mercoledì 30 dicembre 2015

Tutto quello di cui avrei voluto parlarvi nel corso del 2015...

... ma che poi, per un motivo o per l'altro, è rimasto tra le bozze di post mai conclusi. Magari perché passavo un periodo complicato e non avevo il tempo materiale per scrivere sul blog. Magari perché... no, ecco, il motivo principale è quello.
Comunque, ecco qualcosina che avrebbe meritato un post, è finito nel limbo del "non scritto" e voglio almeno recuperare qui. Consigli sparsi, insomma, per visioni/ascolti/letture.

- Folkstone, live e non solo
Visti due volte nell'arco di un anno. Ragazzi straordinari per energia, qualità artistiche, simpatia. E italiani. Se non li conoscete ancora, accidenti, che state aspettando a rimediare? Ascoltate un po' delle loro splendide canzoni sul loro canale Youtube. Scoprite il loro ultimo, grande album, Oltre... l'abisso. Io vi segnalo un primo brano e un secondo che amo particolarmente, ma davvero c'è l'imbarazzo della scelta. Se, tra quelle estere, la mia band "folk & dintorni" preferita sono gli Omnia, tra quelle italiane sono senz'altro i Folkstone. Per quanto, lo so, la definizione stia strettissima a entraambi i gruppi.

- Il concerto degli Arcturus al Colony di Brescia.
Wow. Cioè, WOW. Folli e geniali, gli Arturus sfuggono alle normali categorizzazioni. Pensavo non avrei mai avuto occasione di vederli dal vivo, dopo che si erano sciolti una decina di anni fa, ma sono tornati e, si spera, per restare. Tra pezzi recenti e vecchi classici, il concerto è stato un vero trip, con l'istrionico gigante norvegese ICS Vortex a condurre le danze con la sua voce così particolare, potente e piena di sfumature. Da non perdere quando torneranno, senz'altro. Vi lascio con una delle mie canzoni preferite, Alone (testo di una poesia di Edgar Allan Poe), da un live di un po' di anni fa (sorry, ma non ho trovato video di qualità di quelli recenti).

- Endless forms most beautiful, Nightwish.
Il nuovo disco della band finlandese altrimenti detta Tuomas Holopainen & Co ci ha messo un bel po' a crescermi dentro. Ai primi ascolti ho apprezzato la nuova cantante, Floor, la migliore che la band abbia avuto IMHO (ma io la "storica" Tarja la sopporto e basta, non la amo), per quanto io apprezzassi anche la vituperata Annette (senza la quale forse non avrei nemmeno iniziato ad ascoltarli e, quindi, a riscoprire i pezzi vecchi), ma al di là di qualche eccezioni, le canzoni mi sembravano abbastanza prevedibili, quando non ricordano alcune di quelle già incise in passato. Tuttavia, ascolto dopo ascolto il disco cresce. Endless forms most beautiful ha un magnifico titolo e alcune pezzi veramente belli; certo, non propone nulla di rivoluzionario... ma la band sa fare il suo mestiere e anche dal vivo la nuova line up ha dimostrato affiatamento e grande energia. Insomma, a diversi mesi dall'uscita, mi dichiaro soddisfatta.
Inevitabile linkare qualcosa: la bellissima Élan dal testo sciamanico, la title track, My Walden, Edema Ruh, Alpenglow, e la dolce Our decades in the sun.

The Bastard Executioner e Constantine. Ovvero quanto fa male quando chiudono le serie tv che guardi. La prima, The Bastard Executioner, è (era) la storia di un falso boia nel Galles medievale, mescola suggestioni mistiche alla fondamentale tesi il Medioevo è un'epoca barbara & kattiva. Quindi torture, assassinii, brutalità gratuite, sesso (e una misteriosa allusione a qualche strano gioco erotico tra il potente di turno, una gnocca, una nana e una gabbia di topi?!...) Ormai, seguire la serie era diventato un divertissement del titpo "vediamo quale sarà l'Atrocità della Settimana che chiude l'episodio", un po' come le "zombie kill of the week" di Zombieland. A parte questo, il povero protagonista e la castellana con cui si poteva prevedere uno sviluppo romantico mi stavano anche simpatici... ma niente, la serie non è stata rinnovata. Peccato, ma lo si poteva immaginare: credo che in tutta Italia la apprezzassimo in tre, non penso che avesse questi grandi ascolti nemmeno all'estero. Io la trovavo divertente, se presa con lo spirito giusto, ma ahimè, la gente non capisce.
Molto di più mi è spiaciuto per Costantine, serie con dei gran bei personaggi, primo fra tutti il protagonista: adorabile accento inglese, aspetto arruffato, ironia... insomma, il mio tipo. Accanto a lui un simpatico assistente che ogni volta che muore resuscita, una ragazza dalla bellezza latina che mi lasciava a bocca aperta ogni volta e ha poteri psichici, un angelo che non conosce i sensi umani (ricorda qualcosa? :-P) e con un lato inquietante, un ambiguo stregone voodoo... Non tutti gli episodi erano riuscitissimi, ma più di una volta la serie ha saputo brillare, mostrando ottima inventiva, un bello spirito, un sano gusto per i mostri e i cacciatori di mostri (urban fantasy, baby \m/). E... niente. Non rinnovata. Dopo un season finale che mi ha lasciato a friggere per la voglia di sapere che diavolo (ahah) sarebbe successo poi.
Strangolerei qualcuno per questo.

