lunedì 29 dicembre 2014

Obsessed - ossessioni in scrittura parte 2

Ne avevo già parlato qui, ma un recente post di Chiara mi ha fatto rispolverare l'argomento, dandomi l'occasione di rendermi conto quanto siano cambiate/si siano arricchite/si siano evolute le cose da quel lontano aprile 2012 a oggi. Mi riferisco a temi, situazioni, dettagli ricorrenti nelle storie che scrivo. Non macro-elementi come, che so, il fatto di scrivere comunque quasi sempre storie di tipo fantastico - che si tratti di urban, o di progetti di fantasy storica che ho in mente per il futuro, o di fantastico con sfumature horror eccetera. Parlo di demonietti che fanno capolino spesso, passioni che filtrano ed emergono nelle diverse storie, ombre che accompagnano spesso i personaggi con cui mi confronto, interessi che arricchiscono di "polpa" l'ossatura dei romanzi.

Nel 2012, due anni e mezzo fa, citavo per esempio l'autodistruzione - intesa come farsi del male, fisicamente o meno (e potrei citarvi Haniel, naturalmente, come esempio, ma anche personaggi di storie molto più vecchie), e come "lasciarsi fare" del male, anche in questo caso fisicamente o emotivamente. Citavo anche la mia predilezione per l'uso di personaggi maschili, sempre valida nonostante, in storie più recenti, abbia utilizzato anche donne e adolescenti; i rapporti conflittuali con i genitori e/o l'assenza di uno o entrambi i genitori - e qui potrei farvi esempi a schiera: il padre di Haniel ha abbandonato la famiglia e lui non l'ha mai conosciuto, sua madre è morta quando lui era adolescente; i genitori di Hesediel sono separati, non frequentava molto sua madre e non frequentava affatto suo padre, che si è trasferito all'estero e con il quale la cosa più recente che ha condiviso è stata una rissa; Rafael ama molto entrambi i genitori, ma non si è mai sentito libero di esprimere davvero chi era con loro né si è mai confidato con loro, ingabbiato nel suo ruolo di figlio modello che doveva seguire la carriera paterna; e, se penso al romanzo che sarà oggetto del mio prossimo editing, o agli altri che ho concluso o sto concludendo ora, potrei citarvi un'altra schiera di casi di disagio di vario tipo. Infine, citavo il divino, utilizzano un termine il più possibile generico perché si tratta, in effetti, di uno dei temi che più spesso ha fatto capolino nelle mie storie e che, allo stesso tempo, si è più evoluto.

Proprio da questo, il divino, parto per l'edizione 2014/inizio 2015 del post. Nel mio "fantasyno", la prima storia che ho scritto, con tutta la sua immaturità e le sue ingenuità, compariva un'ossatura politeistica e, in nuce, già allora la contrapposizione tra il divino dei dogmi e degli assolutismi che si ritrova in Angelize, rappresentato dagli angeli puri come Mikael, e quello più fluido, inafferrabile, vitale e caotico che in Angelize è naturalmente rappresentato dalla Dea. Tra quella ormai vecchia storia e quelle di ora ci sono state molte declinazioni, che hanno riflettuto il mio percorso personale, le mie "darkest hours", i miei momenti di sconforto, scetticismo, rifiuto, ricerca, fascinazione, meraviglia. In Angelize II - Lucifer la Dea spiegava qualcosa di più di sé - divinità principale del romanzo, allo stesso tempo unica ma anche multiforme - forse perché il modo in cui vuole presentarsi è importante quanto il modo in cui gli esseri umani sono in grado di percepirla, o percepirli. La figura di una divinità femminile, in particolare, è ricorrente nelle mie storie, probabilmente perché è quella che mi seguiva anche quando non me ne rendevo conto e che, forse, mi ha messo in mano la spada necessaria a recidere alcuni nodi della mia vita, anni fa.
Dove mi porteranno le prossime storie? In parte lo so - cominceranno da una vicenda scritta in realtà prima di Angelize e volutamente "non religiosa" - laddove l'inspiegabile è trattato in modo del tutto a-divino dai personaggi stessi che lo vivono sulla propria pelle - fino a riflettere, secondo quello che posso prevedere ma che ho scritto solo in parte, il percorso di un personaggio che, in partenza, è del tutto ateo e scettico, ma giunge alla scoperta di... be', diciamo solo "molto di più". Non so dire altro perché, in realtà, si tratta di cose che sto scoprendo anch'io man mano, ma, più di ogni altro tema, in questo vedo ciò che vivo e su cui rifletto intrecciarsi saldamente, e in modo abbastanza indipendente dalla mia volontà, con quello che racconto.

