mercoledì 6 gennaio 2016

Perché dietro l'angolo io vedo i mostri (puntata 3)

Con un pochino di ritardo arriva anche la terza e ultima puntata di questa serie di post sulle radici del mio immaginario. Non un elenco di opere (letterarie, cinematografiche ecc) che amo/ho amato, ma quelle che più hanno contribuito a formare il mio stile, la mia visione delle storie, i generi e i registri con cui flirto più spesso. La differenza è importante: quando uscì al cinema mi innamorai de La Bella e la Bestia della Disney, ma non credo mi abbia influenzato in modo particolare (se non per il fatto che è l'insieme delle storie con cui entriamo a contatto, la costanza delle nostre letture/visioni/esposizioni all'arte, che ci stimola e ci fa crescere).

Nelle prime due puntate vi ho citato Peter Pan e Dylan Dog da un parte e Stephen King e Dracula dall'altra. Ne veniva fuori il ritratto di una ragazza, e poi scribacchina, amante del folklore/mitologia/fate & vampiri, dell'urban fantasy con sfumature horror e un bel po' di ironia. Il mio amore per il linguaggio ironico deriva anche dal fatto che ho un fratello maggiore con cui ho coltivato la prontezza per battute/battutacce/doppi sensi/sarcasmo, così come ora lo condivido con gli amici più cari (ecco perché se alla gente normale vengono in mente battute e doppi sensi tre volte al giorno, a me capita trenta, per darvi una proporzione. Haniel ringrazia). E devo anche tributare il giusto merito a quei meravigliosi film anni Ottanta, insieme fantastici e ironici, come oggi non se ne fanno più - due su tutti, quelli che so ancora a memoria: Ritorno al Futuro ("Il delfino ci ha uniti!") e ancora di più Ghostbusters ("Mi piace perché dorme sopra le coperte, un metro e venti sopra le coperte!")

Con la fine degli anni Ottanta, lo srotolarsi dei Novanta e, di conseguenza, la mia adolescenza, dovevano ancora arrivare, però, due scoperte a travolgermi del tutto, quasi contemporaneamente. Cominciò tutto il giorno in cui rispolverai alcune vecchie cassette con qualche disco di Alice Cooper, Ozzy Osbourne, AC/DC e Soundgarden, che mio fratello mi aveva registrato ma che non avevo mai considerato: feci partire la musica e...
BUM.
Era il 1998. Nel giro di pochi mesi avevo scoperto hard rock, heavy metal, thrash, death, power, black... tutto quanto, insomma, pian piano. E quando mi capitò in mano Nightfall in Middle Earth dei Blind Guardian... BUUUM! Non solo cominciò un'incredibile storia d'amore musicale, ma da lì andai a cercare il libro fantasy più famoso dell'universo, che conoscevo di nome ma non avevo ancora letto: Il Signore degli Anelli (e, naturalmente, poi, Lo Hobbit e Il Silmarillion).

Sì, ne Il Signore degli Anelli a me
fregava soprattutto di Aragorn
Tolkien si frisse in padella i miei neuroni di teenager e mi spinse a dirottare i miei primi tentativi di scrittura (che già duravano da qualche anno, ma non ricordo esattamente quanto: storie per lo più abortite in breve e mai concluse) verso il fantasy classico. Oggi non salvo praticamente niente di quelle prime storie, ovviamente ingenue, derivative e a dir poco zoppicanti per quanto riguarda lo stile, salvo due cose: la prima è il fatto che già si intravedessero temi di mio gusto e l'amore per la caratterizzazione dei personaggi (anche a loro, guerrieri con più lato oscuro che luce, elfi maledetti, maghi dal sorriso storto, sono affezionata). La seconda è che senza quelle prime centinaia - migliaia, forse - di pagine scritte, riscritte, ririscritte, che oggi preferisco non tentare nemmeno di risfogliare, non ci sarebbero state quelle di oggi: insomma, sono state un'indispensabile palestra e mi hanno anche consentito di affacciarmi sul mondo editoriale (e senza di loro non avrei partecipato a Stirpe angelica, non avrei scritto In time of need, e forse non avrei mai avuto l'idea per Angelize...)
Poi, grazie agli dèi, sono tornata all'urban fantasy e alle "cose strane e inspiegabili in ambientazione contemporanea". Ma a imparare e rompermi le ossa ho iniziato allora.

