lunedì 27 gennaio 2014

5 verità sulla scrittura

Mi è capitato sotto gli occhi un articolo che avevo letto parecchio tempo fa, sul blog Writability: il titolo, tradotto, è "Cinque verità che avrei voluto sapere quando ho cominciato a scrivere". Vi invito a dargli un'occhiata seguendo il link, è breve e scritto in un inglese accessibile. Per chi l'inglese non lo mastica proprio, quali sono queste "cinque verità"? Molto semplici, ma innegabili, ve le elenco qui:
1- Non è un dramma se il tuo primo libro non viene pubblicato. O il secondo. O il quinto.
2- Certe volte ti sembrerà di essere bravissimo, altre penserai di fare schifo
3- Il tempo è dalla tua parte
4- Abbandonare un romanzo non vuol dire arrendersi
5- Leggere non è solo un modo divertente di passare il tempo
Come detto, vi invito a leggere l'articolo originale per vedere cosa intende l'autrice. Qui posso invece limitarmi a qualche considerazione basata sulla mia vicenda personale, ispirata anche dal fatto che mi è capitato, di recente, che mi venissero chiesti "consigli" da parte di una giovanissima aspirante autrice. E prima che qualcuno lo dica, sì, certo, esiste anche il self publishing, ci sono mille interessanti progetti che non passano necessariamente attraverso gli editori tradizionali, eccetera eccetera. Lo so. Ma non ho esperienza in quel campo, pertanto lascerò che a parlarne sia chi conosce quella realtà.

Perché io ho iniziato a scrivere prima che esistesse internet. E anche dopo, pur apprezzando le possibilità offerte dalla rete - dalla promozione al confronto con altri appassionati alla circolazione di informazioni su concorsi e così via, prima, e il digitale, l'autopubblicazione e così via, poi - il percorso che ho seguito è stato abbastanza classico. Riassumibile in : scrivere tanto, leggere tanto, riscrivere tanto, tentare finché un editore, a mo' di "Uomo del Monte", "ha detto sì". Semplice e lineare.
Be', insomma. Più o meno.

E qui si torna alle "cinque verità succitate. 1-Non è un dramma se il tuo primo libro non viene pubblicato. O il secondo. O il quinto.
Tralasciando alcuni progetti abortiti molto presto - dopo pochi capitoli, se non poche pagine, il primo libro che ho concluso è stato pubblicato, era tremendamente immaturo, oggi lo riscriverei da zero (se avessi voglia di imbarcarmi nell'impresa, cosa che al momento non ho, anche perché appartiene a un genere che in questo momento non mi interessa e non mi rappresenta). Non si è accorto quasi nessuno della sua esistenza, come capita con la stragrande maggioranza delle opere che escono per micro/piccoli editori. Quantomeno, ha avuto qualche lettore che ha apprezzato e - commuovendomi alquanto - si è ricordato di me ora che è uscito Angelize. Quindi, ha avuto uno scopo e mi ha dato qualche soddisfazione. Abbastanza da ripagare anni di stesura e riscrittura, ricerche di editori, illusioni, delusioni, sforzi? Sinceramente, se mi fossi fermata lì: no.
Ma è servito a iniziare a confrontarmi con i lettori e con altri autori. A conoscere le Ineffabili Socie di scrittura (che mi hanno aiutato per molto più che la vita da scribacchini). A farmi accettare in alcune antologie di micro/piccoli editori. In una di esse c'era In time of need, il racconto che mi ha fornito lo spunto per Angelize. Vedete? Un passo per volta. Senza mai sapere cosa c'era alla svolta successiva. Ma sempre avanti lungo il sentiero.
La morale? Se il primo libro non viene pubblicato, lo sarà il secondo. O il terzo. O magari il quarto, e per un piccolo editore che non vi farà guadagnare altro che la soddisfazione del "ce l'ho fatta". Ma da cosa nasce cosa. Senza fretta.

2- Certe volte ti sembrerà di essere bravissimo, altre penserai di fare schifo.
Questa verità è talmente vera, se permettete il bisticcio di parole, che cosa potrei aggiungere? Solo che è meglio che sia così. Diffidate di voi stessi, se vi sentite dei geni e basta. Diffidate di voi stessi anche se vi sembra di essere degli incapaci e basta. Felici intuizioni si mescolano a soluzioni zoppicanti, pagine intense ad altre banali e noiose. L'importante è faticare per cercare di far aumentare le parti buone e diminuire, correggere, tagliare quelle cattive.

3- Il tempo è dalla tua parte.
Nessun limite d'età di impedirà di pubblicare superata la soglia dei venti/trenta/quaranta/cinquant'anni e così via. Preparatevi al fatto che potrebbe volerci un sacco di tempo. Approfittate per scrivere e finire le vostre storie e scriverne altre e così via. Nell'articolo che vi ho linkato si dice: manuscripts aren’t perishable. I romanzi non vanno a male, diciamo così. Sapete quale libro mi è valso il contratto con Fabbri? No, non Angelize. Un romanzo che avevo scritto prima, per il quale avevo quasi abbandonato le speranze, e che continuavo a risistemare periodicamente nella speranza che prima o poi trovasse la sua strada.
Be', l'ha trovata eccome, e lo leggerete ;-)

4- Abbandonare un romanzo non vuol dire arrendersi.
A volte certe storie nascono male. O arrivano nel momento sbagliato. O non vi interessano tanto quanto l'idea nuova nuova che vi ruba attenzione (il romanzo di cui vi parlavo al punto precedente, che me ne ha fatto mollare un altro, la Storia Complicata che ho nel cassetto da anni e spero di scrivere nel 2015). O sono troppo complesse e difficili, e voi non siete ancora pronti a riuscirci (la Storia Complicata finita nel cassetto, di cui vi ho parlato prima). Non mollate al primo problema, ma se proprio decidete di mollare, non piangete sulla storia incompiuta e buttatevi su un'altra. Basta che non tutte le vostre storie siano incompiute...

5- Leggere non è solo un modo divertente di passare il tempo.
Talmente ovvio e lampante che non ha bisogno di spiegazioni, vero? Leggete per il gusto di leggere, ma anche per stupirvi, per esplorare generi che non conoscete, per respirare la stessa aria di chi ha scritto prima di voi... e per un milione di altri motivi indispensabili. "Non leggere" non è un'opzione, per chi vuole scrivere.

