martedì 24 febbraio 2015

Work in progress

Giorni intensi. Giorni stancanti. Giorni di cambiamento. Giorni senza connessione internet, anche, ed ecco perché non aggiorno da molto. Giorno di compleanno, questa domenica. Giorni di tante cose belle.
Mi farò sentire presto...

On air:
Anneke Van Giersbergen, Feel alive
                                          Hope, pray, dance, play


lunedì 16 febbraio 2015

Lunedì

In un modo o nell'altro, Caffè risolverà questa giornata.

Grazie a Marina che ha condiviso questo post per me <3

venerdì 13 febbraio 2015

Angelize II - Lucifer soundtrack: Within Temptation - Fire & Ice

Ancora Within Temptation questa settimana, questa volta, però, dopo le canzoni dedicate a Mikael e a Uriel e tratte da The heart of everything, tocca a una ballad, Fire & Ice, dal disco The unforgiving. Canzone bellissima, da lacrimuccia, certo, nonostante, si sa, parlare di "fuoco e ghiaccio" in relazione ai sentimenti sia un filino abusato... L'ultimo che ha potuto permetterselo senza sembrare banale probabilmente è stato Petrarca. Ma vabbe': la canzone resta splendida e l'ho sempre associata al momento di Angelize II - Lucifer in cui le cose sono in bilico... e cominciano a precipitare. Quando il poco tempo di serenità che avevo concesso a Haniel e Rafael finisce e tra i due succede un bel pasticcio, anche se non come loro stessi si sarebbero aspettati. Quando per un motivo o per l'altro nessuno dei due è sincero o controlla la situazione, e quel poco che erano parsi conquistare sembra frantumarsi di nuovo tra le loro mani. Ed entrambi sono sia fuoco sia ghiaccio, per diversi motivi - per quello che provano e per come si rifiutano di esprimerlo.

(Potete trovare la colonna sonora completa di Angelize II - Lucifer su Youtube oppure su Spotify, nella colonna a destra del mio blog.)

Every word you’re saying is a lie
Run away my dear
But every sign will say your heart is dead

Bury all the memories
Cover them with dirt
Where’s the love we once had
Our destiny’s unsure
Why can’t you see what we had
Let the fire burn the ice
Where’s the love we once had
Is it all a lie?

And I still wonder
Why heaven has died
The skies are all falling
I’m breathing but why?
In silence I hold on
To you and I

Closer to insanity
Buries me alive
Where’s the life we once had
It cannot be denied
Why can’t you see what we had?
Let the fire burn the ice
Where’s the love we once had
Is it all a lie?

And I still wonder
Why heaven has died
The skies are all falling
I’m breathing but why?
In silence I hold on
To you and I...

giovedì 12 febbraio 2015

Eluveitie - Milano, 9 febbraio 2015

Lunedì sera mi sono buttata tra la piccola folla del Legend Club di Milano per un concerto che aspettavo da qualche tempo: quello degli Eluveitie.
Locale piccolo, il Legend, in cui non ero mai stata, e che si è riempito gradualmente nel corso della serata, mentre suonavano i gruppi di supporto, per mostrarsi alla fine bello pieno ad accogliere le star del programma.
Guest dell'evento sono stati gli italiani Wind Rose, simpatici e orecchiabili come "antipasto", tra storie di nani e riferimenti a Shelley, e gli islandesi Skalmold (immaginate i figli schizofrenici dei Tyr e di Bjork, tra cambi di tempo e cori alla vichinga). Energia da parte di entrambe le band e se non fossi stata già stanca dalla giornata sarei probabilmente riuscita a scalmanarmi di più... Terrò comunque presenti i nomi per il futuro.
Tutti, in ogni caso, aspettavano gli Eluveitie: per chi non li conoscesse, simpatici svizzeri che suonano folk metal e cantano spesso in lingua gallica. Comincio a scaldarmi con Thousandfold, e un pezzo dopo l'altro lo show propone pezzi nuovi e classici, compresa la versione in italiano di The call of the mountains, ovvero Il richiamo dei monti. Gli Eluveitie si divertono e lo mostrano, e l'energia non manca. I brani che aspettavo io arrivano, e sono emozioni forti: Omnos e l'ipnotica A Rose for Epona.

