martedì 29 aprile 2014

Angeli & Dei

Lo so, lo so. Sto latitando. Ma.
Ma ho passato la maggior parte dei giorni a Milano per lavoro.
E quando non ero a Milano lavoravo da casa.
E quando non lavoravo ero piacevolmente impegnata con persone speciali, il che è una delle due cose in cima alle mie priorità per il tempo che posso scegliere io come occupare.
E quando non ero piacevolmente impegnata, scrivevo. Sì, scrivevo e correggevo. Il che è l'altra delle due cose in cima alla lista delle mie priorità per il tempo che posso scegliere io come occupare. Tanto più che è stata una botta improvvisa di ehnnno adesso scrivo e basta, ehccheccazzo! Meglio coglierle al volo, queste occasioni.

Insomma, vi chiedo perdono dell'assenza. E della latitanza dei prossimi giorni, durante i quali pure non credo di riuscire a passare di qui molto spesso. Mi rifarò.

E, nel frattempo, a chiunque si trovi a Pavia e dintorni: vi ricordate dell'appuntamento di stasera?
E se non riuscite a esserci, Gisella ha voluto intervistare me e Luca: potete leggere le nostre chiacchiere sul suo blog.


martedì 22 aprile 2014

"Perché scrivi"

Nelle scorse settimane ho risposto in due diverse interviste - non ancora pubblicate, ve le linkerò quando usciranno - alla stessa domanda, due semplici parole: "perché scrivi?"

Quant'è complicata la risposta. In genere un "perché non posso farne a meno" è gettonato, e potrei risolvere la questione con quest'unica riga. Amo leggere fin da quando ho imparato a farlo, neanche ricordo di preciso il momento in cui ho iniziato a inventare storie, ma ero piuttosto piccola. A decidere che questo mestiere era quello che avrei voluto fare per tutta la vita ci ho messo poco di più: ero adolescente, teenager direbbero gli inglesi, e dopo qualche progetto di romanzo mollato dopo poche pagine ho cominciato, evviva, a iniziare e concludere storie. Certo, chiunque scriva sogna di essere Tolkien, o Stephen King, o qualsiasi autorema, a parte questo, il motivo per cui scrivevo e scrivo è un semplice perché mi piace. Mi diverto. Mi emoziono. Fangirleggio per i miei personaggi, li sento vivi, lì sento "davvero là fuori", non solo nella mia testa.

Ho usato però la parola mestiere. Perché sì, scrivo anche per farne il mio lavoro e ho sempre voluto che così fosse. Il che non toglie nulla alla bellezza e all'emozione di scrivere un romanzo, ma non prendiamoci in giro: se scegli il campo di battaglia dell'editoria, allora sai che devi anche fare i conti con il mercato, con gli editori, con gli agenti, con i librai, con la promozione, eccetera (e devi litigarci, ovvio). Il trucco è combattere sul loro terreno cercando il più possibile di restare true to yourself, di scrivere comunque storie che siano tue, che piacciano a te. Se per assurdo volessi scrivere un Cinquantasfumature o un Qualsiasicosavendaoggi (posto che oggi niente vende come una volta) potrei anche provare a farlo - non so con che risultati, ma insomma, scrivere è appunto il mio mestiere. Però no, non lo pubblicherei a mio nome, probabilmente.
Ma anche se scrivo quello che mi piace, urban fantasy con personaggi strani come stanno simpatici a me, scrivo in modo il più possibile professionale. E non ci trovo niente di male.

Parlando di "scrivere storie che siano davvero mie", arriva rapido il corollario alla domanda perché scrivi?, ovvero vuoi lanciare un messaggio?
Sì, sulla testa della gente, usando una fionda.
Scherzo, ovviamente. Trovo però abbastanza seccante che, spesso, nella testa della gente sia ancora così radicata l'idea che LetteVatuVa Piena di Messaggi PVofondi e letteratura di genere ("d'evasione") siano così distinte - e, manco a dirla, una MeVitevole, l'altra "robetta". Posto che la qualità di un libro non dipende dal genere, la prima cosa che mi interessa, quando scrivo, è raccontare una storia. Puro e semplice. Infilarci a forza "grandi temi" perché così ci si può masturbare con l'idea di essere AutoVi VeVi è, a mio parere, uno dei peggiori errori che si possano commettere, considerato che, al 90% dei casi, il romanzo così imbottito di Pensiero Profondo diventerà una sorta di saggio malcelato, a scapito della storia. Ed è molto più difficile scrivere una storia che sia "profonda" e anche avvincente, piuttosto che belle pagine eminentemente impegnate e mortalmente noiose.
Questo non vuol dire che un romanzo debba evitare i temi importanti, i messaggi, le idee. Al contrario, sono la prima a dire che anche i romanzi di genere possano essere profondi tanto quanto i classici più celebrati. Semplicemente, credo che il significato profondo delle storie emerga naturalmente durante la stesura, grazie a ciò che viene narrato, ai personaggi, alle loro reazioni e, infine, alla loro evoluzione. Spesso non me ne rendo conto, all'inizio, ma me ne accorgo man mano che proseguo con la scrittura: più esploro la vicenda, conosco i personaggi e i loro problemi, più capisco cosa voglio dire, quali sono i temi - e le ossessioni, gli incubi, le paure - che sto indagando raccontando quella certa storia anche a me stessa.
Ecco perché, quando mi chiedono "che messaggi contiene il mio libro", posso discuterne, certo, e la risposta varierà a seconda della singola storia; ma, prima ancora, la mia risposta è una: non scrivo per dare risposte, scrivo per pormi domande.


domenica 20 aprile 2014

venerdì 18 aprile 2014

Angelize - soundtrack: Attack e The kill (30 Seconds To Mars)

Siamo quasi giunti alla conclusione del viaggio musicale attraverso la mia personale colonna sonora di Angelize. E, infatti, siamo anche agli ultimi capitoli del libro, per quanto riguarda le scene cui questi brani si riferiscono ora. Oggi, due canzoni, perché legate allo stesso momento.