Henry Miller

venerdì 24 gennaio 2014

Stasera, 24 gennaio ore 18, presentazione di Angelize alla libreria Mondadori di Vercelli

Rapido post in chiusura di settimana per ricordare agli abitanti di Vercelli e dintorni che stasera parlerò di Angelize alla libreria Mondadori di Vercelli, alle ore 18: con me, Luca Tarenzi, perfetto anfitrione e compare quando si tratta di chiacchierare di libri, urban fantasy, angeli armati di spranga e vita da scribacchini. Perciò, vi aspettiamo per metterci in difficoltà con le vostre domande e passare un po' di tempo in compagnia parlando a ruota libera.


giovedì 23 gennaio 2014

Angelize - soundtrack: Was it a dream? (30 Seconds To Mars)

La settimana scorsa ho saltato l'appuntamento del venerdì con la colonna sonora di Angelize, causa - indovinate? - cronica mancanza di tempo. Questa settimana lo anticipo al giovedì, come vedete, perché domani ho in programma un post diverso e non volevo saltare questo di nuovo.

La canzone di oggi è di nuovo dedicata a Hesediel, il personaggio che, di solito, si contende con Haniel la palma di preferito dai lettori. Si tratta di Was it a dream? dei 30 Seconds To Mars, il brano che ho trovato perfetto per raccontare l'evoluzione del rapporto tra Hesediel ed Elena (un brano dove, oltre tutto, si sente la pioggia che è ricorrente nel romanzo).
Siamo ormai oltre la metà del libro, il conflitto tra angeli "bastardi" e angeli puri è nel pieno, i personaggi - tutti - devono decidere come agire. E Hesediel torna ancora una volta da Elena, la ragazza con cui stava quand'era vivo, con la quale ha tentato di ricominciare da capo... Perché non sapeva che altro fare.

Non volevo descrivere una classica storia d'amore tormentata, parlando di Hesediel - o "Christian" - ed Elena. Da diversi accenni, e dal modo in cui si comportano l'uno con l'altra, volevo che emergesse quanto sono diversi, quanto sia stata forte la passione che li ha uniti e quanto, una volta passata, si siano ritrovati smarriti, incastrati in una quotidianità che era fatta di scontri, distanze e differenze di carattere. Questo non vuol dire che non si amassero, prima che Christian morisse e diventasse Hesediel; in realtà, nemmeno loro sanno quali fossero i loro sentimenti in quel momento.

Hesediel è un personaggio che, da vivo, era bloccato in un esistenza che non gli piaceva, una vita a cui era giunto senza sapere come: un lavoro qualsiasi - non a caso non volevo determinarlo più esplicitamente che con il termine di "impiegato", proprio per non personalizzarlo in alcun modo - e un rapporto che non sapeva più da che parte prendere o che cosa fosse diventato. Una vita che si sarebbe trascinata avanti per inerzia, se Christian non fosse morto e diventato Hesediel. Quando torna in vita, avrebbe infinite possibilità - il che equivale a nessuna, perché lui stesso non sa che cosa vuole. Rivedere Elena è un volersi aggrappare a ciò che gli è noto, raccontandosi che è per amore, che è per giustizia, che è perché era così che doveva andare; quando, in realtà, è semplicemente l'ammissione di non avere uno scopo.

La canzone che vi linko, come potete vedere anche dal testo, esprime alla perfezione, nella prima strofa, i dubbi di Hesediel quando il suo legame con Elena vacilla e il pericolo rappresentato dagli angeli puri in caccia ne rivela tutta la fragilità; nella seconda, potrebbero esserci le parole della stessa Elena. Come andrà poi, in effetti, tra loro, lo dirà la storia...

Come sempre, potete ascoltare l'intera colonna sonora su Youtube o su Spotify tramite il lettore qui a destra. Enjoy!

Your defenses were on high
Your walls built deep inside
Yeah I'm a selfish bastard
But at least I'm not alone
My intentions never change
What I wanted stays the same
And I know what I should do
it's time to set myself on fire

Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I

Your reflection I've erased
Like a thousand burned out yesterdays
Believe me when I say goodbye forever
Is for good

Was it a dream?
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
Was it a dream?
Is this the only evidence that proves it
A photograph of you and I
A photograph of you and I
A photograph of you and I... in love...

mercoledì 22 gennaio 2014

Revival musicale & di metodi scientifici per concludere storie

Prima di tutto: AUGURI, MAMMA! ^___^

Poi comincia il post.

Questo 2014 è iniziato con un tuffo nel recupero di dischi e gruppi che non ascoltavo da parecchio. Complice la mia naturale tendenza a dire agli amici "ascolta questo che bello!!!", forse, ma non solo, mi ritrovo a riappropriarmi di musica che mi ha accompagnato a lungo e che avevo un po' lasciato da parte, ultimamente.
Il revival porta con sé tutta una serie di ricordi: per esempio, I don't wanna miss a thing degli Aerosmith ricorda il liceo e la serata al cinema a vedere Armageddon. Nei mesi scorsi avevo riesumato Bon Jovi, mentre in queste vacanze è toccato a uno dei miei personali pallini, The game, splendido disco degli ormai sciolti Dreams of Sanity, un album che consiglio sempre di scoprire (provate questa o questa).
Più di tutto, l'ultima settimana ha fatto sì che deliziassi i miei vicini di casa* con un completo revival dei miei sempreadorati Blind Guardian, divinità crucche che hanno letteralmente cambiato la mia vita con un album, Nightfall in Middle Earth, dedicato al Silmarillion di Tolkien e mi hanno così non solo fatto scoprire questo autore, ma mi hanno anche influenzato molto per quanto riguarda la scrittura, grazie agli splendidi testi di Hansi Kursch. Da giorni ormai il mio iTunes riproduce random la loro discografia, anche se, devo ammettere, in questo periodo ascolto a ripetizione la stupenderrima suite Wheel of time.

Metodo scientifico per conoscere i propri personaggi.
Seriously.
E così, al momento** sono piena di cose da fare. Ma, anche, scrivo. Scrivo e correggo e il romanzo che ho per le mani*** fila, anche se temo il momento in cui arriverò al punto in cui mi ero già bloccata una volta - e dovrò guardare in faccia il protagonista e dirgli e mo' che facciamo, bello mio? Spero che, come capita di solito, i personaggi trovino la soluzione. Spero che qualcuno si inventi qualcosa. Spero di capire cosa cazzo ha per la testa il suddetto protagonista. O meglio, mi sa che l'ho capito, ma non ho idea di quali saranno le conseguenze.
Insomma, al momento il mio metodo scientifico è scrivi e basta. Ovvero, seguire i personaggi e confidare che una strada la trovino. La cosa un po' mi preoccupa, eh. Mal che vada, seguo il metodo King per sbloccare L'ombra dello scorpione: ne faccio fuori metà con un'esplosione.
Non sfidate una scrittrice sanguinaria.
Ho dei mostri in campo e non ho paura di usarli.

