lunedì 6 novembre 2017

Moonspell - 1755

Tra le tante cose che porta l'autunno, di solito, ci sono anche nuovi dischi e concerti a cui andare. Quest'anno, novembre porta 1755, nuovo album dei miei adorati Moonspell, di cui nelle scorse settimane sono state pubblicate alcune canzoni in anteprima. Già quei pezzi sono stati sufficienti a farmi venire l'acquolina in bocca - come capita spesso quando si tratta di Fernando Ribeiro, leader del gruppo dotato di voce, cervello e carisma per tre o quattro persone insieme. Un uomo che ammiro quando canta, quando compone, quando scrive sul suo blog e quando si tratta di farci una cordiale chiacchierata prima di un concerto... e anche quando si tratta di dare il suo volto a uno dei personaggi di cui più amo scrivere, ma questa è un'altra storia, che vi racconterò ;-)

1755 è dunque il nuovo (capo)lavoro dei Moonspell, e questa non è una recensione per il semplice fatto che non sarò minimamente obiettiva nel parlarvene. L'album è un concept dedicato al terremoto che devastò Lisbona (indovinate) nel 1755, e per raccontare questa drammatica storia Fernando Ribeiro sceglie la propria lingua madre, il portoghese. Ecco dunque che con la sua voce così espressiva - anche mettendo quasi del tutto da parte il pulito, che invece nel precedente e splendido Extinct aveva notevole spazio - il singer ci conduce per mano tra devastazione e incendi, terrore e invocazioni a un Dio incomprensibile e sordo, in undici tracce arricchite da cori possenti e inserti in latino. L'amore - non privo di senso critico - per la propria terra e l'interesse per tematiche religiose sono due caratteristiche imprescindibili dei Moonspell in generale e di Fernando Ribeiro in particolare, e nonostante non sia abituata ad ascoltarne le canzoni senza l'immediata comprensione dei testi, la scelta di abbandonare temporaneamente l'inglese in favore della lingua madre è azzeccatissima. La musicalità esotica del portoghese acquisisce un sapore irresistibile, complici anche canzoni dalle melodie affascinanti, che mescolano il metal trademark Moonspell a sonorità mediterranee. Un disco, insomma, che già amo e che non posso che consigliarvi.
Se ne volete un antipasto, consigliatissime la splendida Todos Os Santos, l'inquietante e cattiva In Tremor Dei, l'apocalittica Desastre. Personalmente, ho adorato anche la cover Lanterna Dos Afogados degli Os Paralamas Do Sucesso che chiude il disco su note evocative e malinconiche.
Se volete invece una recensione tecnica e non da fan innamorata, ho apprezzato in particolare questa, che approfondisce in maniera molto interessante anche le tematiche del disco.


4 commenti:

  1. Un caro amico, che mi iniziò alla musica metal, mi fece ascoltare "Opium" dicendo: "Non so se esiste Dio, ma qualora così fosse, avrebbe questa voce".
    Non ho avuto ancora modo di ascoltare questo album, ma ottimo e sentito consiglio ;)

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