giovedì 19 marzo 2015

Di musica, scrittura, ricordi e sensazioni. E di Extinct dei Moonspell \m/

Premessa autobiografica (che potete saltare se vi frega solo del disco)

Dopo avervi parlato del nuovo album dei Blind Guardian, la settimana scorsa, tocca a un altro disco nuovissimo di una band che amo con tutta l'anima. Ma prima di questo, c'è altro da dire, per farvi capire.

Vi ho già scritto più e più volte quanto la musica sia per me fondamentale. Indispensabile colonna sonora, che si tratti di ascoltarla o di cantare, mi accompagna giorno e notte, più o meno qualsiasi cosa stia facendo. Musica e parole risuonano con la mia anima e mi aiutano a focalizzarmi sulle storie che ho in mente, sulla scrittura, sui personaggi e le atmosfere che voglio evocare, e non esagero se dico che senza alcuni gruppi non avrei scritto certe storie in certi modi. Sono per me due forme di magia che si intrecciano per scorrermi nelle vene.

I Blind Guardian sono stati il primo amore assoluto, ma più abbandonavo i lidi del fantasy classico e mi avvicinavo all'urban fantasy, più mi rendevo conto che la colonna sonora perfetta per le storie che stavano nascendo era diversa. E se i due Angelize hanno moltissimo dei 30 Seconds To Mars e dei Within Temptation, il romanzo che spero di farvi leggere presto, al cui seguito sto lavorando in questo periodo, e che fa parte di un progetto di storie indipendenti molto più ampio... è inestricabilmente legato a loro: i portoghesi Moonspell.

Potrei dilungarmi per ore a fangirlare elencando tutti i motivi per cui li adoro, ma la farò breve: come tutte le band che più amo, sono bravissimi a bilanciare melodia e aggressività, dolcezza ed energia. Con un'anima oscura intrisa di poesia e pensiero, un tocco di horror e teatralità e la peculiarità di un'origine insolita - e le radici affondate in terra portoghese si sentono eccome. Con un leader che ho visto imitare e mai eguagliare, un uomo di cultura, intelligente e profondo, che in ogni parola trasmette la sensazione di qualcosa che si agita sotto una superficie apparentemente tranquilla, e con il quale farei volentieri ore di chiacchierate di fronte a un calice di vino rosso. Un uomo, Fernando Ribeiro, che ammiro a 360 gradi, che non risponde ai canoni di bellezza classici, ma che ha talmente tanto fascino e carisma qualsiasi cosa faccia o dica, da finire saldamente nella mia personale "top five" maschile, il che oh, mica guasta.

Da tutte queste sensazioni, da anni e anni di canzoni, è nato quella che è senz'altro la mia storia più "autobiografica". No, non parla della mia vita, per carità, e no, non ci sono "io" tra i personaggi. Come al solito, non ve la farei così facile né così grossolana. Ma è... una storia inventata che è contemporaneamente una storia vera. Una storia che ha fatto emergere i miei incubi prima ancora che me ne rendessi conto; una storia intessuta di ricordi reali e delle mie passioni più profonde, di caduta e di rivalsa. Indipendentemente dal suo destino, resterà sempre per me il più prezioso dei miei romanzi, anche perché è il primo urban che ho scritto - sì, la prima versione era antecedente ad Angelize - così come i suoi personaggi mi daranno sempre un brivido, e mi accompagneranno sempre.
E uno ha pure il volto e il fisico di Fernando Ribeiro (e il cerchio si chiude ^^).
Darkness & Hope, recita il titolo di uno degli album dei Moonspell. Per me racchiude alla perfezione l'essenza di quel romanzo.

Così, con tutto questo background alle spalle, mi sono accinta ad ascoltare l'ultima fatica del gruppo. Non pensate che fosse destinato a piacermi a prescindere: quello precedente, per esempio, mi aveva alquanto deluso, tanto che ancora non ho trovato la forza di riesumarlo e tentare qualche ascolto di prova per vedere se oggi mi convincerebbe di più. Questo Extinct doveva essere per me un album di rinascita o un colpo al cuore.