*io non tengo il volume particolarmente basso. E canto. Oh, se canto. Non sono mai riuscita a capire quanto i vicini di pianerottolo (il cui balcone fa angolo con il mio, ed entrambi si affacciano sul cortile interno del palazzo) sentano della musica che riempie casa mia praticamente 24 su 24, almeno quando non sono fuori. Finché non mi aspettano davanti alla porta con un fucile puntato, deduco che possono sopportarmi.

** al momento, sì. Ahahah.

*** Sì, sempre urban fantasy. No, non c'entra niente con Angelize. Sì, ci sono i mostri. No, non lo leggerete a breve perché prima ce ne sono almeno tre in lista. Sì, alcuni sono collegati. No, non sono propriamente una saga, ma sono in sequenza temporale. Sì, mi diverto un casino, a sguazzarci dentro.

Ahimè, non ho idea della provenienza della .gif. Se ne trovano decine on line con questa immagine di Jared Leto.

martedì 21 gennaio 2014

Gisella Laterza - Di me diranno che ho ucciso un angelo

Dopo svariati ritardi e peripezie, ho finalmente letto il romanzo di Gisella Laterza uscito l'anno scorso per Rizzoli, Di me diranno che ho ucciso un angelo. Ho conosciuto Gisella grazie a internet e, poi, di persona a Lucca Comics, ho avuto il piacere di frastornarla di chiacchiere e cercare di portarla verso il Lato Oscuro in qualche altra occasione, e sono perciò doppiamente contenta di potervi consigliare un libro interessante, scritto da una ragazza giovane ma sveglia, che ha tutti i numeri per proporre altre storie intriganti in futuro.
Più che una "recensione", quello che vorrei fare è semplicemente evocare qui alcune delle sensazioni che la lettura mi ha trasmesso. Non si tratta di "un fantasy", né urban né romance né altro di cui, magari, vi ho parlato in passato: quindi, non aspettatevi questo. Se dovessi fare un paragone, be', le atmosfere che ho percepito mi hanno fatto pensare - fermo restando gli argomenti diversi - al Piccolo principe. Oppure, se dovessi farne un altro, a certe pagine rarefatte ed evocative di Calvino.
Perché Di me diranno che ho ucciso un angelo è una fiaba. Una fiaba gnostica, mi diceva Luca Tarenzi consigliandomelo, qualche mese fa. Una fiaba e un viaggio: quello di Aurora che torna a casa ubriaca dopo una festa e, sul tram, incontra un angelo senza nome, che inizia a raccontarle la propria storia, strana e non ancora conclusa. Il viaggio è anche quello dell'angelo, che cerca di diventare uomo e non sa cosa questo significhi, è innamorato e non sa che cosa sia l'amore; e c'è anche il viaggio di una demone chiamata Sera, che con troppa fretta tenta di diventare donna.
E i personaggi si cercano, si inseguono. Ognuno muovendosi da un incontro all'altro, da un'esperienza all'altra, in una città che non ha altro nome se non Città. E' un incastro di storie, è una poesia in prosa quello che troverete tra le pagine: proprio per questo, non si tratta di un libro "facile", e non credo che sia per tutti i palati. Proprio per questo, il mio consiglio è di leggerlo e assaporarne l'odore di cenere e di fiori, il sapore di lacrime e stelle, le luci e le ombre.

lunedì 20 gennaio 2014

Prendi quattro scrittori e mettili su un palco...

... e il risultato può essere molto vario.
Se gli scribacchini in questione siamo io, Luca Tarenzi, Samuel Giorgi, e il "complice" Matteo Di Giulio che ci ha voluti insieme, ne vien fuori una serata divertente, un po' folle, e spero piacevole per le persone intervenute alla Scighera, circolo Arci milanese, giovedì scorso. Le suddette persone non erano poche, come potete vedere dalle foto (ne trovate altre qui) nonostante pioggia, imprevisti, disastri vari. D'altronde, è stata anche una serata in cui il pubblico ha fatto domande - giuro, niente silenzi imbarazzati e gente che si fissa le scarpe, segno che l'atmosfera era sia rilassata sia fervida di stimoli. Se fossimo su Facebook, ci starebbe un bel mi piace.



Questo è ciò che amo delle presentazioni con colleghi che stimo: niente atmosfera ingessata, niente presunzioni da ScVittoVi, ma semplicemente il gusto di parlare di questo strano mestiere che è anche passione, di questo lavoro solitario che, però, impone anche di aprirsi al confronto e alla condivisione. D'altronde, è un lavoro che implica almeno un certo grado di schizofrenia. Qualche giorno fa avevo condiviso su Twitter una frase di Nora Roberts, "Every time I hear writers talk about “the muse,” I just want to bitch-slap them. It’s a job. Do your job." Ho sempre avuto la passione per la scrittura e il sogno di farne la mia vita, ma, allo stesso tempo, l'ho anche sempre preso come un compito che andava portato avanti con rigore giorno dopo giorno, cercando di migliorarsi sempre e di scoprire nuovi modi per farlo, nuove strade da percorrere, nuovi esperimenti da tentare. Così come ho sempre saputo che dovevo chiudermi in una stanza per farlo, ma che prima o poi avrei dovuto mostrare quello che scrivevo e sopravvivere ai complimenti e alle critiche (entrambi pericolosi). Che dovevo essere me stessa, per riuscire al meglio, ma anche imparare a stare nella testa di tutti i miei personaggi. Schizofrenie, appunto.

Anyway, giovedì si è chiacchierato dei nostri libri, di differenze, di analogie nel metodo. Di ambientazioni e di trucchi per mantenere la suspence, di betalettori e di personaggi, di fantastico e di realtà, di fonti d'ispirazione e di progetti per il futuro. Spero sinceramente che sarà possibile replicare, magari in altre città, perché la "chimica" sul palco ha funzionato e ho avuto il piacere di vedere anche il pubblico ridere e partecipare. E poi adesso ho l'originale dello splendido Lucifero di Marika nonché un paio dei bellissimi disegni di Sara, perché sono venute a portarmeli ^^
Ecco, sono questi i momenti in cui mi stupisco che i lettori si meraviglino quando li ringrazio per le loro opinioni, il loro affetto, le foto e le illustrazioni. I lettori ti donano tempo, passione, affetto, in cambio di ossessioni e visioni e qualche giro sulle montagne russe dell'immaginazione. Mi sentirò sempre in debito con loro. Il minimo che posso fare e ringraziarli, uno per uno, ogni volta che ne ho l'occasione.

