mercoledì 22 marzo 2017

Letture: La strada - La promessa

Ci sono libri che lasciano in bocca un sapore amaro - di cenere e sangue, di terra bruciata e di dolore. Non sono letture facili, ma non me ne sono mai pentita: sono quei libri che mostrano aspetti oscuri e spietati dell'animo umano, che svelano quello che c'è sotto la patina di civiltà sottile come una pelle che ci portiamo addosso. Mi vengono in mente Il Signore delle mosche di William Golding o Profumo di Patrick Süskind, libri letti molti anni fa ma mai dimenticati, e che ancora, a ripensarci, evocano sensazioni vividissime.
Entrambi i libri che vi segnalo oggi, letti per caso a poca distanza l'uno dall'altro, rientrano nella medesima categoria. Sono libri molto diversi, sia per stile sia per cadenza, ma entrambi li consiglio caldamente... stavo per scrivere "agli stomaci forti", ma evocherei immagini sbagliate. Diciamo che ve li consiglio se non temete di affrontare letture dure come diamanti e sporche come carbone.

La promessa di Friedrich Dürrenmatt è "Un requiem per il romanzo giallo", dice il sottotitolo. Una storia che ha per protagonista un detective eccezionale, ossessionato dalla promessa fatta alla madre di una bambina uccisa barbaramente in un bosco svizzero: trovare l'assassino, a costo della sua anima. E l'anima la perderà, il detective - non è uno spoiler: lo si sa fin dalla sua prima apparizione. Perché la genialità, l'intuizione, i piani visionari, la tenacia a volte portano al trionfo, a volte si scontrano con banalità grandi come sassolini ma capace di inceppare i meccanismi più complessi: la volontà non basta sempre a sconfiggere il caso. Non vi dico di più: il romanzo è breve, si legge velocemente, ma non si fa dimenticare con facilità.

Breve lo è anche La strada di Cormac McCarthy, e personalmente l'ho trovato ancora più indimenticabile. Bastano poche righe per ritrovarsi immersi in un mondo aspro e decaduto, dove gli uomini sono cannibali o sopravvivono racimolando gli ultimi rimasugli di cibo e oggetti utili da paesaggi e città decadute, dove la natura è morta e sterile, dove non esistono più colori e tutto è grigio a parte il sangue. L'unica luce, l'unico obiettivo del protagonista è proteggere il figlio, in una lotta per la sopravvivenza che può guardare solo al presente, perché il futuro potrebbe svanire da un istante all'altro. Tutto in questo libro è permeato da una forza inimmaginabile: i dialoghi scarni, i dettagli scelti alla perfezione, l'atmosfera minimale e intensa allo stesso tempo. Una storia di frammenti nudi che si piantano nel cuore e nella mente. Consigliato, se siete disposti a immergervi nel futuro sporco dell'umanità.


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