lunedì 9 giugno 2014

Kit di sopravvivenza per scribacchini - 7

I betareader.
O betamartiri, come preferisco chiamarli.
Ok, magari non proprio carino inserirli in un "kit" allo stesso modo in cui ho inserito in passato le tazze di tè/caffè, i blocchi per appunti e le penne, la musica, i post-it eccetera. Sono esseri umani, con l'unica colpa di accettare il ruolo di primi lettori/confidenti/spalle su cui piangere/punching ball (metaforici, tranquilli). Non è che si possano inserire in uno scatolone in caso di trasloco, come tazze e pc, no?
*Medita sull'idea...* Ehm. No, certo.
Ma, anche se arrivano al settimo post di questa serie, i betamartiri sono un elemento imprescindibile del kit di sopravvivenza per scribacchini. O, almeno, del mio kit.

Perché dunque riesumo questa serie di post dopo un anno dall'ultimo? Non perché io mi sia semplicemente dimenticata di continuare la rubrichina*, ma perché in questo periodo sento un particolare bisogno di maltrattare dell'aiuto dei betamartiri.
Ma chi sono costoro? Variano nel tempo, possono aumentare e diminuire, ma tendenzialmente sono uno zoccolo duro di amici di cui ci si fida quando si tratta di far leggere le prime stesure dei romanzi o dei racconti, sia "in fieri" sia appena terminate, a seconda di circostanze, necessità e preferenze. La chiave sta nell'espressione "amici di cui ci si fida": sono persone abbastanza care da potersi aprire con loro in questa fase delicatissima, ma, allo stesso tempo, possiedono sia la competenza sia la maturità di giudizio per poter esprimere un parere oggettivo, indipendente da affetto, simpatia, pietà eccetera. Il che non vuol dire che se un romanzo non funziona, loro tireranno fuori la frusta e sghignazzeranno crudelmente godendo della sofferenza dello scribacchino umiliato; ma diranno perché e cosa non fila come dovrebbe con onestà, proponendo punti di vista alternativi e un confronto utile perché costruttivo.
Non necessariamente si prende per oro colato tutto quello che diranno, ovviamente. Ma tutto quello che diranno potrà essere uno spunto di riflessione per arrivare magari a una terza via e migliorare, infine, la storia.

Al momento sto rassettando un romanzo iniziato anni fa, lasciato da parte a due terzi, e ora modificato, risistemato, e in attesa di trovare finalmente la sua conclusione. Il problema è quello, in effetti, perché normalmente so sempre come un romanzo si andrà a concludere; il problema piuttosto è capire come si svolge tutto quello che sta in mezzo, tra l'inizio e la fine, almeno per quanto riguarda me.
In questo caso, invece, inizio e svolgimento filano, ma dopo aver incasinato alla grande la massa di personaggi che ho in campo - uno dei cast più affollati che abbia mai concepito - non so come sbrogliare la matassa. O meglio, so che fine farà l'antagonista e come, dunque, si risolverà il conflitto esterno, anche se devo ancora verificare i dettagli. Quello che mi incasina sono le relazioni tra alcuni personaggi, che non so come ne usciranno, come si svilupperanno. E quali si troncheranno.
Altro problema, l'antagonista. Che è stato l'elemento principale che ho cambiato dalla vecchia stesura a questa, sostituendolo interamente. Che dovrà essere la chiave per far filare tutto, e che è il motore di tutto il casino, ma che non si è ancora apertamente mostrato. Sono quindi curiosansiosa di vederlo in scena, e di scoprire se funzionerà.
Ed ecco che, detto tutto questo, entra in campo il mio primo betamartire/collega. A cui ho smazzato le mie prime 500mila battute di storia**. Un po' per vedere se, considerata la quantità di dinamiche e personaggi da tenere sotto controllo, secondo lui tutto fila. Un po' per vedere che impressione gli fanno i vari colpi di scena. Un po' per avere un parere su determinati personaggi.
E un po' perché i betamartiri anche anche un'ultima funzione da non sottovalutare: quella di motivazione aggiunta a continuare, sapendo che - se tutto va bene - vorranno sapere come va a finire, e che forniranno un feedback immediato per rassicurare che sì, anche se sono nella fase UAAAHHH FA TUTTO SCHIFOOO, magari invece vale la pena proseguire. E ricordare che l'importante è portare a casa la maledetta prima stesura.

*Come osate anche solo pensarlo!
** Non sia mai che riesca a scrivere una storia breve... Per questo libro ne prevedo almeno altre 200mila, se non 300mila

Tutti i post sulla scrittura a questo link. Le altre puntate del kit: uno, due, tre, quattro, cinque, sei.

Immagini da Pinterest, basta cercare "Will write for chocolate" ^^

4 commenti:

  1. Poi dopo la prima stesura ne verranno altre 200! :) ma finire la prima è una soddisfazione!

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    1. Esattamente! L'importante è conquistare quel traguardo. Poi si va di sistemazioni, modifiche, riletture, riscritture eccetera. "You can fix a bad page, but you can't fix a blank page" - Nora Roberts

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  2. Esiste un market di Betareader online?
    Ne ho un estremo bisogno. Scarseggiano, con tutte quelle qualità...

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    1. Eh, immagino! Io sono stata fortunata, ma trovarli non è facile. Pesca tra gli appassinanti di scrittura e seleziona senza pietà restringendo il campo a quelli con cui ti trovi meglio, in bocca al lupo! La ricerca è ardua ma internet aiuta ^^

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