mercoledì 4 marzo 2015

Home

Tornata on line.
At home, finally.


Ecco perché ho latitato così tanto in questo periodo: per metà del tempo ero sommersa dal lavoro, per l'altra metà dagli scatoloni di un trasloco. Fino a lunedì sera non ho avuto internet in casa e quando anche ero in un luogo fornito di connessione, avevo talmente tante cose da fare che non sono proprio riuscita ad aggiornare. Ma I'm back!
Casa nuova, vita nuova, si dice, giusto? Be', questa casa per me rappresenta tutto questo e anche di più. Decidere di trasferirmi ad Arona è stato uno dei miei proverbiali calci in culo alla paura. No, non voglio fingere di essere più coraggiosa di quello che sono: sono semplicemente testarda quando si tratta delle cose importanti. Mi faccio mille pare e mille dubbi su tutto, e gli dèi sanno che ansia e paura provo a volte, ma in questo caso è scattata la reazione che mi fa perseguire le cose a cui davvero tengo al di là di incertezze e problemi: il "'fanculo, lo voglio fare e lo faccio".
Perché era importante. Perché dopo alcuni mesi di ricerca ho trovato il posto perfetto. Perché era la cosa giusta e me lo diceva il cuore, nonostante tutto quello che poteva andare storto e tutte le difficoltà.
E sono a casa, ora.
Sono felice, tanto che ho paura di scriverlo e ogni volta lo penso con una preghiera agli dèi perché davvero le tempeste peggiori siano passate, perché proteggano quello che è stato così faticoso conquistare. We sleep between the storm that was and the storm which has to come, dicono i Moonspell in un pezzo bellissimo. Ora, però, lasciatemi pensare di trovarmi sul mare limpido e calmo, con il sole che riscalda il viso. Lasciatemi navigare verso tutte le cose belle e verso tutte le ore preziose, verso tutti quegli istanti e quei sorrisi e quegli sguardi che mi fanno sentire felice. Lasciatemi ricordare che prima ero su una scialuppa armata di remi, adesso su una nave con le vele bianche gonfiate dal vento.

E così ora, quando anche capita che mi debba svegliare al mattino presto - barbarie - e uscire per pigliare il treno e raggiungere Milano, la strada che percorro passa per il lungolago. E il sole sembra più brillante e i momenti più dolci. Ho ancora qualche scatola da sistemare e tutti i poster da riattaccare, ma tutto il resto è sistemato e l'appartamento mi sembra bellissimo.
Anche quello dove stavo prima era personale, sistemato come volevo, anche se messo insieme in fretta, un po' raffazzonato, ancora con qualche scatolone che in quattro anni non avevo mai riaperto, con scaffali vuoti che non avevo mai avuto voglia di sistemare. Ed era stato un rifugio dove riparare nel momento più difficile della mia vita. Un luogo in cui ho vissuto le gioie e i sentimenti più grandi della mia esistenza, dove sono stata per la prima volta davvero libera, dove ho vissuto tutto quello che avevo sacrificato nei sette anni precedenti, dove ho compiuto pazzie e mi sono ricostruita da zero. Ma anche un luogo in cui ho pianto tanto, per paura, o solitudine, o angoscia, per la meschinità di chi mi ha fatto più male di quel che può immaginare o accettare, prima che la paura si allentasse, la solitudine svanisse, l'angoscia scolorasse e io capissi di essere diventata davvero "io", e che la gente meschina non mi merita - e nemmeno può immaginare cosa si è persa.
Dove sono ora, non voglio più piangere così. Voglio che sia un posto per sorridere e sperare.

On air:
Elisa, Qualcosa che non c'è
Alanis Morissette, Head over feet

10 commenti:

  1. Evidentemente le lacrime versate sono state evolutive.
    In bocca al lupo per una nuova vita, finalmente ripulita dalle scorie del passato! <3 :)

    RispondiElimina
  2. Ma hai fatto benissimo a trasferirti ad Arona! Non c'è proprio paragone con Novara e Milano non è affatto scomoda.

    Per me sta diventando un rito la colazione del sabato mattina ad Arona, magari qualche volta ci incrociamo!

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Magari! Ci mettiamo d'accordo ^___^

      Elimina
  3. Non vedo l'ora di venirti a trovare! *_* Nel frattempo... che bello leggerti felice! :D :*

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non vedo l'ora anch'io di riabbracciarti! <3

      Elimina
  4. Questo post sembra scritto apposta per me.
    Facciamoci un reciproco "in bocca al lupo" :)

    RispondiElimina
  5. Cambiare casa ha un significato speciale. Anche se mi è capitato di farlo per scelta e non per obbligo, lo stesso ci ho sempre messo sui sei mesi per sentirmi a casa. Mi sembra che per te sarà un processo molto più rapido! (E diciamolo, io non sono un prodigio in fatto di adattamento...)

    RispondiElimina