martedì 11 ottobre 2016

Scrivere libri per ragazzi - Manuela Salvi

Oggi un breve post per segnalarvi un manuale che ho letto di recente, pubblicato dalla sempre interessante Dino Audino, casa editrice specializzata in testi su sceneggiatura, scrittura e così via. Dal loro catalogo-miniera ho ripescato Scrivere libri per ragazzi di Manuela Salvi, agile volumetto corredato però di numerosi materiali aggiuntivi scaricabili in pdf dal sito dell'editore.
Già il fatto che l'autrice sia italiana mi aveva incuriosito, considerato che il 95% dei manuali nella mia biblioteca dedicata ai testi tecnici sulla scrittura sono di matrice anglosassone; leggendo il volume, poi, mi sono quasi commossa.

Lo so, i manuali di scrittura rappresentano sempre un argomento spinoso: immediatamente suscitano reazioni accese, riassumibili nell'eterno scontro tra chi pensa che la scrittura creativa non si possa insegnare e debba essere frutto di un fluire spontaneo, e chi ritiene che vi siano tecniche e trucchi da apprendere per riuscire a scrivere il libro migliore possibile. Per quanto mi riguarda, non trovo nulla di offensivo o "spoetizzante" nel considerare la scrittura come una tecnica che si apprende con studio e fatica; il talento è magari qualcosa che si ha o non si ha, ma la tecnica si impara e si affina, con tanta, tanta, tanta pratica e con il confronto con altri lettori e/o scrittori di fiducia. Il che non significa essere dogmatici, o voler scrivere libri "tutti uguali": esattamente come studiare per imparare a dipingere o suonare uno strumento non porta a produrre dischi o dipinti tutti uguali. Non ho mai visto i manuali di scrittura come "bibbie" da seguire parola per parola, ma come occasioni di confronto, grazie alle quali imparare a riflettere sulla struttura e sullo stile, e su come risolvere i problemi che una scena o una storia mi poneva. E poi, scrivere mi piace: leggere testi che ne parlano per me è piacevole quanto per un musicista andare a un concerto.

E Manuela Salvi - autrice e copyeditor - parla di scrittura in maniera professionale e lucida, senza però perdere di vista la passione. Insomma, lo stampo "anglosassone" c'è eccome, e infatti il volume si distingue subito: si parla di struttura della storia, di tecnica, del famoso/famigerato show don't tell, di ritmo... tutto l'essenziale, in modo chiaro e con naturalezza, con un confronto tra l'approccio alla scrittura che si ha in Inghilterra o negli Stati Uniti e quello nostrano. Consigli e osservazioni che qualsiasi esordiente - e tanti scrittori che esordienti non sono - dovrebbero ripassarsi, non per il gusto del "dogma", ma semplicemente per raffinare la capacità di raccontare nel modo più efficace possibile la storia che hanno in mente. Gestire inizio, sviluppo e conclusione della storia; raffinare i dialoghi; dosare le descrizioni... tutto questo e molto altro, cose che spesso mi trovo io stessa a spiegare a chi mi sottopone testi in lettura.
Non mancano poi osservazioni intelligenti su autori di successo - la Rowling, nel bene e nel male "terremoto" che ha scosso l'editoria per ragazzi, o Neil Gaiman, per esempio - e spunti di riflessione sulla funzione e la scrittura delle fiabe al giorno d'oggi (con osservazioni che si avvicinano molto ai motivi per cui amo l'urban fantasy: per esempio, leggete le pagine 78-79, dove si parla della necessità di raccontare i turbamenti e le paure contemporanei anche quando la chiave è fantastica). E, se siete interessati ai libri illustrati, per bambini e non, c'è anche tutta una parte del testo dedicata a questa tipologia di opere.
Insomma, un manuale utile per ripassare i fondamentali - sempre validi, indipendentemente dal tipo di libro che volete scrivere - e per approfondire gli aspetti specifici della scrittura per ragazzi, vista come letteratura, non come "roba da bambini" da trattare con condiscendenza o infantilismo; con un occhio alla situazione editoriale italiana e un approccio serio e professionale. Ecco perché un po' mi ha commosso scoprire la ricchezza di questo volumetto: perché voglio considerarlo un buon segno, che anche da noi qualcuno parli di scrittura in questo modo. Forse è solo una goccia nel mare... ma se non si comincia dalle gocce, da dove si può partire?