Ovviamente, il gran finale è con Inis Mona, che, by the way, è una delle (poche) canzoni già saldamente in colonna sonora per la storia che vorrei (almeno) cominciare a scrivere quest'anno, un pet project che mi frulla per la testa da... uff, dal 2009, più o meno. Da quando il risveglio di un personaggio "ibernato" nella mia fantasia da un po' ha distolto la mia attenzione dall'abbozzo che avevo iniziato e mi ha spinto a scrivere invece quello che... be', leggerete presto, spero ;-) Da allora, Thomas, il protagonista di quella storia, attende con pazienza il suo momento (e devo dire che è specializzato nell'aspettare...) Ai tempi, di sicuro non sarei stata in grado di scrivere quella storia come si deve: era semplicemente al di là delle mie acerbe capacità. Adesso...
Be', adesso è vicino il momento di ritentare.

Se non conoscevate gli Eluveitie e vi incuriosiscono, e se volete sentir cantare, oltre che in inglese, in gallico, ecco i link ad alcune delle mie preferite tra le loro canzoni: Omnos, Inis Mona, Thousandfold, A Rose for Epona.

 

lunedì 9 febbraio 2015

Smile while fighting

Inizia una settimana che salterei volentieri per arrivare direttamente al prossimo week end. Mi ripeto di respirare, di affrontare questi giorni ora per ora, un pezzetto per volta. Passeranno anche questi. Ma sono stanca, e in ansia, e in questo momento, ora per ora, vedo solo complicazioni e problemi e fatica e l'ignoto. Vorrei potermi concentrare solo su quello che verrà, su quello che ho desiderato tanto, sui progetti e i sogni, ma davvero questa settimana sembra infinita... Non posso far altro che sperare e sperare, che fili liscia, che scorra in fretta, che non abbia strascichi. E che i prossimi mesi portino buone cose, a dispetto della stanchezza e dei timori e degli incubi.
Penso a tutte le persone e a tutte le cose che mi fanno sorridere e mi aggrappo a tutta la speranza che riesco a racimolare. Penso a tutti i doni che mi hanno fatto gli dèi in questi anni e confido in loro. Confido nella magia del corvo che spaventa i nemici e nell'astuzia del coyote, che vince sorridendo. Nella dolcezza delle api che producono il miele e nella forza del cavallo che è libero e sa vedere il futuro. Nella leggerezza della rondine che ritrova sempre casa... E in tutti gli altri, ognuno con le sue lezioni.
Ci provo, e spero.

E scorre febbraio e porterà cambiamenti, huge ones. E il mio compleanno, anche, ehssì, fra un paio di settimane. E sogni. E tante cose che voglio fare e sistemare. Porta anche concerti, eh ^^ Presto ve li racconterò. Tante cose da scrivere. Tante, tante idee che aspettano il loro momento per svilupparsi... e che sono costretta a rimandare, a mettere in secondo piano, quando sono invece la cosa che desidero fare di più, a parte stare con le persone care... e mi manca scrivere con continuità, mi sento come una diga che sta per esplodere per la pressione di troppa acqua.
Appena sarò un po' più serena e meno (pre)occupata vi dirò di più, abbiate pazienza con me in questo periodo.
Intanto, affrontiamo il lunedì.


