martedì 23 gennaio 2018

Professor Marston and the Wonder Women

A volte la realtà è più incredibile della fantasia. O, se incredibile non è la parola giusta, più affascinante, più sorprendente.
Certo, questo dipende anche dal mindset e dal contesto sociale in cui si vive. Una semplice automobile, normalissima per tutti noi che in questo momento siamo connessi a internet, abbiamo l'elettricità e magari da un veicolo di quel tipo ci siamo appena scesi, risulterà scioccante per un indigeno che vive ancora come all'età della pietra. E anche se oggi le conquiste scientifiche abbondano e ci piace considerarci evoluti, basta guardarsi intorno per rendersi conto che, anche solo nel mondo cosiddetto "occidentale", c'è una profonda spaccatura tra quella parte della società più aperta e libera e quella più intransigente e legata a tradizioni passate. Ecco, lo so: già solo queste righe avete capito come la pensi io.

Perché questa premessa? Perché siamo abituati, nel nostro Paese ma non solo, a sentir discutere di matrimoni tra persone dello stesso sesso, per esempio; e mentre il mondo va avanti e sempre più nazioni riconoscono tale diritto, qui in Italia arranchiamo ancora tra squallidi episodi di omofobia. D'altronde, la situazione non è rosea neanche all'estero: ogni giorno rigurgiti d'intolleranza mettono in dubbio diritti che sembravano acquisiti, ogni giorno c'è chi s'interroga se una donna stuprata "se la sia cercata", chi fa proclami razzisti, chi si scandalizza se due uomini si tengono per mano (magari per poi sbavare segretamente all'idea di due ragazze che si baciano). Non mancano tuttavia, fortunatamente, le persone che si oppongono a intolleranza e prevaricazione. Non mancano film che affrontino la tematica dell'omofobia, per esempio (uno dei miei preferiti resta Mine vaganti) ed è sempre più facile trovare personaggi gay in telefilm o romanzi.
Quello che invece è estremamente più raro, invece, è un film come Professor Marston & the Wonder Women (grazie, grazie, mille volte grazie a Luca Tarenzi che me l'ha fatto vedere), uscito in autunno in America e in Italia... mah. Chissà se uscirà mai.
Perché questo film ha un difetto atroce: parla di poliamore, ed è una storia vera.

Il professor William Marston del titolo è il creatore di Wonder Woman, oltre che della macchina della verità. Lui è un professore universitario, assistito dalla moglie Elizabeth, brillante quanto lui ma ostacolata nella sua carriera dal gravissimo errore di essere nata con una vagina e dal fatto di dire ciò che pensa senza peli sulla lingua. Un giorno i due incontrano la bella e dolce Olive, studentessa intelligente e desiderosa di libertà, ma timida e repressa. Inizia così una delle più dolci, strazianti e incredibili storie d'amore che possiate immaginare: quella tra il professore, sua moglie Elizabeth e la giovane Olive. Un rapporto poliamoroso. Che cosa si intende con questo? Una relazione romantica in cui una o più delle persone coinvolte ama più di un partner. E uso il termine ama perché non si tratta di una versione elegante del concetto di "coppia aperta": il poliamore si riferisce alla possibilità di innamorarsi di più di una persona allo stesso tempo. Ed è quello che succede ai tre: anzi, se è subito evidente l'attrazione di Marston per la bella Olive, saranno le due donne le prime a rendersi conto che tra loro esiste un legame sentimentale: che Elizabeth e Olive si amano, ma entrambe amano anche William, e quest'ultimo ama entrambe.
Il rapporto tra i tre continua per anni, ostacolato dalla visione ristretta della società americana degli anni Trenta-Quaranta; una società dove i giochi erotici dal sapore bondage dei tre basterebbero da soli a emarginarli, figuriamoci se ci si aggiunge un amore saffico, e figuriamoci se a questo ci si aggiunge una relazione poli. Licenziati dall'università, costretti a reinventarsi, William ed Elizabeth vanno a vivere insieme a Olive, e pian piano la loro famiglia si allarga: entrambe le donne hanno due figli. Non è facile però nascondere la verità ai vicini, e quando il loro amore non convenzionale viene alla luce l'intolleranza, la grettezza e l'ostracismo delle persone metteranno a dura prova i tre protagonisti.


La storia d'amore al centro della trama, tuttavia, è solo uno dei temi che il film riesce ad affrontare con una grazia e una profondità invidiabili. Perché si parla di donne, e della loro forza. Si parla di libertà di espressione - e il film indaga le vicissitudini con la censura del fumetto Wonder Woman, che Marston inventò fondendo nella supereroina i tratti delle due donne amate. Fatico a scrivere queste righe, lo ammetto, perché il film mi ha toccato, commosso, appassionato ed esaltato su così tanti fronti che posso solo consigliarvelo con tutto il cuore: per la scrittura ottima, per i personaggi umani e complessi, con le loro imperfezioni e il loro grande coraggio. Certo, non tutte le teorie psicologiche del professor Marston risultano forse ancora comprensibili. Ma il film è estremamente ben riuscito nel raccontare difficoltà e gioie dei suoi personaggi, e le ultime immagini, con le fotografie dei veri William, Elizabeth e Olive, testimoniano una volta di più che non si tratta di fiction: Marston morì giovane, nel 1947, ma le sue due compagne continuarono la loro relazione fino alla morte di Olive nel 1985.

