martedì 21 giugno 2016

Tra Sole e Luna

Strano, questo solstizio d'estate - ieri notte alle dieci e mezza. Un solstizio accompagnato dalla Luna piena, evento particolarmente raro. Un solstizio che segue l'esperienza all'Yggdrasil, prima edizione di un festival medievale e pagano che si è tenuto nel week end dalle parti di Treviso: un evento raro in Italia, che ha portato per la prima volta da noi gli Omnia (per i quali ho la venerazione più assoluta). Un modo per festeggiare insieme, per avvertire il mescolarsi di energie diversissime.
Per me, un solstizio sospeso tra la luce del Sole e il sapore delle fragole (questa in fondo era la "Strawberry Moon") e la Luna e le acque nere del lago di Arona di notte. Tra voci che ho udito appena e tangibili frutti dei riti passati. Tra ombre e fiori.
Inquieta, sempre.
E sono così stanca di essere inquieta.
Devo fare pace con me stessa. Questa è la speranza per l'estate che viene, la luce che infonde energia e la notte che porta sogni.
Devo ritrovare il cammino che è stato quasi sepolto dal fango - mai come quest'anno ho pensato, lo confesso, che non avesse senso continuare a scrivere, e non posso nemmeno iniziare a spiegarvi che pugnalata sia stata per me.
Devo capire come affrontare quello che non riesco ad affrontare e che mi fa male anche se non dovrebbe.
Devo capire come smetterla di sentirmi incompleta.
Devo vivere la magia.

Devo, e soprattutto voglio.

Ed è come un costante brusio di sottofondo, l'inquietudine di voler andare senza sapere dove. Un fermento che vibra ovunque, in quest'anno strano che porta cambiamenti di cui ancora non vedo la fine o gli sbocchi. La necessità di sperare anche se quasi sento mancare le forze.
Ma si va avanti, anche a passi pesanti, e prima o poi il Sole asciugherà il fango, e il terreno sarà più saldo sotto i piedi.


Immagine da qui.

1 commento:

  1. Non so cosa abbia creato il tuo disagio rispetto allo scrivere (anche se non parli soltamto di quello), ma ho l'impressione che periodi di questo genere siano inevitabili. Io sto vivendo una situazione simile, tanto che non scrivo da un paio di mesi. Ho deciso di accettare il rischio di non scrivere più. Spero tanto che non sia così, non c'è giorno che non ci pensi; ma la verità è che si scrive per il piacere di farlo, non per altri motivi. Quando cambiano le condizioni e per qualche motivo il piacere diventa altro, credo sia importante non restare impantanati nelle proprie aspettative e pseudocertezze, e guardare avanti. Se il mio amore per la scrittura tornerà, dovrà essere incondizionato, perché scrivere deve darmi soprattutto gioia. Se non tornerà, forse la vita ha altro in serbo per me, per cui aspetto e mi guardo intorno. Ti auguro tutta la pace che cerchi, e molto altro. :)

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