Le immagini vengono come al solito da Pinterest: cliccateci sopra per il link.

venerdì 6 febbraio 2015

Angelize II - Lucifer soundtrack: Within Temptation - The truth beneath the rose

Mentre concentro tutte le mie energie per far filare liscia questa giornata complicata - e le successive settimane -, riascolto The truth beneath the rose dei Within Temptation, la canzone che vi propongo questa volta dalla mia personale colonna sonora di Angelize II - Lucifer.
Si tratta di uno di quei brani "assolutamente perfetti", che non avrei potuto scrivere diversamente nemmeno se i WT stessi fossero venuti a chiedermi delle lyrics apposta per parlare del personaggio a cui associo il pezzo, ovvero Uriel. Uno dei miei preferiti in assoluto, nel romanzo e in generale nella schiera dei "miei ragazzi" che mi affollano la mente. Braccio destro di Mikael nel primo libro, unico tra gli angeli ex-puri ad aver vissuto sulla Terra una vita da "quasi essere umano" nell'anno di tempo intercorso tra Angelize e Angelize II - Lucifer (che, ricordo, si svolgono rispettivamente a febbraio 2010 e febbraio 2011*).
Tra tutti gli angeli, dunque, Uriel è quello che più da vicino giunge a conoscere gli esseri umani e a sperimentare entrambe le condizioni; non come un "ibrido", come Haniel o Hesediel o Rafael, che si ritrovano brevemente senza un corpo dopo la morte e desiderano solo tornare alla vita che hanno sempre conosciuto, alle emozioni, ai sensi e alla carne, ma come un angelo che non ha mai sperimentato la vita in un corpo fisico - e che si è sempre sforzato di porsi domande in merito - e all'improvviso si trova costretto ad adattarvisi, a scoprirne tutti gli aspetti e a provarli letteralmente sulla propria pelle, oppure cedere alla disperazione e soccombere. Uriel impara ad apprezzare la vita nella carne, a comprendere le debolezze umane, e allo stesso tempo non può non provare nostalgia per la forza e la mancanza di dubbi di un tempo, e per la capacità di librarsi in volo ormai perduta... Non può non provare rimorso per quello che ha fatto in passato, e allo stesso tempo non può non desiderare di aiutare Mikael e il suoi fratelli di un tempo. La canzone esprime perfettamente, a mio parere, la sua situazione, i suoi dubbi... e le scelte che dovrà fare.

*Nel 2010, in estate-autunno, si svolge anche il prossimo romanzo che dovrei pubblicare. E nell'arco del 2010 si svolge anche Godbreaker di Luca Tarenzi. Sì, è stato un anno decisamente intenso per il Nord Italia...

(Potete trovare la colonna sonora completa di Angelize II - Lucifer su Youtube oppure su Spotify, nella colonna a destra del mio blog.)

Give me strength to face the truth, the doubt within my soul
No longer I can justify the bloodshed in his name
Is it a sin to seek the truth, the truth beneath the rose?
Pray with me so I will find the gate to Heaven's door

I believed it would justify the means
It had a hold over me

Blinded to see the cruelty of the beast
It is the darker side of me
The veil of my dreams deceived all I have seen
Forgive me for what I have been
Forgive me my sins

Pray for me cause I have lost my faith in holy wars
Is paradise denied to me cause I can't take no more
Has darkness taken over me, consumed my mortal soul
All my virtues sacrificed, can Heaven be so cruel?

I'm hoping, I'm praying
I won't get lost between two worlds
For all I have seen the truth lies in between
Give me the strength to face the wrong that I have done
Now that I know the darkest side of me

How can blood be our salvation
And justify the pain that we have caused throughout the times
Will I learn what's truly sacred?
Will I redeem my soul, will truth set me free?

mercoledì 4 febbraio 2015

Poison Fairies. 1: La guerra della discarica - Luca Tarenzi

Questo romanzo ha un atroce difetto: arrivati alla fine si resta sgomenti a cercare di sfogliarne ancora le pagine - cartacee o virtuali, a seconda dell'edizione scelta - perché se ne vuole di più. Come primo atto di una trilogia, direi dunque che compie alla perfezione il suo malefico lavoro... Ma di cosa parla?

