giovedì 15 gennaio 2015

Demon Hunter Severian - La Signora dei Cancelli della Notte - Giovanni Anastasi (Luca Tarenzi)

Buongiorno! Oggi vi propongo qualche riga sul primo dei romanzi Acheron Books che ho letto, Demon Hunter Severian - La Signora dei Cancelli della Notte di Giovanni Anastasi. Altri non è che Luca Tarenzi, che non ha bisogno di presentazioni (ma se non lo avete mai letto, stolti!, procuratevi all'istante Godbreaker, Quando il diavolo ti accarezza, Il sentiero di legno e sangue e, naturalmente, l'altro libro Acheron Poison Fairies - La guerra della discarica).
La trama di Demon Hunter Severian in poche righe. IV secolo d.C.: il cristianesimo sta diventando la religione dominante e i pagani sono costretti a nascondersi o a finire sul rogo. Aurelio Severiano, ex prete ed ex soldato, è un cacciatore di demoni: quando il vescovo Ambrogio lo chiama a Milano, capitale dell'Impero romano di Teodosio, Severiano dovrà indagare su alcune morti misteriose, provocate a quanto sembra da un demone che aggredisce le sue vittime nel sonno. Al suo fianco un giovane schiavo pagano, Flavio, e alcuni altri insoliti alleati...

Da scribacchina a mia volta, (ri)leggere questo romanzo mi ha provocato notevole irritazione. Prima di tutto perché Luca Tarenzi riesce a creare un affresco storico perfetto inserendo esattamente la giusta quantità di dettagli nei momenti migliori, una qualità che gli invidio tantissimo. La Milano che vedrete è vivida, concreta, reale come se vi trovaste al fianco di Flavio o Severiano per le sue strade, tra i banchi del mercato, nelle lavanderie o all'anfiteatro; e non c'è mai la tentazione di saltare paragrafi che è tipica dei romanzoni storici dove gli autori si perdono in righe e righe di informazioni per mostrare al lettore quante ricerche hanno fatto.
Un'altra cosa che mi ha fatto arrabbiare alquanto è che, conclusa l'ultima pagina, la voglia di ritrovare i personaggi - tutti - nel libro successivo è enorme, ma chissà quanto dovrò aspettare: non solo il protagonista Severiano, che sfugge al cliché del "duro dal passato tormentato" per l'essenzialità e la concretezza dei suoi modi, aspri e spicci quando serve, comprensivi e delicati in altri momenti, oppure Flavio, un adolescente credibile nei suoi slanci di coraggio ma mai irritante come spesso sono i "ragazzini" descritti con i toni degli YA più banali; ma anche Bata l'egiziana, per esempio, un piccolo gioiellino di personaggio in un gioiellino di libro, oppure Festinio il cocciuto pagano pieno di dignità, o perfino Clodoveco, la guardia di origini barbare che compare solo per poche pagine ed è riuscita a incidersi nella mia memoria nonostante abbia un unico dialogo di poche righe con Severiano - poche righe che esprimono tutta la stanchezza e la saggezza appresa attraverso dure lezioni da due veterani.
Terzo motivo per cui invidio tantissimo Luca Tarenzi è la capacità di creare un intreccio da manuale, il classico meccanismo che funziona con la precisione di un orologio svizzero, dove non una pagina è inutile o ridondante, gli indizi e i dettagli si incastrano alla perfezione e, di conseguenza, il romanzo non si "legge", si beve letteralmente capitolo dopo capitolo e fermarsi è difficile.
Non so cosa potreste chiedere di più a un romanzo.

8 commenti:

  1. Eh già… pare proprio che dovrò andare incontro a notevole irritazione scribacchina anche io e a breve. Damnt it. Ne scrivesse uno brutto, potremmo affermare che Luca Tarenzi è umano. Per ora sussistono dei dubbi. :D

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    1. E ora tocca alla rilettura di Poison Faeries, propedeutica al secondo ^^

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  2. Questo essere uno dei primi libri del "post esami da corso abilitante".

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  3. Bello! Mi è piaciuta l'atmosfera storica, sembrava proprio di essere per le vie della Milano imperiale!

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