giovedì 1 febbraio 2018

Welcome back, February

Ma davvero è finito gennaio? Sul serio? Per la prima volta, quest'anno, mi è sembrato durare tre o quattro mesi, non uno solo... Sarà che c'è stato tanto da fare, tanto lavoro, tanti incontri e appuntamenti, tanti alti e bassi emotivi, tante cose da smuovere a spintoni e tante che iniziano a srotolarsi veloci. Il 2018 è iniziato in maniera difficoltosa, ma adesso sta prendendo avvio... e sì, ho sonno cronico e troppo poco tempo per fare tutto, ma ho anche LA VOGLIA di fare. Idee e progetti. E un piccolo, grande brivido sottopelle, un'emozione che cresce... stay tuned ;-)

E oggi arriva febbraio. Un mese a cui sono sempre stata affezionata perché è quello della mia nascita, e fin da piccola mi pareva adeguato essere venuta al mondo nel mese più strano e unico dell'anno, quello più corto di tutti e quindi quello più speciale, quello da centellinare. Un mese che ho sempre associato all'azzurro, il mio colore preferito, e al bianco. Il mese di carnevale e di San Valentino.
Per quanto riguarda queste due feste, non ho mai amato il carnevale perché da piccola non ho mai avuto la possibilità di travestirmi con costumi decenti, ed era quindi l'ennesima occasione per sentirsi diversa dagli altri e impacciata alle feste (benvenuti nel tunnel dei miei traumi infantili). Adesso, però, che carnevale evoca follia e anticonformismo, nella mia mente, la capacità di dissacrare le autorità paludate e godere della vita, mi sembra adeguato anche questo.
E San Valentino... be', certo, è una festa commerciale, sdolcinata e bla bla bla. Ma degli aspetti istituzionalizzati non mi importa niente: mi importa solo che sia una festa dell'amore, e guardate un po': come non mi vergogno dei miei lati dark o di vestirmi di borchie, non mi vergogno nemmeno di dire che I am for love. Oggi che vedo glorificati razzismo, odio o violenze per me aberranti, io che sono cresciuta con la semplice convinzione che tutti gli uomini appartengono alla medesima razza umana e che tendere una mano a chi ne ha bisogno sia più importante che arrampicarsi sui cadaveri altrui, per me l'amore è ancora più importante: l'amore per la libertà (di essere se stessi, di amare chi e come si vuole, di viaggiare e conoscere e scoprire), l'amore per i gesti gentili, l'amore per le persone care. Un amore in cui avvolgermi come in una coperta, a ogni commento ignorante o brutale o sgarbato o sessista che leggo su internet, a ogni notizia che sembra far sprofondare questo nostro mondo nell'arretratezza, anziché nel progresso.
Ogni tanto mi dicono che vengo da Andalasia, come Giselle di Come d'incanto. E anche se non voglio essere ingenua come lei, be', penso che mi vada bene, cercare di rendere il mio mondo pieno d'amore. Ho sempre amato i personaggi tormentati, a tutto tondo, quelli che lottano contro i loro difetti e i loro errori, perché è così che accade nella vita; ma mi piace che quei personaggi, in fondo, abbiamo il cuore al posto giusto.

E così adesso comincia febbraio, ho già più cose da fare che tempo per farle, coccolo speranze e scoppietto di emozioni come pop corn in una pentola, e temo e spero e temo e spero. Ma voglio sia un mese bianco e azzurro, di fiori che spuntano dopo l'inverno e sogni sfrenati, un vero, nuovo inizio.

On air:
The Shins, Simple song ("Love's such a delicate thing that we do...")


Immagine da https://it.pinterest.com/pin/341499584237313613/

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