Attack dei 30 Seconds To Mars l'ho scelta semplicemente per... il grido di Jared nel ritornello - ok, non un criterio scientifico, perhaps - che per me rendeva benissimo quello di Haniel stesso all'assalto degli angeli, spranga in mano e furia incontrollata. Una volta che il mood generale del pezzo mi aveva colpito, mi sono resa conto che, comunque, anche il testo era in parte adatto (la parte che non inserisco qui sarebbe quella che, invece, rende il pezzo la colonna sonora per un altro momento della mia vita, invece, che non riguarda i libri... magari un giorno vi racconterò), sia per la decisione dei mezzi angeli di combattere per la propria vita, sia per le bugie dei loro antagonisti.

I won't suffer, be broken, get tired, or wasted
Surrender to nothing, or give up what I

Started and stopped it, from end to beginning
A new day is coming, and I am finally free

Run away, run away, I'll attack
Run away, run away, go chase yourself
Run away, run away, now I'll attack
I'll attack, I'll aa-WHOOOAAAAAAAAA...

Your promises, they look like lies
Your honesty, like a back that hides a knife (knife)
I promise you (promise you)

And I am finally free

Run away, run away, I'll attack
Run away, run away, go chase yourself
Run away, run away, now I'll attack
I'll attack, I'll attack, I will attack...



Mentre The kill (splendido video, guardate e vedrete!) per me rappresenta l'altro lato della stessa battaglia: il dolore per le perdite, il dolore per essere arrivato "troppo tardi", il dolore per tutto quello che è rimasto "non detto", la stanchezza, infine, di fronte alle ottuse convinzioni degli angeli guidati da Mikael. tralasciando che anche questa, in realtà, è la colonna sonora di un pezzo della mia vita e non posso ascoltarla (I know now, this is who I really am inside/Finally found myself fighting for a chance/I know now, this is who I really am) senza un brivido.

What if I wanted to fight
Beg for the rest of my life
What would you do?
You say you wanted more
What are you waiting for?
I'm not running from you (from you)

Come break me down
Bury me, bury me
I am finished with you
Look in my eyes
You're killing me, killing me
All I wanted was you

I tried to be someone else
But nothing seemed to change
I know now, this is who I really am inside.
Finally found myself
Fighting for a chance
I know now, this is who I really am

Come break me down
Bury me, bury me
I am finished with you, you, you.
Look in my eyes
You're killing me, killing me
All I wanted was you
Come break me down (bury me, bury me)...


Come sempre, potete ascoltare l'intera colonna sonora su Youtube o su Spotify tramite il lettore qui a destra (che finirà nella pagina di Angelize dopo che lo sostituirò con la colonna sonora della seconda parte... ma tra qualche mese ;-) ). Buon week end!

giovedì 17 aprile 2014

Vacanza, please

Questo aprile si sta rivelando un mese fedele al proverbio - ovvero, un mese di stanchezza e voglia solo di dormire. Come se fosse scattato un interruttore, concluso un paio di lavoretti pesanti la scorsa settimana, il mio cervello ha deciso "vacanza, grazie". Risultato, faccio un sacco di fatica in più a concentrarmi e la mia voglia di fare qualsiasi cosa è ai minimi storici. Devo tenere duro, lo so. Devo mettermi sotto volente o nolente con tutto quello che s'ha da fare.

Ieri, come detto, sono stata con Luca Tarenzi a parlare in alcune classi di istituti superiori ad Acqui terme, per Grappolo di Libri. A parlare più di vita ed esperienze, curiosità e futuro, che di libri. Ammetto che ero molto più nervosa di quello che mi sarei aspettata, molto più rispetto alle consuete presentazioni, ma è stata una bella esperienza, con belle classi e ragazzi e ragazze che hanno partecipato e fatto osservazioni interessanti. Alcuni mi hanno ricordato le ragazze delle scuole novaresi che rivedo sempre volentieri... una strana sensazione, ma dolce, e sono felicissima che alcune studentesse mi abbiano poi cercato su Facebook.
Da ripetere sicuramente, insomma, e tantissime grazie alla Libreria Terme che ha organizzato il tutto.

Così come spero che la presentazione della prossima settimana, a Pavia, che vedrà me, Luca Tarenzi e Gisella Laterza insieme a parlare di dei e angeli, si possa, chissà, ripetere, portandola magari in altre città. Vedremo chi oserà accoglierci tutti e tre, a suo rischio e pericolo...


martedì 15 aprile 2014

Le canzoni della mia vita #8 (anzi, un disco): Alanis Morissette - Jagged little pill

Vi avviso: questo sarà un lungo post, un lungo viaggio.

Se siete appassionati di musica, indipendentemente dal genere, e oltre ad ascoltare le melodie vi piace anche badare ai testi, vi sarete molto probabilmente resi conto di quanto certe canzoni sembrino proprio "scritte per noi": dall'innamorato che si commuove per una canzone romantica a quei brani pieni di rabbia che accompagnano i momenti di ribellione o di lotta, per fare solo i primi, banali esempi che mi vengono in mente, ci si imbatte a volte in quei testi che dicono proprio quello che la nostra anima sente in quel momento.
E vi sarete forse anche accorti di come lo stesso pezzo possa assumere significati diversi, o molteplici, con il passare del tempo e il cambiare delle situazioni.