La vita nella discarica è dura, tra il pericolo mortale e onnipresente dei gabbiani, la difficoltà di procacciarsi il cibo e le faide con le altre tribù, come gli spaventosi Boggarts.
Ma Cruna ha deciso che le cose devono cambiare: convince i suoi amici Verderame e Disgelo a rubare la batteria di una macchina, in modo che il suo acido possa fornire energia alla sua gente, visto che l'inverno è alle porte. Come reagirà però il Re Albedo, fratello di Cruna, alla missione non autorizzata? Che cosa sta complottando Argiope, re dei Boggarts? E chi è il misterioso nuovo arrivato, dotato di un Glamour diverso da qualsiasi altro tipo di magia conosciuta?
La Guerra della Discarica è il primo capitolo di una trilogia che descrive la vita delle più feroci creature del mondo: LE FATE!


Che le fate non fossero sempre le caramellose creaturine con abiti color confetto che elargiscono doni e poteri agli eroi di turno, certo, lo sapevamo già. Chiunque vada oltre i film Disney e conosca un po' di folklore, o anche solo le versioni originali di certe fiabe, sa che esistono fate tutt'altro che gentili, oltre a un'infinita schiera di creature che si dilettano nell'affogare gli umani e divorarli, nel rapirne i bimbi, nell'ingannarli in cento modi diversi. Abbiamo però sempre visto il popolo fatato in posizione di dominio. Perfino quando esiliati dal nostro mondo, magari sconfitti da una preghiera o superati in astuzia dal protagonista di un racconto, fate e folletti possiedono poteri ignoti, conoscenze arcane, e non temono l'essere umano: manipolano e dominano l'ambiente dove noi siamo gli ospiti.
In Poison Fairies, invece, goblin, boggart e così via sono i discendenti delle originarie e potenti creature fatate. Rimpiccioliti a un'altezza di pochi centimetri. Dei loro antichi doni conservano il Glamour, personale per ognuno, ma sufficiente appunto a esercitarlo sui propri simili e nascondersi dagli umani... perché è questo ciò che fanno soprattutto: si nascondono dagli umani, lottando per il diritto di vivere giorno dopo giorno, contro le tribù rivali, contro gli animali più grandi che li prederebbero come topi, contro l'inverno e le malattie, in un ambiente ostile e quanto mai lontano dai mitici palazzi e dai boschi rigogliosi: una discarica.
Sono feroci, queste fate, abituate a combattere con le armi, le unghie, i denti e la magia - o la stregoneria. Capaci di torturare, ingannare, uccidere a sangue freddo. E con paure, sensi di colpa, debolezze che sanno di non potersi permettere.
Conosciamo così Cruna, principessa e sorella del re Albedo, pronta a sfidarlo per dimostrare di essere cresciuta e di essere degna di comandare e aiutare il suo popolo, i cui piani originari non andranno come devono: e tra un disastro e l'altro Cruna continuerà a lottare con una tenacia quasi cieca, per salvare gli amici, per riscattarsi, per scacciare le grida dei compagni caduti dalla memoria. Un personaggio, Cruna, che commette errori e si rialza, che non è perfetta e che, proprio per questo, rende fin troppo facile identificarsi con le sue insicurezze, con le sue paure: Cruna siamo noi, ogni volta che sbagliamo perché la vita non ci concede di riflettere, ogni volta che ci rigiriamo nel letto in preda a troppi pensieri per poter dormire.
C'è poi Verderame, dotata di un potere speciale che nessuno possiede e perciò protetta suo malgrado perché la tribù non può permettersi di perderla, che cerca di usare il buon senso ma non può abbandonare l'amica Cruna a cui vuole più bene di quanto osi confessare. E c'è Disgelo, che mi fa pensare a Dangerous dei Within Temptation, perché vive per l'adrenalina e il sangue che scorre veloce nei momenti di pericolo. Disgelo che tiene segreti i suoi veri poteri e che tutti odiano perché figlio bastardo di una sirena, le creature pericolose cui vengono offerti in pasto i condannati a morte.

