lunedì 23 aprile 2018

Né a Dio né al Diavolo - cover reveal

Ho pensato e ripensato a mille introduzioni, per questo post, e poi ho deciso che non servivano. Quindi, rimando i commenti a dopo. Oggi è il giorno in cui si svelano trama, copertina e titolo del mio prossimo romanzo. Prima di tutto, dunque, eccoli:




La trama:
Biveno. “Capitale del nulla”. Sessantamila anime dimenticate da Dio ai piedi delle Alpi piemontesi. Da lì un giorno d’estate del 2010 parte una macchina diretta a un colossale festival metal in Germania, con a bordo il terzetto peggio assortito della storia: Ivan, senza lavoro ma con qualche segreto, depresso con l’orlo del baratro a portata di mano; Tom, idraulico per professione e giullare per vocazione, troppo abituato a fingere di essere un idiota; e il tizio silenzioso che tutti chiamano Lucifero, capelli lunghi e occhiali scuri d’ordinanza, vampiro da quasi quattrocento anni. E non serve a nulla che lui parli tranquillamente della sua vera natura, tanto nessuno ci crede, Tom meno di chiunque altro. Dovranno cominciare a balenare gli artigli e a scorrere il sangue perché i due ragazzi si rendano conto che frequentare un mostro non è innocuo come una canzone black metal. Men che meno un mostro che si trascina dietro amanti immortali, vendette secolari e una sete che nulla al mondo può spegnere. Ma le notti sono lunghe a Biveno, e c’è tempo per imparare...

“Il sangue gli riempiva la gola. Inzuppava la paglia. Lui tremò, tremò più forte. Scivolò su un fianco. Il respiro era più faticoso. Un'ombra gelida sommerse la cella, lo strinse in un'ultima morsa. Era un buio aggressivo, eppure quasi rassicurante. Tutto scorreva via. Anche le parole si perdevano, e se pure avesse avuto ancora voce, le parole che gli rimanevano non le avrebbe rivolte né a Dio, né al diavolo. La promessa che aveva infranto non l'aveva fatta nel loro nome.”

Ecco qui.
È difficile spiegare l'emozione che provo in questo momento, mentre preparo il post e contemplo la splendida copertina opera del magnifico Davide Nadalin. La storia di Né a Dio né al Diavolo è quella che più parla di me, tra tutte quelle che ho scritto. Ha avuto un percorso accidentatissimo, dal suo primo nucleo (quand'era solo una sorta di novella) risalente ormai a oltre una decina di anni fa fino alla forma attuale di oltre 800.000 battute, ma adesso posso dire che sia stato giusto così: se l'avessi pubblicata in una delle sue forme precedenti, i personaggi non sarebbero stati così delineati, il loro passato non sarebbe stato così preciso, certe scene non avrebbero avuto lo stesso significato.

Sì, ve ne parlerò ancora, di questo libro, certo, e pian piano vi racconterò un po' di retroscena, se vorrete. Ma se un pochino almeno mi conoscete, già capite quante delle mie passioni hanno dato una forma a questa storia, da quella per i vampiri - il Dracula del romanzo di Stoker, il folklore, le tradizioni, più che qualsiasi altri vampiro cinematografico o letterario - a quella per il metal. Entrambe passioni nate quand'ero adolescente (a tredici anni lessi Stoker, intorno ai sedici cominciai ad ascoltare seriamente metal) e che mi porto dietro ancora adesso, con l'identico amore, nonostante gli anni sulle spalle e un'adolescenza ormai conclusa.
E Né a Dio né al Diavolo è anche questo, in fondo. Una storia che parla di come mi sentivo quando avevo l'età dei suoi protagonisti (ventiquattro) e non avevo idea della strada che avrei percorso. Se penso al sostantivo che descrive quella sensazione, è impotenza: non sapere cosa fare, e soprattutto, anche quando si sa, non avere la possibilità, materiale o emotiva o entrambe, per farlo.
Poi, certo, ci sono i vampiri.

Insomma, ecco a voi Né a Dio né al Diavolo. Spero che lo amerete quanto lo amo io.

On air:
La colonna sonora di NaDnaD secondo me ^_^

4 commenti:

  1. Quest'anno mi sa che salterò il salone del libro ma questo libro non lo salterò affatto!! Evviva *__*

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  2. Sarà mio, questo è certo. Intanto, complimenti! :)

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    1. Grazie cara! Spero ti piacerà ^_^

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