A me è successo, per esempio, con Jagged little pill, forse il disco-capolavoro di Alanis Morissette, che ho comunque continuato a seguire e verso la quale non sono così critica come mi è capitato di sentire da altri (per esempio, a me piacciono molto sia Under rug swept sia Flavours of entanglement). L'album uscì nel 1995 (attimo di shock: ha quasi vent'anniii!!!), quando io ero una tredicenne. Ai tempi, ero ancora in fase "ha detto una parolaccia arrossisco uh ho una valanga di parenti ultracattolici accidenti devo fare la brava", tanto per rendere l'idea di quanta acqua sia passata sotto i ponti. Jagged little pill è stato uno dei primissimi cd comprati con i miei soldi (della paghetta mensile), nel fedele negozio di Biella dell'epoca pre-internet, pre-mp3 eccetera. Il mio inglese era decisamente approssimativo, ma il libretto inserito nel cd, con tanto di traduzione, mi ha aiutato a imparare ben presto a memoria l'album (quando mi chiedono "ma come hai fatto ad assimilare così bene la pronuncia inglese?" la mia risposta è sempre "cantando").
Tutti conoscono questo disco per Ironic, ma io vi parlerò delle altre.

Nei miei anni da teenager, questo album per me era, per esempio, Perfect, che parla di genitori esigenti e ragazzini che non riescono a essere all'altezza delle loro aspettative. Non era il mio caso, per quanto riguardava i miei, che non sono mai stati così stronzi, per fortuna (mica che a mio padre pigli un colpo quando legge qui - ciao papà). Ma era il mio caso in quanto costantemente "non allineata, non sulla lunghezza d'onda giusta, non abbastanza... qualsiasi cosa avrei dovuto essere". Ecco, Perfect parlava della me di allora, che se ne sta ancora rannicchiata in un angolo di me stessa e a volte mi trascina giù con sé anche oggi. Per fortuna, non ho più attorno le persone che maggiormente mi facevano sentire così. Per fortuna, le persone che ho accanto oggi non mi gridano mai addosso.

Sometimes is never quite enough
If you're flawless, then you'll win my love

Don't forget to win first place
Don't forget to keep that smile on your face...

How long before you screw it up
How many times do I have to tell you to hurry up
With everything I do for you
The least you can do is keep quiet...


We'll love you just the way you are

If you're perfect

E poi c'era Forgiven, che è semplicemente una canzone splendida, e che parla di fede - cattolica, in particolare. Ma non è semplicemente per quel No fun with no guilt feelings, che me la ricordo: bensì per un ritornello che mi ha ossessionato a lungo, mentre cercavo la mia strada. Oggi l'ho trovato e mi ha portato parecchio lontano da dove sono partita (diciamo che qualche secolo fa sarei stata bruciata sul rogo per così tanti motivi che non riesco nemmeno a elencarli tutti), ma quel ritornello resta sempre, per me, una delle descrizioni più efficaci di certi sentimenti. E poi, diciamolo: in questa canzone Alanis fa un lavoro interpretativo straordinario. Uno di quei brani che comunque adoro cantare per la sfida vocale che è.

We all had our reasons to be there
We all had a thing or two to learn
We all needed something to cling to
So we did...

We all had delusions in our head
We all had our minds made up for us
We had to believe in something
So we did

Proseguendo in questo tour dei ricordi... All I really want è stata per me uno di quei brani (ai tempi) scioglilingua per mettere alla prova il mio inglese, oltre che la mia voce. E Not the doctor è legata, per me, alla separazione dei miei genitori, non tanto perché il testo si adattasse (mooooooolto vagamente), ma proprio perché mi ricordo ad ascoltarla in quei mesi.

Allora come oggi, poi, Mary Jane è una delle mie canzoni di malinconia, e anche una di quelle che ogni tanto mi dicono quello di cui ho bisogno, o che, almeno, a volte ho bisogno di ricordarmi:

Well it's full speed baby in the wrong direction
There's a few more bruises

If that's the way you insist on heading 

Please be honest Mary Jane
Are you happy
Please don't censor your tears

You're the sweet crusader and you're on your way
You're the last great innocent and that's why I love you

So take this moment Mary Jane and be selfish
Worry not about the cars that go by
All that matters Mary Jane is your freedom
Keep warm my dear, keep dry

E poi c'è un trio di canzoni, per me, cattive. Cattive nel senso che un tempo non avevano nulla a che fare con me, ma poi la vita ti fa fare tante esperienze, no? E allora, per la loro grinta, il senso di rivalsa, la rabbia e il riscatto, sono diventate una buona colonna sonora per un certo periodo di qualche anno fa. La mia frustrazione e l'esasperazione che ho provato a lungo si trovano in Wake up, un bel brano per me inestricabilmente legato ad alcune persone.

You like snow but only if it's warm
You like rain but only if it's dry
No sentimental value to the rose that fell on your floor
No fundamental excuse for the granted I'm taken for

'Cause it's easy not to
So much easier not to
And what goes around never comes around to you

You like pain but only if it doesn't hurt too much
And you sit... and you wait... to receive
There's an abvious attraction
To the path of least resistance in your life
There's an obvious aversion no amount of my insistance
Could make you try tonight...

There's an apprehensive naked little trembling boy
With his head in his hands
There's an underestimated and impatient little girl
Raising her hand

C'è poi You oughta know, che ha un giusto mood grintoso anche se il testo, in realtà, non si adatta ai momenti cui io la collego, se non per poche frasi verso la fine: It's not fair to deny me of the cross I bear that you gave to me. Ma mi piace così tanto l'interpretazione di Alanis qui, che questo brano è diventato comunque una parte di me. Così come non parla affatto "di me" Right through you, anche se mi torna sempre in mente quando scrivo i ringraziamenti per la fine di un libro... You scan the credits for your name and wonder why it's not there.