Questa è la foto di gruppo "normale". Figuratevi le altre.
Altro appuntamento: venerdì 24 gennaio, alle ore 18, sarò alla libreria Mondadori di Vercelli, a presentare Angelize con l'aiuto di Luca Tarenzi. Tutti i dettagli a questo link: se abitate in zona, condividete! E vi anticipo che mi troverete anche a Novara il 15 febbraio e un mese dopo, il 15 marzo, a Biella, perché non potevo non tornare nella mia città natale, no?
E vi ricordo che fino a domani è ancora possibile iscrivervi al gruppo di lettura di Angelize. Poi... si comincia!
Buona settimana a tutti!


giovedì 16 gennaio 2014

Notte Fantastica - stasera, 16 gennaio, ore 20,30 - Milano (e altre cosette)

Oggi vi propongo giusto un rapido remainder: per i Milanesi-o-abitanti-dei-dintorni, stasera, al circolo ARCI La Scighera di via Candiani 131, si terrà la Notte Fantastica, una chiacchierata a cui prenderemo parte io, Luca Tarenzi e Samuel Giorgi e moderata da Matteo Di Giulio. Tutti i dettagli a questo link o su Facebook. Non mancate!

Ai piemontesi, invece, preannuncio un trio di presentazioni nelle tre città importanti della mia vita - perché, anche se a Milano capito spesso per lavoro e non solo, anche se qualcuno ha scritto su internet che ci sono addirittura nata (no, non è così), io sono in realtà piemontese - anzi, fieramente piemontese. Il 24 gennaio, ovvero venerdì della prossima settimana, sarò a Vercelli, alle ore 18, alla libreria Mondadori, per presentare Angelize con la guida di Luca Tarenzi, che si presterà per questo ruolo anche nella mia attuale città, Novara, in febbraio, e nella cittadina dove sono nata (questa volta per davvero), ovvero Biella, a marzo. Stay tuned! Perché, se ci avete già visto a giugno, quando ho presentato Luca e il suo Godbreaker al Lupo Rosso, oppure a Lucca in novembre, sapete già che ci sarà da divertirsi, da chiacchierare e da ghignare alquanto.


Vi ricordo infine che sono aperte le iscrizioni per il gruppo di lettura a questo link. E non posso non segnalare questa recensione, che tra tutte quelle che mi sono state mandate finora è quella che mi ha un po' commosso, lo ammetto. Cosa deve dire una scribacchina in questi casi? Semplicemente grazie. Mi inchino, in fila insieme ai miei ragazzi. Mi avete regalato il vostro tempo per leggere una mia storia: se posso far sì che non rimpiangiate quelle ore, allora ha avuto tutto un senso.
E per il momento è tutto: torno a lavorare/scrivere/correggere/editare e quant'altro, ovvero le attività che regnano sulle mie giornate ultimamente.
A stasera!

mercoledì 15 gennaio 2014

Cover a confronto: Painkiller - Judas Priest & Death

Se non sbaglio, è da novembre che non rispolvero la rubrichina-senza-alcuna-cadenza-precisa dedicata al confronto tra canzoni originali e cover. L'ultima volta era toccato a un'incursione metal-pop, l'ironica versione di Ops I did it again di Britney Spears, realizzata dai Children of Bodom.
Siccome l'altro giorno mi sono trovata a riascoltare un po' di Death - non intendo death metal, intendo proprio i Death - non potevo non proporvi qui la loro versione di Painkiller, il classico dei rocciosi "grandi vecchi" Judas Priest. Mentre mi asciugo una lacrimuccia per il povero Chuck Schuldiner - per chi non lo sapesse, geniale fondatore dei Death*, voce e chitarra, amatissimo ragazzo, chiamato ahimè troppo presto dagli dei, a causa di un male incurabile; non tutti magari digeriranno una musica così estrema, ma tutti possono apprezzare gli splendidi testi che Chuck scrisse per dischi meravigliosi come The sound of perseverance o Individual thought patterns (almeno Destiny ve la beccate linkata: Time is a thing we must accept/The unexpected I sometimes fear/Just when I feel there's no excuse for what happens,/Things fall into place/I know there is no way to avoid the pain that we must go through/to find the other half that is true/Destiny is what we all seek/Destiny was waiting for you and me/I believe behind confusion awaits the truth for us/Past the obstacles we face/I value our life and trust/Years of questioning why things happen the way they do in life/Wishing that I could turn back time,So we could join our souls...)

E ora, ecco l'originale Painkiller seguita dalla versione dei Death. Quale preferite? Per quanto mi riguarda, lo ammetto, io provo un invincibile affetto per quella di Chuck. Non prendetela per lesa maestà nei confronti dei Judas, non posso farci niente!

*Anonimo che ogni tanto commenti (ti adoro), se vuoi davvero sapere cos'è il Death Metal, ascoltati appunto i due dischi che cito più avanti nel post: The sound of perseverance e Individual thought patterns. E sì, la voce di Chuck è scream. Del tipo graffiante che non credo ti piacerà. Tu mi sai più di tipo da Swedish o da Gothic-Death :-P



martedì 14 gennaio 2014

Angelize - Il gruppo di lettura sul blog Divoratori di libri

Buongiorno! Oggi vi segnalo un'iniziativa carinissima, che Giusy del blog Divoratori di libri ha voluto organizzare per Angelize, coinvolgendomi via mail qualche tempo fa. Sto parlando di un gruppo di lettura, che a partire dalla settimana prossima si attiverà con una serie di tappe. Per iscrivervi e sapere tutto sullo svolgimento del gruppo, seguite le istruzioni qui: http://divoratoridilibri.blogspot.it/2014/01/angelize-gruppo-di-lettura-iscrizioni.html C'è tempo fino al 21 gennaio, martedì prossimo, poi il gruppo partirà: ogni settimana si leggeranno alcuni capitoli del libro e al mercoledì ci sarà il riepilogo, con spazio per discussioni, domande, citazioni e quant'altro.