Anche gli altri elementi citati due anni e mezzo fa sono ancora validi, come ho scritto sopra. Aggiungerei a questi la presenza di sentimenti/tensioni emotive che vengono volutamente nascosti, agli altri personaggi ma anche a se stessi. Lo avete visto con Haniel e Rafael, naturalmente, ma mi è capitato anche diverse altre volte di avere personaggi che non riescono a definire quello che provano, relazioni che si sviluppano in modo naturale ma non trovano un'etichetta precisa che le possa definire, che vengono rifiutate appena espresse ad alta voce. Non sarò mai una scrittrice di romance perché amo troppo l'ambiguità di queste situazioni, lasciare che i lettori intravedano quello che i personaggi stessi ignorano dai loro gesti piuttosto che passare pagine a descrivere palpiti del cuore e erotismo dozzinale e convenzionale; e perché preferisco che questo tipo di tensioni emotive si sovrappongano e si intreccino alla trama d'azione, anziché esserne il cuore. Non mi pongo particolari limiti: che si tratti di storie a lieto fine o sbagliate, eterosessuali o omosessuali, all'inizio o alla fine, platoniche o no, per quanto mi riguarda l'importante è sempre calarsi nel punto di vista di chi le vive e trattarle di conseguenza, rendendole naturali e vivide al meglio delle mie possibilità.
Anche la musica è un elemento ricorrente - inevitabile, e qui vado sul facile: è una mia passione, mi accompagna costantemente durante la giornata più o meno qualsiasi cosa faccia, non può non diventare parte della caratterizzazione dei personaggi; magari per un dettaglio o due citati qua e là, come modo per svelare qualcosa di loro (da Haniel che va in fissa per i Pantera a Hesediel che è rimasto agli anni Sessanta-Settanta con una predilezione sconfinata per Led Zeppelin a Janis Joplin), oppure come elemento fondante di altri personaggi, in storie che vedrete, dove ho inserito musicisti o, comunque, ragazzi che vengono definiti anche a partire dalla loro passione per la musica.
Un ultimo elemento ricorrente su cui mi è capitato di riflettere di recente, infine, è il ruolo che alcuni miei personaggi si attribuiscono da soli: quello di protettori. Vivono i rapporti affettivi, con famiglia, amici o compagni, con grande intensità, anche se magari in modi non convenzionali o disfunzionali, ma allo stesso tempo ritengono di essere coloro che devono proteggere gli altri, prendersene cura, consigliarli, decidere per il meglio - anche esagerando, a volte. Non è un ruolo che pretendono o che viene dato loro da altri, ma, semplicemente, è ciò che vivono come naturale e inevitabile: loro sono più forti, ergo spetta a loro badare alle persone che amano. Il che ovviamente porta a infiniti problemi - un po' perché non si lasciano aiutare a loro volta quando ne hanno bisogno, un po' perché più ti ergi con la tua salda armatura, più rumore fai quando cadi in ginocchio e più fatica fai quando devi rialzarti, un po' perché quando non riescono a essere all'altezza del compito che si sono auto-attribuiti la vivono malissimo... con tutto il corredo di sensi di colpa, rifiuti, fughe, atteggiamenti autodistruttivi, punizioni e così via che potete immaginare.

sabato 27 dicembre 2014

Folkstone - Rock'n'Roll Arena, Romagnano Sesia, 20 dicembre 2014

I concerti sono sempre un modo piacevolissimo di passare una serata, ma alcuni trasmettono una tale energia, una tale "vibrazione", che diventano delle vere e proprie esperienze. Devo dire che, negli ultimi uno-due anni, sono anche stata così fortunata da vedere solo concerti di band che amo e che hanno offerto performance grandiose (penso a Blind Guardian, Amorphis, Therion, Within Temptation, Borknagar, Caparezza, Amanda Palmer, 30 Seconds To Mars... e altri ancora).

