martedì 10 dicembre 2019

Piccolo, fiero e speciale

Lavorare come traduttrice significa spesso passare mesi interi in compagnia di un autore o un'autrice - una compagnia serrata ma muta, a distanza ma intima - e poi, di colpo, interrompere il rapporto alla consegna del lavoro, quando - solitamente sfiniti dopo gli ultimi tocchi di lima - si invia la fatidica mail con il testo consegnato. Si passa ad altro, ci si dimentica quasi del lungo viaggio appena concluso, relegato in un angolo della memoria. Trascorrono altri mesi.
Poi arriva un pacchetto e ehi, il libro è uscito.

A me è successo ieri, con questo volume graziosissimo: la storia di Bodacious, il gatto pastore, memoir scritto da Suzanna Crampton da Bodacious stesso, felino irlandese che vive e dirige una fattoria tra pecore, cavalli e alpaca, aiutando la sua Pastorella, tanto simpatica quanto tosta, a mandarla avanti. Un libro semplice, scorrevole e delizioso come una tazza di cioccolata calda, che si divide tra il racconto della vita di fattoria nell'arco di un anno (con il volgere delle stagioni, i cambiamenti della natura, i lavori da sbrigare, i momenti comici e quelli drammatici), quello della vita avventurosa della Pastorella in giro per il mondo e, ovviamente quello delle avventure del temerario Bodacious. Non voglio svelarvi troppo: lasciate che sia Bodacious stesso a guidarvi nel tour della sua fattoria - ma non cercate di prenderlo in braccio. Andate a caccia tra l'erba alta e preparatevi a lunghe notti insommi per assistere alle pecore partorienti. A casa, alla fattoria, vi aspetterà un buon pasto e il meritato riposo.

Sì, l'ho tradotto io, e l'ho anche amato. Ve lo consiglio con tutto il cuore, perché quel piccolo gatto ostinato e fiero mi è entrato nel cuore e ci ha lasciato l'impronta.

Bodacious, il gatto pastore, Suzanna Crampton, HarperCollins 2019.

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