E così penso: forse il mondo sta cambiando, se possiamo raccontare una storia come questa? Se per una volta un uomo o una donna innamorati di due persone non sono costretti a scegliere, e questa classica recipe for disaster si conclude invece bene? Se gli ostacoli, l'ostracismo, la censura non li fermano, e per una volta l'amore è davvero più forte, è davvero abbastanza?
Poi mi torna in mente una notizia di mesi fa, su tre uomini che si sono sposati (ovviamente all'estero, non ricordo dove), e ricordo i commenti buzzurri, ma anche quelli che, pur pacati, dicevano comunque no. Non è possibile amare due persone. Senz'altro è una situazione subita, non voluta. Una deviazione, non amore.
Non suona molto diverso da chi dice che l'omosessualità è contronatura, no?
Ecco, finché avremo la presunzione di sapere quant'è grande il cuore altrui, finché avremo la presunzione di poter decidere cosa è amore e cosa no, cosa è normale e cosa no tra adulti consenzienti, di strada da fare ce ne sarà ancora. Parecchia.

P.S.
Si è parlato di questo film in Italia? Mah. Da una ricerca rapida e sicuramente parziale su internet, vedo che qui si cita un professore "poligamo" (NO. Poligamia e poliamore NON sono la stessa cosa). Qui invece si parla di "Una vicenda di malessere e masochismo, ma anche di assoggettamento erotico e mentale, praticato ai danni della giovane adepta usata a suo dire come “una cavia da laboratorio”" (ancora peggio: ai danni? Malessere? Assoggettamento? Qualcuno ha mai spiegato la differenza tra sottomissione erotica e sottomissione reale?). Fortunatamente c'è chi ha compreso meglio l'essenza del film (qui leggo che "ha indagato in maniera delicata i rapporti familiari e amorosi del professore Marston, senza dimenticare però la componente sensuale"). Uscirà mai in Italia questo film? La mia parte pessimista risponde figuriamoci, e una data d'uscita per ora non l'ho trovata, ma spero che qualcuno di voi possa segnalarmene una e smentirmi...

Se siete interessati ad approfondire, ecco un interessante articolo sui film che narrano relazioni poli.


7 commenti:

  1. Ma non uscirà NEVER in Italia e se lo farà sarà accompagnato dalla solita accozzaglia di commenti e polemiche imbecilli (tremo all'idea di psichiatri pronti ad accaparrarsi posti a tg/varietà per SPIEGARE questi concetti...).
    Se è recuperabile provvederò immantinente a guardarlo, non avevo idea che ci fosse questa storia dietro al creatore di Wonder Woman *__*

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    1. Io lo sapevo da un po', ma solo per caso abbiamo scoperto che ne avevano fatto un film...
      Da un lato la prospettiva dei commenti di pubblico ed esperti italiani mi fa imbufalire, dall'altro mi viene da dire... Bring them on! Sono pronta a combattere.

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  2. Riccardo Ervini23 gennaio 2018 15:12

    Dico solo una cosa: che stooooooria! :-D grazie per l’articolo!

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    1. Spero ti piaccia, fammi sapere! Oh, e ti aspettiamo ad Arona!

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  3. Di certo mi hai incuriosita nei confronti di un film il cui titolo non mi diceva nulla. Sul poliamore non so, a me sembra sempre l'anticamera della tragedia, più che altro per il desiderio insito nell'essere umano di essere unico e speciale almeno per una persona. Chissà se il film metterà in dubbio la mia idea?

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    1. Al di là del film, che è comunque una storia vera, certo il poliamore non fa per tutti, ma se rientra nella nostra natura non è affatto più "tragico" di una qualsiasi relazione a due. Ci sono alcuni problemi simili, altri diversi, e come in ogni relazione sincera si cerca la soluzione insieme.

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  4. Ho letto in merito "The secret history of Wonder Woman" di Jill Lepore ( https://www.amazon.com/Secret-History-Wonder-Woman/dp/0804173400 ) dove Marston fa un po' la figura del furbetto in cerca di autopromozione ad ogni costo con le sue invenzioni, ma sembra anche più il "sultano" al centro di una relazione poligama, con l'autrice che avendo intervistato uno dei figli escludeva un suo ruolo di dominatore della partner più giovane. Questo non impedisce che tali fantasie nei fumetti comparissero, ovviamente, ma ho il timore che il film, che purtroppo conosco solo per il tuo post ma che cercherò di recuperare, dia una versione dei fatti più in linea con l'immaginario progressista di oggi che reale.

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