lunedì 27 agosto 2018

Essere donna

La settimana scorsa ho avuto l'onore e il piacere di essere ospitata da Carolina Capria di L'ha scritto una femmina, bellissima pagina Facebook che vi invito a seguire.e che raccoglie recensioni di opere scritte da donne, cercando di promuoverne l'arte e sfatare il mito ahimè fin troppo diffuso che le donne "scrivano solo per donne", mentre gli uomini scrivano "per tutti" (e come capirete, da autrice urban fantasy che si è sentita dire più di una volta "pensavo scrivessi paranormal romance", il tema mi sta particolarmente a cuore).
Per Carolina, ho parlato di Senza filtri di Lily Collins, un libro che ho tradotto l'anno scorso e che vi avevo già segnalato qui. Riscopritelo, perché è uno di quei testi che andrebbero fatti leggere nelle scuole - come sopra, a ragazzi e ragazze. Oggi, invece, vi voglio segnalare due libri che ho scoperto proprio grazie a L'ha scritto una femmina, molto diversi ma accomunati dalle riflessioni su che cosa voglia dire essere una donna nel mondo contemporaneo. No, non sono libri "contro" gli uomini (come forse qualcuno potrebbe pensare): femminismo non vuol dire superiorità femminile, femminismo significa uguali diritti per tutti, indipendentemente dal sesso e dall'orientamento sessuale.

Il primo è Gli uomini mi spiegano le cose di Rebecca Solnit, una raccolta di saggi brevi che partono dal mansplaining (la tendenza di alcuni uomini a "spiegare" alle donne cose di cui le interlocutrici sono già esperte, partendo dal presupposto, insomma, che le donne non sappiano, non siano in grado, non conoscano). Ma questo è solo uno degli argomenti del libro, che consiglierei davvero di leggere - alle donne perché, come me, si ritroveranno fin troppo spesso in certi meccanismi e situazioni descritti nel libro, e agli uomini perché potrebbe stupirli. Sono convinta che un problema fondamentale, nella comunicazione uomo-donna, sia la mancanza di un dialogo veramente sincero, che vada al di là degli stereotipi e affronti anche quello che normalmente viene trascurato; spesso ho l'impressione che uomini e donne cerchino di capirsi basandosi sugli sketch dei comici che ironizzano sulla moglie che porta il marito all'Ikea o sull'uomo che quando vede delle tette non capisce più niente. Ecco, andare oltre a questi stereotipi farebbe bene a tutti, "maschi" e "femmine". Me ne sono resa conto davvero negli ultimi anni, avendo finalmente trovato persone illuminate con cui poter discutere di queste cose.
Detto questo, leggete il libro di Rebecca Solnit se non avete paura di raggelarvi di fronte alle statistiche sui casi di molestie e stupro; se volete riflettere sui motivi - e sui danni - di un'educazione e un'ambiente in cui le donne, prima ancora di lavorare per migliorarsi e raggiungere i propri obiettivi, devono convincersi che no, non è giusto essere interrotte; che no, non sono obbligate a essere "carine e accomodanti"; che no, non devono temere di dire la propria, di mollare un fidanzato oppressivo. Gli uomini mi spiegano le cose contiene una delle descrizioni più lucide e complete della cosiddetta rape culture, la cultura dello stupro - che non riguarda solo le violenze fisiche, ma anche tutti quegli atteggiamenti più o meno misogini che continuano in qualche modo a giustificarle discolpandone gli autori e colpevolizzando le vittime.



Il secondo libro che vi segnalo ha un taglio molto diverso e scanzonato, Ci vogliono le palle per essere una donna (orribile titolo che sostituisce l'originale How to be a woman) di Caitlin Moran. A partire dalla propria biografia, Moran parla di tutte quelle tappe fondamentali della vita a cui una donna può andare incontro - il primo ciclo, la scoperta dell'amore e del sesso, il rapporto con il cibo e il proprio corpo, l'ingresso nel mondo del lavoro, gli episodi di discriminazione, fino al matrimonio, all'eventuale maternità, ad argomenti scottanti come l'aborto. Con brio e comicità, a volte un po' greve ma senza dubbio senza peli sulla lingua, il libro diventa una summa di esperienze con cui tutte ci possiamo confrontare, svelando quelle trappole e quelle gabbie in cui ci si ritrova infilate prima di rendersi conto che è possibile uscirne e decidere da sole se sia proprio necessario "tenersi un uomo" che magari è uno stronzo, se sia proprio necessario entrare in una taglia 40, se sia proprio necessario essere delle principessine; e, allo stesso tempo, denunciando tutte quelle abitudini talmente diffuse e radicate che spesso non ci si rende conto di quanto subdolamente misogine - proprio perché non si tratta di dichiarazioni esplicite in stile "le donne non possono/sono/fanno", ma di meccanismi assai più sottili (come l'insistenza a preoccuparsi più della vita sentimentale e/o della maternità di donne famose piuttosto che del loro lavoro e della loro arte o la tendenza ad aspettarsi che per le donne il tempo si fermi a trent'anni mentre i capelli grigi rendono gli uomini "affascinanti"). Con un saggio, liberatorio consiglio finale: fregarsene delle aspettative, delle consuetudini, di ciò che crediamo di dover essere, per preoccuparsi invece di ciò che vogliamo fare; non pensare a una lotta "uomini vs donne", ma a un cammino da percorrere insieme, uomini e donne in lotta fianco a fianco contro le discriminazioni.

6 commenti:

  1. Due (anzi tre!) titoli molto interessanti! Peccato che leggo molto lentamente e la lista è sempre lunga, però me li segno!

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    1. Solnit e Collins sono libri piuttosto corti, e l'ultimo si legge molto in fretta, anche se è più lungo :-)

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  2. Mai come in questi ultimi tempi trovo che sia necessario rispolverare un po' di sano femminismo.
    Grazie per le segnalazioni.

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    1. Tutto quello che si pensava "conquistato" e "assodato" va difeso ogni giorno... darlo per scontato è diventato pericolosissimo

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  3. Ci vogliono le palle per essere una donna non è poi così brutto (il titolo, il libro ancora non lo ho letto), più che altro è ironico, fa il suo dovere, attira. Sul resto, perfettamente d'accordo - vabbe', lo dico, personalmente odio tutti gli "ismi", ma più che i termini sono i fatti e i pensieri che contano...

    Buonagiornata a tutte.

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    1. " più che i termini sono i fatti e i pensieri che contano... " > d'accordissimo

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