mercoledì 4 gennaio 2017

Oceania - spingersi lontano

Non pensavo che il primo film di cui avrei parlato nel 2017 sarebbe stato un cartone animato della Disney, e invece eccomi sull'onda (è proprio il caso di dirlo) dell'entusiasmo dopo aver visto al cinema Oceania, ambientato nei mari della Polinesia. Il primo film Disney che vedo al cinema da millenni (credo che l'ultimo sia stato Il Re Leone). Un film che mi interessava per le atmosfere e l'ambientazione insolite, e per il fatto di avere tra i personaggi principali il semidio Maui. Un film su cui nutrivo timori perché, be', diciamo che gli ultimi prodotti d'animazione Disney che ho visto non mi hanno particolarmente emozionato (non offendetevi, ma tolta Let it go e l'animazione spettacolare del ghiaccio, Frozen mi ha lasciato proprio pochino: più un sapore da occasione sprecata che altro).

E dunque, Oceania.
Mamma mia che splendore.
Ecco. Punto e basta, basterebbe questo. Ma se volete sapere perché, be', i motivi sono tantissimi. Oceania è un film insolito, sì, ma allo stesso tempo archetipico. Un film dove l'animazione è a livelli eccelsi (guardate i colori del mare, guardate i capelli della protagonista) e le canzoni non ti fanno venire voglia di saltare le scene e strapparti le orecchie (nonostante la resa italiana dei testi inglesi mi abbia convinto fino a un certo punto... è una mia impressione o le traduzioni delle canzoni all'epoca de La bella e la bestia o Aladdin era migliore?). Anzi, alcuni dei brani ti si piantano in mente e wow, li sto già riascoltando.
Oceania mi ha commosso a tratti (sì, commosso) e mi ha fatto ridere, rendendo splendidamente la natura di "trickster" di Maui con tutte le sue sfumature imprevedibili; un po' cialtrone, un po' eroe, egoista e generoso, divino e molto umano insieme*. Ma a conquistarmi è stata anche la protagonista, Vaiana, coraggiosa e ostinata: una ragazza che finalmente, in un mondo dove la caratterizzazione delle adolescenti nei libri che mi capitano per le mani fa mediamente raggelare (perché in fondo la morale che propongono è: conta solo conquistare il figo di turno anche se ti tratta di merda), non ha bisogno di essere definita in rapporto a un uomo o alla conquista di un uomo, che trova se stessa senza bisogno di sacrificarsi per fare la crocerossina - che, in fondo, ha l'evoluzione a tutto tondo che daremmo a un personaggio maschile senza bisogno di SEMBRARE un maschio. Oceania è un film d'avventura che ironizza sulle tipiche protagoniste Disney ma senza cadere nell'umorismo becero. E, ed è stata una gioia per gli occhi e per il cuore, è anche un film sciamanico su tanti livelli: pensiamo alla visione di Vaiana provocata dal suono del tamburo, o alla nonna-spirito guida in forma animale (una manta), tanto per citare solo un paio dei molti elementi possibili. Oceania è un film sugli dèi e sui demoni e su come siano inevitabilmente legati agli uomini - anche quando si nascondono nelle forme delle colline o nelle profondità di una grotta. Sarebbe bello che le persone li sapessero vedere un po' più spesso.
Brava, Disney, stavolta ci hai preso davvero.

*(Non potevano comunque mancare polemiche... mah.)

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4 commenti:

  1. Oceania è meraviglioso: avrei voluto tuffarmi in quel mare eh...
    E poi una protagonista femminile che non è una principessa E che non cerca l'amore.
    Meraviglioso davvero.

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    1. A chi lo dici! Io adoro il mare, l'acqua è il mio elemento *___*

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  2. Concordo: uno dei migliori film Disney degli ultimi anni, ed un ritratto bellissimo della Donna che è bimba, giovane avventuriera, dea creatrice e vecchia saggia.

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