giovedì 3 maggio 2018

Death is not the worst - Book Reveal Party

Partecipo volentieri alla festa per l'uscita di Death is not the worst di Julia Sienna e Helena Cornell, che sono molto curiosa di leggere e che uscirà al Salone del Libro di Torino come il mio Né a Dio né al Diavolo. Proprio adesso, in contemporanea a questo post, su www.facebook.com/spacciatoreseriale potete partecipare all'intervista alle autrici, a disposizione per rispondere alle vostre domande.
Nel frattempo...

La trama:
Norwich, Mississippi. La prestigiosa cittadina universitaria si sta preparando ad affrontare un nuovo
anno accademico, incurante della scia di macabri omicidi e sparizioni che sta affliggendo il Sud
degli Stati Uniti.
Catherine O'Bryan, giovane studentessa della Ole Lady, ritornata alla città natale per lasciarsi alle
spalle gli spiacevoli eventi del suo recente passato, si imbatte nello spavaldo Tristan, unico erede
dell'antica famiglia Averhart, che dimostra da subito interesse per lei, tanto da infrangere ogni
regola e divieto si fosse imposto pur di farsi notare. Oltre il sorriso sprezzante del ragazzo, però, si
celano ferite molto più profonde di quelle che la sua pelle mostra con fin troppa assiduità. Nel suo
sangue si nasconde l'ira di un predatore, una maledizione che nessun Averhart può sciogliere, nemmeno dopo secoli di sofferenza e molte vite spese in tributo.
Fiamme nella notte, riti sciamanici, cannibalismo, corpi che bruciano occultando agli Umani uno
dei più grandi segreti della Storia, ma questa è solo routine per gli Averhart e gli altri Cacciatori.
Il nemico li attende nell'ombra, pronto a ucciderli non appena abbasseranno la guardia. I suoi occhi
d'ambra non smetteranno mai di fissarli, fino a quando non li avrà eliminati. Tutti.
Solo la Morte potrà placare la sua terribile Vendetta.



Di seguito, un estratto in anteprima dal capitolo XXI, “The chosen one”
L'esile figura di un ragazzo sulla trentina apparve sull'uscio.

William socchiuse le palpebre, fiutando subito la paura che permeava quell'essere. Timore e angoscia, mischiate al decadente sentore di una vita insulsa che brama rivalsa. Gli Umani sanno essere davvero curiosi a volte.
Il giovane strabuzzò gli occhi scuri, le cui pupille sembravano due piccole macchie di inchiostro nero, liquido e denso. «Sei tu, volevo dire... lei. I-io non pensavo...» sussurrò incerto, il mento sporcato da un velo di ispida peluria.
Will fissò il volto pallido del suo ospite, un viso anonimo e smunto come avrebbe potuto essere quello di qualsiasi altro dimenticato da Dio in quella città. In quello Stato. In quel mondo. «Le tenebre custodiscono tutto ciò che è prezioso per loro. Come potrei scordarmi di te, ragazzo?» Cercò di produrre un sorriso amichevole, mostrando volontariamente la punta dei canini oltre il profilo sottile delle labbra.
«Lo sapevo, lo sapevo che quel corso alla Amethyst Center mi avrebbe portato a qualcosa di magnifico!» esclamò lui, accennando un inchino mentre si spostava per lasciarlo passare. «Si sono smosse proprio le energie giuste...» concluse, sfumando la sua voce in un pigolio trasognato.
Will avanzò all'interno dell'appartamento, scrutando nella penombra: non c'erano muri a dividere la cucina dal soggiorno, il lavandino era pieno di piatti sporchi e la luce azzurrognola di un computer pulsava dal tavolino vicino al divano. Un ambiente che si arrogava la pretesa di essere contemporaneo, con i suoi arredi industriali e le pareti di mattoni a vista, ma che si risolveva in un freddo guazzabuglio di grigi, marroni e verdi slavati.
William si volse appena, facendo scintillare i suoi occhi di ghiaccio in direzione del ragazzo. «Sei a casa da solo, Louis?»
Il giovane sussultò, sentendo pronunciare il suo nome. «Sì... sì, il mio coinquilino è via per lavoro.» Chiuse la porta con il catenaccio e accese, con il piede, l'interruttore della lampada a stelo.
Will corrugò la fronte, infastidito dall'improvvisa luce giallastra che era esplosa davanti a lui.
«Posso offrirle qualcosa? Del caffè... beh, no... n-non credo di avere qualcosa di appropriato... a parte il mio sangue, ma sarebbe un onore per me, Signore...»
«Non ho intenzione di divorarti, né di bere il tuo sangue, Louis» tagliò corto Will. «Sono qui per altro.»
Il ragazzo si allontanò dalla porta e andò verso il divano, sedendosi tra i cuscini di vellutino color senape. «Si accomodi...»
«Sto bene in piedi» confermò lui, mentre lo sguardo vagava sulle mensole stracolme di cristalli, piramidi e ogni paccottiglia dal vago sapore esoterico.
Louis era un giovane Umano intrappolato nella sua noiosa realtà di impiegato informatico. Un numero tra le migliaia di una multinazionale, nessuna gloria, nessun disonore. Soffriva, rinchiuso nella prigione di una vita monotona e rassicurante, frustato dalla voglia di evadere, di riscoprirsi speciale e sentirsi in qualche modo predatore. Donne, denaro, influenza, fascino. Voglie assecondate e distorte in perversioni da un famelico approccio all'occultismo e ogni altra pratica esoterica che sembrava prometterne la realizzazione. Will aveva compreso subito con chi avrebbe avuto a che fare, sin dal primo istante che lo aveva visto al seminario “Guarire con il potere dei Cristalli”. Tutte dannate idiozie, ma ottimi terreni di caccia. Espirò lentamente, l'espressione cupa e i muscoli del viso immobili. Rifugiarsi nelle Tenebre espone sempre a grandi pericoli, soprattutto quando non si hanno i mezzi per vedere cosa celano al loro interno. Magia rossa, magia nera, evocazioni demoniache... I libri stipati a forza in una piccola libreria scorrevano rapidi sotto i suoi occhi impassibili. Nessun colore, cristallo o demone avrebbe potuto donare a un Umano la facoltà di diventare un Predatore, solo l'illusione di esserlo. L'unico modo per diventare Predatori era nascerci.