E, finalmente, si arriva al trio di canzoni che preferisco, per quanto riguarda il mood. Perché sono quelle dell'oggi. Sono quelle della gioia, della speranza, della vita che faccio ora.

C'è Hand in my pocket, che anche se ha quasi vent'anni sembra scritta per l'incertezza di quest'epoca. Ma parla di gioia di vivere, comunque. Parla di come mi sento quando faccio le corse e sono stanca e ci sono casini ma poi, alla sera, mi diverto e mi godo il tempo con le persone care.

I'm broke but I'm happy, I'm poor but I'm kind
I'm short but I'm healthy, yeah
I'm high but I'm grounded, I'm sane but I'm overwhelmed
I'm lost but I'm hopeful baby
What it all comes down to
Is that everything's gonna be fine fine fine
'cause I've got one hand in my pocket
And the other one is giving a high five
I feel drunk but I'm sober, I'm young and I'm underpaid
I'm tired but I'm working, yeah
I care but I'm restless, I'm here but I'm really gone
I'm wrong and I'm sorry baby

What it all comes down to
Is that everything's gonna be quite alright
'cause I've got one hand in my pocket
And the other one is flicking a cigarette
And what it all comes down to
Is that I haven't got it all figured out just yet
'cause I've got one hand in my pocket
And the other one is giving the peace sign
I'm free but I'm focused, I'm green but I'm wise
I'm hard but I'm friendly baby
I'm sad but I'm laughing, I'm brave but I'm chickenshit
I'm sick but I'm pretty baby

And what it all boils down to
Is that no one's really got it figured out just yet...

C'è Head over feet, che è pure lei perfetta per così tante cose che farei fatica a spiegarle tutte e per me rappresenta il cambiamento e la guarigione, e chi mi conosce sa perché e anche quello che non scrivo, ed è dedicata a una persona speciale che so che mi legge e capisce. E c'è, infine, You learn, che forse è il pezzo summa di tutti gli altri. Un inno al coraggio di vivere, alla scoperta attraverso le esperienze - tutte, belle o dolorose. Ad andare avanti e imparare.
E lo so che poi avrò i miei momenti di depressione e di paura e piangerò e mi chiederò come accidenti si fa a sopravvivere così alla giornata. Ma adesso, adesso... adesso conta solo l'adesso. E i sorrisi e il sole e gli sguardi e le soddisfazioni e la lotta e la speranza.

I recommend getting your heart trampled on to anyone
I recommend walking around naked in your living room
Swallow it down (what a jagged little pill)
It feels so good (swimming in your stomach)
Wait until the dust settles

You live you learn, you love you learn
You cry you learn, you lose you learn
You bleed you learn, you scream you learn

I recommend biting off more then you can chew to anyone, I certainly do
I recommend sticking your foot in your mouth at any time, feel free
Throw it down (the caution blocks you from the wind)
Hold it up (to the rays)
You wait and see when the smoke clears

You live you learn, you love you learn
You cry you learn, you lose you learn
You bleed you learn, you scream you learn

Wear it out (the way a three-year-old would do)
Melt it down (you're gonna have to eventually anyway)
The fire trucks are coming up around the bend

You live you learn, you love you learn
You cry you learn, you lose you learn
You bleed you learn, you scream you learn

You grieve you learn, you choke you learn
You laugh you learn, you choose you learn
You pray you learn, you ask you learn
You live you learn

lunedì 14 aprile 2014

Miscellanea del lunedì

Inizio di una settimana piena - non quanto la prossima, se calcolo bene, ma comunque piena. A parte il lavoro, a parte l'editing di Angelize seconda parte - un'idea per il titolo ce l'ho ma non so ancora se sarà definitivo, mercoledì mattina, 16 aprile, sarò impegnata ad Acqui Terme per alcuni incontri con le scuole, nell'ambito della manifestazione Grappolo di Libri, dove sono stata invitata insieme a Luca Tarenzi. Sono molto curiosa per l'esperienza, perché è la prima volta che vado a parlare a dei ragazzi di quell'età come scrittrice - ne ho incontrati alcuni durante presentazioni e firme copie, ma non è chiaramente lo stesso. Vi racconterò come andrà ^___^
Il 29 aprile, Angeli e Déi sbarcano a Pavia, alla libreria Il Delfino: io, Luca e Gisella Laterza autrice di Di me diranno che ho ucciso un angelo metteremo in campo le rispettive creature, chiacchiereremo (e se alcuni dei personaggi, tipo il mio Haniel o il Liàthan di Luca, si presentano sbronzi come al solito, magari finisce in rissa).
A fine maggio, invece, io e Luca saremo in terra ligure: Savona il 30 e La Spezia il 31, per presentazione doppia Angelize / Godbreaker.