Sabato 20 dicembre, dopo un'ora di coda al gelo causa apertura del locale ritardata (mannaggia!), è toccato ai lombardi Folkstone, che conosco da tempo ma che avevo un po' perso di vista. Li ricordavo dai concerti di diversi anni fa ed ero curiosa di rivederli all'opera; mi aspettavo una serata gradevole, e invece ho avuto uno show travolgente.

Sì, gli anni sono passati, ma i ragazzi dei Folkstone (e le ragazze, in particolare la fantastica Roberta) non hanno perso un briciolo della loro trascinante energia, anzi: li ho trovati più in forma che mai, scatenati e inarrestabili. Meccanismi oliati insieme a una spontaneità e a una capacità di trasmettere passione e divertimento al pubblico che non tutte le band possiedono, e scaletta nutritissima - due ore e mezza di concerto, grossomodo, tra vecchi classici - Rocce nere, Alza il corno (una delle mie preferite, parte della colonna sonora di Angelize), Con passo pesante, Anime dannate... - e nuovi pezzi riuscitissimi - in particolare Fuori sincronia, una canzone che sto amando, In caduta libera (qui il video ufficiale), Nella mia fossa. Non ho foto del concerto da mostrarvi, stavolta, ma su Youtube trovate molti brani dal loro dvd ufficiale, per avere un'idea di che gioia per gli occhi e le orecchie sia un concerto dei Folkstone. Se capiteranno dalle vostre parti, non perdeteveli!

Sito ufficiale (da cui proviene la foto del gruppo)


giovedì 25 dicembre 2014

Blessed be - auguri!

Questa notte di Natale giunge alla fine di un periodo faticoso, senza un attimo di respiro (cosa di cui vi sarete resi conto, vedendo i pochi aggiornamenti qui), ma anche soddisfacente per altri versi, e con la felicità di un piccolo miracolo su cui non riponevo molte speranze. Molte cose si preparano, come semi che dormono sotto la neve. Molto ci sarà da fare nel prossimo anno... ma prima di pensarci, riposo.

Riposo, benedizioni, gioia, serenità, per tutti.

Auguri!

On air:
Manowar, Master of the wind


Immagine da qui.

martedì 16 dicembre 2014

Acheron - and so it begins

Troppo spesso è desolante constatare lo stato della letteratura di genere in Italia. I problemi li sappiamo tutti: pochi editori vi puntano; c'è poco pubblico; non mancano le resistenze da parte dei librai; impera uno snobismo invincibile, tutto italiano, per il quale è impossibile che i pochi libri di fantasy o fantascienza di qualità che riescono a vedere la luce vengano riconosciuti dai media, al di là di qualche blogger o degli appassionati dediti al passaparola... E si potrebbe andare avanti.
Ma oggi le cose stanno per cambiare.


Pubblicare fantastico, horror, fantascienza. Italiani.  Di qualità. Senza dover chinare gli occhi di fronte agli americani o agli inglesi che in questi generi la fanno da padroni. Non è l'inizio di un racconto fantastico: è la nuova realtà di Acheron Books.

Acheron è un progetto ambizioso, curato da persone di cui ho assoluta stima, tra le poche in Italia ad avere ottima competenza nella letteratura di genere, oltre ad avere la passione necessaria per tentare ciò che fino a ieri sembrava impossibile: proporre all'estero libri di autori nostrani, che usciranno in formato digitale, in contemporanea sia in italiano sia in inglese. Il progetto merita tutto il tifo possibile e non ha precedenti nel nostro Paese, e io sono felicissima di potervene finalmente parlare. E avendo assistito negli scorsi mesi ai "lavori in corso", posso garantirvi una cosa: i romanzi Acheron saranno imperdibili.

Tra i libri che inaugurano la casa editrice, due sono di Luca Tarenzi, nonostante il secondo si presenti con lo pseudonimo di Giovanni Anastasi (personaggio storico che compilò i Papiri Magici Greci, di cui si parla in abbondanza, per esempio, nel libro su Ecate di Sorita D'Este e David Rankine).
Ecco le copertine, dunque (o meglio, le splendide copertine della magnifica Rom), di Poison fairies e Demon Hunter Severian - La Signora dei cancelli della notte. Io ho già letto entrambi da tempo e posso solo dirvi... ma che aspettate a farli vostri?

