martedì 28 novembre 2017

Quando le parole non arrivano

La settimana scorsa ho voluto riflettere su come risolvere l'impasse quando, per dirla in maniera semplice, non si sa "che cosa far succedere" in una storia, poiché è un argomento che mi capita spesso di affrontare con gli autori più o meno esperti che assisto. Il passo successivo e naturale è affrontare invece il più famigerato e insidioso "blocco dello scrittore": quando, insomma, anche sapendo che cosa dovremmo scrivere le parole non vogliono saperne di arrivare.
Ecco dunque qualche consiglio sparso, augurandomi non debbano mai servire, ma sperando che vi siano utili nel caso ne abbiate bisogno in futuro.

1-Un bel respiro.
I periodi no capitano, punto. L'essenziale è non andare nel panico, e forse basterà, per sbloccarsi, accettare la necessità di uno o più giorni di pausa. Prendete aria, fate passeggiate, leggete, tuffatevi in una serie tv, cucinate... distraetevi insomma, evitando l'ansia da chiodo fisso.

2-Rileggere.
Non mi è mai capitato un vero e proprio "blocco", ma nei periodi no, quando le parole arrancano, trovo utile rileggere il libro da capo, o rileggere le mie scene preferite, per ritrovare il "mood", per re-innamorarmi della storia e dei miei personaggi, per ricordare perché voglio scriverla e che cosa mi piace di quell'idea, di quei protagonisti, di quelle atmosfere.

3-Saltare.
Non fisicamente, intendo! Semplicemente, anziché proseguire in ordine, potreste pescare la scena che non si vede l'ora di scrivere - un dialogo al vetriolo, il confronto finale, l'evento che spinge il protagonista ad agire e affrontare i suoi problemi... Insomma, quello che più ci intriga, anche se è più avanti rispetto a dove si è arrivati. Mi ha spesso aiutato a sbloccarmi quando non c'era verso di proseguire dal punto in cui ero arrivata. L'importante è sapere che, quando si riparte nell'ordine giusto e si arriva alla scena anticipata, andrà probabilmente riscritta o modificata, per evitare incongruenze.

4-Cambiare "scenario".
Per esempio, andare a scrivere all'aperto, o in un bar che si ama, o in biblioteca, o in altri posti tranquilli e confortevoli; oppure, cambiare orario, e scrivere al mattino se solitamente lo si fa di sera, o viceversa; usare una musica di sottofondo se di solito preferite il silenzio, e così via. Scuotete le vostre abitudini e sorprendete voi stessi... e la vostra musa.

5-Intervistare il protagonista e/o i personaggi principali.
Farli parlare di sé, di come si sentono, di ricordi particolari, o anche banalmente dei loro gusti in fatto di cibo o colori o qualsiasi cosa vi venga in mente, e litigarci, perfino, può essere un buon modo per sbloccare l'inconscio, evocare qualche scintilla d'ispirazione, e nei casi migliori arrivare a focalizzare i problemi della storia che stanno ostacolando la scrittura.

6-Fare un salto su http://writeordie.com... se ne avete il coraggio.
Si tratta di un sito dal nome innegabilmente inquietante, che "costringe" a scrivere di fila per una determinata quantità di tempo - mezz'ora, tre quarti d'ora, ci sono varie opzioni - senza preoccuparsi della forma. Se si smette di battere i tasti, presto suoni fastidiosi di vario tipo arrivano a dare una sferzata. In alcuni momento, in passato, l'ho trovato utile; dateci un'occhiata.

7-Spegnere internet.
Ultimo, ma non meno importante... bando a Facebook, Twitter, posta elettronica e quant'altro. Almeno mezz'ora-tre quarti d'ora di black out informatico prima di concedervi una (breve) pausa dalla scrittura; magari, a ostacolarvi sono proprio queste distrazioni.

Se avete altri consigli, sarò curiosa di sentirli: non si finisce mai di imparare, e di sperimentare. In ogni caso, in bocca al lupo, e buona scrittura!

L'immagine viene da Pinterest.

4 commenti:

  1. Come dicevo nel commento dello scorso post, io non mi blocco quasi mai. Però è vero che a volte scrivo a rilento e che spesso tendo a distrarmi. Quindi spegnere internet è già qualcosa che faccio abitualmente; non conoscevo invece "write or die", ma uno di questi giorni lo proverò :D .

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  2. Tutti consigli giusti, che a volte non funzionano, come è normale che sia. In questi giorni mi sono accorta che fa bene anche dedicarsi a un'altra occupazione creativa, tipo disegnare (anche semplicemente pasticciare con i colori) o costruire cose con le mani.

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    1. In effetti avevo elencato qualcosa di simile nel post precedente, ma vale anche qui ^^ Io per esempio mi rilasso cucinando dolci (anche se cerco di non farlo troppo spesso per ovvi motivi :-P ) o con l'aikido o gli esercizi tipo hiit ecc

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