Courtesy of Bitstrips
Il week end pure è stato stancante, più di quello che avrei immaginato considerato che in teoria avevo deciso di rilassarmi. Tra una faccenda e l'altra, tra il lavoro e il già citato editing (procede, sì, procede... anche se ieri ho avuto una di quelle mezze crisi di nervosismo perché no, i conti non tornavano e no, dovevo farli tornare e ARGH), tra le camminate e i pensieri, arrivo a sera mezza morte e sogni a base di zombie, vampiri, alieni, apocalissi varie non conciliano un riposo sereno, mettiamola così. Ma per me le notti agitate sono normali. Tanto per farmi del male, poi, ho avuto la pessima idea di colmare un vuoto nella mia... ehm, stavo per dire conoscenza cinematografica, ma non credo che questo aggettivo si adatti a Dracula 3D di (soffro a dirlo) Dario Argento. Che mi ha fatto tremare e mi ha appassionato e mi ha stupito con Profondo rosso, Suspiria, Opera... e non devo neanche concludere la frase, vero? Chiunque abbia visto i film recenti di questo regista sa quante delusioni abbia inanellato. E non ci dedicherò un intero post, non ne vale neanche la pena: se lo cito è solo perché 1- è stato molto, molto, molto più trash di quello che pensassi e 2- in merito scrisse un articolo Lucia sul suo blog Il Giorno degli Zombie: un post che non è una semplice stroncatura tanto "perché ci divertiamo a parlar male di un film", ma è invece una denuncia molto più allarmante e molto più acuta dello stato del nostro cinema, o almeno di una certa parte (checché se ne dica qui, articolo diametralmente opposto, così avete anche l'altra campana... in maniera così perfetta che sembra una risposta a quello di Lucia. O viceversa. O una conferma dell'intuito della fanciulla) Quindi, queste righe non servono tanto per dire "sì, Dracula 3D fa davvero schifo quanto avevo letto, spero sia tutta un'immensa burla da primo aprile", quanto per segnalarvi un post che merita la lettura.
La cosa positiva è che mi ha fatto venire voglia di rivedere i veri film di Dario Argento. Se trovo qualche partner in crime che si goda la retrospettiva con me* magari ne verranno fuori dei post.

Detto questo, affrontiamo la settimana. Questi giorni per me hanno i colori del sole e del miele. Arriva la primavera (incredibilmente, per ora, senza la mia consueta allergia... magari di anno in anno sta davvero passando) e io mi adatto... No, sono sempre vestita di nero lo stesso. Ma magari per casa iniziano a girare coperte rosa e smalto verde e genericamente più luce e colori. Parlare di miele, soprattutto, rende l'idea dei miei sentimenti in questi giorni. Datemi qualche giorno e cadrò in full immersion lavorativa e sarò stanca e stressata, eh. Ma c'è luce e ci sono un sacco di impegni belli e di giorni di vita. Godiamoci il carpe diem finché si può.

* No, Dracula 3D non ho avuto il coraggio di infliggerlo a nessuno. L'ho preso come espiazione personale per i miei peccati.

On air:
Bon Jovi, It's my life
Alanis Morissette, Hand in my pocket
System of a Down, Aerials

mercoledì 9 aprile 2014

Venti curiosità sulla mia scrittura

Qualche tempo fa ho letto un post dove Alessandro Girola parlava delle abitudini di scrittura, elencando venti curiosità sulle proprie. L'articolo ha praticamente dato origine a un meme, e quasi subito mi è venuta voglia di stilare un mio personale elenchino. Il "quasi subito" è diventato due settimane, ma insomma... abbiate pietà. In questi giorni mi fermo giusto per una pausa telefilm ogni tanto.

In realtà, varie cosette le ho già descritte qua e là, nel blog e sui social, ma per fare un punto delle mie manie da scribacchiante...

1 - Spesso sento dire "non bisognerebbe parlare delle proprie storie/farne leggere estratti finché non hai una prima stesura completa, altrimenti critiche o suggerimenti smorzerebbero l'entusiasmo dello scrittore". Per quanto mi riguarda: palle. Quando sono presa da una nuova idea non vedo l'ora di discuterne con selezionatissimi amici, idem quando scrivo l'incipit, che in genere è una parte che mi soddisfa molto. Anche perché...

2 - ... c'è chi si blocca prima del finale, chi non riesce a decidersi a cominciare. Io vivo due momenti di difficoltà, in particolare: in corrispondenza della seconda e poco prima della terza soglia, se vogliamo usare un linguaggio manualistico, ovvero all'inizio del cosiddetto secondo atto (poco dopo l'inizio) e subito prima dell'ultimo (appena prima del finale). Parto sull'onda dell'entusiasmo, mi fermo a disperarmi quando devo districare le mille possibilità per continuare e devo trarne le tappe della storia, ritrovo la spinta e mi areno di nuovo quando sto per arrivare al finale, perché devo capire come sistemare tutti i casini e annodare tutti i fili rimasti slacciati, prima del climax.

3 - Caffè. Meglio ancora cappuccino. O tè, in particolare alla vaniglia, con un pochino di latte. Fedeli compagni di ore scrittorie.

4 - Musica. Ovviamente. C'è sempre musica in casa mia, per la precisione, così come ho l'iPod quando viaggio in treno; ma in particolare ho bisogno di una colonna sonora quando scrivo, perché mi isola dal resto del mondo e mi aiuta a creare il mood giusto. Può essere una playlist apposita per il libro che sto scrivendo oppure qualsiasi cosa si accordi al mio umore, al periodo eccetera.

5 - Tendo a prediligere progetti lunghi: romanzi piuttosto che racconti, e romanzi da non meno di 500 mila battute (in genere viaggio sulle 700 mila) piuttosto che romanzi brevi. Non è che lo faccia apposta... mi disegnano così!

6 - Prediligo la sera e la notte, per la scrittura, ma avendo impegni flessibili mi adatto a scrivere più o meno in qualsiasi momento

7 - Qualche volta, quando proprio non riesco a disciplinarmi e mettermi al lavoro, o quando devo superare un punto difficile, uso il Write or Die, per darmi una scossa e sbloccarmi. Funziona!

