martedì 22 maggio 2018

Colori

Domenica sera ero a Padova con una carissima amica e straordinaria fotografa, a godermi una serata fuori dopo un week end di lavoro alla Scuola Palomar. Una serata a passeggiare nel centro di una Padova tranquilla, fatta di stradine convolute e portici, di edifici che parlano d'altre epoche e pochi gruppetti di ragazzi che, come me, si rilassavano prima del lunedì.
Non era la prima volta che mi capitava di girare per i locali cittadini in buona compagnia, visto che ormai da quelle parti ci capito spesso. Questa serata, tuttavia, mi ha colpito in maniera particolare.
Forse perché venivo da giorni in cui internet aveva cercato in ogni modo di devastare la mia fiducia nell'umanità, proponendomi raggelanti commenti aggressivi/ignoranti/omofobi/razzisti in coda agli articoli di cronaca e politica. Forse perché non ci si può non interrogare su ciò che accadrà a questo Paese, in questo periodo. Forse, semplicemente, perché sono sensibile alla Bellezza. Ed è stata Bellezza pura, questa serata in una città che porta con orgoglio i segni dell'età come una splendida donna che sfoggi le sue rughe e i suoi capelli grigi con un sorriso, non con il botox. Non solo per il buon cibo - ramen, e ho detto tutto - o perché i veneti e i loro bicchieri di vino bianco a stomaco buono affossano chiunque. Ma semplicemente perché ero parte di un mosaico fluido composto da infinite tessere, che si aggregavano e si separavano e ogni volta si lasciavano più belle: gli amici noti e gli amici di amici, la giovane dominicana dalla bellezza dolce e vibrante e dal sorriso incredibile con i suoceri italiani che mi hanno fatto sentire subito come se fossi "di casa" anche solo per quelle poche frasi che c'è stato il tempo di scambiare, i ragazzi che ci hanno raccontato dell'organizzazione dell'imminente Padova Pride, bilanciando stanchezza e burocrazia a un entusiasmo e una energia positiva contagiosi, e perfino i venditori ambulanti di accendini o di rose, che salutavano tutti e che tutti salutavano con un sorriso.
Tutto qui. Cultura e culture diverse, sorrisi e bicchieri che tintinnano, chiacchiere e scambi di esperienze di ogni tipo. Giovani e meno giovani, italiani e non, uomini e donne, etero e gay. Qualche ora appena, qualche strada un po' dissestata da percorrere e il lastricato per sedersi facendo capannello sotto i lampioni. Tutto naturale, niente di costruito, niente sguardi obliqui e sussurri nascosti a condire sorrisi falsi. Tutto così naturale che non avrebbe neanche bisogno di essere notato, in un mondo ideale, e che invece VA notato, e va raccontato, e va festeggiato, oggi, qui, perché ce n'è bisogno.
E io lo so che non è questa l'Italia, non è questa l'Italia che sento aggredire chi vive l'amore fuori da presunte tradizioni e chi ha un accento diverso. Ma è questa l'Italia che mi piace, questo turbine di bianco e nero e caffelatte e mille altre sfumature, questo incontro di mani che si stringono e sguardi che non giudicano, questa energia che va difesa, perché questa, questa è la Bellezza.


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