lunedì 27 ottobre 2014

Maze Runner

Week end al cinematografò (cit. Maccio Capatonda) per vedere Maze Runner - Il labirinto, primo capitolo di una trilogia tratta dai romanzi di James Dashner. Non ho letto i libri, ma l'idea alla base della trama mi pareva interessante e il fatto che il protagonista fosse un attore che trovo bravissimo, Dylan "Stiles" O'Brien, conosciuto per Teen Wolf, mi ha fatto propendere per il sì.

La trama in poche righe: Thomas si sveglia in una radura circondata da altissime mura, insieme a numerosi altri ragazzi che da tre anni vivono lì: ignari di chi li abbia posti in questo luogo solitario e pericoloso, coltivano il proprio cibo e tentano di esplorare giorno dopo giorno l'immenso labirinto che si stende in ogni direzione oltre le mura, infestato dai Dolenti, mostri in parte meccanici dalla forma simile a quella degli scorpioni.
Dopo l'arrivo di Thomas, però, le cose cominciano a cambiare...

Maze Runner compensa alcuni punti di trama non proprio logici e alcuni elementi prevedibili (chiunque abbia visto The Cube, per esempio, saprà cosa aspettarsi nel finale, a un certo punto, e non dico di più per evitare spoilers) con ritmo e non pochi momenti mozzafiato. Il film è ottimamente confezionato: scenografie, mostri bio-meccanici insieme disgustosi e implacabili, e una trama che si svela a poco a poco proprio come se lo spettatore stesse avanzando in un labirinto allo stesso modo dei protagonisti. Bravo anche Dylan O'Brien, come immaginavo, anche se il fatto che mancassero momenti dal registro ironico o comico non gli ha permesso di sfoderare tutta la sua versatilità, e bravi in generale i ragazzi coinvolti, tra i quali numerose facce note (per la serie "ma quello dove l'ho già visto, però da bambino?" Tra loro, per esempio, Will Poulter, già Eustachio in Il viaggio del veliero e perfetto nella parte di un odiosissimo bulletto, nonché Thomas Sangster riconoscibile per il viso da Peter Pan.)
In definitiva, non un film da ragazzini (anche se il v.m.14 mi sembra pure esagerato... solo io guardavo gli horror alle elementari?), ma una piacevole avventura, con una buona tensione e un finale che, ovviamente, preannuncia un sacco di guai nel sequel.

Nota finale: per il ruolo di Thomas, leggo su Wikipedia, era stato preso in considerazione Brenton Thwaites. Sì, il bietolone di Maleficient, di cui vi ho parlato anche per Oculus. Cioè, seriamente? Bah. Per fortuna che qualcuno è rinsavito e ha scelto "Stiles".

P.S. Abbraccio di ringraziamento a Mamma di Luca, sponsor della recensione e fornitrice di ottima torta salata per cena ;-)

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