Ecco la trama di Poison Fairies:
La vita nella discarica è dura, tra il pericolo mortale e onnipresente dei gabbiani, la difficoltà di procacciarsi il cibo e le faide con le altre tribù, come gli spaventosi Boggarts.
Ma Cruna ha deciso che le cose devono cambiare: convince i suoi amici Verderame e Disgelo a rubare la batteria di una macchina, in modo che il suo acido possa fornire energia alla sua gente, visto che l'inverno è alle porte. Come reagirà però il Re Albedo, fratello di Cruna, alla missione non autorizzata? Che cosa sta complottando Argiope, re dei Boggarts? E chi è il misterioso nuovo arrivato, dotato di un Glamour diverso da qualsiasi altro tipo di magia conosciuta?
La Guerra della Discarica è il primo capitolo di una trilogia che descrive la vita delle più feroci creature del mondo: LE FATE!

Ed ecco quella di Demon Hunter Severian:

A.D. 394.
A Milano, la nuova capitale dell'Impero Romano, stanno avvenendo dei misteriosi omicidi. Le vittime hanno un comune denominatore: sono tutte morte nel sonno. Puro caso o volontà dell'assassino?
Ambrogio, Vescovo di Milano, si rivolge a Severian, ex esorcista ed ex soldato con un passato tormentato, chiedendogli di far luce sul mistero. Ma fin da subito Severian ha un dubbio cruciale: sta dando la caccia a un criminale umano o a una minaccia sovrannaturale?
In una perfetta contaminazione di urban fantasy, romanzo storico e thriller poliziesco, inizia la saga di Severian, il Cacciatore di Demoni!


Vi sono poi altri quattro titoli già in catalogo: Imago Mortis e Black Tea & other tales di Samuel Marolla, The Ministry of Thunder di Davide Mana e Lieutenant Arkham: Elves and Bullets di Alessio Lanterna, tutti libri che sono curiosa di leggere. E, a costo di ripetermi, anche questi hanno delle copertine favolose: ammiratele sul sito ufficiale di Acheron Books (dove gli ebook sono scontati ;-)). Ecco invece altri link utili: la pagina Facebook e quella Twitter. Sul sito trovate naturalmente tutte le informazioni e i dettagli sul catalogo e sulla casa editrice.

Nei prossimi mesi, insomma, ne vedrete delle belle. Ve ne parlerò ancora; nel frattempo, preparatevi a percorrere il fiume infernale...

mercoledì 10 dicembre 2014

Codex born - Jim Hines

Qualche settimana fa iniziavo la mia recensione di Libriomancer con un "wow".

Oggi, posso iniziare quella di Codex born, secondo capitolo della serie Magic Ex Libris, con lo stesso, meravigliato, sorridente wow.

Inutile girarci intorno, Jim Hines ha regalato agli appassionati di urban fantasy in particolare e di fantastico in generale un biglietto per un luna park straordinario, dove l'avventura si mescola alle più profonde passioni da nerd, dove il "triangolo" che vive il protagonista non è quello che vi aspettereste dopo secoli di ripetuto schema "lei ama lui ma anche quell'altro e non sa chi scegliere", dove ci si ritrova più e più volte con il fiato sospeso a chiedersi "e adesso?" A chiederselo da lettori ansiosi di continuare la storia, e a chiederselo da amici preoccupati per le sorti di Isaac, "skinny geek" ostinatamente convinto che una soluzione si possa sempre trovare e che il mondo sia pieno di meraviglie da indagare con curiosità, o di Lena, driade paffutella e tostissima, capace di darsi con la stessa passione al sesso così come a un bel combattimento per far pentire ai bastardi di turno di essere nati.

