lunedì 1 gennaio 2018

A new year... in the making

Una delle ultime foto dell'anno...
un po' elvish style
Il novanta per cento delle volte che mi capita di leggere post o commenti sull'anno che finisce e quello che inizia, il succo del discorso è quantohafattoschifoquestoannodimerdanonvedol'orapassiesperiamocheilprossimononsiacosìorrendo.
Ora, tutti viviamo alti e bassi e di cose di cui avrei fatto a meno, nel 2017, ne ho anch'io, ma mi sento anche grata per tutte quelle buone, per tutti i ricordi che conserverò nel cuore. Così, ho deciso per il "focus on the positive". Fotografare l'anno che termina per quei piccoli o grandi particolari che mi hanno fatto sorridere, per le belle esperienze e per le sciocchezze apparentemente da poco, e affrontare il prossimo pensando a quello che vorrò fare. Sono stanca dell'eterna lotta impotente contro quello che non posso controllare e/o non posso cambiare; ciò che conta è quello che posso gestire io, il mio atteggiamento in primis. Sarà poco, a volte, ma è importante lo stesso.

E così, il 2017 è stato un anno di soddisfazioni e di momenti difficili, emotivamente parlando. Di cambiamenti personali e di progetti mancati. Di decisioni dolorose e di ripartenze. Ma, appunto... concentriamoci sul positivo, no? E quindi, se penso a quest'anno, molte cose mi tornano alla mente:

- libri che ho tradotto e amato moltissimo, come I diari della principessa di Carrie Fisher, Senza filtri di Lily Collins e un altro ancora, una scoperta bellissima che ho adorato (ma lo troverete a febbraio...) Sono state tre soddisfazioni personali grandissime.
- Così come, sempre per quanto riguarda il lavoro, è stata splendida - e lo è ancora - l'esperienza di insegnante alla Scuola Palomar. Un'esperienza che non si esaurisce con le lezioni, ma che rimane dentro, arricchisce, amplia gli orizzonti come poche altre.
- gli esercizi che ho iniziato a svolgere quasi tutti i giorni, affiancandoli all'aikido: qualcosa di nuovo per me, un passo avanti che solo qualche anno fa mi sarebbe parso impossibile. Un modo per riappropriarmi del mio corpo, dopo una vita di rapporto conflittuale con esso, di ferite fisiche ed emotive. Entrare in negozi dove un tempo non avrei trovato niente che mi andasse e potermi comprare tranquilla un paio di jeans di due-tre-quattro taglie meno rispetto ai miei periodi peggiori è una soddisfazione non da poco; ma lo è anche riuscire a fare esercizi che un tempo non riuscivo a reggere, notare i piccoli progressi, i movimenti più armonici, i muscoli delle braccia, delle gambe o degli addominali che assumono un'altra forma. Non si tratta semplicemente di estetica: si tratta di fare pace con una parte di me che non è mai "andata bene" fin da quando ero piccola.
- le profondità blu del mare al largo di Tenerife, esplorate con muta e bombole d'ossigeno: la mia prima esperienza di scuba diving, insomma. Una danza nel mio elemento, l'acqua. Una sensazione d'euforia e pace, di libertà e magia. Un'altra cosa che un tempo non avrei avuto il coraggio di fare. Spero solo che sia la prima volta, ma non l'ultima, perché se abitassi in una località di mare non farei altro che stare in acqua...
- Tenerife, ancora: è sembrata, in un certo senso, la prima vera vacanza di tutta la mia vita, per alcuni aspetti. La porto nel cuore per troppi motivi troppo complessi e personali per descriverli qui.
- il sapore del pistacchio e del limone, a condire l'estate. Mai particolarmente amato, mai cercato il pistacchio, eppure da un giorno all'altro, senza preavviso, quest'estate ho iniziato a cercarlo, nel gelato, nei dolci, in cucina. Così come ho iniziato a sperimentare ricette al limone. Perché? E chi lo sa. Cambiamenti. Evoluzione. Di sicuro sono sapori che sento ancora sulla lingua, se ripenso all'estate.
Da Pinterest
- i tatuaggi. Due. Uno per dire speranza. L'altro eternità, legame, famiglia... nonostante tutto e tutti. Spesso mi ritrovo ad accarezzarlo, quel tatuaggio, quell'edera che mi colora la pelle e che voglio tenace come quella in vaso nella mia cucina, o ancora di più - quell'edera che sopravvive in ogni condizione.
- il Natale. Un Natale caldo, bello, dolce.