8 - Oltre alla colonna sonora, tendo a associare i personaggi ad attori e/o musicisti, creo insomma il mio dreamcast

9 - Al momento ho un romanzo quasi a metà stesura, che dovrà però attendere la fine dell'editing di Angelize 2 prima che possa riprenderlo sul serio. In più, ho le idee per altre tre storie, oltre ad avere un romanzo in attesa di pubblicazione con Fabbri, oltre alla seconda parte di Angelize, e un altro che invece è in mano al mio agente

10 - Preferisco lavorare su caratterizzazione dei personaggi, dialoghi e scene d'azione, piuttosto che su descrizioni d'ambiente...

11 - ... e mi piace anche scrivere le scene di sesso, sia eterosessuali sia omosessuali. Come per caratterizzazioni dei personaggi e dialoghi, ne sono abbastanza soddisfatta, a giudicare dalle reazioni di chi le ha lette (per ora sono inedite, tuttavia). Tuttavia, non sono per le scene di sesso "perché sì": inserisco la descrizione completa della scena solo se e utile per la trama e/o mostrare la situazione psicologica dei personaggi in quel punto della storia, altrimenti una volta dato l'avvio, per così dire, trovo meglio glissare.

12 - Adoro le presentazioni e adoro parlare con i lettori. Non è per ego ipersviluppato o per leccare, è che mi piace chiacchierare, mi piace incontrare gente simpatica (e spesso i lettori, in quanto tali, lo sono) e tante volte mi vengono fatte domande curiose, acute e che danno l'avvio a discorsi interessanti.

13 - Non penso mai al genere cui appartengono le mie storie o a quale "target" indirizzarle. Io scrivo quello che mi piace meglio che posso, il resto spetta a editor, editori e agenti.

14 - Il momento più bello, durante la stesura di un romanzo, è quando trovo la risposta a un dubbio o i pezzi della trama s'incastrano alla perfezione, sciogliendo i nodi su cui sono incerta. In quel momento sento quasi il "clic" degli ingranaggi del destino che vanno al loro posto. Ed è un'emozione, la sensazione di aver intuito, tramite la storia, qualcosa che va al di là di me.

15 - No, non sono mai del tutto soddisfatta di quello che scrivo, ovvio. Amo le mie storie, ma c'è sempre qualcosa che mi fa pensare "avrei potuto migliorarlo, avrei potuto modificarlo".

16 - In genere non faccio fatica a trovare i nomi dei personaggi. Non sono necessariamente nomi che mi piacciono: per esempio, Haniel, Rafael e Hesediel si chiamavano, da esseri umani, Daniele, Giacomo e Christian, e nessuno di questi è un nome che apprezzi particolarmente. Ma sono i "loro" nomi, punto: arrivano e si appiccicano ai personaggi senza chiedermi il permesso. Ho usato nomi che mi piacciono in I. e M., prossimi romanzi che dovrebbero uscire in futuro: per esempio, Dario, Ivan, Lucas, Melissa, Eva.

17 - Ho alcuni nomi ricorrenti per i personaggi minori, come dei "jolly" che mi vengono spontanei per le comparse: Leo (Leonardo), per esempio, o Luca (scelto per una comparsa in un racconto perché... ha solo quattro lettere e io dovevo risparmiare battute, dato che avevo un limite piuttosto stretto!)

18 - Tra quelli che ho scritto, ho due racconti prediletti, casualmente entrambi a base angeli ed entrambi perché il tema era richiesto dall'antologia su cui poi sono comparsi: In time of need perché conteneva lo spunto da cui poi è nato Angelize, e Wait for sleep che compare in Caduti, che nessuno conosce perché penso che il volume sia circolato molto poco, ma a cui sono particolarmente affezionata perché mi ero divertita a sperimentare in fase di stesura e perché è a suo modo ancora più cattivo dell'altro.

19 - Sì, lo faccio: a volte piglio il notes e vado a scrivere (o anche a lavorare, se si tratta di leggere sull'ereader) nel mio bar preferito, con iPod, cappuccino e biscotto alla Nutella :-P

20 - Il modo in cui mi avvicino ai personaggi e do loro vita è sostanzialmente una full immersion in stile Stanislavsky, un po' come consigliato qui, anche se ho i miei metodi e le mie abitudini, indipendentemente da quanto consigliato nel manuale che trovate al link. Non vuol dire che vada in giro comportandomi come Haniel (mi avrebbero già spaccato la faccia non so quante volte), ma entro il più possibile nella mente dei personaggi, durante la stesura, e anche quando solo lontano dallo scrittoio presto li sento "parlare", commentare le situazioni in cui mi trovo, e mi immagino le loro reazioni, le loro parole, fino a banalità del tipo "che gusto di gelato prenderebbe il personaggio X?" Questo vale anche per i cattivi. tanto che quando sono nel punto di vista di uno di loro e concludo una scena, dopo provo fisicamente fastidio e mi verrebbe voglia di fare una doccia per liberarmene...


martedì 8 aprile 2014

Cover a confronto: Holy Diver - Dio & Killswitch Engage

Buongiorno! Un po' meno assonnata di ieri, per fortuna, sarà che il mio lunedì è stato segnato da vita sospettosamente sana, lavoro e tranquillità. E anche un po' di editing: spostare pezzetti, accorpare capitoletti, dividerne altri, il tutto con alcune scene divertenti: Hesediel che impara a suo spese che la sua CBD (Creatrice Bastarda Dentro) non può lasciarlo tranquillo - e ama i dettagli horror... - e un pestaggio assolutamente immotivato ai danni di un poverino che ha avuto la sfortuna di incontrare il mezzo angelo sbagliato XD