Fine dei deliri da scribacchina, inizio dei deliri da fangirl

Con un titolo che certo non inneggia all'ottimismo, una tracklist che, a un primo sguardo, sembra confermare il trend cupo, e una copertina splatterosa che non mi fa impazzire (preferisco i Moonspell più minimali, evocativi e simbolici, come nelle immagini di cover di Irreligious, Darkness & Hope e così via), un po' tremavo, mentre mi accingevo a scoprire cos'avrebbe tirato fuori dal cilindro Fernando Ribeiro.
E sono bastati pochi ascolti per convincermi: prima, che qui siamo su tutt'altri lidi rispetto al precedente lavoro, e poi, che non si tratta solo di un buon disco, ma di un grande disco.
Naturalmente, fan e critici si divideranno, qualcuno dirà che è troppo morbido, qualcuno che la nota y della canzone x poteva essere suonata meglio, eccetera. Tutto quello che volete: sono un'appassionata, non un'esperta, e quello che mi interessa, qui, è il mood, l'atmosfera. I brividi che le canzoni suscitano. Come funziona la magia.

Pertanto, posso dire con linguaggio tecnico e forbito che questo Extinct mi sta piacendo dibbrutto.
Ascoltarlo e scivolare canzone dopo canzone è come ammirare l'intrecciarsi dei fili di un arazzo. C'è malinconia e dolcezza, qui, e c'è melodia, tanta - melodia che si insinua nell'anima. Si inizia con la maestosa Breathe (until we are no more) che rappresenta una perfetta intro all'album, con un ritornello che dal vivo sarà favoloso, cantato dalla folla. Extinct è il singolo e unisce growl a ritornello catchy a video tamarro nella miglior tradizione dei video tamarri dei Moonspell*. Medusalem ha atmosfere mediorientaleggianti e andamento incalzante. The last of us risponde all'anima più Type O' Negative della band (influenza che io non apprezzo particolarmente. E no, fan dei TON, non arrabbiatevi. Questione di gusti. Per fortuna i Moonspell qui si trattengono dall'essere troppo TON.). Funeral bloom è un altro gioiellino che, da quel che sento delle lyrics, finirà dritta dritta in soundtrack in qualche storia (perché non è che Fernando si limita ad avere l'aspetto perfetto per il mio Lucas, si ostina anche a scrivere brani perfetti per lui!). A dying breed ripropone il classico schema strofa pulita con la sexyssima voce cupa di Fernando + ritornello sporco e arrabbiato. Segue la malinconia, di nuovo, The future is dark, una canzone che stringe alla gola e si rivolge nelle prime righe al figlio "too young to understand that life is dark sometimes". Si chiude con La Baphomette, insolito divertissement da teatro in francese.
In mezzo a queste, poi, c'è Domina. Ve la cito per ultima anche se sarebbe a metà disco, perché Domina la sto amando con tutta me stessa. Strepitosa.
Ecco, questo è il brano che più di tutti vi consiglio di ascoltare, dal disco, oltre alle già citate Breathe, Funeral bloom, The future is dark... e basta se no ricomincio con i titoli a valanga.

E se tutto questo non fosse sufficiente a convincervi tutto questo lunghissssimo post, ecco come Fernando Ribeiro parlava di Extinct pochi mesi prima dell'uscita. Una descrizione di come si sente l'artista quando il frutto di mesi e mesi di fatica sta per venire alla luce. Oh, how I feel his words beneath my skin, inside my heart...

Qui le lyrics del disco. Comunque, ve ne parlerò ancora. Perché tra poco arrivano in Italia... *___*

* Ma i video tamarri glieli si perdona. Bastano quelli splendidi di Everything invadedNocturnaI'll see you in my dreams, per esempio, per dargli credito eterno. E così vi ho citato qualche canzone più vecchia da cui potete partire se non li conoscete. Ma consiglio anche, assolutamente, di sentire Opium (con un Fernandino giovane giovane che mi fa tenerezza *___*), Fullmoon madness, Butterfly Effect e la mia preferita di sempre, la meravigliosa, indimenticabile Alma mater (qui e qui versione live, se volete vedere un po' l'energia dei loro concerti).


Copertina e foto in basso sono immagini promozionali del disco che si trovano ovunque se ne parli. La foto in alto viene da internet, salvata millenni fa su pc, non ricordo assolutamente la fonte. C'è comunque l'autrice scritta.

2 commenti:

  1. Non li conosco, però ho assistito a un mini-concerto in acustico di Andrè Matos, con il cantante dei Moonspell come special guest. Forse ci sono delle registrazioni. Hanno cantato insieme una Lisbon molto intimista, da brividi.
    Come al solito, me li segno (e spero di ricordarmeli).

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    1. Dai un ascolto ai brani che linko e vedi se ti ispirano ^^ E se sì, cerca assolutamente gli album Wolfheart, Irreligious, Darkness & Hope, almeno

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