lunedì 5 ottobre 2015

Sinister

Mentre tutto il mondo impazzisce per Inside out (che io non ho visto: lo vedrò, ma non so quando), io precipito in un periodo horror. Sì, Picasso aveva il periodo blu, io ho quello dei film da vedere stritolando la mano dei pochi arditi che mi accompagnano in queste visioni, accoccolati sul divano ripetendo "ma no idiota non andare DA SOLO AL BUIO in quella soffitta/cantina/stanza!"
Comunque, qualche giorno fa ho ripescato un film che attendeva il suo turno da tempo, Sinister. Avevo buone speranze, memore delle recensioni delle mie consulenti cinematoblogger preferite (Erica e Lucia), e devo dire che il film ha superato le mie aspettative.
Insomma, fa davvero paura.

La trama sembra quantomai prevedibile: uno scrittore alla ricerca del successo che non gli arride più da dieci anni si trasferisce con la famiglia nella casa in cui si è verificato l'orribile omicidio che è anche il tema del suo prossimo libro. Quando scopre gli inquietanti filmati che documentano altri assassini, anziché consegnarli alla polizia comincia a indagare per conto suo... scoprendo una verità ancora più spaventosa di quella che si sarebbe aspettato.

Quello che non dovete aspettarvi voi è che Sinister si riveli la "solita" storia di fantasmi e case infestate o il "solito" mockumentary con le riprese tremolanti che fanno venire la nausea. Lo spunto iniziale dà il via a una vicenda che riesce a tenere lo spettatore incollato al film con il cuore in gola stretto in un'angoscia dapprima sottile e sempre crescente. Il tutto con pochi mezzi usati con intelligenza: soprattutto i suoni, una colonna sonora disturbante che fa da sfondo alla discesa in un tunnel di frustrazione, stress e autodistruzione del protagonista (un bravissimo Ethan Hawke), ma anche un utilizzo intelligente delle immagini e degli "spaventi", così come del (relativamente) poco sangue: certo, abbondano gli omicidi, tra passato e presente della storia, ma anche quando le cose si fanno splatter, non vedrete sbudellamenti e macelleria gratuita. Non che questo impedisca a certe scene di risultare davvero raccapriccianti.

Come già accennato, ottima l'interpretazione di Ethan Hawke, scrittore ossessionato da un successo assaporato e poi perduto, disposto a mentire alla famiglia e a fingere di non vedere quanto il suo comportamento la stia mettendo in pericolo: non solo dal punto di vista "soprannaturale", ma già da quello del rapporto con la moglie e i figli. E' uno scrittore che trascorre ore solo al buio a rivedere i filmati dei propri momenti di gloria, che cerca in quell'affermazione personale un modo per "esistere" al di là della qualifica di "marito e padre" e insegue un'immortalità che non gli permette di bilanciare la propria identità e i propri desideri personali con il bene della famiglia, l'apparenza con la concretezza.
Non male nemmeno gli altri personaggi: la moglie divisa tra l'amore per il marito e il desiderio di proteggere i figli, la figlia più piccola (mentre di quello più grande si ricorda la zazzera, soprattutto ^^'), il "vicesceriffo Tal dei Tali" che riesce a essere buffo ma non una macchietta, o il professore che aiuta il protagonista a capire con che cosa ha a che fare (ma da lui avrei voluto approfondimenti che, chissà, magari arriveranno con il prossimo episodio della saga). E come non citare il "cattivo" truccato come un musicista black metal...

Non si può rivelare nulla dell'incastro narrativo, ovviamente, per non rovinarvi la visione, ma in particolare mi sono rimasti impressi alcuni dettagli particolarmente disturbanti: gli ingannevoli titoli dati ai filmati ritrovati dal protagonista, oppure la carrellata finale sui... chiamiamoli disegni che si vedono nelle ultime inquadrature, o ancora certe aggiunte ai filmati in versione "extended" che sono mostrati alla fine. Insomma, se ancora non avete visto Sinister, dategli una chance... mentre io provvedo a vedere anche il sequel.

2 commenti:

  1. Concordo: niente di nuova, ma molto ben fatto, ed ottimo finale.

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    1. Qualche idea e una gestione intelligente e si può ottenere un gran bel film anche dagli archetipici classici

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