Prima di rimettermi a tradurre (oggi il menu prevede quello), comunque, vi lascio riesumando una vecchia rubrichina che in questo 2014 ho decisamente trascurato, quella dedicata alle cover. Ne ho trovate parecchie carucce e nei prossimi mesi ricomincerò a proporvele con un po' di regolarità, spero. Oggi, visto che nei mesi scorsi Dangerous, il pezzo dei Within Temptation dove compare come guest vocalist Howard Jones ex Killswitch Engage, mi ha fatto tornare in mente il suddetto cantante, riesumo la cover che del grande classico di Ronnie James Dio Holy Diver proposero proprio i Killswitch Engage. Un'occasione non solo per riscoprire un pezzo fantastico, ma anche per sorridere un po' dell'atmosfera così meravigliosamente e ingenuamente anni Ottanta (1983, per la precisione... avevo un anno) del video di Ronnie... coverizzato pure quello, in un certo senso, nel video dei Killswitch Engage. Insomma, questa mattina ottima musica e sorrisi per continuare bene la settimana ^___^

E se mi chiedete quale delle due versioni preferisco, be', Holy Diver di Dio per me è intoccabile, ma credo che i KE abbiano fatto un gran bel lavoro nell'omaggiarla, quindi promuovo assolutamente anche la loro versione.
E buon martedì!


lunedì 7 aprile 2014

Sleepy Monday

Ci sono giorni in cui poter lavorare da casa senza nemmeno togliersi il pigiama diventa una benedizione. Per esempio dopo un week end formalmente "di riposo", da leggersi come concerto-ore piccole ma proprio piccole-eccetera eccetera.
Mi rendo conto, ripensandoci, che certe cose sono quelle che finiranno in libri futuri. Magari cambiate, magari aggiustate, magari solo alla lontana, ma la dolcezza di un pomeriggio abbracciati tra le lenzuola, o l'affetto per gli amici dallo sguardo tormentato che tu vuoi, vuoi davvero siano felici perché se lo meritano e basta, o l'atmosfera di un'uscita, o i colori di un luogo... sono la materia da modellare quando tenti di dar vita a figure di carta che hanno come unica voce e come sola anima quella che sarai in grado di donar loro tu. Questo, anche, è ciò che significa vivere e poi scrivere. Non solo fare esperienze straordinarie, fuori dalla norma, spettacolari. Anche solo rendersi conto di quanto sono straordinari tutti i giorni.

Anyway, oggi traduco e edito e tra una cosa e l'altra mi godo una nuova puntata di Once upon a time (non lo vedete? Pazzi! Lo vedete doppiato anziché in originale? Pazzi masochisti!) Anche per riprendermi dallo shock (NO SPOILER) del finale di How I met your mother. Per il quale no, non sono inviperita come tantissimi fan, ma sono ancora stordita, sconvolta, semi-lacrimante e con il fan-heart spezzato. E altro non dirò. Se non che ora non riesco nemmeno più a rivedere le puntate vecchie, perché non faccio altro che considerarle alla luce dell'ultima ç___ç
Alla luce del fatto che, comunque, sono rimasta orfana di questa serie, nonché di Walking Dead (l'unica telenovela in cui almeno, quando invochi "spero arrivi un'orda di zombie a mangiare questi imbecilli", a volte succede davvero), sto cercando qualche serie nuova per allietare le mie pause, tra nuove e vecchie da recuperare. Ho iniziato a seguire From dusk till dawn, che sì, è basata sul film ma sviluppa il tema in direzioni un po' diverse. Vampiri! Vampiri sanguinosi! Per me è bastato questo. Ancora presto per giudicarla, ma al momento, se ci si scorda lo humor del film e si accetta che si tratta di opere diverse, potrebbe ancora rivelarsi interessante. E se scadrà, be', insomma: vampiri! Vampiri sanguinosi! Ok, magari non sono proprio vampiri, in realtà, ma sono sanguinosi! *___*
Ho poi visto le prime quattro puntate di Psychoville, serie BBC del tutto folle, tra serial killer, pazzi e humor alla Monty Python. Non facile da digerire, ma niente affatto male, per ora, se sopportate i tremendi figlio & madre killer (non perché "cattivi", ma perché sono davvero... disturbanti) o la corpulenta infermiera convinta che il suo bambolotto sia un neonato vero. E credo darò una chance a Musketeers, che non ho ancora mai visto, è iniziata da poco e mi è stata sponsorizzata per interposta persona.
So long e cercate di sopravvivere al lunedì!

On air:
Oniromantic, The white disease


venerdì 4 aprile 2014

Angelize - soundtrack: Open your eyes (Guano Apes)

Buongiorno! Il mio week end sarà assolutamente rock'n'metal (per esempio, vi segnalo il concerto degli Oniromantic a Lainate, se siete in zona domani ci si vede obbligatoriamente lì, chiaro? Altrimenti ammazzo Hesediel. Così, perché sì.) Per restare in tema rock, comunque, il frammento dalla colonna sonora di Angelize di oggi è la grintosa Open your eyes dei Guano Apes, tormentone di un po' di anni fa che si adatta perfettamente alla banda di mezzi angeli armati di spranghe e tirapugni che si avviano verso lo scontro finale, negli ultimi capitoli del libro. Senza contare che adoro la voce ruvida di Sandra Nasić e si presta alla grande, in questo pezzo, a dirne quattro agli angeli puri Mikael & Co. da parte di Haniel e soci... date un'occhiata al testo! Enjoy! E buon week end a tutti ^___^

Come sempre, potete ascoltare l'intera colonna sonora su Youtube o su Spotify tramite il lettore qui a destra (che finirà nella pagina di Angelize dopo che lo sostituirò con la colonna sonora della seconda parte... ma tra qualche mese ;-) ). Buon week end!