Blind Guardian anni Novanta. "I'm lost but still I know
there is another world..."
Se con il tempo il mio amore per Tolkien si è un po' raffreddato - è rimasto l'affetto, ma oggi non avrei voglia di rileggermelo, lo ammetto - il metal, e, in generale, la musica, sono stati una valanga che mi ha travolto e che è parte imprescindibile di ogni mia giornata. Mi sveglio, accendo il pc, faccio partire la musica e poi faccio colazione. E se devo uscire di corsa per andare a Milano, è l'iPod che mi accompagna. E qualsiasi cosa faccia (salvo se sto guardando un film) c'è musica nell'aria. I miei libri hanno una colonna sonora. I concerti affollano la mia agenda. I metallari con i capelli lunghi per me sono quello che erano i fighetti dei Take That per le adolescenti della mia gioventù.
Potrei inaugurare una serie di post solo su questo, ma condenserò. Prima di innamorarmi di zio Alice (Cooper) & co, avevo cominciato a interessarmi a cose come Alanis Morissette o Roxette, ma i miei ascolti erano sporadici. L'energia, la scarica di elettricità, la fibrillazione del metal non l'avevo provata mai, così come non avevo mai trovato così tanti pezzi che mi toccavano anche a livello di testi.
Sì, il look del mio Lucifero con completo nero
e cravatta rossa viene ESATTAMENTE da questa
foto di Fernando Ribeiro dei Moonspell
E, lo dico spesso, a insegnarmi a entrare nella mente dei personaggi, prima di qualsiasi manuale, è stato Hansi Kürsch dei già citati Blind Guardian, con i suoi testi meravigliosi (ancora mi commuovo quando canta struggente Clean my wounds, wash away all fear/let courage be mine/noone hears me crying/no song no tale which contains all the grief/(but) renowned the deeds and the victims of defeat...)
Con il tempo sono arrivati Within Temptation e i miei adorati Moonspell, gli Omnia che non sono metal come genere ma sono metal come spirito, e tanti altri. Ma non sarei la persona che sono né scriverei come (e quello che) scrivo senza la musica.

Ecco qui. Ci sono stati negli anni altri elementi che mi hanno influenzato e che sono entrati a far parte del mio immaginario, ma questi sono quelli che mi hanno colpito al cuore prima dei vent'anni, e che ancora mi porto dentro. E forse ripercorrerli ha fatto bene anche anche a me, o lo farà, spero: in un momento in cui non so dove vado e non so perché continuo, tornare alle radici e ritrovare quei brividi non può che essere un buon passo avanti.

Puntata 1

Puntata 2

5 commenti:

  1. Ecco, invece dal buon vecchio Tolkien torno sempre volentieri. Credo che per la mia generazione, che l'ha scoperto in modo quasi clandestino, prima del film, della moda sia stata una sorta di fucilata in testa. Dopo quella lettura il mondo è stato diverso per sempre...

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    1. Io l'ho scoperto giusto pochi anni prima che PJ iniziasse a lavorare al film ^^ ed è vero, cambia le cose...

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  2. Alcune cose di questo post potrei averle scritte io: anche io in effetti sono rimasto folgorato sulla via di Damasco con Nightfall in Middle-Earth, che mi aveva prestato un amico. E grazie a loro e ad altri gruppi metal (per esempio i Maiden) mi ha fatto scoprire molta buona letteratura, quasi trasformandomi: da lettore un po' pigro qual ero a quindici anni sono diventato un lettore ben più "forte". Non avrei il mio blog né coltiverei in piccolo il mio sogno di scrittura, se non fosse per il metallo, che da oltre un decennio è parte fondamentale della mia vita (per quanto ormai sia abbastanza lontano dalla mentalità tipica da "metallaro" :D ).

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    1. Ah, i Maiden sono una miniera di riferimenti letterari! Mi piace pensare che il metallaro tipo dovrebbe essere quello ^^

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  3. Ciao, io ho un blog di cinema, se vuoi dare un'occhiata➡ gattaracinefila.blogspot.it

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