lunedì 29 giugno 2015

Colorare il mondo

Irlanda, Stati Uniti, e molti altri Paesi prima.
Magari un giorno riconosceremo anche qui in Italia che l'amore tra adulti consenzienti è amore e basta, indipendentemente dal sesso. Magari anche qui un giorno non mi sentirò chiedere "come hai fatto a rendere in modo naturale in un romanzo una storia d'amore gay?", ma solo "come hai fatto a rendere in modo naturale in un romanzo una storia d'amore?"
Magari è possibile sostenere i diritti di tutti senza per questo venire "accusati" di essere gay (che poi, non vedo dove stia la terribile colpa).
Magari c'è speranza, sì, che almeno un po' per volta le cose cambino.
Make love, not war.

E fino a quel momento, cantiamo:

giovedì 25 giugno 2015

The Double

Attendevo di vedere questo film dal 2013, ma, guarda un po', in Italia non è mai arrivato al cinema. Così finalmente l'ho visto in inglese, che è sempre un'ottima cosa, diciamolo.
Ho potuto così ammirare la bravura di Jesse Eisenberg, un attore che amo molto, dibattersi in un film claustrofobico e angosciante in senso kafkiano, per combattere contro... la versione sicura, viscida, crudele di se stesso.

Richard Ayoade, il regista, si ispira all'omonimo racconto di Dostoevskij per raccontarci la storia di Simon James: timido, introverso, bistrattato da tutti nell'alienante ufficio in cui lavora, incapace di esprimere ciò che prova alla ragazza dolce e gentile che incontra tutti i giorni e abita nel palazzo di fronte al suo. Si sente invisibile... ma ancora non sa quanto ciò può essere vero quando un giorno, seduto al suo solito posto sui mezzi pubblici, vede un ragazzo del tutto identico a lui, James Simon. Dapprima i due fanno amicizia: James è spigliato, sicuro di sé, ha successo con le donne e tenta di aiutarlo a conquistare la ragazza che ama. Presto però Simon si accorge che quello che ha incontrato non è un amico: James comincia a rimpiazzarlo sul lavoro, gli ruba la ragazza, l'appartamento, ogni cosa. Cosa fare, allora? Lottare in un mondo in cui la gente nemmeno si accorge di lui, o lasciarsi scomparire?

Basterebbe ammirare l'interpretazione di Jesse Eisenberg, come detto, per apprezzare questo film, ma il protagonista non è certo l'unico pregio. E tuttavia, un avviso: non aspettatevi un film "d'azione". Il ritmo è lento, per una discesa sempre più angosciante all'interno di un meccanismo malato all'inizio e sempre più perverso proseguendo. L'ambientazione è di per se stessa da incubo: casermoni grigi, fabbriche grigie, vite grigie, senza scintille, un'allucinante distopia che assomiglia fin troppo al mondo che a volte vediamo intorno a noi. E state attenti ai dettagli, perché la risoluzione finale, geniale, vi chiederà un po' di memoria.
In definitiva, consigliato, se non vi spaventa immergervi in un film insolito, d'atmosfera, e a tratti più disturbante di molti horror...



mercoledì 17 giugno 2015

La pubblicazione e quel che viene dopo

Ovviamente vedete pochi aggiornamenti sul blog perché sono nel turbine del lavoro - ma con l'immensa gioia di aver finalmente rivisto una delle mie più care amiche nonché stimatissime e adorate Socie, per alcuni giorni di good vibes, affetto e risate. Indispensabili prima di affrontare le prossime ingolfatissime settimane... (Ti voglio bene, ragazza <3) Così come mi stanno facendo MOOOLTO piacere i primi feedback dei miei Betamartiri, alle prese con la lettura del romanzo che ho concluso di rivedere pochi giorni fa. Non mi aspettavo certi commenti e sono felicissima di essere riuscita, almeno per ora, a trasmettere gli effetti che desideravo. Mi godo quindi il momento di soddisfazione, prima di riprecipitare nel "nooo devo sistemarlo meglio ANCORA NON VA BENE!!!"