- Wolf Creek e Wolf Creek 2.
Il primo film della (ad oggi) saga in due episodi mi era piaciuto già alla prima visione, ai tempi della sua uscita (2005). Non è tra i miei horror preferiti, ma è uno slasher cattivo, con il killer probabilmente più odioso che abbia mai trovato in questo genere di film (Mick Taylor: crudele, sociopatico, tanto normale nella sua apparenza da zotico australiano quanto incapace di qualsiasi sprazzo di umanità una volta che la maschera gentile cade) interpretato da un bravissimo attore, John Jarrat (leggo da Bolla, come sempre fantastica nelle sue recensioni, che in patria è una specie di Claudio Bisio: be', ragazzi, qui è inquietante davvero, altro che ridere!) Paesaggi australiani splendidi, ampi spazi in cui si svolge una caccia alla vittima senza speranza, e tre ragazzi nel complesso simpatici - molto più degli stereotipati adolescenti che in genere non si vede l'ora di vedere messi a tacere dall'assassino di turno), con alcune sequenze davvero disturbanti (testa sullo stecco, e ho detto tutto). Minimale e creepy, un buon film, ma certo per stomaci forti, non tanto perché abbondi lo splatter, quanto per l'atmosfera.
Di recente ho visto poi anche il sequel, che, invece, mi ha abbastanza deluso. Il killer di turisti Mick Taylor diventa il vero protagonista (basta mettere le locandine dei due episodi a confronto per capirlo), parla tantissimo - con le vittime, da solo, con i pezzi dei cadaveri che smembra... - e tira fuori un'anima profondamente razzista, oltre che ancora più sadica (basti vedere come addobba il suo rifugio sotterraneo con i resti delle ragazze seviziate per mesi). Questa volta niente atmosfera, quanto un lungo inseguimento, un gioco a rimpiattino tra Mick e il turista inglese che lo sfiderà a lungo e parrà quasi vincere... Non mancano sequenze riuscite (il "prologhino" con i poliziotti uccisi per far vedere subito che figlio di puttana è il killer, il giochino di domande e risposte con cui Mick illude l'inglese di potersi conquistare la libertà...), ma più che altro si ridacchia di fronte a momenti un po' fracassoni e non di rado talmente eccessivi che proprio non li si può prendere sul serio. E a differenza di quello che ho sentito dire da chi lo ha visto prima di me, no, non mi è proprio venuto di tifare per il "mattatore" Mick Taylor: io lo avrei voluto fatto fuori, perché onestamente a metà film già non potevo più sopportarlo.
E di sicuro, nonostante tutti gli splendidi panorami mostrati, non mi è proprio venuta voglia di visitare l'Australia ^^'...

- Libri vari.
Ho saltato l'ultimo post sulle letture in corso e previste, complice il poco tempo per scrivere sul blog e il poco tempo (ahimè) per leggere al di fuori delle letture di lavoro (mediamente una quantità di cose che non vi consigliere comunque). Tra i titoli a cui non ho dedicato un post, vi consiglio senz'altro, però, Il re deve morire di Mary Renault (bellissima rilettura del mito di Teseo, con una rara capacità di dipingere gli scenari storici e la cultura dei personaggi); non male anche Il figlio di Lois Lowry, quarto e ultimo capitolo della quadrilogia distopica iniziata con The giver, proseguita con Gathering blue (questi i due libri migliori della saga, IMHO) e con Il messaggero (l'episodio più debole, sempre a mio modesto parere). Segnalo anche Eternal war. Gli eserciti dei santi, di Livio Gambarini, uscito qualche mese fa: bellissima l'idea di base (che non voglio spoilerarvi), vi porterà nella Firenze di Guido Cavalcanti e Dante Alighieri... e vi farà venire voglia di leggere presto un seguito.

2 commenti:

  1. Peccato per The Bastard Extecutioner, volevo iniziarla! Cioè, posso ancora farlo, ma se dovesse piacermi poi ci resterei male dal sapere che non ci sarà un seguito c.c

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    1. A me mancano ancora le ultime due o tre puntate per finirla. Mi dicono che una conclusione l'hanno data, ma avevano imbastito talmente tanti elementi che è impossibile abbiano "cotto" tutta la carne che avevano buttato sul fuoco...

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