 

Per quanto mi riguarda, mi sono messa a disposizione di Giusy (che ha preparato il delizioso bannerino qui sopra) per contribuire al gruppo e quindi stiamo studiando i modi per arricchire le varie tappe. Perciò, se vorrete partecipare, ci si incontrerà virtualmente ogni settimana nel gruppo!

lunedì 13 gennaio 2014

Hugh Howey - Wool

Ho avuto per le mani Wool quando ancora non era uscito in Italia e me lo sono letto con gusto in traduzione ora che Fabbri lo ha pubblicato anche da noi (con una "confezione" splendida, lasciatemelo dire). Non è un mistero che il genere distopico sia stato l'ultima moda a spopolare, e di romanzi appartenenti a questo genere me ne sono capitati tra le mani diversi, negli ultimi mesi, alcuni banali, alcuni insulsi, altri, invece, intriganti (segnatevi The wicked we have done di Sarah Harian, per chi legge in inglese).
Wool appartiene senza dubbio a quest'ultima categoria. Cercherò di parlarvene senza particolari spoiler, ma, prima, eccovi la trama ufficiale:
Cosa faresti se il mondo fuori fosse letale e l'aria che respiri potesse uccidere? Se vivessi in un luogo dove ogni nascita richiede una morte e le tue scelte possono salvare vite o distruggerle? Questo è il mondo di Wool. In un futuro apocalittico, in un paesaggio devastato e tossico, una comunità sopravvive rinchiusa in un gigantesco silo sotterraneo. Lì, uomini e donne vivono prigionieri in una società piena di regole che dovrebbero servire a proteggerli. Il rispetto delle leggi è affidato allo sceriffo Holston, un uomo lucido e malinconico che vive nel ricordo della moglie scomparsa. Dopo anni di servizio integerrimo, un giorno, a sorpresa, rompe inaspettatamente il più grande di tutti i tabù e chiede di uscire, di andare fuori, incontro alla morte. La sua fatidica decisione scatena una serie di terribili eventi. A sostituirlo è nominato un candidato improbabile, un tecnico specializzato del reparto macchine: Juliette. Ora che il silo è affidato a lei, imparerà presto a sue spese quanto il suo mondo è malato. Juliette è abituata ad aggiustare le cose e vuole vederci chiaro: com'è nato il silo? E chi ha interesse a mantenervi l'ordine, tanto da arrivare a uccidere? Forse il silo è in procinto di affrontare ciò che la storia ha lasciato solo intendere e che i suoi abitanti non hanno mai avuto il coraggio di sussurrare. Rivolta.
Wool ha avuto una genesi insolita, che si riflette sulla struttura: nel volume trovate infatti cinque parti, autopubblicate dall'autore e poi riunite. La prima, Holston, è una sorta di lungo prologo, un'introduzione struggente e dura come il diamante, che serve sia a condurre il lettore nei suoi primi passi nel mondo del Silo, sia a fargli capire che il tono della storia non sarà facilmente consolatorio, né il lieto fine è semplice o scontato. Howey ha il pregio di riuscire, in poche pagine, a far affezionare ai suoi personaggi e a far trepidare per le situazioni disperate ed estreme in cui si ritrovano.
La seconda parte, Il giusto calibro, è quella forse più apertamente "didattica", ovvero serve per illustrare al lettore la struttura del Silo, la sua organizzazione, le lotte di potere e le dinamiche interne che travagliano la vita di quel che resta dell'umanità, ma, in un certo senso, il ritmo più letto si adatta al passo faticoso dei due anziani protagonisti di questa sezione, Jahns e Marnes, con la loro storia d'amore soffocata e segreta, proibita all'interno delle rigide regolamentazioni del Silo; ed è con toni delicati, malinconici, che Howey dipinge, per una volta, i sentimenti di un uomo e una donna alla fine della loro vita, mentre, di solito, romanzi e film si concentrano sempre e solo sulle pulsioni dell'adolescenza o sulle passioni della maturità e del vigore, come se dopo una certa età gli esseri umani si incarnasse nella figura di "mentori" senza più emozioni se non quelle date da un olimpico ruolo di "guide" funzionali alla storia dei veri protagonisti. Per questo ho apprezzato la piccola "andata e ritorno" di Jahns e Marnes.
Sono loro a permetterci di conoscere, infine, la vera protagonista della storia, Juliette, detta Jules, atipica eroina che preferisce lottare con chiavi inglesi e macchinari piuttosto che le lusinghe di un posto più prestigioso, quello di sceriffo, che le viene offerto. Se alla fine accetta, è per la speranza di poter aiutare la propria gente, i meccanici come lei, che vivono nella parte più bassa del Silo, gli "ultimi" in tutti i sensi.
Il dipanarsi della storia svela verità consapevolmente tenute nascoste alla maggior parte della popolazione del Silo... e Jules dovrà letteralmente arrivare dove nessun altro è mai giunto.
Non posso rivelare di più senza fare spoiler, perciò non vi racconterò altro. Aspettatevi un romanzo capace di variare tra moltissimi accenti, dai sentimenti delicati a scene che non risparmiano pugni allo stomaco e prove durissime per i personaggi coinvolti. I personaggi percorrono le infinite scale che conducono tra gli oltre cento piani del Silo, i gradini che spaccano le ginocchia e mozzano il fiato, con il terrore dell'esterno dove l'aria è velenosa e la paura di pronunciare una parola sbagliata, che li condanni a uscire. Jules è sì la protagonista, e senza dubbio svetta tra tutti i personaggi, ma le numerose figure che la circondano, anche quando le vediamo in scena solo per poche pagine, hanno tutte una loro umanità, e tutte hanno qualcosa che le farà ricordare.

sabato 11 gennaio 2014

[Anteprima] Notte fantastica - giovedì 16 gennaio, ore 20 e 30, Milano

Attenzione attenzione! Abitanti di Milano & dintorni, siete tutti invitati fra una settimana, giovedì 16 gennaio, alle 20 e 30, alla "Notte fantastica" presso il circolo della Scighera. Un tris - anzi, un poker - di scrittori parleranno di narrativa, miti urbani e molto altro: ci saremo infatti io, Luca Tarenzi e Samuel Giorgi, oltre a Matteo Di Giulio che modererà la serata. Cito dal sito:
Una notte magica in Scighera, nel cuore di Milano, in cui tre dei migliori scrittori italiani di thriller e fantastico parleranno, attraverso i loro romanzi, di fantasy, emozioni e miti urbani.
Una serata all'insegna del fantastico e di Milano in compagnia di: Luca Tarenzi, autore di Godbreaker (Salani), Aislinn, autrice di Angelize (Fabbri) e Samuel Giorgi, autore de Il Mangiateste (Piemme).
Tre scrittori appassionati di magia, di soprannaturale e di horror vi introdurranno nel mondo della narrativa fantasy e del brivido.
Per fare il punto sulla narrativa di genere e sulle sue potenzialità.
Per esaminare la città con un occhio inedito.
Per parlare di leggende metropolitane, di storia, di folklore e tradizioni, senza pregiudizi.
Una serata ricca di emozioni, dove, all'insegna della fantasia, si potrà sognare una Milano diversa da quella che avete sempre visto e immaginato.
Conduce l'incontro Matteo Di Giulio.
Ingresso libero con tessera Arci 2014.
Tutte le indicazioni per raggiungere il circolo le trovate a questo link. Su Facebook trovate l'evento qui. Vi aspettiamo!


venerdì 10 gennaio 2014

Angelize - soundtrack: Walking in my shoes (Depeche Mode)