Nel frattempo, posso però almeno segnalarvi un mio guest post sul blog di Grazia, che mi ha chiesto di parlare della mia esperienza come autrice e, in particolare, di quello che succede dopo la pubblicazione con un editore importante. Forse non ha ottenuto il post che si aspettava... ma, se vi interessa leggerlo, lo trovate qui.
A presto!

Foto di Rachele Totaro

venerdì 12 giugno 2015

Angelize II - Lucifer soundtrack: Within Temptation - A demon's fate

Dopo il brano tutto dedicato a Mikael, pronto a perseguire la sua vendetta spada in pugno, tocca alla canzone che fa da colonna sonora al finale di Angelize II - Lucifer. Già il titolo, in questo caso, è particolarmente azzeccato: si tratta di A demon's fate, dei Within Temptation. Un brano dinamico, perfetto per la battaglia conclusiva, durante la quale tutti i personaggi - mezzi angeli, angeli puri in cerca di vendetta o di un senso e l'angelo caduto per eccellenza -  si ritroveranno. I nodi andranno sciolti, le ultime carte giocate, e Lucifero avrà modo di portare a termine il suo piano... forse ;-)

Per ovvi motivi non posso essere troppo specifica, onde evitare spoiler, ma se avete letto il libro e sapete a quali scene mi riferisco (indicativamente, dal capitolo 37 in avanti), allora potete alzare le casse del computer, far partire la canzone e godervi l'adrenalina che filtra da questo brano a mio parere oltremodo esaltante.

(Potete trovare la colonna sonora completa di Angelize II - Lucifer su Youtube oppure su Spotify, nella colonna a destra del mio blog.)

You'll burn this time
Seeing the violence
It's feeding my mind
No one is saving you
How can you find
A heaven in this hell?

Leave it behind
Hearing your silence
It screams our goodbye
Cannot believe it's an eye for an eye
Life is gone to waste

Angels have faith
I don't want to be a part of his sin
I don't want to get lost in his world
I'm not playing this game

When the shadows remain in the light of day
On the wings of darkness he'll retaliate
He'll be falling from grace
Till the end of all his days

From the ashes of hate
It's a cruel demon's fate
On the wings of darkness
He's returned to stay
There will be no escape
Cause he's fallen far from grace

What have you done?
Is this what you wanted?
What have you become?
His soul's not forsaken
You're walking alone
From heaven into hell
Now that you know
Your way in this madness
Your powers are gone
Your chains have been broken
You've suffered so long
You will never change.

martedì 9 giugno 2015

Di principesse e imperatrici

Nelle scorse settimane sono andata al cinema sia per il (mediamente bistrattato) Racconto dei racconti di Garrone, sia per il (lodato universalmente) Mad Max - Fury Road. Per i miei gusti e interessi, e anche per il mio consueto barlume di diffidenza nei confronti dei remake, ero più interessata al primo, che ho apprezzato; il secondo, però, mi ha travolto.

