mercoledì 20 febbraio 2019

Stanchezza, sogni e strane storie

Strano periodo, questo.
Pienissimo di lavoro e di appuntamenti, di stress e di divertimento. Pieno di cose da fare e di dubbi. Di fatica mentale (sì, lavoro, l'ho già detto, ma anche millamila pensieri impazziti) e fisica (quando riuscirò ad avere le braccia e le spalle abbastanza forti da reggere la spada tutto il tempo necessario senza i crampi dal male non sarà mai troppo presto). Gennaio è durato tipo tre mesi - e quant'è stato faticoso, emotivamente e spiritualmente - mentre febbraio sta volando via alla velocità della luce e non riesco a intravedere attimi di respiro all'orizzonte, con poche eccezioni.
In mezzo a tutto questo, però, si trova anche il tempo per lavorare alle storie - o meglio, lo si strappa a brandelli da tutto il resto. Ho finito la rilettura/self editing del romanzo a cui ho lavorato nel corso di quest'anno, un esperimento per me insolito sotto ogni punto di vista. No, ancora non riesco a valutarlo con certezza, ma almeno i primi pareri dei betamartiri sono stati positivi. E una cosa posso dirla: il romanzo dice esattamente quello che volevo dicesse. L'ho scritto sull'onda di un sogno - sì, una notte ormai lontana sognai l'intera storia dall'inizio alla fine, e all'istante decisi che meritava di venire raccontata. Da allora, naturalmente, ha subito aggiustatine e ampliamenti, ma il nucleo è sempre rimasto lo stesso. E alcune parti sono state difficili da scrivere, molto. Rileggerle anche. Ma sì, dicono quello che desideravo.
E quindi ora il romanzo sta decantando, in attesa delle ultime limature in base alle osservazioni utili che mi verranno fatte. Poi prenderà la sua strada. Vedremo dove lo porterà... ma, in ogni caso, l'esperimento che volevo tentare è riuscito.
E ora è tempo di iniziare a pensare a una nuova storia...

(E al prossimo urban fantasy, in uscita a maggio ;-) E all'antologia di cui avete visto l'anteprima a Lucca Comics, anch'essa in pubblicazione lo stesso mese. E ad altre cose ancora... stay tuned.)

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