mercoledì 17 maggio 2017

Ci vediamo al Salone!

Buongiorno! Maggio ha finalmente portato il sole - e i gelati passeggiando sul lungolago: aaah, Arona, quanto ti voglio bene! Ed è anche ora di un appuntamento annuale per me imperdibile da... accidenti, neanche saprei dire da quanto, perché nei miei ricordi il Salone del Libro di Torino è un "fixed point", parafrasando il Dottor Who. Dalle gite scolastiche durante le quali vagavo a bocca aperta da uno stand all'altro con la voglia di comprare tutto, quando scoprivo più case editrici di quello che mi sarei mai immaginata (sì, era l'epoca pre-internet, pre-Amazon, pre-globalizzazione sfrenata) agli incontri con gli amici lettori, blogger e scrittori degli ultimi anni: come Lucca Comics, il Salone è un'occasione per salutare e abbracciare tutte quelle persone speciali che tengo a ringraziare di persona per l'affetto, il sostegno e la simpatia che mi trasmettono durante tutto l'anno.
Perciò, se volete che vi salti al collo, se vi va di prendere un caffè insieme o se volete dirmi tutto quello che non avete mai osato tirare fuori, mi troverete in giro per i padiglioni sabato 20 maggio, fino al tardo pomeriggio. Al mattino parteciperò come ospite all'incontro organizzato da Gainsworth:


Ore 10.30 – L’OSPITE CHE NESSUNO HA INVITATO (c/o Spazio Incontri)
Quanto fantasy c'è nel fantasy che ci fanno leggere?
Con Aislinn, Luca Tarenzi, Julia Sienna, Ester Trasforini, Diego Tonini, Lorenzo Sartori.
(graditissima la presenza in costume fantasy)

Poi, potrete beccarmi in giro, allo stand Gainsworth (K21) per i saluti e ovunque vorrete... basta che mi scriviate qui o in privato su Facebook per fissare ;-)
Tra i tanti altri incontri, ve ne segnalo in particolare uno da non perdere, sempre sabato, alle 14.30: Gli arcani del Rinascimento italiano – Incontro con l’autore Luca Tarenzi che leggerà i Tarocchi Visconti-Sforza ai primi 10 lettori che lo raggiungeranno allo stand K21 di Gainsworth.

A sabato! Read on :-)

UPDATE: Ringrazio Gabriele che proprio ieri ha pubblicato questa mia intervista sul suo sito La Soglia Oscura!


martedì 9 maggio 2017

Combattere nel fango

Buffe, le coincidenze.
Qualche giorno fa si riaccendeva la polemica legata alle dichiarazioni raggelanti di un'autrice italiana secondo la quale, sostanzialmente, le donne stanno  meglio "male accompagnate che sole". E proprio qualche giorno fa io finivo di leggere The Geek Feminist Revolution, raccolta di saggi brevi e articoli dell'autrice americana Kameron Hurley. Il titolo è esplicito, ma nel libro non si parla solo di "femminismo" o di "donne nerd": il discorso si allarga a comprendere tutte le minoranze virtualmente invisibili attive nel campo della letteratura di genere e, in senso più ampio, nella società tutta. Si parla dell'immagine della donna nei film e nei romanzi fantasy o di fantascienza e di premi letterari recentemente travolti da scandali, di razzismo e di relazioni abusive. Alcuni dei testi contenuti nella raccolta sono inediti, e tutti sono caratterizzati da accesa passione, da riferimenti concreti alle esperienze vissute dall'autrice in prima persona, da un costante appello a non tacere, a far sentire la propria voce, a lottare per i propri obiettivi - che si tratti di diventare scrittori o di raccontare le storie di chi è stato dimenticato dalla Storia.
Non è un libro semplice da digerire: non offre compromessi, non cerca di essere "simpatico", non lascia indifferenti, questo è certo. Ma ve lo consiglio. Un po' perché illuminante, in alcuni dei suoi saggi. Un po' perché è sempre utile, nell'asfittico Paese in cui viviamo, rendersi conto che altrove c'è una scena letteraria viva, vitale, dove anche i generi che ormai qui da noi vendono quanto il ghiaccio al Polo e vengono considerati regolarmente "roba da bambini" (sì, sto parlando del fantasy, ovvio) sono oggetto di discussioni seri, portatori di tematiche attuali e niente affatto disprezzati o sottovalutati. E un po' perché c'è bisogno - un disperato bisogno - di diffondere un semplicissimo concetto: è ora di difendere la realtà che desideriamo.

Perché se vogliamo che si smetta di dire "ma quella è stata stuprata perché aveva la minigonna". Se vogliamo smetterla di sentire frasi che iniziano con "io non sono razzista ma loro..." Se vogliamo che gli adolescenti la smettano di suicidarsi perché gay e presi in giro o picchiati dai compagni. Se vogliamo che si smetta di equiparare le donne a incubatrici buone solo per "donare figli" alla patria. Ecco, se vogliamo tutto questo, allora dobbiamo essere noi, in prima persona, a dichiararlo ad alta voce. A scrivere storie in cui il maschio alfa stalker di turno viene preso a solennissime ginocchiate nelle palle, invece che "guarito" dalla crocerossina di turno che si realizza solo quando si libera dalla "zitellaggine" e capisce che scopare le piace solo quando arriva il suo principe azzurro. A scrivere storie in cui una relazione omosessuale tra due personaggi non ha bisogno di essere sottolineata a furia di gomitate nel fianco del lettore e stereotipi, ma viene considerata per quello che è - una relazione, punto, esattamente come quelle eterosessuali. A scrivere i libri migliori che possiamo scrivere, in definitiva, anche se non finiranno in vetrina.

No, non sono ottimista. Non penso affatto che sia facile o rapido. Non mi illudo che bastino poche righe sul mio misconosciuto blog a smuovere le masse, né che i libri validi là fuori - e ce n'è - domani miracolosamente entreranno in classifica (è già tanto se escono in un centinaio di copie). Ma le poche righe sul mio blog, le storie che voglio scrivere, la voce che posseggo, queste sono le uniche armi di cui dispongo e non ho intenzione di lasciarle ad arrugginire in cantina. Non butteranno giù il maniero dell'Oscuro Signore, ma magari, prima di finire trafitta dalle lance degli orchetti, potrò svellerne una pietra, anche una sola. E se domani qualcun altro farà lo stesso, e dopodomani ancora, prima o poi il fottuto maniero finirà in rovina.
E a demolirlo non saranno guerriere sexy in bikini di metallo e pose provocanti né eroi stereotipati con il testosterone al posto del cervello. Saranno uomini e donne pronti a combattere nel fango, insieme.