giovedì 17 maggio 2018

Né a Dio né al Diavolo- la colonna sonora. 2: Iron Maiden - Wasting love

Buongiorno! Oggi vi svelo un altro pezzettino di "colonna sonora" che ho assegnato al romanzo. L'elenco completo delle canzoni, con il capitolo di riferimento, è inserito in coda al libro, ma mi piacerebbe in questi post raccontare qualche aneddoto o spiegare i motivi della scelta, anche perché al Salone di Torino, parlando con i lettori, mi è stato chiesto spesso il criterio che ho usato.

Le canzoni prescelte sono quelle che trovo adatte, per atmosfera, a quanto viene narrato in un determinato capitolo, ma devono anche avere almeno una parte di testo che possa applicarsi alle scene, alle emozioni e allo stato d'animo dei personaggi (il frammento di canzone che, idealmente, userei per accompagnare quanto avviene se invece che un romanzo fosse un film, insomma). Per esempio, uno delle ballad più belle degli Iron Maiden, Wasting love (da Fear of the dark, 1992), è perfetta nella sua disperata malinconia, nel senso di vuoto che trasmette, per il secondo capitolo, dove Ivan affronta le conseguenze di quanto ha appena vissuto e si sente un deserto nell'anima. Come vi ho già scritto altre volte, questo libro ha avuto una lunga gestazione e ha assunto la sua forma attuale dalla stratificazione di molte revisioni, aggiunte e riscritture; la prima parte risale a oltre dieci anni fa, e questo secondo capitolo è riuscito a convogliare allo stesso tempo sensazioni che provavo io stessa quando avevo più o meno l'età di Ivan (ventiquattro anni) ed esperienze successive, all'inizio della mia "seconda vita", dai ventinove in poi. No, non sono uno di quegli autori che inseriscono personaggi ricalcati su se stessi, ma con i personaggi di questo libro ho un legame particolare e Ivan condivide con me alcuni dei momenti peggiori e più difficili della mia vita. D'altronde, spesso i personaggi sono un mosaico di elementi reali e immaginari, di frammenti di sé e di altre persone, di sorprese inaspettate e radici concrete, almeno per quanto mi riguarda.
Il vuoto che prova Ivan in questo secondo capitolo di Né a Dio né al Diavolo, la sensazione di non avere più nulla da stringere in mano, mi ricorda questo frammento del testo:

... All of our lives, covered up quickly by the tides of time
Sands are flowing and the lines are in your hand
In your eyes I see the hunger, and the desperate cry that tears the night

Spend your days full of emptiness
Spend your years full of loneliness
Wasting love, in a desperate caress
Rolling shadows of night...

Riscoprite l'album, uno di quelli degli Iron Maiden a cui sono più affezionata, e regalatevi un ascolto della canzone, che è, a mio parere, semplicemente splendida.

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