mercoledì 5 ottobre 2016

Autunno

Autunno a casa mia...
Oh my, da quanto tempo non ritornavo in questa casetta virtuale! Toccherà spazzare la polvere... Spero mi perdonerete, ma, nonostante abbia passato un settembre non privo di spunti per eventuali post, e non così stressante dal punto di vista lavorativo come altri mesi, ho sentito l'esigenza di restarmene un po' nel mio bozzolo, diradando spesso anche la presenza su Facebook. Settembre è stato una soglia, per me: è iniziato l'autunno - stagione che amo, salvo per un dettaglio: le accidenti di cimici... Casa mia si è arricchita di foglie rosse a decorare i riquadri delle porte. I sapori sono diventati quelli di funghi, noci, nocciole e zucche, e ancora tante ricette ho da sperimentare. Sto eliminando tossine, sto mettendo alla prova il mio corpo. Mi sto preparando al Samhain ormai prossimo. Sto indossando colori - una cosa che non mi capitava, non scherzo, da oltre quindici anni.

Più di tutto, una cosa ha segnato questo settembre: ho concluso il Romanzo Nuovo.
Ecco dov'ero sparita nelle ultime settimane. Ho portato a termine un viaggio faticoso, accidentato, pieno di dubbi personali e durato un anno abbondante. Ho messo la parola fine al libro, l'ho riletto... e posso dirlo con sollievo e gioia: la fatica non emerge dalle pagine. Ovvero, il romanzo mi sembra filare liscio, tutti i dubbi sembrano dissolti. Soprattutto, i pareri dei miei fidati Betamartiti - grazie <3 - sono stati positivi, e questo mi ha rassicurato tantissimo.
Perché mai come in questo caso ero, e sono ancora (è passato troppo poco tempo dalla conclusione e dalla revisione), incapace di valutare il risultato finale, al di là di sensazioni generiche. Parlando chiaro: l'urban fantasy è casa mia, mi ci muovo senza problemi in lungo e in largo. Questo, però, non è un urban fantasy, ma un esperimento diverso. Per questo il parere dei Fidatissimi era ancora più importante del solito.
E adesso? E adesso torno a scrivere qui, mentre il Romanzo Nuovo ha lasciato casa per intraprendere il viaggio successivo, quello negli insidiosi meandri dell'editoria. Vi aggiornerò... ma non restate con il fiato sospeso - cerco di non pensarci troppo neanch'io: i tempi, si sa, in queste cose sono sempre lunghi.
Ma l'autunno è stagione perfetta per l'attesa.

Nel frattempo, poi, sono successe altre cose. Ho letto libri belli - vi racconterò. Ho visto uno dei migliori concerti della mia vita - il "Vintage Show" dei Moonspell, che hanno suonato in sequenza tutto Wolfheart e tutto Irreligious per celebrarne i ventuno e vent'anni rispettivamente. Considerato l'amore che ho per quel gruppo e per quei dischi, potete capire la mia gioia. Ho incontrato due lettrici, una delle mie parti, che ha letto da poco i due Angelize e mi ha scritto, una giunta dal Sud e mia specialissima amica, l'autrice di un delizioso cosplay dedicato a Haniel. Entrambe giovani, entrambe intimidite, entrambe inconsapevoli di quanto fosse emozionante per me incontrare loro. Perché ho visto due ragazze diverse ma simili nella luce che avevano nello sguardo. Nella promessa di bellezza che illuminava i loro sorrisi. Belle, belle persone che sono e che diventeranno ancora di più - lo vedevo in controluce in ogni loro gesto, in ogni loro parola. Le abbraccio ancora, le ringrazio di cuore. Perché mi hanno dato non solo affetto, non solo stima, ma anche una forza che nemmeno immaginano.

E adesso? Si torna a pensare a foglie rosse e nocciole, a una nuova sfida - una nuova storia in attesa di essere scritta, un altro esperimento che mi porterà in lidi sconosciuti e diversi ancora. A nuovi viaggi che si avvicinano. Al calore della casa che mi aspetta al ritorno.
A presto.