Ma adesso è tempo di pensare anche al 2018, no? E quindi, cosa voglio portare con me nel prossimo anno - chi voglio essere? Quali sono, insomma, i "buoni propositi"?

- prima di tutto, voglio riappropriarmi del mio tempo. Salutare Facebook staccandolo mentre lavoro, per esempio, in modo che non mi distragga e io possa essere più produttiva. Ma anche tenermi il tempo di scrivere, il tempo per i week end di riposo o di viaggio, il tempo per vivere. Quest'anno ci ho provato, ma si può fare di meglio... passo dopo passo, un passo alla volta.
- l'entusiasmo per i nuovi progetti, anziché perdere energie e buon umore a pensare a quelli che non vanno in porto per un motivo o per l'altro. Voglio ritrovare la gioia di esprimermi come meglio credo.
- i libri, tanti, tantissimi, che attendono di essere letti. Storie, manuali, saggi, romanzi di ogni tipo. Voglio riempire la mia vita di inchiostro. Nel 2017 ho iniziato a ritrovare anche il tempo per la lettura, troppo sacrificato per un certo periodo.
- Decluttering. Voglio ripulire pian piano la mia casa del superfluo, di quello che non voglio più, di quello che si accumula e occupa spazio senza portare in cambio bellezza. E voglio più bellezza nella mia casa, più colori, più "piccole cose", più particolari che mi facciano sorridere.
- il romanzo nuovo in stesura. Un'impresa diversa da tutte le altre, stavolta. Mi sono data un termine di tempo, e intendo rispettarlo. E poi, altre storie. Tante.
- magia. Voglio magia, con tutto il cuore, di più, sempre di più.
- progetti arditi e obiettivi legati a date ben precise. Un po' mi spaventano, ma... di nuovo: un passo alla volta.

Mentre scrivo queste righe lotto per aggrapparmi a una fiducia che cerca di scivolarmi tra le dita. Ma so, ormai, che la fiducia per me è come le onde del mare, va e viene e anche se a volte non c'è poi ritorna. So che devo distinguere tra la pigrizia e il bisogno di riposare corpo e mente, e sapere quando è giusto concedermelo, quel riposo. Non so quanto riuscirò a fare di quello che vorrei, e so che tanto di quello che vorrei è semplicemente un desiderio impossibile, e so che la realtà non è come nei romanzi o nei film, e di sicuro non c'entra niente con nulla di quanto avrei potuto immaginare da bambina per il futuro; ma quello che farò voglio che sia magnifico, e quello che posso voglio che sia come un fiore ardente di colori. Voglio che faccia sorridere me, e chi mi sta intorno, e chi incrocio solo a volte, e chi sarà un semplice incontro fugace, e così via.

On air:
Caparezza, Ti fa stare bene

Da WeHeartIt

4 commenti:

  1. Mi è piaciuto molto questo post! Essere grati per le cose belle che ci sono capitate e che siamo riusciti ad ottenere è molto importante, ho cercato di farlo anch'io in questa fine-inizio di anno. Mi pare di esserci riuscita e ne sono davvero contenta!
    Ti auguro di realizzare i tuoi obiettivi per l'anno nuovo... ma anche che ti capitino cose belle che non avevi previsto!

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    1. Grazie per il tuo commento pieno di energia! E un forte abbraccio, che sia un anno splendido!

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  2. Bellissimo post su un argomento spesso trattato in modo superficiale. I bilanci e i propositi servono, anche se non trasformano la realtà in uno schioccare di dita (oppure sì?). Noi esseri umani diamo valore ai simboli, e fare il punto della situazione modula la luce che vogliamo splenda su di noi nei prossimi 365 giorni. Tanti auguri di un 2018 pieno di energie positive! :)

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    1. I simboli possiedono una grande forza, infatti. Poi certo, bisogna lavorare sodo... ma partire col piede giusto aiuta ^^ Tantissimi auguri a te! Un abbraccio :-*

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