Avevamo lasciato i protagonisti a godersi un po' di riposo dopo la vittoria alla fine del primo libro, con Isaac (libriomante, ovvero in grado di "estrarre" dai libri oggetti e incantesimi) finalmente assegnato a un lavoro di ricerca, perfetto per lui. L'omicidio di un "wendigo" dà il via a un'avventura che svela, ancora una volta, quanto Gutenberg, l'inventore della libriomanzia, abbia tenuto nascosto nel corso dei secoli... e rende più vicina e concreta la minaccia dei "Divoratori" in agguato, in attesa di invadere il nostro mondo.
Non voglio raccontare altro della trama, anche perché, in ogni caso, dovete (ed è un imperativo categorico: dovete!) leggere il primo volume, innanzitutto. Posso solo aggiungere che la magia, qui, si arricchisce di nuove sfumature e possibilità, continuando però a funzionare come un orologio svizzero, grazie a una costruzione del mondo geniale e perfettamente resa. L'inizio, forse, risulta un pochino più lento, questa volta, perché l'autore impiega alcune pagine di dialoghi e pensieri di Isaac per rimettere "in pista" il lettore e ricordargli ciò che era accaduto nel volume precedente e come funziona la libriomanzia, ma a quel punto... è inutile: non si può fare altro che trovarsi incantati a divorare (ahahah) pagina dopo pagina la storia. Fino a una conclusione che, questa volta, mi ha fatto soffrire parecchio. Maledetto Hines.
E l'unica mia lamentela è che a gennaio esce il terzo, Unbound (la genialità di questi titoli è assoluta, by the way), e una volta divor... letto anche quello, quanto dovrò aspettare per il quarto?

lunedì 8 dicembre 2014

Briciole di felicità

Merry Christmas. Want a hug?
In risposta e in coppia con il post di Gisella Laterza che, qualche tempo fa, elencava i suoi attimi di felicità, vi propongo io un elenco in puro disordine sparso di ciò che mi fa sorridere. Perché fa bene ricordarlo, e fa bene diffondere un sorriso, che magari farà venire in mente anche a voi ciò che vi rende felici. Oggi è festa, la maggior parte delle persone sarà a casa dal lavoro e dalle lezioni, molti staranno, come tradizione, preparando l'albero di Natale. Io no, non ne preparo uno da eoni - ma io ho anche un rapporto conflittuale con le festività. Un po' perché l'allegra famigliola da film natalizio per me ha cessato di esistere quand'ero una ragazzina, un po' perché con il tempo ho accumulato ricordi decisamente negativi legati a questi giorni e al Capodanno. Però ho sparso i miei rametti sbarluccicosi (vedete Paul, il mio Facehugger domestico, quant'è felice dell'atmosfera natalizia?). E i ricordi negativi sono lontani.  E considerate le settimane pienissime che mi attendono, le feste quest'anno mi sembrano un'oasi da raggiungere...
Così, meglio fare scorta di buoni pensieri. Se penso a quello che mi rende felice, ecco...

Le stelle cadenti viste a Samhain.
Un Samhain speciale.
I cieli al tramonto. E i cieli stellati.

La musica. E cantare.
I concerti. I concerti dei miei gruppi preferiti. E i baci appassionati ai concerti.
E i baci appassionati ai prossimi concerti dei miei gruppi preferiti.

Gli istanti in cui le voci e le azioni dei miei personaggi sembrano reali, e li posso guardare e ascoltare come se fossero qui davanti a me.
Lucas. E Haniel. E Uriel. E Dario. E tanti altri.
Rileggere una scena e dire wow. L'ho proprio scritta io?

Il fatto che, nonostante tutto, sono ancora qui.

Belle parole inattese.
Messaggi inaspettati che mi fanno sorridere.
I piccoli gesti d'affetto.
Le serate in cui sento di avere una famiglia, per quanto "non convenzionale".
Camminare con l'iPod nelle orecchie.
La cioccolata calda d'inverno e il gelato in estate.
La cioccolata e basta.
E la panna montata.
Il profumo della vaniglia.
E il caffè. Oh, coffee.

Ridere per cose buffe che nessun altro a parte chi è con te capisce.

Restare accoccolati a coccolarsi sotto le coperte.

24 ore lontano dal lavoro con amici che ti coccolano e ti ricordano che al mondo ci sono belle persone.

I gatti. E un gatto che ti fa le fusa in grembo.

I frammenti di magia che ho toccato con mano.

E poi, è naturale: you who are the other half of me. Per una tale quantità di cose che potrei elencarle all'infinito. The sea of my loneliness/It needs to have a sky/To go with my story/I also need to have your words/Like a king has his moon/A queen has her sun/To make the song go on...

