di cose belle.



Vi parlerò degli incontri con amici: Stefano di Xenia-Ibis, per esempio, a cui va un ringraziamento speciale lui-sa-perché, Solomon, la mia piccola adorata Vali. E i compagni di avventura nei miei primi mesi da aspirante redattriceditorconsulenteccetera, Alessia, Elena, Simone, e con il cuore anche quelli che non sono riuscita a incontrare.
E poi tutto il gruppo che ha diviso con noi una bella fetta di pomeriggio: Feleset, Ahmed, Prisca e tutti gli altri, a parlare di editoria e storie e speranze e lotta. E Camilla e Kevin per la bella chiacchierata tra romanzi e falconeria. E la meravigliosa Veronica "Loki", inaspettato incontro che mi ha fatto immenso piacere. E poi i colleghi salutati, intravisti, mancati per un pelo, da Vanni Santoni in poi. E Gisella Laterza, naturalmente, che ha poi diviso con me e Luca Tarenzi anche la serata, con la festa RCS a gustarsi il rinfresco firmato Eataly & Grom e a stalkerare scrittori, a salutare editor e a parlare di futuro, a infilarsi tra un vip e l'altro portando con orgoglio gli anfibi e lo spirito metalhippie, fino alla rapida puntata in barba alla mancanza di parcheggi nel locale dove ci aspettavano i ragazzi di Fantasy On Air per un'intervista al volo. E se poi il risultato sarà imbarazzante darò la colpa al vino, anche se ne ho bevuto solo un calice.

Luca, io e la povera Gisella, che si ostina a frequentarci...

Che altro? Pochi libri, sì. Non ne ho citati perché, in realtà, questo è stato forse il Salone in cui ho badato meno ai libri in sé, un po' per la mia sempreimmensa coda di lettura, un po' perché "c'è Amazon", un po' perché, lo dico, sabato non volevo andare a fare spese: volevo la gente, volevo gli amici, volevo i sorrisi. E tutto questo l'ho avuto. E quindi grazie, grazie a tutti coloro che ho citato e a tutti coloro che potrei aver dimenticato di inserire, a tutti coloro che mi hanno scritto prima e dopo e a tutti coloro che "l'anno prossimo ce la facciamo". Un po' di foto potrete vederle a questo link, quelle che già ci sono e quelle che inserirò probabilmente domani sera/mercoledì.

E oggi, lunedì, io ho deciso che questa giornata è dedicata solo alla vita da scribacchini - e quindi senza orari se non quelli che mi fisso io, con il tempo per il finale di Once Upon A Time, e per il resto solo editing di Angelize 2. Domani avrò altri impegni, domani il "lavoro vero" sgomiterà con il "lavoro da scribacchina". Oggi, faccio la scrittrice e basta.

Perché ho ancora voglia di raccontare storie. Ho voglia di crederci, anzi, ho bisogno di crederci.
Oggi scrivo.

On air:
Nemesea, Caught in the middle

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