Ecco, le sirene ricordano maggiormente le creature potenti e misteriose del folklore: distorcono la "scala" delle proporzioni cui il lettore si è abituato quando le incontra e lasciano intuire un mondo assai più vasto - nello spazio, nel tempo, nella mente? - e anche (ancora) più alieno. Le sirene di Poison Fairies non assomigliano a quelle che avrete già visto nei libri o nei film, se non per la ferocia di divoratrici degli incauti che entrano nella loro pozza d'acqua (anche se nel romanzo non le vediamo in quel ruolo, quanto come trait d'union tra il mondo che Cruna e gli altri personaggi conoscono e quello che è stato, o potrebbe essere.
Ci sono divinità, in questo mondo, anche. Nominate, qualche volta invocate ma senza commozione o calore; lontane, anche loro, leggende che non hanno utilità pratica quando occorre cacciare le falene e impedire che il veleno di un nemico ti accechi, ma che rappresentano il mistero di tutta una realtà troppo grande.

Sì, è tutto troppo grande, per Cruna e Disgelo e Verderame e tutti gli altri. Ma mai, nemmeno una volta, questi personaggi vi daranno l'impressione di essere "piccini". Non lo sono i loro sentimenti e le loro emozioni - l'odio, la rabbia, l'affetto inespresso, la lealtà, l'indifferenza - che esplodono in accuse, risse, insulti. Non lo sono i loro conflitti - tra ragion di stato e legami personali, tra tribù pronte a massacrarsi e distruggere (e in qualche caso anche divorare...) il nemico senza pietà. Non lo sono i loro scopi - sopravvivere, ma anche comprendere, studiare, scoprire (e qui non si può non citare Argiope il re dei Boggart e potente stregone dalla curiosità insaziabile e tanto "scientifica" quanto amorale). Oppure impedire una guerra, come Albedo, il fratello di Cruna, oppresso dal peso delle responsabilità e disposto a sacrificare i singoli per il bene comune.
E non è piccolo nemmeno il mondo in cui vivono, una discarica dove i nostri rifiuti diventano qualsiasi cosa: dove anche i frammenti di oggetti vengono riutilizzati, in una fantasmagoria di invenzioni e idee che stupiscono a ogni pagina, dove i coltellini divengono spadoni e le ruote dentate armi mortali, dove la tasca di un cappotto umano fa da sacco a pelo e un forno a microonde nasconde l'ingresso per un intrico di cunicoli sotterranei... che poi erano tane di ratto.

Un romanzo crudele, questo Poison Fairies, che ha il sapore del ferro e della desolazione di un ambiente dove la natura stessa sopravvive invadendo gli spazi, mutando, avvolgendo, avvelenando e avvelenandosi. Una storia di lotta senza riposo e di tenacia. E insieme un romanzo entusiasmante e letteralmente "meraviglioso" nel lasciare a bocca aperta il lettore per lo stupore.

C'è fata e fata... XD

martedì 3 febbraio 2015

Dimmi cosa cerchi e ti dirò WHAT THE FUCK?!!! - 30

Buongiorno a tutti! Anche questo mese vi  offro una rapida carrellata delle chiavi di ricerca più strampalate con le quali le persone approdano in questi lidi. Ok, vi sono anche chiavi di ricerca normali, magari di chi cerca notizie su un disco di cui vi ho parlato, o di chi si informa sulle ultime news (per esempio, ho notato un notevole interesse per “acheron speculative fiction writing course”, questo mese: ne sono felice! Ci sono ancora alcuni posti e il corso inizia il 17 febbraio ;-) )
Anche da ricerche come queste, tuttavia, possono derivarne altre più... bizzarre. Per esempio, c'è chi cerca notizie su Demon Hunter Severian di Giovanni Anastasi/Luca Tarenzi, che vi avevo recensito qui, ma anche chi si informa su tal demone emilio de luca video. E su questo resto perplessa e non so aiutarvi, mi spiace...