On air:
Amorphis, You I need

venerdì 5 dicembre 2014

Blind Guardian - il nuovo singolo

Forse il mondo ancora non si è reso conto: tra un paio di mesi, il 30 gennaio, esce un nuovo disco dei Blind Guardian.
Anche se adesso hanno la faccia da ultraquarantenni in rehab, sono I BLIND GUARDIAN. I B L I N D  G U A R D I A N. Praticamente coloro che mi hanno fatto iniziare a scrivere sul serio. E che mi hanno fatto scoprire Tolkien. Il primo gruppo che ho visto live. La colonna sonora di anni e anni della mia vita. E Hansi Kursch, quell'omino lì che si è tagliato i capelli ma per me resta sempre fuori concorso, quell'ometto lì che caracolla come un orsacchiotto e urla come un crucco dannato, è colui che con i suoi testi più ha influenzato il mio modo di scrivere (sì, avete letto bene) insieme a un altro tizio chiamato Stefano Re. E più ancora di chiunque altro, quell'Hansi lì ha influenzato il mio modo di "immergermi" nei personaggi.
Ve lo preannuncio: su questo argomento non accetto altro che "oooh" di giubilo e gaudio.

Perché ve ne parlo oggi? Perché in attesa del disco (e dello strafighissimo concerto di maggio, con tanto di super guest band a supporto, gli Orphaned Land), oggi esce il primo singolo, classico antipasto epico e dinamico: la canzone Twilight of the Gods. La sto ascoltando da stamattina. Con un po' di lucciconi, lo ammetto.
Mi fa tenerezza ritrovare, sedici anni dopo la prima volta in cui ascoltai un loro album (Nightfall in Middle Earth: quel loro tour sarebbe stato anche il mio primo concerto), lo stesso mood, le stesse chitarre "cigolanti" marchio di fabbrica di Andrè Olbrich, lo stesso stile tra cori e scream nelle voci, Hansi Pooh che semina a manciate le sue "parole chiave" (sì, quell'uomo ha una predilezione per alcuni termini... già il titolo Twilight of the Gods ne ha due: poi ci buttiamo mirror, spinning wheel... anche se la parola più gettonata nei dischi dei BG è senza dubbio forevermore).
Un singolo "normale", stavolta (niente brani da dieci o più minuti, come in passato), ma un bel pezzo trascinante che ha tutto quello che ci si aspetta dalla band. Vedremo se sarà l'album intero a confermare la loro tendenza a stupire sempre e comunque.
Nel frattempo, gioite! I Bardi sono tornati *___*



giovedì 4 dicembre 2014

Doppio horror: Absentia e Dracula Untold

Due film, oggi, uno di qualche anno fa e uno recentissimo, uno horror e uno... be', che da questo genere prende le mosse, ma non vi appartiene in senso stretto.

Absentia è stato diretto nel 2011 da Mike Flanagan, che un paio d'anni più tardi ha proposto anche Oculus, di cui vi avevo già parlato. Ancora una volta devo ringraziare Bolla e Lucia per aver scoperto questo regista, ormai una certezza più che una promessa.
La trama in due parole: dopo sette anni dalla scomparsa misteriosa del marito, la moglie ne ottiene la dichiarazione di morte presunta e finalmente sente di potersi rifare una vita, aiutata dalla sorella, che ha un passato burrascoso e segnato dalla droga, ma sembra essere guarita. Poco dopo, però, il marito ricompare: dov'è stato? Qual è il segreto del tunnel che si trova proprio vicino a casa loro?
Rispetto a Oculus, Absentia ha meno mezzi e un'atmosfera minimale - ascoltate il silenzio, l'assenza di colonna sonora in certi momenti - ma non per questo risulta meno angosciante, anzi. La storia si dipana pian piano e svela un elemento fantastico con il quale non si può scendere a patti o compromessi, se non malvagio senza dubbio amorale, che si lega alle storie di fate e folklore meno "politically correct". A partire da uno dei drammi peggiori che si possano immaginare - la scomparsa di qualcuno che si ama, senza che sia possibile sapere cosa sia accaduto, se si tratti di rapimento, fuga, incidente - il film si rivela ottimamente costruito: un intreccio di realtà, ipotesi, possibili allucinazioni, soggettive che si incastrano e lasciano spiazzati, evidente ossessione, in senso buono, di Flanagan. Una miriade di dettagli evocativi - dall'uso della religione delle due sorelle, una dedita alla meditazione, l'altra che ha riscoperto la fede cristiana, alle sequenze che con pochi gesti e pochissime parole mostrano già tutto quello che c'è da sapere dei personaggi (sì: scene che andrebbero fatte studiare a qualsiasi aspirante scrittore ansioso di capire lo show, don't tell). E c'è anche l'apparizione di Doug Jones (tra gli altri suoi ruoli, Blue in Hellboy, il Fauno e l'Uomo senza occhi nel Labirinto del Fauno). Film consigliato, insomma. Se avete coraggio.