Non ho voglia di accodarmi alle millemila polemiche che hanno accompagnato Il racconto dei racconti. Ma non è un fantasy/sì lo è/ma non ha senso/sì lo ha/ma sono fiabe strane/no sono quelle vere/vuole esser figo e non ce la fa/no non capisci niente è un capolavoro... Cheppalle. Per quanto mi riguarda, trovo eccezionale che qualcuno in Italia abbia proposto un film di respiro internazionale, realizzato con i controfiocchi per tutto quello che riguarda la parte "tecnica" (dai costumi alle ambientazioni, dagli attori agli effetti speciali...), e allo stesso tempo abbia dato un carattere personale al tutto, andando alle radici dei racconti di fiabe anziché creare una versione glamour, pseudomagica e con i bei vestiti dei filmetti adolescenziali con la ragazzina che trova l'ammore e diventa principessa.
Non mi metterò nemmeno a disquisire su Basile, perché non ho letto la sua raccolta, anche se aver letto parecchi altri corpus di fiabe famosi mi ha permesso, probabilmente, di riconoscerne l'atmosfera insieme magica e ruvida, sognante e popolare: quello che, forse, è mancato all'Italiano Medio.
Tre storie indipendenti, quelle scelte da Garrone, i cui personaggi si sfiorano soltanto in alcune scene: la regina che pur di avere un figlio è disposta a tutto, e che ne pagherà le conseguenze; il padre che ama così tanto una pulce da trascurare la figlia, giovane principessa che sogna l'amore e si troverà invece in un incubo, da cui dovrà liberarsi con le sue mani; due sorelle anziane che hanno a che fare con un re lussurioso, convinto che una di loro sia in realtà una splendida fanciulla. Il tutto tra paesaggi mozzafiato, costumi curatissimi e una scelta degli attori perfetta - per i personaggi minori più ancora che per i protagonisti: alcuni sembrano davvero usciti da un quadro seicentesco. Il meraviglioso c'è - a ogni angolo, nell'aria, nell'acqua, nella terra, una forza immensa che non è da capire, ma solo da accettare, e da affrontare. Ma ci sono anche la violenza e il sangue, le passioni smodate e la lotta, gli egoismi e gli affetti. Soprattutto, c'è il piacere di raccontare, puro e semplice, di per se stesso magia.

Poi arriviamo a Mad Max - Fury Road. Ho visto la serie originale svariati anni fa, non la ricordo granché e non mi aveva nemmeno appassionato più di tanto, per quanto l'avessi vista con piacere. Il vantaggio è che non sono andata al cinema con il taccuino, pronta a paragonare originale e remake (per quanto qui il termine sia poco adeguato).
Sulla carta, un film di inseguimenti, botti, risse e violenza, con l'eroe solitario e l'eroina cazzuta, potrebbe far sbadigliare: la solita solfa, il solito blockbuster, bla bla. E invece, Mad Max si è rivelato un oceano in cui si viene tuffati a freddo e ci si ritrova a nuotare, annichiliti e affascinati. Curato fino al minimo dettaglio, ha proprio nei dettagli, nell'iconicità delle sue figure, il punto di forza. Vi sfido a non restare a bocca aperta come bambini di fronte al chitarrista incatenato che segue l'esercito del cattivo e fa da colonna sonora all'inseguimento, degno di Eddie, la mascotte degli Iron Maiden; e vi sfido a non prendere a cuore la vicenda dell'Imperatrice Furiosa/Charlize Theron, la vera protagonista del film, che lotta e lotta e lotta ancora, guerriera umanissima la cui strada si incrocia con quella del tormentato Max, preda di allucinazioni ricorrenti e incubi personali. Max è più che altro un punto di vista sulla storia, che è in realtà proprio quella di Furiosa, ma, insieme, i due funzionano alla grande, tra silenzi e progressiva fiducia. Indimenticabile, poi, l'iconografia dell'esercito brulicante dei Figli della Guerra, ansiosi di raggiungere il Valhalla e capaci di stupire a ogni minuto con un'insieme di armi, veicoli, abitudini tribali e invenzioni da capogiro. Vi sfido a non uscire dal cinema proclamando il loro IO VIVO! IO MUOIO! IO VIVO ANCORA! Ma grandiose sono anche le donne della tribù tutta al femminile che compare nella seconda metà del film, spicce e coraggiose, indipendenti ma senza per questo scadere negli stereotipi femministi che oggi sembrano obbligati.
Ed ecco perché, infine, qualsiasi aspirante scrittore, in particolare, dovrebbe correre a vedere (e rivedere) questo film: perché Mad Max - Fury Road è un capolavoro di Show, don't tell. Pochissime spiegazioni per una pellicola con più corse che dialoghi, più combattimenti che riposo, ma lo spettatore può capire tutto ugualmente e ritrovarsi immerso in un mondo complesso senza la minima fatica. Studiatevi la maniera in cui i diversi elementi vengono introdotti (la struttura sociale dei Figli della Guerra, i protagonisti e il loro passato...) e comprenderete finalmente come si usa il famoso e famigerato "mostrare, non raccontare".