Eccoci al venerdì di una luuunga settimana, durante la quale ho felicemente mandato a puttane scordato i buoni propositi per l'anno nuovo (be', hanno resistito quasi sette giorni, è già tanto). Vabbe', confido che sicuramente da domani riprenderò con rinnovato impegno ed entusiasmo tutto quello che dovrei eccetera eccetera e alla fine dell'arcobaleno troverò la pentola d'oro e potrò festeggiare felice con Babbo Natale, la fatina dei denti e il coniglio pasquale*.
Comunque, venerdì vuol dire un altro pezzo dalla colonna sonora di Angelize. Oggi si tratta di Walking in my shoes dei Depeche Mode, che, per il testo, è perfetta sia per i miei poveri angeli bastardi nel complesso, in contrapposizione ai puri, sia per Haniel e Hesediel in contrapposizione a Rafael, quando i loro piani su come risolvere la guerra nella quale si trovano coinvolti divergono. La canzone è bella, godetevela! E, come sempre, potete ascoltare tutta la soundtrack su Youtube oppure su Spotify, nella colonna qui a destra.

* Per chi ha letto Angelize, questo tipo di frasi è una delle prove che io assomiglio ad Haniel più di quello che è salutare XD


I would tell you about the things they put me through
The pain I've been subjected to

But the Lord himself would blush
The countless feasts laid at my feet
Forbidden fruits for me to eat
But I think your pulse would start to rush


Now I'm not looking for absolution
Forgiveness for the things I do
But before you come to any conclusions
Try walking in my sho
es

You'll stumble in my footsteps
Keep the same appointments I kept
If you try walking in my shoes

Morality would frown upon
Decency look down upon
The scapegoat fate's made of me
But I promise now, my judge and jurors
My intentions couldn't have been purer
My case is easy to see

I'm not looking for a clearer conscience
Peace of mind after what I've been through
And before we talk of any repentance
Try walking in my shoes

You'll stumble in my footsteps
Keep the same appointments I kept

If you try walking in my shoe

Try walking in my shoes

giovedì 9 gennaio 2014

9 gennaio - celebrazione di Selene

Questa mattina mi è capitata sotto gli occhi la segnalazione della festa per la dea Selene, proprio per il 9 gennaio. In realtà, in Grecia la Luna era celebrata il 7 febbraio (che guarda caso è il giorno di un mio speciale-specialissimo anniversario, ohibò). Non so quando sia nata una ricorrenza per Selene proprio oggi - ho fatto una breve ricerca ma non ho trovato fonti particolarmente complete -, tuttavia questo ha un'importanza relativa. Il mio approccio a paganesimo & dintorni e il mio rapporto con gli dei sono molto free style e personali, per cui il semplice fatto che abbia letto di questa festa è un buon motivo per celebrarla. Soprattutto perché, come sa chiunque mi conosca di persona, ho un rapporto particolare con tutte le divinità lunari e, ultimamente (sempre per la serie "guarda il caso"), mi sono interessata, tra alcune altre, proprio a Selene.
Non è che mi senta molto in mood da festa, in realtà, ma la dea avrà i miei pensieri. Con voi condivido questa immagine, che ho trovato alcune settimane fa on line (no, non ricordo dove e non avevo idea di chi fosse l'autore/autrice, ma grazie a Solomon Xeno posso dirvi che è Dianae, ecco altri suoi splendidi disegni). Proprio questa perché? Perché ricorda il mito di Pan che seduce Selene, entrambi dei che sento vicini (uno dei due, in particolare, ci tiene a farsi ricordare quando mai mi scordassi che c'è, diciamo così). E perché... ma avete visto che meraviglia di disegno? Dovrei portarlo in copisteria per farmi fare un poster, da quanto è stupendo - anzi, mi sa che me lo regalerò sul serio. Ha l'atmosfera, ha i colori e le sfumature... vibra, insomma.
E oggi mi va di iniziare con qualcosa di bello, di magico, di forte.


martedì 7 gennaio 2014

Un ringraziamento speciale

Mauro tenta di ricattarmi. Angelize versione Misery...
Angelize è libero per il mondo da ormai due mesi. Libero di portare caos raccontare la sua storia e far conoscere a chi decide di prenderlo in mano quei pazzi i suoi personaggi.
E io sono ancora in fase "se me l'avessero detto..."
Se me l'avessero detto, che il sogno si sarebbe avverato.
Se me l'avessero detto, che avrei avuto un editore, un agente, copie nelle librerie quando ci entro e sbircio gli scaffali fantasy & dintorni.

Una creatura surreale che vive di libri... ah, no, è Elia
Soprattutto, se me l'avessero detto, che i lettori avrebbero iniziato a scrivermi. Che avrebbero tifato per Haniel o per Hesediel. Che avrebbero notato dettagli che pensavo sarebbero passati sotto silenzio e si sarebbero dispiaciuti per le morti e si sarebbero lasciati affascinare da Lucifero (ricordate questo meraviglioso disegno di Marika Michelazzi, che l'ha ritratto?) e avrebbero apprezzato l'atmosfera di Milano come ho cercato di ricrearla. Che la richiesta nata quasi per gioco, "mandatemi le vostre foto con il romanzo, oppure quando lo trovate in libreria", avrebbe ottenuto così tante risposte. Che, addirittura, qualcuno mi avrebbe inviato disegni, caricature, ritratti di tutti loro! Cosa che mi fa sempre sorridere a 106 denti, perché disegnare è una cosa che mi piacerebbe tanto saper fare (e invece no, faccio pena).

Haniel secondo Michele Agostinelli
Perciò, questo post è semplicemente per ringraziare voi che mi avete scritto, voi che mi avete chiesto quando esce il secondo, voi che mi avete spedito foto e disegni. Tutti quanti si trovano raccolti a questo link; io ne pubblico qualcuno qui, oltre a quelli che ho già postato in passato qui nel blog, ma seguite il link per vedere tutti gli altri, la scelta è ardua e tutti meriterebbero menzione.

