martedì 21 ottobre 2014

Oculus

Oggi vi segnalo un bel film horror che ho visto di recente, Oculus, di Mike Flanagan (2013). Ne avevo sentito parlare bene da più parti (per esempio dalla carissima Bolla e da Lucia), ma avevo finito per scordarmi di recuperarlo, finché il destino me l'ha riproposto per mezzo del mio beloved one. E vi dico subito che vale la visione.

Quando Tim e Kaylie erano bambini, i loro genitori erano impazziti: preda di allucinazioni, il padre uccide la moglie e viene infine ucciso a sua volta dal piccolo Tim, che gli spara e viene rinchiuso in un ospedale psichiatrico. Questo, almeno, è quanto lo stesso Tim crede fermamente ora che, a 21 anni, viene giudicato guarito e può tornare libero: le storie che lui e la sorella avevano raccontato, riguardanti uno specchio maledetto e strane apparizioni che avevano condotto i loro genitori alla follia, non possono certo essere vere.
Quando Tim ritrova Kaylie, però, la ragazza è di tutt'altro avviso e intende provare scientificamente che lo specchio è davvero posseduto da qualcosa di soprannaturale e malvagio...

Oculus è un horror d'atmosfera, che sfrutta in maniera esperta e assai efficacie l'incastro dei piani temporali: ciò che hanno vissuto Tim e Kaylie bambini e ciò che sperimentano ora da adulti si confonde, tra ricordi traumatici e allucinazioni indotte dal malefico specchio.
La natura dell'oggetto al centro della trama non viene spiegata, ma il suo potere malvagio è palpabile e si manifesta svelandosi pian piano e poi con sempre maggior forza. Oggetto, e dunque muto, immobile: eppure sembra di percepirne il divertimento beffardo nello smontare una per una le precauzioni di Kaylie, che, per il suo esperimento, sembra aver pensato a tutto. Sfruttando anche la tecnologia: numerose telecamere, timer che suonando ricordano ai due fratelli di nutrirsi, e infine un'ancora fissata al soffitto che calerebbe frantumando lo specchio se a Tim e Kaylie accadesse qualcosa e non fossero in grado di bloccarne il meccanismo di rilascio ogni mezz'ora.
Dopo l'enumerazione dei feroci delitti attribuiti all'influenza dello specchio, inizia così il duello tra i due giovani e la forza ignota che ha distrutto le loro vite. Lo spettatore scopre man mano sia quello che è accaduto ai fratelli da bambini, sia quanto lo specchio riesca a ingannarli anche ora, mostrando oggetti che non ci sono, manipolando il loro comportamento senza che se ne accorgano, evocando fantasmi del loro passato e delle vittime che lo specchio stesso si è lasciato alle spalle nel corso dei secoli.
Atmosfera angosciante, dettagli sanguinosi e crudi (tra ferite autoinflitte e... be', attenti a quello che mettete in bocca), di cui però il film non abusa alla ricerca di facili shock, attori credibili (Karen Gillan da Dr Who, Rory Cochrane, Katee Sackhoff; l'unico che non convince è Brenton Thwaites, Tim da grande, già bietolone principe Filippo in Maleficient; bravi anche i bambini Annalise Basso e Garrett Ryan). Insomma, non manca nulla alla ricetta per un'ora e mezza di paura e tensione. Certo, si potrebbe cercare il pelo nell'uovo e criticare alcune scelte dei protagonisti, ma si tratta di piccolezze che non rendono meno affascinante il film. Buona visione, dunque.

P.S. No, mi rifiuto di usare il sottotitolo italiano a prova di deficienti (Il riflesso del male) perché mi sembra più adatto a un film di Maccio Capatonda. Oculus evidentemente era troppo complicato per attirare l'italiano medio, troppo colto e arcano... bah.

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