mercoledì 3 giugno 2015

To Write List di giugno

Al momento sono smarrita in un meraviglioso limbo in cui rileggo il romanzo finito per sistemarscorciarlo, cosa che ha i suoi lati drammatici, ma so che poi, tolte le incongruenze e limato il limabile, andrà agli adorati Betamartiri. E quindi c'è anticipazione, ci sono i ghigni malvagi, e anche, ogni tanto (ma non ditelo troppo forte), i momenti di "ok è tutto un casino dovrò intervenire con la motosega ma che avevo in testa quel giorno TUTTAVIA voglio vedere che faccia faranno quando Tizio fa quello e Caio s'inventa quell'altro". E c'è la voglia: la voglia di aprire il file e sguazzarci dentro, perché sì, la first draft ora c'è e nessuno me la toglie.

Nei prossimi giorni darò un'accelerata al lavoro, dato che dovrei essere un po' più libera da altri impegni, e spero di finire a breve. Perché contemporaneamente è partita la Fase Documentazione per la Prossima Storia Nuova, con le sue paranoie, i suoi dubbi, i suoi appunti sparsi e rimuginamenti. E in tempi rapidi dovrei preparare una presentazione con una trama provvisoria. Una sfida doppia, tripla, quadrupla, per un sacco di motivi.
Forse inizierò a scrivere già prima della fine del mese, o forse darò ancora uno sguardo a una cosetta vecchia che volevo recuperare perché tanto è breve, non so. Ma se non a giugno, inizierò la stesura al massimo a luglio, comunque vada il resto. Non posso stare senza una storia da scrivere per le mani, questo è sicuro.
So, fight.


L'immagine viene da qui, grazie ad Angharad che me l'ha provvidenzialmente linkata ieri!
Per me le facce delle prime tre fasi si alternano con una certa frequenza...

lunedì 1 giugno 2015

I love Liguria

Si comincia con un'autostrada sgombra e assolata (tranquilli, è un'illusione: tempo di arrivare in Liguria e beccheremo il previsto traffico da ponte). Sabato di maggio, l'appuntamento per me e Luca Tarenzi è a Sarzana, cittadina ligure dove giungevo per la prima volta, per il Festival Libri per Strada. E non potevo non amarla, come tutta questa regione orgogliosa e aspra, schiacciata tra mare e montagne e capace di stupirti a ogni svolta delle sue strade tortuose.
A Sarzana ci attendono amici vecchi e nuovi: doverosi i ringraziamenti alla Leggivendola (la splendida fanciulla nella foto in basso insieme a me), che ci ha fortemente voluti alla manifestazione, e ad Anna della Libreria L'altro Luogo, che ha preso contatti con noi, nonché a Monica che ci ha guidato con pazienza e a un'altra Anna, del blog L'essenziale è invisibile agli occhi, che è passata a trovarci. Grazie, poi, al pubblico che ci ha ascoltato chiacchierare per un'oretta, in mezzo alla piazza Luni: lettori vecchi e nuovi, che già conoscevano le nostre storie o che le hanno scoperte sul momento, ma anche persone che nulla o quasi sapevano dell'urban fantasy.
Restano i bei ricordi, la gentilezza e l'affatto di tutti voi, la buonissima birra della Taverna del Metallo (non penserete mica che esista un posto del genere e io non vada a fiondarmici all'istante? ^^), le canzoni a squarciagola e un pizzico di follia, il sole e i paesaggi splendidi di una regione complicata e affascinante, dove torno sempre volentieri.
Ci rivedremo presto, spero.

P.S. Ringraziamento speciale ad Alessio per questo articolo. Uno di quelli che più mi hanno commosso in due anni da quando è uscito Angelize. Grazie da parte mia, e anche da parte dei miei ragazzi *___*