Questo mese c'è stato spazio anche per immagini poetiche (canti di amori nature e nevicate aforismi), per domande dirette all'Oracolo Google (cosa ne pensa adam gontier dei three days grace), per le solite frasi incomprensibili (animoall poran... mah) e per frasi filosofiche (l'unica lotta che si perde è quella che si abbandona) o ciniche (la mia mente dice che ho 20 anni il mio corpp risponde ti piacerebbe, oppure anche frasi x amici antipatici: ma un semplice vaffanculo no?)

Ma la mia preferita di questo mese è come faccio a non fare gli incubi su rainbow factory. Una ricerca inquietante in mille modi, soprattutto se, come ho fatto io, digitate "Rainbow factory" su Google perché non sapete di cosa si tratta...
Vi lascio un minuto per riprendervi.

Poche ricerche pornosessuose, questo mese, sono un buon lunedì poorno (e vabbe'). Rimedio io allora: visto che qualcuno ha cercato hesediel, vi saluto con un'immagine di Aidan Turner che "interpreta" nella mia fantasia il personaggio suddetto nei due Angelize (salvata nel mio pc, non ricordo da quale sito, sorry). E buona settimana ("poorno" o meno^^').


lunedì 2 febbraio 2015

New day, new week, new...

Comincia una nuova settimana, la prima di un mese che si preannuncia intenso - tanto. E quale non lo è, direte voi? Lo so, lo so. Sembra di ripetersi, sembra che ci siano sempre impegni enormi e lavori difficili e stanchezza... ma, in effetti, gli ultimi mesi non sono stati facili. I prossimi si preannunciano incerti. Con, nell'immediato, due settimane di fuoco con la speranza che non portino poi strascichi e rotture di scatole e problemi successivi. Le due settimane di febbraio seguenti, invece, saranno migliori, nel senso che porteranno a compimento un passo notevole che aspetto di compiere, che richiederà impegno e tempo e lunghe ore di risistemazione, ma sarà poi... un nuovo inizio. Una nuova fase della mia vita. Una promessa e una speranza.
I casini di questo periodo, tuttavia, e le preoccupazioni, e le ore a fare calcoli e domandarsi come e quando e quanto e chissà, non mi lasciano godere tuttavia appieno delle emozioni e dissipano un po' l'entusiasmo che vorrei mettere nei miei progetti. Mi sento "in the middle", nel mezzo di forze e "forse" troppo grandi e incontrollabili, con l'unica ancora di salvezza del sostegno delle persone care che mi impediscono di sentirmi sola di fronte a tutto. Dopo un paio di notti in cui, finalmente, ho recuperato un po' di sonno, mi sento comunque stanca. Mi sembra che i periodi "tranquilli" - quelli in cui si lavora senza mal di stomaco e senza la paura che il lavoro non sia abbastanza, e qualche ora per scrivere e "vivere" resta - siano lontani nel passato e chissà se, dove e quando nel futuro... Dormo e i miei sogni continuano a farmi rimuginare anche di notte, e no, non riesco a non pensare al futuro. Non riesco a mandare via del tutto la paura, a non pensare che tutti i miei "vorrei, farei, sistemerei" sono solo... condizionali.
Ma si va avanti.

Voglio ringraziare tutte le persone che hanno reso speciale questo week end e sono venute alle presentazioni a Vercelli e a Novara. Come sempre è stato divertente chiacchierare con Luca Tarenzi e con tutti voi - e anzi, sono emersi discorsi insoliti, considerazioni interessanti e anche qualche personale illuminazione, elementi e significati di cui io stessa non mi ero ancora resa conto. E si comincia a meditare sui prossimi romanzi, quelli già scritti e quelli ancora da scrivere. E su tante, tante cose...
Buona settimana a tutti :-*

In attesa di iniziare...