martedì 19 maggio 2015

Brian Keene - I vermi conquistatori

Ecco un libro che avevo in lista d'attesa da tempo, e che ho interrotto e ripreso più volte per motivi diversi. Ma, ve lo assicuro, non perché non mi stesse prendendo.
I vermi conquistatori ha infatti una sua qualità ipnotica, un po' come la pioggia che cade incessante sulla Terra intera da settimane. Una pioggia che fa marcire le cose e abbatte l'animo, che sfalda il mondo e ne cambia le regole con inesorabile costanza. A mano a mano che la situazione si rivelava sempre più drammatica e innaturale, le persone hanno cominciato a correre ai ripari: chi cercando ripari in altura, chi seguendo le indicazioni di governi e militari abbandonando le proprie case.
Non Ted Garnett, però. Lui, ormai anziano, non ha intenzione di andarsene dalla dimora sul fianco di una montagna, dove ha vissuto per molti e begli anni con la sua ormai defunta moglie. Tormentato dall'artrite e dall'astinenza da nicotina, tira avanti meglio che può sotto l'acqua che non accenna a smettere di cadere da un cielo costantemente grigio.
E che non sarà affatto l'ultimo dei problemi...
Ci sono cose, infatti. Una strana muffa biancastra che sembra consumare piante e perfino animali. E vermi. Milioni di vermi che emergono dal terriccio spugnoso. Vermi sempre più grandi.

La storia è raccontata direttamente da Ted che, nelle prime pagine, si trova bloccato in casa con una gamba rotta e usa le sue ultime forze per scrivere su un quaderno tutto ciò di cui è stato testimone. All'interno del suo resoconto riporta anche il racconto di due giovani giunti - o meglio, precipitati - in elicottero, che in un lungo interludio permettono di gettare uno sguardo anche su una realtà diversa da quella montana e isolata di Ted: una grande città sommersa, folli culti sviluppatisi per venerare l'antico Leviatano, o kraken, creature del mito che non avrebbero dovuto esistere.

Non ci sono spiegazioni definitive di quanto sta accadendo e la vicenda si sviluppa sul confine tra disastro ambientale e magia, tra fantascienza e horror. Non è un romanzo veloce, ma d'atmosfera: vi fa calare nella claustrofobica situazione, nella frustrazione dei personaggi, nella loro quasi assoluta impotenza di fronte alle creature sempre più mostruose che emergono dagli abissi (del terreno o del mare, a seconda), con un narratore anziano, tipologia di rado usata rispetto ai soliti adolescenti/giovani eroi/padri e madri di famiglia eccetera. Di conseguenza, non è nemmeno un romanzo che possa piacere a tutti.
Ma ve lo consiglio. Perché vi farà sentire il profumo della terra che marcisce come se foste lì con Ted a cercare momentaneo riparo e riposo prima di ripartire verso... chissà dove. A chiedervi se si tratti di un nuovo diluvio inviato da un Dio arrabbiato o dell'estrema conseguenza degli errori e della trascuratezza umana, o semplicemente della natura che ha deciso di ricordarci tutto il suo potere.

2 commenti:

  1. Mooolto interessante. Reading list subito. Grazie ;).

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    1. Bene! Fammi sapere se ti piacerà ^___^

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