Hide your face forever
dream and search forever

Have you ever been for sale?
when your isms get smart
oh so selfish and mindless
with that comment in your eye

Do you think that you are hard ?
really harder than the other
man you're acting cold
if you are not in charge

Don't split your mentality
without thinking twice
your voice has got no reason
now is the time to face your lies

Open your eyes, open your mind
proud like a god don't pretend to be blind
trapped in yourself, break out instead
beat the machine that works in your head

Will you offer me some tricks
if I ever need them
would you go into that room
if I call 'em

Do you think that you are better
really better than the rest
realize there's a problem
I know that you can give your best

Have you ever had a dream?
or is life just a trip?
a trip without chances
a chance to grow up quick

Open your eyes, open your mind ...

Hide your face forever
dream and search forever
night and night you feel nothing
there's no way outside of my land

Open your eyes, open your mind...

giovedì 3 aprile 2014

Omicidi e incantesimi

No, non si tratta del programma del mio week end, e nemmeno del sunto-super-sunto di una storia che ho in mente, bensì di un film di cui ignoravo l'esistenza, finché il buon Tarenziluca me l'ha segnalato.
A vederlo, sembrerebbe una pellicola anni Ottanta se mai ne è esistita una, invece il fedele Imdb mi informa che Cast a deadly spell (titolo originale) risale al 1991. Mostroni di gomma compresi.

Perché ve ne parlo? Perché è prima di tutto un film simpatico: un'ora e mezza curiosa che rappresenta un caso piuttosto peculiare di cinema, diciamo così, "fantastico" in senso ampio; e perché sono curiosa di sapere se qualcun altro se lo ricorda, visto che io non ne avevo mai sentito parlare prima che me lo citasse il signor Tarenzi (che ha l'età di mio fratello maggiore, quindi cosa aspettarmi? XD)
Cosa racconta, dunque, Omicidi e incantesimi? Be', il titolo è eloquente, ma la confezione risulta essere un bizzarro omaggio tanto a Lovecraft (immediata salivazione di un sacco di miei amici) quanto ai noir più classici. Fred Ward (sì, il compare di Kevin Bacon in Tremors) è un investigatore privato negli anni Quaranta. In questi anni Quaranta, però, la magia è diventata comune quanto comprare il pane, e tutti la usano: per aprire i cassetti senza alzare le mani o per farsi fuori tra gangster senza sporcarsi le mani (ma sporcando alquanto il pavimento, perché se evocate un demone per ammazzare uno non aspettatevi un lavoro pulito). Tutti usano la magia, dicevo... tranne Fred Ward, per "motivi personali". E proprio lui viene incaricato di recuperare un misterioso libro che è stato sottratto al ricco padre di una viziata e ingenua adolescente cacciatrice di unicorni. Il tomo, ovviamente, è il Necronomicon... In mezzo metteteci gargoyle volanti, gremlins atrocemente pupazzosi, Julianne Moore che fa la classica cantante vamp e... be', chi vi aspettate, se si parla di Lovecraft?

L'esecuzione è volutamente ruspante, tra ironia, effetti speciali che fanno sorridere e il puro divertimento di immaginarsi quale piega prenderebbe il mondo se davvero la magia fosse tanto diffusa da essere banale e i poliziotti dovessero arrestare lupi mannari e vampiri. Se vi capita di trovarlo in giro, concedetegli un'occasione e... enjoy!

mercoledì 2 aprile 2014

To Write List di aprile

Molto semplicemente:


Mi sento così:


Ma Angelize 2 Chissà come accidenti lo sottotitolerò s'ha da fare.
E oltre a quello ho un trilione di altre cose da fare assortite.
Ma è primavera. Sgranchisco le ali, progetto, mi interrogo, cerco la luce come un girasole.
E speriamo bene.

martedì 1 aprile 2014

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK??? - 22

Sembra un Pesce d'Aprile, invece no.
Questo è il frutto originale e senza filtri del cervello umano sul web.

Ecco dunque le chiavi di ricerca più stupide, incomprensibili, deprimenti del mese di marzo.

Gli stalker personali cercano angelize di aislinn.it (ok, non sono più Aislinn, sono Aislinnpuntoit tutto insieme) o cercano spoiler, birbantelli!, con angelize come finisce? Te lo dico io: con l uomo o donna che vede e parla con gli angeli... scherzavo!

Non mancano adolescenti innamorati e pucciosi (frasi per fare capire a un ragazzo che e' indispensabile per farti sorridere) oppure emo depressi che s'interrogano su come andare avanti. Un passo per volta, amico.

Ma ci sono anche dubbi culturali: devo scrivere una frase con habitat oppure definizione stancherrima. E perfino un internazionale paciarotta meaning.

I dubbiosi abbondano, questo mese, anche tra quanti cercano film o musica. Per esempio: thor 2 è bello? Magari Google lo sa. E se è bello, quando si trova thor the dark world alla feltrinelli? O, parlando dei 30 Seconds To Mars, con love lust faith dreams si sono evoluti? Non mancano gli appassionati di manga e anime: impressioni a caldo di death note.

Categoria a parte: cercatori di immagini, con foto di tutti i ragni (ma perché li vieni a cercare qui?) e foto di scazzo. Ecco, questa vorrei vederla.

Inquietante la possibile connessione tra oggetti che vorresti migliorare e la ricerca di una museruola umana... Che ci porta direttamente in tema pornosessuoso, e non vi devo spiegare perché. A marzo avete fatto i bravi, anche se avete regalato un inequivocabile ho bisogno di cazzi. E con questo, un saluto e al prossimo mese con altre chiavi di ricerca!