E veniamo a Dracula Untold. Un Dracula "mai raccontato". Che per quanto mi riguarda si poteva anche continuare a non raccontare, ma vabbe'...
Partire dal Vlad Tepes storico per raccontare l'origine del personaggio stokeriano era una bella idea, che se affrontata con serietà avrebbe potuto dare vita a un film con i controfiocchi. Il taglio di questa pellicola, tuttavia, è quello di un blockbuster d'azione ed effetti speciali, con quel tanto di soprannaturale e violenza patinata da flirtare con l'horror senza però diventare un prodotto troppo di nicchia. Accettato questo, il film ha pregi e difetti: il conflitto del personaggio centrale, che vuole disperatamente difendere la famiglia e il proprio popolo, è interessante, così come non manca un vampiro davvero ripugnante, non certo il belloccio adatto a far innamorare le ragazzine, e una certa spettacolarità nelle scene (dico solo: NUGOLI di pipistrelli!). Tuttavia, buchi di sceneggiatura (come accidenti hanno fatto i soldati turchi a entrare e raggiungere la torre dove si trovano la moglie e il figlio di Vlad? Non ci è dato sapere. E a che servono i soldati bendati - sì, LOL - se poi è una trovata senza seguito o sviluppo?), un look da membri di boy band per il principe turco e i suoi accoliti e l'ENNESIMA REINCARNAZIONE della moglie di Vlad nella Mina di turno mi hanno alquanto irritato: è più forte di me, sorry... Nel complesso, il film lo si può guardare, ma a mio parere resta un'occasione sprecata.

martedì 2 dicembre 2014

To Write List di dicembre e scatti da Books

Potrebbe riassumersi in un semplice scrivere. Scrivere, mille parole al giorno o cento, basta scrivere. Questo perché dicembre sarà mese ancora più faticoso di novembre, con impegni e lavoro che lotteranno per togliere tempo alla scrittura e far sì che le sere in cui ne avrò il mio cervello sia stropicciato e sbattuto come un panno appena tolto dalla lavatrice...
... Ma ho il romanzo da finire. Dubito di riuscirci entro gennaio come avrei desiderato, ma se anche la conclusione arriverà nel primo mese del 2015 anziché nell'ultimo del 2014 andrà bene lo stesso. Devo ripetermi che non ho fretta, che ho altri due romanzi finiti in attesa di pubblicazione e nessuno mi corre dietro perché io concluda questo all'istante. Tuttavia, non finire, trascinarlo, non scrivere per giorni, per settimane, è deleterio per il mio umore, mi fa diventare nervosa come un gatto in una stanza piena di sedie a dondolo (copyright della similitudine: P.) E ho altro in mente. Ho un'altra storia che voglio iniziare, un'altra che attende di formarsi, un'altra ancora che è ancora solo un germoglio di idea... Insomma, mi avete capito.
Diciamo che se in dicembre riuscirò a concludere il finale e ad avere ancora da scrivere solo il capitolo da inserire più indietro, che contiene un lungo flashback piuttosto complicato, sarò soddisfatta. Gennaio si finirà del tutto e poi... oh dèi, dovrò rileggere e smontare e rimontare il tutto, perché il romanzo è un guazzabuglio. Poi, via ai betamartiri in febbraio.

Vi saluto, per oggi, con qualche scatto da Books, il Festival della Letteratura Fantastica di Cagliari dove sono stata ospite sabato e domenica. Squarci di città con angeli, presentazioni, e un bellissimo regalo da parte di Rebeca, che ringrazio anche qui ^___^ Tutte le foto le trovate a questo link. A presto!

Angeli che incombono

Andrea Atzori

Le Danys alla presentazione di Iskida di Andrea Atzori

Con Angela Ragusa e lo staff della libreria Camboni

Il regalo di Rebeca *___* <3