La strada è ancora lunga. Tanti sono gli ostacoli, tante le incertezze, tanti gli angoli bui. Ma sono anche tante le storie che ci faranno compagnia, lungo il cammino.
Grazie a tutti voi che avete voluto fare un pezzo di strada con me :-*

Il tocco della fotografa: Rachele Totaro consiglia Angelize, muffin & caffè
Rachele Totaro in Bitstrip ^^

Un'altra raffigurazione di Lucifero, stavolta della sempre bravissima Sara Martini https://www.facebook.com/pages/Miyabi/227310154090046?fref=ts, dopo quello di Marika che vi ho mostrato qui: http://aislinndreams.blogspot.it/2014/01/angelize-soundtrack-of-nails-and.html

lunedì 6 gennaio 2014

Letture - un (disperato) tentativo

Il 2013 è stato, paradossalmente, l'anno in cui ho letto di più, ma anche quello in cui il mio conto-letture su Anobii ha pianto.
Questo per un motivo semplicissimo: la stragrande maggioranza di quello che leggo ora mi passa sotto gli occhi per lavoro, che si tratti di inediti italiani o di romanzi in inglese. Molti, quindi, non finiscono in lista, o perché si tratta di romanzi non pubblicati, o perché li leggo con tale velocità che dopo averli schedati passo subito al successivo e nel giro di una settimana già mi scordo di che si trattava (salvo, ovviamente, nei casi di romanzi che mi colpiscono in modo positivo).
Tra i miei "buoni propositi per l'anno nuovo", dunque, c'è anche riuscire a ritagliare più tempo per le letture di piacere, ovvero quelle che scelgo io: che si tratti di romanzi o di saggi, di testi per documentarmi per i libri in cantiere o di curiosità personali.
Perciò, proviamo a buttar giù un elenchino delle letture indispensabiliprioritariefondamentali che vorrei affrontare in un generico "quanto prima". Anche se già queste potrebbero strabordare in una listona sufficiente a coprire tutto il 2014... ma mi limiterò a un numero ridotto.

Celtic Lore & Spellcraft of the Dark GoddessAl momento, in lettura ho soprattutto tre libri: Di me diranno che ho ucciso un angelo di Gisella Laterza, che ho praticamente concluso, e due saggi in inglese: Celtic Lore & Spellcraft of the Dark Goddess - Invoking the Morrigan di Stephanie Woodfield, che per me in questo momento era una lettura imprescindibile e conto di finire in tempi relativamente brevi nonostante la mole, anche perché poi mi aprirebbe la strada a un ulteriore paio di letture che attendo di acquistare; ed Exploring the World of Lucid Dreaming, di Stephen Laberge e Howard Rheingold, che invece procederà con calma per svariati motivi. Dovrei poi concludere Sesso e lucertole a Melancholy Cove di Christopher Moore, che ho iniziato *coff coff* mesi fa e poi ho interrotto semplicemente per via di diverse priorità, ma che era un romanzo piacevole come tutti quelli che finora ho letto di questo autore. Restando in ambito narrativa, altri testi che vorrei leggere quest'anno sono La scatola a forma di cuore di Joe Hill, Il ritorno del dio coyote, sempre di Moore, e The uncertain places di Lisa Goldstein, tutti e tre su consiglio fidato e tutti e tre interessanti per più di un motivo, almeno per me. E potrei citare anche almeno American gods di Neil Gaiman (sì, Socia Ale, sì... lo sooo! XD)
Un altro paio di saggi che vorrei studiarmi quanto prima, poi, sarebbero Nocturnicon di Konstantinos, City magick di Christopher Penczak e The urban primitive di Raven Kaldera e Tannin Schwartzstein, sempre consigliati dal mio consulente di libri strani preferito.


Dissertazioni sopra le apparizioni de' spiriti e sopra i vampiri o i redivivi d'Ungheria... (rist. anast. 1751)Ci sono poi alcuni argomenti che sono un mio pallino di sempre. Perciò, in lista inserisco anche alcuni testi relativi a essi: per quanto riguarda i vampiri - intesi in particolare dal punto di vista del folklore e dei saggi, vi ricordate la lista di libri consigliati che avevo preparato in questo post? - voglio (finalmente) sciropparmi quell'insostenibile ma obbligato testo dell'abate Calmet, Dissertazioni sopra le apparizioni de' spiriti e sopra i vampiri o i redivivi d'Ungheria, di Moravia ec, che possiedo nella recente edizione che ripropone in anastatica il testo del XVIII secolo. Sì, sono pazza, non l'avevate ancora capito? Mi interesserebbero anche le Dissertazioni sopra i vampiri di Giuseppe Davanzati, altro testo settecentesco.
Per quanto riguarda invece i manuali di scrittura, al momento quello che mi interessa di più è Word Painting - A Guide to Writing More Descriptively di Rebecca McClanahan, ma è in coda ai millemila saggi succitati; seguito probabilmente da How novels work di John Mullan e da The art of fiction di John Gardner.

Uhm.
Ok, finirò seppellita dai libri, lo so. Quanto vorrei poterli leggere e memorizzare velocemente come Numero 5 in Corto circuito... Fra - un mese? Due? Deciderò - vedrò di fare il punto della situazione e capire se avrò sfoltito almeno un pochino l'elenco.

venerdì 3 gennaio 2014

Angelize - soundtrack: Of nails and sinners (Arcturus)

Rieccomi con un altro frammento della colonna sonora di Angelize, appuntamento consueto del venerdì*. Come sempre, potete ascoltare tutta la soundtrack su Youtube oppure su Spotify, nella colonna qui a destra. Oggi, per iniziare bene l'anno**, vi propongo la canzone che, in Angelize, ho scelto come soundtrack dedicata a Lucifero e alle sua scena al Cimitero Monumentale (capitolo 16).
Capita a proposito, la canzone, perché proprio pochi giorni fa Marika Michelazzi mi ha spedito questo MERAVIGLIOSO disegno che ritrae proprio il mio Lucifero in versione satiro alla corte della Dea. Davvero infiniti ringraziamenti a Marika *___*
Mentre, come vi avevo raccontato, Lucifero in versione "umana" ha nella mia fantasia l'aspetto di Tomi Joutsen degli Amophis.

Il brano, Of nails and sinners dei pazzoidi Arcturus, è adatto sia per il testo, come potete leggere più sotto, sia per l'atmosfera folle, sulfurea, malata, strana... indefinibile, quasi. Lucifero è un personaggio che, finora, ha ottenuto solo consensi tra i lettori che mi hanno scritto, nonostante compaia per poche pagine, e questa è una grande soddisfazione per me. Perché si tratta di un personaggio che adoro utilizzare, uno di quelli che basta lasciarli parlare e loro ti tirano fuori dei dialoghi praticamente perfetti senza nemmeno doverli programmare. E perché non sai mai se menta o se dica la verità. Né cos'è meglio... Non a caso, avrà molto più spazio nella seconda parte. Lui, comunque, è compiaciuto di tutta questa gente che lo adora. Com'è ovvio.
Io vi avviso, Lucifero vi sta fregando. Ha fregato anche me, ai tempi della prima stesura...

Come potete vedere, comunque, le liriche di questa canzone sono azzeccatissime per il mio personaggio.