Ne approfitto infine per segnalarvi l'incontro organizzato da Gainsworth "MOSTRI IN RITARDO. PERCHÉ IN ITALIA L'URBAN FANTASY NON ARRIVA?" che si terrà alle 10:30 nello Spazio Stock del Padiglione 5.
È la branca del genere fantastico più venduta sul mercato internazionale negli ultimi quindici anni. Macina numeri che superano di molto tutti i "cugini" più classici. Ha prodotto capolavori universalmente riconosciuti. Eppure in Italia tanto gli editori quanto il pubblico sanno a stento che cosa sia. Per quale motivo il nostro Paese sembra incapace di accettare l'Urban Fantasy? Proviamo a scoprirlo in un dialogo aperto con i più diretti interessati: i lettori.
Parteciperemo io, Luca Tarenzi, Julia Sienna e Helena Cornell.
pratica esoterica che sembrava prometterne la realizzazione. Will aveva
compreso subito con chi avrebbe avuto a che fare, sin dal primo istante che lo
aveva visto al seminario Guarire con il potere dei Cristalli”. Tutte dannate
idiozie, ma ottimi terreni di caccia. Espirò lentamente, l'espressione cupa e i
muscoli del viso immobili. Rifugiarsi nelle Tenebre espone sempre a grandi
pericoli, soprattutto quando non si hanno i mezzi per vedere cosa celano al loro
interno. Magia rossa, magia nera, evocazioni demoniache... I libri stipati a forza
in una piccola libreria scorrevano rapidi sotto i suoi occhi impassibili. Nessun
colore, cristallo o demone avrebbe potuto donare a un Umano la facoltà di
diventare un Predatore, solo l'illusione di esserlo. L'unico modo per diventare
Predatori era nascerci.
pratica esoterica che sembrava prometterne la realizzazione. Will aveva
compreso subito con chi avrebbe avuto a che fare, sin dal primo istante che lo
aveva visto al seminario Guarire con il potere dei Cristalli”. Tutte dannate
idiozie, ma ottimi terreni di caccia. Espirò lentamente, l'espressione cupa e i
muscoli del viso immobili. Rifugiarsi nelle Tenebre espone sempre a grandi
pericoli, soprattutto quando non si hanno i mezzi per vedere cosa celano al loro
interno. Magia rossa, magia nera, evocazioni demoniache... I libri stipati a forza
in una piccola libreria scorrevano rapidi sotto i suoi occhi impassibili. Nessun
colore, cristallo o demone avrebbe potuto donare a un Umano la facoltà di
diventare un Predatore, solo l'illusione di esserlo. L'unico modo per diventare
Predatori era nascerci.

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