mercoledì 17 giugno 2015

La pubblicazione e quel che viene dopo

Ovviamente vedete pochi aggiornamenti sul blog perché sono nel turbine del lavoro - ma con l'immensa gioia di aver finalmente rivisto una delle mie più care amiche nonché stimatissime e adorate Socie, per alcuni giorni di good vibes, affetto e risate. Indispensabili prima di affrontare le prossime ingolfatissime settimane... (Ti voglio bene, ragazza <3) Così come mi stanno facendo MOOOLTO piacere i primi feedback dei miei Betamartiri, alle prese con la lettura del romanzo che ho concluso di rivedere pochi giorni fa. Non mi aspettavo certi commenti e sono felicissima di essere riuscita, almeno per ora, a trasmettere gli effetti che desideravo. Mi godo quindi il momento di soddisfazione, prima di riprecipitare nel "nooo devo sistemarlo meglio ANCORA NON VA BENE!!!"

Nel frattempo, posso però almeno segnalarvi un mio guest post sul blog di Grazia, che mi ha chiesto di parlare della mia esperienza come autrice e, in particolare, di quello che succede dopo la pubblicazione con un editore importante. Forse non ha ottenuto il post che si aspettava... ma, se vi interessa leggerlo, lo trovate qui.
A presto!

Foto di Rachele Totaro

11 commenti:

  1. Molto interessante il guest post! Leggendo però, chissà perché poi, mi è venuta in mente una domanda: cosa pensi invece di quelli, pochi ma ci sono, che raggiungono il successo tramite auto-pubblicazione? Parlo ovviamente di quegli autori validi che lavorano duro per raggiungere l'obiettivo, anche se tra gli auto-pubblicati so esserci anche tanta "robaccia". Scusami comunque se la domanda è troppo fuori tema, o se magari hai già affrontato l'argomento, quando ancora non seguivo il tuo blog :) .

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    1. Tranquillo, la domanda va benissimo! Quello dell'autopubblicazione è un mondo che conosco solo per esperienza indiretta, ricchissimo di potenzialità ma ancora acerbo, almeno in Italia, per mille motivi (da un lato, per ogni autore valido e serio ci sono dieci tra "adolescenti convinti di aver scritto un capolavoro a 15 anni/geni autoproclamatisi che ritengono di essere i nuovi Joyce/autori che riversano on line anche la lista della spesa e non sanno usare il punto di vista..." eccetera; dall'altro, in Italia la lettura in digitale è ancora poco diffusa - perfino tra i lettori forti, perfino rispetto a una media di lettori già bassa, come tristemente sappiamo... e potrei continuare). Farsi notare è difficilissimo, ma possibile, ed è una strada validissima da percorrere soprattutto pensando che il confine tra editoria ufficiale e autopubblicazione si sta assottigliando più di quello che pensi, ragionando in termini di servizi (gli editori non hanno più i soldi/mezzi/la voglia di fornire la promozione di una volta, se non a pochi eletti, per esempio). E nel momento in cui la strada indipendente fornisce nuovo potere a chi le storie le scrive, rispetto a chi le "impacchetta"... ben venga, IMHO. Nella speranza che i lettori si accorgano di chi è inondato di "stelline" finte su Amazon e non sa usare i congiuntivi, e di chi invece si fa un culo come una capanna per essere professionale e migliorare nel proprio mestiere...
      Non so se ho risposto alla tua domanda, nel caso sono qui per continuare la conversazione ^^

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    2. Si, hai risposto alla mia curiosità, e ti dirò che anche io la penso più o meno così: ho letto infatti alcuni romanzi autoprodotti pubblicati su Amazon ed effettivamente ce ne sono sia di buoni o anche di ottimi, ma anche diverse cose piuttosto brutte. In fondo, pensò, l'auto-pubblicazione non è molto diversa dalla pubblicazione "normale": anche nei libri che pubblicano gli editori si possono trovare schifezze e ottime cose.

      Comunque ti ho fatto questa domanda perché in questi giorni sto cercando di farmi un'idea completa della questione "self publishing vs editoria tradizionale". Ci sto pensando seriamente perché quando il mio primo romanzo sarà pronto dovrò decidere cosa fare, e non voglio fare quel che capita, voglio prendere la decisione giusta; forse per ora non dovrei ancora pensarci, visto che mi manca ancora parecchio per finirlo pure se procedo abbastanza spedito, ma purtroppo ho questa tendenza ad andare avanti coi tempi :D . In ogni caso, per ora sono più orientato proprio verso l'auto-pubblicazione per diverse ragioni (la principale è che il genere che scrivo io, la fantascienza - fantascienza "normale", preciso, non distopica né young adult -, in Italia la leggono in quattro gatti), anche se comunque in questo caso non butterei in Amazon la prima bozza del romanzo: ovviamente lo sottoporrei comunque a un editing professionale, commissionerei una copertina a un artista, ecc. Non nego però a priori che un giorno potrei affidarmi a una casa editrice: non sono però molto ottimista a tal proposito, ma forse, se hanno pubblicato il tuo urban fantasy (che a proposito è già nella mia lista delle prossime letture :) ), forse la situazione non è poi così buia.

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    3. Capisco le tue considerazioni (e ti ringrazio per avermi messo in lista di lettura XD). A prescindere da tutto credo che il tuo sia un buon atteggiamento: mi capita di fare editing per autori che poi vogliono autopubblicarsi presentando un testo curato e professionale, ma tanti credono che "il mio testo è già perfetto e non si tocca" e rovesciano on line le prime stesure...

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  2. Pensi davvero che mi aspettassi un guest post diverso? Perché? Sono davvero curiosa, perché invece il tuo articolo corrspondeva molto alle mie aspettative. Seguendo il tuo blog avevo un'idea di quali fossero le tue impressioni sulla pubblicazione con un editore importante, e mi piaceva mettere a disposizione dei lettori la tua opinione dalla Terra di Mezzo, quella in cui non ti sei ancora assuefatta al cambiamento (se la cosa è possibile). Perciò sono stata contenta di chiederti il guest, e sono ben contenta dell'articolo. Grazie! :)

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    1. Più che tu, in effetti, molte altre persone quando mi fanno la stessa domanda si aspettano di sentirmi parlare di un mondo dorato dove gli "Scrittori" vagano su nuvolette di ispirazione e guardano i mortali dall'alto in basso... ecco: questo non è il post che si aspettava chi pensa che io mi senta "arrivata" o che pubblicare sia tutto rose e fiori. Non sapevo che cosa ti aspettavi e se avevo interpretato bene la tua richiesta (magari avrei potuto parlare di iter editoriali, fasi di lavorazione dei romanzi, rapporti con editori e agenti o quant'altro di più "tecnico")... più che altro io sono andata di cuore

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    2. Cuore cercavo! :) E avevo in mente (anche se non sapevo di preciso cosa avresti scritto) proprio di mostrare che ogni realtà va vista da vicino per essere capita. Prima, il miraggio è solo illusione. Le conversazioni con il mio agente sono piene di spunti in questo senso, tutti in sintonia con il tuo articolo.

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    3. Infatti ^^. Anche a raccontare le cose come stanno, chi non ci passa in prima persona non ci crede (nel bene e nel male)

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  3. Arrivo così in ritardo a commentare questo post che nel frattempo sarai tornata nella fase "è tutto da sistemare". Ci tenevo però a dire che la foto è bellissima e ho iniziato a seguire la fotografa su Facebook.

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    1. Rachele è bravissima *___* Le trasmetterò i tuoi complimenti!

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