"I know that without me God cannot live a moment;
If I am destroyed He must give up the ghost."
[Angelus Silesius]

I beseech you, God to whom many sinners pray
From the depth of the dark abyss where my heart fell
Expelled I was from your tedious grace to the pits of hell
So can you please cease to deplore my opposite, nay only way
For aeons I descended down
Till I saw the dreadful truth 
of which man wouldn`t know
I, degraded bearer of thy sacred light 
- to which I never again will bow
When I rise to avenge myself with darkness
The anger of the damned shall flow

I was cast out by the retinue of angels weak
Shone to the few who me would seek

A rebel I was, radiant my glow, afar,
My wisdom fathomed by the morningstar

And O you fools, in herdlike fight, stampede
And when creation falls, you must build anew,
With nails that sting My hands - They grow passionate on a lie
But You know the veracious one was I


* Salvo quando non faccio in tempo, non riesco, non ho un attimo per respirare e preparare il post, ho il cervello bollito alla fine di una settimana e non sono in grado di mettere due parole in fila

** Scusa che potrà essere utilizzata senza pudore per almeno due settimane

giovedì 2 gennaio 2014

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK??? - 20

Cominciamo il 2014 ricordando le meravigliose chiavi di ricerca che hanno concluso il 2013 di questo blog. Dicembre è stato un mese piuttosto produttivo, oltre che il primo in cui anche sulle ricerche che conducono gli internauti a questi lidi si è visto un certo Angelize effect. C'è chi, per esempio, ne cerca il pdf (angelize pdf download gratis, angelize pdfangelize di aislinn pdf ita). Ne sono lusingata, ma non saprei aiutarvi, non ho la minima idea se sia scaricabile da qualche parte o meno perché non l'ho mai cercato! Mi inquieta di più chi si chiede esistono ibridi mezzi uomini mezzi angeli? Non so che cosa desiderassero sapere, ma sono sicura che Haniel ha un'opinione in proposito.

Anche cinema e tv forniscono punti. Suppongo che con foto di loki normale si intenda Tom Hiddleston (to', mettiamocene una che male non fa e accontenta anche chi cerca cartoline virtuali birichine da mandare alle amiche: buon lunedì immagini uomini). Mentre qualcuno piazza i visitors in un luogo che sembra un comune lombardo, comerano ieri e oggi i visitors, che immagino significhi com'erano.



Immancabili i riferimenti ai capelli (capelli lunghi fino vita) e le ricerche filosofico-esistenziali (se ti chiedessero di disegnare la vita cosa disegneresti) o maniaco-depressive (buon anno triste: ma anche no). Come sempre, le sgrammaticature regalano gioie: antro dei pagans (pagani?), conversazione italiani tra amichi. Ma sono gli affamati di porno che regalano come sempre grandi emozioni: dal grande classico yuoporno, che sembra la versione giapponese del sito, fino a uno splendido giochi meet hand fouck.
Sì. Meet hand fouck. Rileggetelo. Pensateci.

Buon 2014, naviganti!








mercoledì 1 gennaio 2014

A new day, a new age

Do you believe there is sense in it
Is it truth or myth? They're one in my rhymes
Nobody knows the meaning behind the weaver's line
Well nobody else but the Norns can see through
The blazing fires of time (...)
Remember the runes and remember the light
All I ever want is to be at you side
We gladden the raven
Now I will run through the blazing fires
That's my choice
Cause things shall proceed as foreseen

Lo spirito necessario per affrontare il 2014 :-) Foto scattata da Rachele Totaro, ne trovate altre qui.

In realtà, io ho già festeggiato il Capodanno la notte del 31 ottobre, quindi si può dire che per me l'anno sia già iniziato. Ma siccome il resto del mondo segue altri ritmi, sarebbe oggi il giorno dei riepiloghi, dei buoni propositi e compagnia bella, vero?
Sento tantissime persone che si lamentano di questo 2013, ma io non oso proprio farlo. Di certo è stato un anno complicato, faticoso e intenso, ma è stato anche un anno di conquiste e di battaglie vinte. Pertanto, se nel 2014 avessi tante belle novità come in quest'anno appena passato, sarei ben felice.
Non mancano scogli. La crisi in generale e quella dell'editoria in particolare. Tanti cambiamenti, tante incognite. Ma quanto meno parto da un punto migliore rispetto a un anno fa... non sono più sola. Non sono più sola a sperare, non sono più sola quando lotto per portare avanti i miei progetti di scrittura. Un anno fa avrei firmato col sangue per avere tutto quello che ho ora. Quello che ho cercato inseguito, per cui ho lottato... e quello che è giunto totalmente inaspettato.
E quindi voglio mantenere viva quella speranza. Voglio pensare a quello che ho e non a quello che manca. No, non mi illudo di riuscirci sempre. E' molto più facile quando devo incoraggiare gli altri. Quando voglio far sorridere le persone che amo. Da sola, i momenti in cui sperare sembra impossibile sono molto più insidiosi da affrontare. E lo sono le paure, le incertezze, i chissà.


Ma ci proveremo. Un giorno per volta. Il trucco è tutto lì. Un giorno per volta succedono cose inimmaginabili, cose che sembrano impossibili. E se anche non accadranno... nel frattempo, un giorno per volta rendiamo la nostra storia una bella storia.
Non sarà una storia banale. Non sarà quella che avrei immaginato da bambina, o da ragazza, o nemmeno una volta diventata donna. Non sarà una fiaba popolata da focolari e bambini e feste comandate e tappe obbligate.
Ma sarà una storia epica. Sarà una storia di meraviglie. Sarà una storia di battaglie e dei e incanto e scoperte. Sarà una storia di musica rock e avventure e posti meravigliosi e sesso e amore.
Sarà magica.

On air:
Blind Guardian, Skalds and shadows
30 Seconds To Mars, Bright lights
Amorphis, You I need


I’ve been dreaming of things yet to come
Living, learning, watching, burning
Eyes on the sun
I’m leaving, gone yesterday
Brutal, laughing, fighting, fucking
The price I had to pay
Bright lights, big city
She dreams of love
Bright lights, big city
He lives to run (...)
You are the one
A new day, a new age, a new face, a new lay,
A new love, a new drug, a new me, a new you
I forgive, had enough
Time to live, time to love

Un buon auspicio che voglio portare con me dal 2013 nel 2014

I need no bow, I need no sword
My kingship’s known to gods
Let their song go on
I need you to be the guide
The mirror to the sky and sea
Portray all above and below
The gate of life and death
The sea of my loneliness it needs to have a sky
To go with my story I also need to have your words
Like a king has his moon a queen has her sun
To make the song go on
Make the song go on
The creator of gods
Make the song go on and on
On and on
Be my guide of life and death