lunedì 23 luglio 2018

Storia vera

Non ti ama, Elisa.
Non ti ama la persona - non riesco a chiamarlo uomo, insulterei gli uomini - che quando sei furiosa perché lo hai visto fare qualcosa che ti ha fatto star male ti strattona per un braccio per costringerti a restare. Non ti ama la persona che si getta in ginocchio di fronte a te implorandoti e abbracciandoti le gambe e poi, quando vede che non funziona, ti si piazza davanti e ti urla di ascoltarlo. Non ti ama se ti ringhia "guardami negli occhi, stai zitta". Non ti ama se ti sbatte contro il muro di una casa.

Non è un uomo, Elisa, quello che fa la voce grossa con te e ti sbandiera giuramenti "su mia madre, sul figlio che avremo": è solo un verme ammantato dei sogni che ti hanno detto che dovresti avere. Non è un uomo quello che, messo di fronte alle sue azioni ignobili e a qualcuno che non mostra paura di lui, nega dicendo "ma no, non ho alzato le mani" e ti trascina via: è un verme e per di più codardo.

Non è un uomo, Elisa, e tu non sei "la sua donna".
Ama te stessa, Elisa, e lasciatelo alle spalle, perché poi ti sentirai più leggera. Sarai libera, e avrai anche spazio per un amore che ti abbracci e non ti spaventi, che ti rispetti e non ti comandi.
Ama te stessa, Elisa, e lasciatelo alle spalle, perché quello che è successo è solo il maledetto atto di una tragedia: il primo.

P.S. Non risponderò ad alcuna domanda sulla natura o i dettagli dell'episodio che ho descritto: sappiate solo che è tutto vero. L'unica cosa che mi interessa è la speranza che queste parole arrivino a Elisa, o almeno ad altre ragazze e donne che potrebbero averne bisogno.


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