martedì 8 marzo 2016

Magic Ex Libris: con Revisionary si chiude la splendida serie di Jim Hines

Ho il magone.
Non mi succedeva da... boh, neanche me lo ricordo, da quanto, di avere il magone alla fine di un libro, o di una saga.
Yes, Magic Ex Libris is THAT good.

La premessa dei quattro libri che compongono la saga (per ora. Il mio cuore continua a dire per ora, perché proprio non riesco a staccarmi da quei personaggi) è semplicissima: alcune persone, i libriomanti, hanno il potere di estrarre oggetti e incantesimi dai libri. Ci sono regole, limitazioni, modi per aggirarle, rischi, come in ogni sistema magico ben costruito, ma quella premessa è sufficiente a far venire l'acquolina in bocca a chiunque sia sano di mente, e agli appassionati di fantastico in particolare: vi immaginate quale impatto avrebbe sul mondo estrarre dai libri di Narnia la pozione di Lucy, capace di guarire qualsiasi male? O quelle che consentono ad Alice di ingrandire o rimpicciolire? E perché non una vera spada laser?...

Su queste infinite e straordinarie possibilità, Jim Hines costruisce la più straordinaria saga urban fantasy che abbia mai letto. Protagonista Isaac Vanio, bibliotecario nerd che sfrutta un videoregistratore magico per vedere le nuove serie di Dr. Who prima ancora che siano messe in onda (come fa a non stare simpatico all'istante?), con la brutta abitudine di dimenticare le regole quando si tratta di aiutare gli altri, e che si trova a combattere nemici sempre più potenti: vampiri pericolosissimi (diligentemente catalogati a seconda del romanzo da cui sono nati i loro poteri, e sì: i più temibili sono proprio quelli della Meyer, perché tolte le insulse melensaggini... come li fermi dei "sexy superheroes" che non temono luce, aglio o croci?), libriomanti impazziti, cloni cyberpunk.
E, nel mentre, si innamora e inizia una relazione con Lena, una ninfa nata da un romanzetto pensato per le fantasie maschili di dominio su sexy creature disinibite e obbedienti, la quale a sua volta ha una relazione anche con Nidhi, una psicologa specializzata nel trattare libriomanti e creature magiche. Proprio grazie a questo rapporto poliamorista finalmente Lena ottiene la libertà di decidere chi vuole essere e che cosa vuole fare, nonostante l'imbarazzo dei vicini che non concepiscono una relazione del genere e la viscida meschinità di chi tenta di sfruttare il loro rapporto atipico per mettere in dubbio la "moralità" dello stesso Isaac. Tutto tremendamente verosimile, eppure, ehi! Ma non si tratta solo di "romanzetti fantasy"?...

Be', chiaro. Sono solo romanzetti fantasy, eppure hanno tutti e quattro delle trame concepite come meccanismi a orologeria, personaggi che non si dimenticano, uno stile inconfondibile. Parlano del valore della lettura e dell'oggettificazione delle donne, dei pericoli del potere e di come affrontarli, di famiglie allargate, di omosessualità e di razzismo. Ti inchiodano alla prima pagina e non ti mollano più, insomma, ma riescono anche ad affrontare temi serissimi senza farti sbadigliare e senza pontificare.
Ma, ehi. Sono solo romanzetti fantasy.

Comunque sia, Revisionary conclude degnamente la saga, anche se i due volumi più belli sono senza dubbio il primo, Libriomancer, e il terzo, il magnifico Unbound. Non che il secondo, Codex Born, e l'ultimo, Revisionary, appunto, siano brutti, anzi: ad avercene di libri così... Non scriverò una vera e propria recensione e non metterò spoiler, no: mi limiterò a sottolineare l'inventiva dell'autore nel trovare sempre soluzioni geniali ai problemi posti ai personaggi, la sua capacità di mostrare il dolore dei genitori afflitti perché la burocrazia non consente che un figlio malato venga curato con la magia, l'abilità nel gestire le dinamiche tra i personaggi (ho sorriso ogni volta che Isaac parlava con il fratello maggiore, spesso citato ma solo in questo quarto volume visto in scena). La risoluzione del conflitto finale è forse fin troppo lineare,  ma la decisione di Isaac, la sua lettera al mondo che chiude il volume, non potranno non farvi gioire... e non posso dire di più per non fare spoiler.
Se avete bisogno di un solo motivo per leggere in inglese, la saga di Hines ve ne fornisce quattro. E se non ve la cavate con la lingua, be', i benemeriti ragazzi di La Ponga hanno iniziato a pubblicare le traduzioni...

Come concludere? In un modo solo: grazie, Jim. Hai regalato al mondo una saga straordinaria, e hai anche dimostrato che l'urban fantasy non è solo roba da bambini, né solo da teenager innamorate. E lo hai fatto in modo orgogliosamente nerd, creando storie che sono una festa per chiunque abbia passato le notti chino su Il Signore degli Anelli o sui Dresden Files... e si sia visto guardare con desolato compatimento per questo.

Twitter dell'autore (fonte della foto qui sotto)


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