martedì 23 luglio 2019

The Changeover - La figlia della Luna

La copertina della mia
(vecchissima) edizione
Da adolescente adoravo i romanzi delle collane Junior Mondadori, non di rado delle vere e proprie chicche capaci di rivolgersi ai giovani ma di essere godibili anche per gli adulti; romanzi che sapevano trattare tematiche scottanti (e non da poco: ricordo che si parlava di molestie e stupri, malattie mentali, omofobia...), ma senza risultare didascalici; che contenevano storie d'amore credibili anziché melassa e stalker travestiti da principi azzurri; ragazze sveglie anziché isteriche che solo perché trattano male tutti si credono forti e solo perché frignano ogni tre per due si credono sensibili; e che, nelle serie horror e gialli, non disdegnavano una sana quantità di sangue e budella sparse anziché ammorbidire il tutto. Insomma, a differenza di (troppi, non tutti) i romanzi young adult preferiti oggi, erano libri che non trattavano gli adolescenti come dei cretini troppo delicati per non doverli proteggere dalla realtà.


La locandina del film (quella meno Twilight style)
Uno dei miei preferiti era La figlia della Luna, o The Changeover (1984), di Margaret Mahy, pluripremiata autrice per ragazzi scomparsa il 23 luglio del 2012 e (same old sad story) molto più famosa all'estero che in Italia. Si trattava della storia di un'adolescente che, per salvare la vita al fratellino attaccato con la magia da un uomo malvagio, capace di vampirizzare l'energia vitale dei bambini, diventa una strega, aiutata da un solitario compagno di scuola, il quale è a sua volta una strega, come tutte le donne della sua famiglia. Per farvene capire l'importanza, vi dirò che il romanzo è anche citato nella Short history of fantasy di Edward James e Farah Mendlesohn (lo trovate alla pagina 141). Credo sia stato uno dei primi urban fantasy che ho letto quando ancora non sapevo nemmeno che cosa volesse dire quell'etichetta: intenso e intelligente, visionario e inquietante al punto giusto, una storia di crescita e iniziazione femminile come ce ne vorrebbero sempre di più, di magia e stregoneria ma senza influenze new age e wiccane stereotipate, e in cui perfino la storia d'amore tra la protagonista e l'amico che l'aiuta non la butta in melassa ed è sia credibile sia solida.

Perché ve ne parlo? Perché di recente ho recuperato il film che ne è stato tratto nel 2017, con un fantastico Timothy Spall nei panni del "cattivo" (e un cameo di Lucy Lawless - sempre sia lodata). L'ambientazione è naturalmente aggiornata alla nostra epoca (ci sono i cellulari, per esempio), in una cittadina che porta ancora le cicatrici di un recente terremoto, e purtroppo il simpatico Sorensen, la "strega maschio" che aiuta la protagonista Laura, diventa una specie di figaccione creepy e oh-così-tenebroso stile Edward Cullen anziché l'ironico secchione senza peli sulla lingua che ricordavo. Nel complesso, nonostante le semplificazioni e le libertà (e qualcosa che non mi ha convinto molto nel finale), il film (di cui ho trovato pochissime tracce in Italia, cercate direttamente la versione originale e fate prima) si fa vedere e rende comunque parzialmente giustizia al romanzo, che però vi consiglio assolutamente di recuperare e leggere (accidenti, ora ho voglia di rileggerlo anch'io per rispolverare i miei ricordi!)

Trailer

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