lunedì 23 giugno 2014

Quando i personaggi prendono vita... per i lettori

L'ho detto spesso, sul blog o dal vivo: ciò che più amo della scrittura riguarda i personaggi. Loro rendono reale la storia, loro mi accompagnano in ogni momento della mia giornata, loro, per me, sono del tutto reali. Hanno gusti, manie, pregi, difetti, anche al di là di quello che contiene lo spazio tra le pagine; la loro storia inizia prima e si conclude molto dopo, nella mia mente, rispetto alla porzione che si trova nei romanzi. Quando comincio un nuovo libro, devo averne almeno uno o due ben chiari in testa, "vivi" abbastanza da trasmettere la loro energia a tutto il resto. In fondo, riesco a concludere i romanzi anche perché so che glielo devo: lo devo a tutti loro, che mi donano così tanto - passioni, tormenti, ghignate, amore, avventure, magia.

Poi succede qualcos'altro.

Succede che esce Angelize. Non si sa mai come un romanzo verrà accolto dal pubblico, che resta una massa indistinti di cui un autore può conoscere solo una piccola parte, quella dei lettori che vengono a cercarlo su internet. Figuratevi il carico di paranoie, preoccupazioni, ansie... A quel punto, però, succede anche che, nella quasi totalità di recensioni di Angelize che leggo, scopro che il lettore di turno ha apprezzato i suoi protagonisti. Alcuni lettori e lettrici mi scrivono in privato le loro preferenze. Disegnano i personaggi. Mi chiedono che fine faranno nel seguito.
Allora l'ho fatta, almeno una piccola magia: sono vivi davvero, Haniel, Rafael, Hesediel, Mikael e tutti gli altri. Sono vivi per qualcun altro, oltre a me e agli amici e alle amiche che li hanno conosciuti da "inediti".
Questa, più di tutte questa è per me la meraviglia, la parte più straordinaria di tutto questo strano, faticoso, incerto mestiere. Questo era quello che volevo - trasmettere a qualcuno l'emozione che provo io scoprendo queste stesse storie - sì, le scrivo, ma anche le vivo come una lettrice io stessa.

E poi succede qualcos'altro ancora.
L'inaspettato.
Su Facebook, mi chiede l'amicizia Haniel D. Bono.
Haniel. Daniele Bono. Il mio personaggio.
E scopro così che una lettrice ha amato così tanto il personaggio da creare il suo profilo. Da leggersi quello che dicevo di lui in questo post. Da usarlo nel profilo: con la data di nascista giusta, il 29 febbraio 1980; con il "mi piace" ai Megadeth; con la "relazione complicata" e molto altro...
Prima sono rimasta a bocca aperta. Poi ho accettato l'amicizia per ringraziare all'infinito la lettrice in questione. Con la quale ora ho proficui dialoghi per arricchire il profilo di "Haniel". Scoprendo altresì che esiste tutto un gruppo frequentato dai profili di personaggi di varie storie... Insomma, Haniel è in buona compagnia.
Difficilmente mi sono possono fare regali più splendidi.

Quindi, se volete chiedere l'amicizia a Haniel, potete farlo a questo link. A vostro rischio e pericolo. Non ha un carattere facile... ma sa essere adorabile, quando vuole. E di sicuro sa come divertirsi ^___^

2 commenti:

  1. Penso che ti sia successa una cosa bellissima. Per noi scrittori, i personaggi esistono realmente, diventano vivi su Sulla carta. Viviamo con loro, piangiamo con loro, ci immedesimiamo completamente al punto che ci dispiace “farli soffrire”. Quando dobbiamo scrivere qualche scena dolorosa, pensiamo “oh, poverino”. Scoprire che diventano quasi reali anche per i lettori è meraviglioso. Succedesse a me, una cosa del genere, camminerei sulle nuvolette rosa :)

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    1. Concordo in pieno. La sensazione di camminare sulla nuvoletta è proprio quella ^___^

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