lunedì 7 settembre 2015

A piccoli passi

In questo periodo sto sperimentando un nuovo tentativo di disciplinare la mia scrittura, sia per riuscire a proseguire la stesura della Storia Nuova anche nei periodi di superlavoro, sia per ottenere una prima versione completa non in tempi biblici (sei mesi o qualcuno di più, magari, ma decisamente meno di un anno, grazie. Non so quanto verrà lunga, considerato che parecchie cose le scopro proseguendo con la stesura, spero però non troppo).

Con qualsiasi scribacchino parliate/qualsiasi libro o sito che parli di scrittura affrontiate, vi sentirete dire che "occorre disciplina, occorre scrivere abitualmente, occorre avere un obiettivo di parole e/o battute giornaliero". Per esempio, le canoniche "due pagine al giorno". Il problema, naturalmente, è che quando alla sera ho tempo di scrivere, ma sono stata dieci ore a correggere/tradurre/leggere/schedare/editare eccetera, mi trovo con il cervello in pappa e la più totale incapacità di concentrarmi sullo scrivere, a meno che non mi trovi in tale stato di grazia da avere una scena assolutamente fighissima che non vedo l'ora di affrontare.
Quando però sto lottando contro la depressione, la Percezione dello Schifo Incombente, i dubbi, il "e mo' che faccio capitare?" di turno, e a questo aggiungete pure l'esaurimento e la stanchezza da "ho lavorato al pc su libri romanzi articoli e quant'altro tutto il santo giorno"... ecco, no, non ce la posso fare.
L'alternativa che mi sono data per un po' di tempo è stata una soglia di battute mensili, ma non sempre funzionava: troppo facile rimandare, rimandare, rimandare e ritrovarmi con cinque giorni di tempo per scrivere tre quarti di quello che mi ero prefissata.

Al momento, sto tentando la via di mezzo, che, toccando ferro, pregando gli dèi affinché siano clementi e così via, per ora funziona: ovvero la soglia settimanale. Mantengo basso l'obiettivo, in modo che se va bene posso superarlo, se va male non mi devo dannare la settimana dopo per recuperare anche la parte che non ho concluso; e in più posso concedermi di rimandare quando proprio sono troppo esausta o ho troppi impegni, ma allo stesso tempo so che non posso rimandare sempre e questo spinge a rispettare l'impegno. Insomma, un piccolo obiettivo fattibile è meglio di mire ambiziose ma irraggiungibili, allo stato attuale delle cose.

Non so se questo basterà a superare il mio problema più grave al momento - la mancanza di certezze, i self-doubts e la crisi esistenziale - ma per adesso, almeno, mi sta aiutando a procedere. Un poco per volta.
Ma un poco per volta si arriva alla meta...

Buona settimana!

Sperando non finisca così... (Da Pinterest)

8 commenti:

  1. Personalmente ho sempre trovato quella delle 'battute cronologiche' un'idea non sempre efficace perché, come ben dici tu, spesso ci si mette in mezzo la vita a impedirti il tutto.
    Credo che alla fine bisogna solo andare avanti quando ci sentiamo mentalmente sgombri. E se la storia vale (sia in senso generale ma, soprattutto, per noi) il ritmo lo si recupera in fretta ^^'

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Da un lato è vero, ma dall'altro occorre anche imporsi un po' di disciplina, altrimenti c'è sempre un'uscita con gli amici, un telefilm appena uscito, un libro da leggere, oppure semplicemente una scena complicata o un punto su cui siamo incerti da superare... qualcosa che spinge a rimandare, insomma

      Elimina
  2. Mancanza di certezze? Crisi esistenziale?
    Mi pare di capire che navighiamo nelle stesse (torbide) acque.
    Posso offrire solo un po' di solidarietà...

    RispondiElimina
  3. Anche io ho provato in passato i limiti di battute giornaliere/settimanali, ma non sono mai riuscito a stargli dietro, anche perché visto che ho tanti progetti (non solo storie di narrativa, un sacco di altra roba) diventa un po' difficile mettersi a contare il numero di battute. Adesso invece uso un metodo che funziona: ho un bel foglio Word intitolato "da fare" in cui ogni testo ha la sua casella da lavorare e quella sulla sua importanza. I sensi di colpa che mi fa venire questo foglio sono il grande motore della mia scrittura :D .

    P.S. scusa l'OT, ma ti volevo segnalare che ho scritto un piccolo articolino sul mio blog personale a proposito di Angelize. Anche se lo segui, magari ti è sfuggito (o almeno lo spero - spero che non ti sia dispiaciuto l'articolo): se è stato così, lo trovi lì. Scusa se non ti metto il link, ma già mi sento abbastanza spammer facendo così (infatti ti volevo scrivere via mail, ma non ho trovato il tuo indirizzo :( ) .

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Non scusarti, anzi! Sono andata a vedere e ti ringrazio molto ^^ Negli ultimi giorni sono stata poco su internet e me l'ero perso, grazie di avermelo segnalato

      Elimina
  4. Io cerco più la quotidianità che la quota battute. C'è da dire che conto come scrittura anche la revisione e il brainstorming per una nuova storia. Non riesco a mettere troppa carne al fuoco. In ogni caso mi accorgo che "è bene" qualcosa di sempre diverso a seconda del periodo. L'elasticità mi sembra una dote fondamentale nel lungo termine.

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Anche quelle fasi (brainstormig, editing ecc) sono parte del lavoro, certo. Io utilizzo metodi come una quota battute/parole per mantenermi concentrata durante la stesura e non cedere quando mi trovo in un punto difficile... Poi, certo, la vita si mette di mezzo. Per esempio, le prossime due settimane non so nemmeno se avrò tempo per respirare, figuriamoci scrivere...

      Elimina